papalcoins Inviato 2 Gennaio, 2014 #1 Inviato 2 Gennaio, 2014 Una cosa che mi sono sempre chiesto è la quantità dei conii(e dei punzoni) che si approntano per la produzione delle monete e la loro durata. Quante monete in media(tenendo conto della diversa durezza della lega delle stesse)si riescono e riuscivano a produrre prima di sostituire il punzone o il conio?Per produrli si usa un acciaio tipo widia,qualcosa di più "elastico" o altre leghe? Grazie a chi vorrà intervenire Marco Cita
papalcoins Inviato 4 Gennaio, 2014 Autore #2 Inviato 4 Gennaio, 2014 nessuno?Trovo l'argomento già trattato da qualche parte? Cita
Ianva Inviato 4 Gennaio, 2014 #3 Inviato 4 Gennaio, 2014 Ciao, avevo visto la tua interessante domanda ma non posso darti risposte, sono anche io in attesa, come te :) Cita
herbert Inviato 4 Gennaio, 2014 #5 Inviato 4 Gennaio, 2014 Ciao. Per quanto riguarda la monetazione attuale puoi dare un'occhiata a questo link: http://www.ing.unitn.it/~colombo/moneta/monetazione.htm In particolare al capitolo su "lo sviluppo delle matrici", nel quale si dice che un conio può battere dalle 250.000 a un milione di monete. I coni sono realizzati in acciaio (non dice che tipo), induriti (temprati?) e protetti dall'usura tramite elettrodeposizione di cromo. Il numero di conii in uso immagino dipenda dalla quantità di monete che si devono battere e dai tempi entro cui si vuole realizzare la produzione. Per quanto riguarda la monetazione antica e medievale, quando la coniazione si faceva a martello, il Finetti in "Numismatica e Tecnologia" riporta i dati degli esperimenti di Sellwood dai quali risulta che con un conio di martello si potevano battere circa 8000 monete e tra le 10000 e le 16000 con uno di incudine se il tondello era preventivamente arroventato; circa la metà con i tondelli freddi. La coniazione a caldo è stata utilizzata fino al basso impero, era resa necessaria dal materiale dei coni (bronzo o ferro induriti), dalle dimensioni dei moduli e dallo spessore dei rilievi. Successivamente con la riduzione dei moduli e dei rilievi si generalizzò la coniazione a freddo. 4 Cita
papalcoins Inviato 4 Gennaio, 2014 Autore #6 Inviato 4 Gennaio, 2014 grazie mille,molto interessante Un saluto Marco Cita
Ianva Inviato 7 Gennaio, 2014 #7 Inviato 7 Gennaio, 2014 Grazie per le inormazioni, non conoscevo questi dati. E grazie anche per il link, ho capito finalmente come vengono realizzate le monete bimetalliche :) Cita
adamaney Inviato 10 Gennaio, 2014 #8 Inviato 10 Gennaio, 2014 a proposito di bimetalliche... qualcuno conosce qualche discussione dove si sia eventualmente già parlato di tondelli centrali invertiti (una faccia con D/ tondello esterno e R/ tondello interno)? Grazie e ciao a tutti Cita
herbert Inviato 11 Gennaio, 2014 #9 Inviato 11 Gennaio, 2014 @adamaney Si tratta di monete artefatte: smontate e successivamente rimontate con la parte esterna invertita rispetto a quella interna. http://www.lamoneta.it/topic/46544-2-euro-italia-2006-stranissimi-errore-di-conio/ Cita
angelocesas Inviato 9 Luglio, 2020 #11 Inviato 9 Luglio, 2020 Il 4/1/2014 alle 22:40, herbert dice: Ciao. Per quanto riguarda la monetazione attuale puoi dare un'occhiata a questo link: http://www.ing.unitn.it/~colombo/moneta/monetazione.htm In particolare al capitolo su "lo sviluppo delle matrici", nel quale si dice che un conio può battere dalle 250.000 a un milione di monete. I coni sono realizzati in acciaio (non dice che tipo), induriti (temprati?) e protetti dall'usura tramite elettrodeposizione di cromo. Il numero di conii in uso immagino dipenda dalla quantità di monete che si devono battere e dai tempi entro cui si vuole realizzare la produzione. Per quanto riguarda la monetazione antica e medievale, quando la coniazione si faceva a martello, il Finetti in "Numismatica e Tecnologia" riporta i dati degli esperimenti di Sellwood dai quali risulta che con un conio di martello si potevano battere circa 8000 monete e tra le 10000 e le 16000 con uno di incudine se il tondello era preventivamente arroventato; circa la metà con i tondelli freddi. La coniazione a caldo è stata utilizzata fino al basso impero, era resa necessaria dal materiale dei coni (bronzo o ferro induriti), dalle dimensioni dei moduli e dallo spessore dei rilievi. Successivamente con la riduzione dei moduli e dei rilievi si generalizzò la coniazione a freddo. due acciai che vanno bene sono k 600 e k340 anbedue della bohler il primo per piccole tirature il secondo per grandi tirature Cita
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