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diodoro

Ancora falsi

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numizmo

Se non ho capito male , su un punto concordiamo: che vista la tecnica della coniazione adottata, il numero di esemplari ottenibili era esiguo...altresì esiguo era il numero di esemplari che necessitavano al tiranno del momento, per le sue esigenze dimostrative ( oggi direbbero esigenze "celoduriste").

Quindi Due conii di dritto e tre di rovescio( quindi uno almeno si è rotto presto), presumo senza ripassi e reincisioni degli stessi, portano ad un presumibile 7/8000 pezzi di monete battute.....mi sembra una quantità perfettamente insufficiente per l'uso economico...d'altra parte, vista la misera qualità dell'impressione, da te stesso definita come soverchiata dalla ben più profonda impressione siracusana, anche come mezzo di propaganda non mi sembrano molto efficaci: illeggibile la legenda, irriconoscibili o quasi le impressioni, per di più soverchiate da quelle istituzionali, come biglietto da visita erano ben poca cosa....io, a questo punto, facendo il conto della serva, penso più che questa emissione abbia invero tutte le caratteristiche di trascuratezza e scarsa estetica delle emissioni di necessità a integrazione o sostituzione del circolante, tant'è che si sorvola allegramente sul messaggio e sulla sua forza, e questo mi riporta al discorso che come sostituto del circolante siamo di fronte a quantitativi supposti davvero minimi e suppongo anche insufficienti alla bisogna...d'altra parte come messaggio "pubblicitario" era intrinsecamente inefficace per la morfologia caratteristica...c'è qualcosa che non riesco a far quadrare...o le quantità sono superiori, e allora c'è da cercare altri conii...oppure le sue ragioni di essere devono ricercarsi in altre spinte.

personalmente, io tiranno dell'epoca che cerco fama e notorietà, avrei cercato di far arrivare il mio messaggio con più forza e chiarezza...e il fatto che non sia neanche capace di oscurare la moneta siracusana che ribatto non è un messaggio di forza e potenza...magari, avrei fatto qualcosa in argento, facilmente trasformabile in tondelli anche da un foglio tagliato e rettificato.. o, al limite, piuttosto in piombo, ma sempre ben coniato ( no sarei stato né il primo,né l'unico a farlo)..se l'intento era il messaggio intrinseco alla moneta...se invece ho bisogno di soldi per pagare le mie necessità e batto la MIA moneta, ne faccio a sufficienza per tutte le spese che devo affrontare.......ribadisco che, sicuramente per mia mancanza, non riesco ad afferrare la logica di una situazione così pragmaticamente poco valida..

P.S. Guarda che questa non è polemica è voler capire ...

Edited by numizmo

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diodoro

Se non ho capito male , su un punto concordiamo: che vista la tecnica della coniazione adottata, il numero di esemplari ottenibili era esiguo...altresì esiguo era il numero di esemplari che necessitavano al tiranno del momento, per le sue esigenze dimostrative ( oggi direbbero esigenze "celoduriste").

Quindi Due conii di dritto e tre di rovescio( quindi uno almeno si è rotto presto), presumo senza ripassi e reincisioni degli stessi, portano ad un presumibile 7/8000 pezzi di monete battute.....mi sembra una quantità perfettamente insufficiente per l'uso economico...d'altra parte, vista la misera qualità dell'impressione, da te stesso definita come soverchiata dalla ben più profonda impressione siracusana, anche come mezzo di propaganda non mi sembrano molto efficaci: illeggibile la legenda, irriconoscibili o quasi le impressioni, per di più soverchiate da quelle istituzionali, come biglietto da visita erano ben poca cosa....io, a questo punto, facendo il conto della serva, penso più che questa emissione abbia invero tutte le caratteristiche di trascuratezza e scarsa estetica delle emissioni di necessità a integrazione o sostituzione del circolante, tant'è che si sorvola allegramente sul messaggio e sulla sua forza, e questo mi riporta al discorso che come sostituto del circolante siamo di fronte a quantitativi supposti davvero minimi e suppongo anche insufficienti alla bisogna...d'altra parte come messaggio "pubblicitario" era intrinsecamente inefficace per la morfologia caratteristica...c'è qualcosa che non riesco a far quadrare...o le quantità sono superiori, e allora c'è da cercare altri conii...oppure le sue ragioni di essere devono ricercarsi in altre spinte.

