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stella alpina

VENEZIA Bolle in piombo dei Dogi

Risposte migliori

stella alpina

Gentilissimo amici

Qualcuno conosce il significato di "ETC" presente nell'ultima riga della legenda delle Bolle?

Grazie

Stella Alpina

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dabbene
Supporter

Quello che so è che nella monetazione milanese dei Visconti e Sforza l'ET in leggenda stava per E come congiunzione, invece ET C, stava per Eccetera......

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417sonia
Supporter

Ciao Mario

"patientia".......

l' ETC che si trova nelle bolle dogali in piombo, quelle che riportano il nome del doge, non è altro che l'abbreviazione di etcetera.

In origine il doge si fregiava del titolo di "Dux Venetiæ et Dalmatiæ" oppure "Dux Veneticorum et Dalmatianorum"; successivamente, dopo la presa di Costantinopoli, aggiunsero anche "Dominus quartae partis et dimidiae totius Imperii Romaniae"

Troppo lunga la solfa....e quindi l'hanno abbreviata con etcetera (inteso come: ed altro!)

Ci sono poi le bolle emesse dalla cancelleria ducale in vacanza dogale, cioè nel periodo nel quale non era ancora stato eletto il nuovo doge, dopo la morte del precedente. In queste non c'è ovviamente il nome del doge, ma un sobrio "Dominivm Venetiarvm"

Un caro saluto

luciano

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dabbene
Supporter

Bene Luciano, svelato l'ETC pensavo che potrebbe essere anche uno spunto interessante vedere una bolla dogale, hanno indubbiamente il loro fascino e molto da raccontare...io ci provo sempre :blum:....

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dux-sab

se vi accontentate io ho solo questa che ho preso per la conservazione che, per essere un piombo del 1250 circa, trovo eccezionale.

post-10498-0-89192600-1389895474_thumb.j

post-10498-0-16504500-1389895529_thumb.j

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dabbene
Supporter

Come degna cornice, dal sito mcsearch, lotto 1364 Asta Ranieri 4, 2012, è una bolla di Leonardo Loredan - 1501 - 1521 con la leggenda con l'ETC su sei righe, chi vuole aggiungere altro ....in effetti lo scritto diventa lungo..... :blum:

post-18626-0-37939300-1389895606_thumb.j

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stella alpina

Carissimi amici

Grazie a tutti per le vostre preziose spiegazioni.

Un grazie particolare a Luciano sempre preparatissimo sulla monetazione Veneziana ;) ;)

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417sonia
Supporter

se vi accontentate io ho solo questa che ho preso per la conservazione che, per essere un piombo del 1250 circa, trovo eccezionale.

Buona serata

assolutamente bellissima, complimenti.

Quella che segue, purtroppo, non è mia ma di fonte mcsearch...giusto per ricollegarmi alle bolle "anonime"

post-21005-0-22807600-1389906329_thumb.j

saluti

luciano

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dabbene
Supporter

Si riesce ad avere Luciano, secondo te, una datazione presunta di queste anonime ? Indubbiamente hanno diversità anche iconografiche e direi di leggenda rispetto a quelle tradizionali direi.....

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417sonia
Supporter

Si riesce ad avere Luciano, secondo te, una datazione presunta di queste anonime ? Indubbiamente hanno diversità anche iconografiche e direi di leggenda rispetto a quelle tradizionali direi.....

Ci si deve riferire necessariamente agli aspetti iconografici, anche perché, essendo anonime, non avevano "scadenza" ed i coni lavorando sul piombo avevano certamente una vita più logeva rispetto a quelli che servivano per coniare le monete.

Inoltre, anche l'uso delle bolle non era così frequente come può essere la battitura delle monete. Senza contare che queste bolle entravano in gioco quando non c'era il doge titolato ed anche (non mi ricordo dove l'ho letto) per missive dove non era indispensabile l'uso delle bolle che riportassero il nome del doge.

L'uso delle rosette, ovvero delle stelline, oppure di altri disegni, come le foglioline che si vedono in quella che ho postato, danno l'idea, secondo me, di una bolla tarda; direi del 700.

Ma anche il tipo di lettere e l'immagine stessa del leone possono dare indicazioni temporali. Personalmente non ho mai fatto alcuna ricerca in proposito, quindi non mi posso addentrare più di tanto in speculazioni.

Certamente sarebbe interessante avere qualche ulteriore informazione da chi è appassionato.

