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Difetti di conio nelle monete di Ferdinando II


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Alessandro72

Buonasera, vorrei porre una domanda: come mai un re attento alle tecnologie che videro Napoli protagonista di primati come la prima ferrovia d'Italia nonché il primo ponte d'Acciaio sul Garigliano , il primo telegrafo e via discorrendo non ebbe la stessa sensibilità di far adottare nella sua zecca pantografi e quant' altro servisse per rendere le monete asettiche da errori di centratura, graffi , debolezze ecc ??? Come mai un re pignolo che curava personalmente le evoluzioni militari sul campo marte e che era così attento al giudizio degli ambasciatori stranieri a corte, permettesse che girassero monete appena coniate con la sua effige deturpata da graffi profondi ed indelebili?? Grazie per l'attenzione!

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Alessandro72

Accetto anche pareri non scientifici!! Provando e riprovando al fin si scopre il vero: ci terrei ad avere anche il tuo parere pure se non ortodosso, grazie!

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Alessandro72

Io penso, ma non sono sicuro , che Ferdinando non era amante dei fronzoli e dell'estetica , disse è finita l'epoca dei pappagalli , riferito alla presenza di animali d'abbellimento del nonno e poi tolse dal rovescio le croci e il toson d'oro che era stato in uso fino a Francesco I, dulcis in fundo si faceva spesso ritrarre in divisa militare ma è la mia personalissima interpretazione aspetto pareri più autorevoli!!

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francesco77

Ciao Alessandro, grazie mille per il gentile quesito. Dunque: la monetazione borbonica dell'800 seguiva un processo produttivo diverso da quello utilizzato in altre zecche europee, questo perchè i conii erano punzonati con un criterio differente. In primis il punzone madre che delineava il volume dell'effigie era grezzo (vedi immagine allegata dei conii e punzoni originali, quella indicata dalla freccia è il suddetto punzone grezzo), e poi rifinito dagli artisti incisori nella capigliatura e negli elementi araldici al rovescio, stessa discorso le leggende, i distanziatori per apporre i caratteri c'erano ma non c'era un'impronta precisa su dove ubicare i caratteri e i numerali, ecco perchè in quasi tutte le monete ci troviamo di fronte a differenze di conio spesso sostanziali, maggiormente riscontrabili nelle leggende. Per i graffi di conio ci sono state diverse teorie negli anni, in effetti in altre monete di altri stati italiani ed esteri mancano quasi del tutto questi graffi ........... perchè a Napoli c'era anche una diversa metodologia di apposizione delle leggende in incuso nel taglio delle monete ed per questo tali manovre graffiavano spesso le superfici delle monete. Ora mi domanderete: perchè la presenza dei graffi sulle monete sono da imputare maggiormente alle manovre di incusione dei tagli? ............ Perchè come contro-prova vi faccio notare la quasi assoluta perfezione delle medaglie napoletane coeve, dove i tagli sono lisci e i graffi non ci sono.

Occhio ragazzi! L'originalità dei conii delle monete napoletane fa sì che tali monete fossero opere d'arte originali e non il prodotto di una coniazione fredda e dozzinale ....... dove ogni moneta è perfettamente uguale all'altra.

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francesco77

Io penso, ma non sono sicuro , che Ferdinando non era amante dei fronzoli e dell'estetica , disse è finita l'epoca dei pappagalli , riferito alla presenza di animali d'abbellimento del nonno e poi tolse dal rovescio le croci e il toson d'oro che era stato in uso fino a Francesco I, dulcis in fundo si faceva spesso ritrarre in divisa militare ma è la mia personalissima interpretazione aspetto pareri più autorevoli!!

Quello che tu scrivi è confermato in un documento dell'epoca ........... ma forse non c'entra niente con l'illuminismo e il mecenatismo artistico di Ferdinando II. Quando leggerai il documento del 29 novembre 1830 capirai tutto. http://www.ilportaledelsud.org/bcnn1976d.pdf

I decori floreali con relativi collari da gran maestro dei vari ordini cavallereschi a ridosso degli stemmi vennero eliminati per facilitare le operazioni di incisione dei conii. :good:

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francesco77

Aspetto sempre con anzia un tuo studio sul tema Francesco :)

Grazie Piero, molto gentile, purtroppo nella pubblicazione dei libri sono una tartaruga, questo dipende dal fatto che non amo scrivere stando dietro una scrivania e davanti ad un computer. Io devo muovermi, andare a sfogliare, ed ogni spostamento si sa che comporta tempo e denaro. Un po' di pazienza. Grazie mille per il tuo incoraggiamento. :good:

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francesco77

Scusa Alessandro, ho notato che la discussione è intitolata "ERRORI DI CONIO .......", ti dispiace se la rinomino come "DIFETTI DI CONIO....."? Grazie

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Rex Neap

Ciao Alessandro, grazie mille per il gentile quesito. Dunque: la monetazione borbonica dell'800 seguiva un processo produttivo diverso da quello utilizzato in altre zecche europee, questo perchè i conii erano punzonati con un criterio differente. In primis il punzone madre che delineava il volume dell'effigie era grezzo (vedi immagine allegata dei conii e punzoni originali, quella indicata dalla freccia è il suddetto punzone grezzo), e poi rifinito dagli artisti incisori nella capigliatura e negli elementi araldici al rovescio, stessa discorso le leggende, i distanziatori per apporre i caratteri c'erano ma non c'era un'impronta precisa su dove ubicare i caratteri e i numerali, ecco perchè in quasi tutte le monete ci troviamo di fronte a differenze di conio spesso sostanziali, maggiormente riscontrabili nelle leggende. Per i graffi di conio ci sono state diverse teorie negli anni, in effetti in altre monete di altri stati italiani ed esteri mancano quasi del tutto questi graffi ........... perchè a Napoli c'era anche una diversa metodologia di apposizione delle leggende in incuso nel taglio delle monete ed per questo tali manovre graffiavano spesso le superfici delle monete. Ora mi domanderete: perchè la presenza dei graffi sulle monete sono da imputare maggiormente alle manovre di incusione dei tagli? ............ Perchè come contro-prova vi faccio notare la quasi assoluta perfezione delle medaglie napoletane coeve, dove i tagli sono lisci e i graffi non ci sono.

Occhio ragazzi! L'originalità dei conii delle monete napoletane fa sì che tali monete fossero opere d'arte originali e non il prodotto di una coniazione fredda e dozzinale ....... dove ogni moneta è perfettamente uguale all'altra.

@@francesco77...come è il tuo solito hai sempre una risposta validissima e quasi sempre certificata.....ora però ti faccio una domanda alla quale devo dare un mio primo parere e poi tu mi dirai se ho scritto stupidaggini:

la domanda sarebbe questa ... per quanto riguarda i graffi hai scritto la giusta differenza tra una moneta ed una medaglia, ma se osserviamo le legende sulle medaglie .... e i particolari secondari che non sono effigi e/o figure e stemmi qui non ci sono errori. ribattiture di numeri e date, disallineamente ecc. ecc. questo perchè ? per me è che le medaglie venivano lavorate solo dai primi o al massimo dai secondi incisori (quindi da artisti di primo livello) mentre le monete ...... ...... ....... giusto ?

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francesco77

@@francesco77...come è il tuo solito hai sempre una risposta validissima e quasi sempre certificata.....ora però ti faccio una domanda alla quale devo dare un mio primo parere e poi tu mi dirai se ho scritto stupidaggini:

la domanda sarebbe questa ... per quanto riguarda i graffi hai scritto la giusta differenza tra una moneta ed una medaglia, ma se osserviamo le legende sulle medaglie .... e i particolari secondari che non sono effigi e/o figure e stemmi qui non ci sono errori. ribattiture di numeri e date, disallineamente ecc. ecc. questo perchè ? per me è che le medaglie venivano lavorate solo dai primi o al massimo dai secondi incisori (quindi da artisti di primo livello) mentre le monete ...... ...... ....... giusto ?

Eheheheh, bravo, fuoco, fuoco!

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Alessandro72

Colpito e affondato, acuta osservazione ma mi sembra che il De Sopo attribuisse i graffi alle verge di argento, quindi prima ancora di esserci stata la coniazione ,tanto è vero che i graffi sono sottoposti ,spesso, all' effige o allo stemma !!

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Alessandro72

Avevo letto anch'io il motivo per cui era stato semplificato il rovescio ma non capisco la confusione che poteva generare, visto che era chiaramente scritto il nome del sovrano e il relativo regno!

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demonetis
Supporter

Una domanda a franceco77: la foto dei conî che hai postato l'hai scattata al museo archeologico nazionale di Napoli? Tempo fa lo visitai e visionai una collozione di monete e di conî. Grazie.

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Alessandro72

Buongiorno Francesco, vorrei sapere se il risultato finale era cagionato da 2 coni punzoni :il conio madre grezzo per la posizione dell'effige e il punzone per tutti i particolari del volto del re o vi erano punzoni per capelli, per occhi ecc, in buona sostanza se l'effige era ricavata da due battiture di conio o più!! Chiedo maggior dettagli per spiegarmi alcune differenze di espressione di Ferdinando II che non capisco se è dovuto all' usura di alcuni particolari, tipo le palpebre o il naso oppure ai diversi punzoni adoperati!! Per i graffi di conio potrebbe essere che residui di materiale nel conio per vibrazione cadessero sul tondello e facendo diminuire la tolleranza tra la moneta e il macchinario , generassero i graffi? La tua teoria sulla lavorazione ad incuso sul taglio mi convince ma non essendo i graffi presenti su tutte ci deve essere una concausa, tipo espansione dei metalli per riscaldamento magari le prime monete a freddo non avevano di questi problemi poi quando il macchinario era caldo presentava l'errore, cosa che magari costrinsero gli addetti ai lavori di conviverci!!

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francesco77

Buongiorno Francesco, vorrei sapere se il risultato finale era cagionato da 2 coni punzoni :il conio madre grezzo per la posizione dell'effige e il punzone per tutti i particolari del volto del re o vi erano punzoni per capelli, per occhi ecc, in buona sostanza se l'effige era ricavata da due battiture di conio o più!! Chiedo maggior dettagli per spiegarmi alcune differenze di espressione di Ferdinando II che non capisco se è dovuto all' usura di alcuni particolari, tipo le palpebre o il naso oppure ai diversi punzoni adoperati!! Per i graffi di conio potrebbe essere che residui di materiale nel conio per vibrazione cadessero sul tondello e facendo diminuire la tolleranza tra la moneta e il macchinario , generassero i graffi? La tua teoria sulla lavorazione ad incuso sul taglio mi convince ma non essendo i graffi presenti su tutte ci deve essere una concausa, tipo espansione dei metalli per riscaldamento magari le prime monete a freddo non avevano di questi problemi poi quando il macchinario era caldo presentava l'errore, cosa che magari costrinsero gli addetti ai lavori di conviverci!!

Ciao Alessandro, al post 5 ho scritto brevemente come veniva concepito e ideato un conio, gli incisori rifinivano dopo l'improntatura dei volumi dell'effigie tutti i più sottili particolari e non solo i capelli. Per i graffi ti consiglio di leggere la discussione aperta ieri da @talleone rriguardo i graffi di conio.

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