Luciano

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dabbene
Supporter

Ci ho messo un po', ma posso ora dimostrare di essere un po' anch'io " veneziano "...., la mia bolla è di Antonio Priuli ( 1618 - 1623 ), con il suo ETC in leggenda e la classica raffigurazione di San Marco col doge, sarà per il piombo, sarà per lo spessore e le rappresentazioni, ma certamente tenuta in mano odora di storia, decisamente.....

post-18626-0-93024100-1389975531_thumb.j

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stella alpina

Ah dimenticavo.......una cosa che nutre la mia curiosità!!!

Anche le bolle in piombo avevo un peso prefissato come le monete? :unsure: :unsure:

Grazie

Stella Alpina

Modificato da stella alpina

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dabbene
Supporter

Non sono certo un esperto di bolle :blum:.....,quello che posso dirti è che erano alla fine dei sigilli che avevano la funzione di identità e garanzia, è una invenzione dell'uomo che nasce dal fatto di avere e fornire assicurazione e garanzia con modalità affidabili, sia di autenticita', di chiusura.

A seconda del documento ci potevano essere diverse forme e modalità di suggello, era il segno del garante su un testo o un documento, una lettera importante.

C'era un tipario originale col quale il sigillo in esame poteva essere confrontato facilmente, se era lontano il confronto era più difficile e allora si prevedeva l'impronta di confronto da venir utilizzato ad esempio una cretuta campione da paragonare a quella in arrivo,

Però la cretula di confronto doveva essere ben protetta poi per evitare riproduzioni o duplicazioni per avere dei falsi ; il sigillo identifica l'autorità che è delegata a garantire e lo stesso può essere impresso, mantenendo le sue garanzie con prodotto diversi ( per documenti prestigiosi fu usato anche l'oro )

Quindi aveva certamente caratteristiche prestabilite che ritroviamo poi nell'impronta del tipario originale.

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417sonia
Supporter

Ah dimenticavo.......una cosa che nutre la mia curiosità!!!

Anche le bolle in piombo avevo un peso prefissato come le monete? :unsure: :unsure:

Grazie

Stella Alpina

Buona serata

erano senza dubbio dei prodotti "standardizzati" per quello che riguarda l'iconografia e la legenda (anche se col tempo si sono anch'esse "raffinate", però, da quello che ho potuto vedere, le dimensioni non sono sempre state uguali.

Da una veloce scorsa al catalogo d'asta di Finarte dell'11/12 nov. 92 (dove ne furono esitate parecchie) ho visto bolle più piccole di altre, sia nel peso, sia nelle dimensioni; stranamente - per il periodo - nel catalogo ci sono dichiarati i diametri ed i pesi e sono molto differenti.

Di alcune, nella descrizione, c'è anche l'avvertenza che si tratta di "grande modulo".

Penso quindi che i tipi siano molto vari......

saluti

luciano

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defa92

Non sono certo un esperto di bolle :blum:.....,quello che posso dirti è che erano alla fine dei sigilli che avevano la funzione di identità e garanzia, è una invenzione dell'uomo che nasce dal fatto di avere e fornire assicurazione e garanzia con modalità affidabili, sia di autenticita', di chiusura.

A seconda del documento ci potevano essere diverse forme e modalità di suggello, era il segno del garante su un testo o un documento, una lettera importante.

C'era un tipario originale col quale il sigillo in esame poteva essere confrontato facilmente, se era lontano il confronto era più difficile e allora si prevedeva l'impronta di confronto da venir utilizzato ad esempio una cretuta campione da paragonare a quella in arrivo,

Però la cretula di confronto doveva essere ben protetta poi per evitare riproduzioni o duplicazioni per avere dei falsi ; il sigillo identifica l'autorità che è delegata a garantire e lo stesso può essere impresso, mantenendo le sue garanzie con prodotto diversi ( per documenti prestigiosi fu usato anche l'oro )

Quindi aveva certamente caratteristiche prestabilite che ritroviamo poi nell'impronta del tipario originale.

Grazie @@dabbene, stavo per l'appunto per chiedere da ignorante in materia a cosa servissero queste bolle... Ma onestamente ancora non ho ben capito come funzionava.. Qualche buona anima che me lo rispiega?:)

Thomas

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Arka

Il documento veniva pegato in modo tale da non poter essere letto, poi veniveno praticati dei buchi per farci passare la corda e, infine, le due estremità della corda venivano chiuse con il sigillo. Quindi per leggere il documento si poteva rompere il sigillo, tagliare la corda o tagliare il documento. Quest'ultima pratica era molto usata e il taglio avveniva in modo tale da conservare intatta sia la corda che il sigillo.

Arka

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gigetto13

contribuisco umilmente con la mia bolla con pergamena (ancora allegata) di Francesco Erizzo per far vedere come si presentavano le bolle nella loro destinazione originaria.

Ciao,

Luigi

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