personalmente, io tiranno dell'epoca che cerco fama e notorietà, avrei cercato di far arrivare il mio messaggio con più forza e chiarezza...e il fatto che non sia neanche capace di oscurare la moneta siracusana che ribatto non è un messaggio di forza e potenza...magari, avrei fatto qualcosa in argento, facilmente trasformabile in tondelli anche da un foglio tagliato e rettificato.. o, al limite, piuttosto in piombo, ma sempre ben coniato ( no sarei stato né il primo,né l'unico a farlo)..se l'intento era il messaggio intrinseco alla moneta...se invece ho bisogno di soldi per pagare le mie necessità e batto la MIA moneta, ne faccio a sufficienza per tutte le spese che devo affrontare.......ribadisco che, sicuramente per mia mancanza, non riesco ad afferrare la logica di una situazione così pragmaticamente poco valida..

Lo scopo di queste serie era in primis ( con priorità anche sulla motivazione politica) quello di rimettere in circolazione il vecchio numerario dionigiano fuori corso e che proprio in questi anni, nel clima della crescente svalutazione, era soggetto a continui mutamenti del valore facciale. Certo, è chiaro che queste serie sono battute in un momento di contingenza e di necessità di circolante: su questo non ci piove. In questa fase i tipi monetali sulle serie riconiate non vengono apprezzati in virtù della qualità del livello artistico ma svolgono una funzione pratica dal momento che l'apposizione del nuovo punzone da parte dell'autorità locale era indice di garanzia per la circolazione delle vecchie Atena/astro ormai fuori corso. Le risposte alla domanda da te sollevata andranno ricercate nella marginalità del piccolo centro di Agyrion la cui centralità e importanza, desumibile dalle fonti letterarie, è stata recentemente ridimensionata, almeno per la fase storica in questione, dai risultati di recenti campagne di scavo condotte sia nell' abitato che nelle necropoli. I dati materiali parlano di una situazione economica non particolarmente florida negli anni del tirannello Apolloniades in linea l'evidenza che si ricava dalla sua monetazione, insignificante dal punto di vista numerico e modesta sul piano qualitativo.

In merito all'eseguità del numerario battuto considera che gli eventi traumatici legati all'ascesa dello xenagos interessarono un arco cronologico molto limitato. Ma c'è di più: lo studio condotto sulla circolazione locale (non dimentichiamo che queste serie avevano una circolazione limitata al centro emittente e ai phrouria limitrofi ) ha evidenziato la tracurabile presenza dell'Athena /astro a favore di una preponderanza di frazioni della medesima serie del Palankaios ( grammi 8 ca. ) e di ippocampi rispetto al taglio più pesante ,come se questi nominali nella circolazione locale svolgessero un ruolo più attivo rispetto al multiplo da 30 gr.

Confermo che tutti gli esemplari censiti derivino da 2 conii di D/ e tre di rovescio. Se può essere utile posso anticipare che da uno studio preliminare emerge come lo scarso rilievo dei pezzi sia dovuta al logorio dei punzoni, logorio in parte dovuto alla scadente qualità come si deduce da un frammento del conio recuperato nel corso di una delle campagne di scavi sull'acropoli della città .

Edited by diodoro

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numizmo

Lo scopo di queste serie era in primis ( con priorità anche sulla motivazione politica) quello di rimettere in circolazione il vecchio numerario dionigiano fuori corso e che proprio in questi anni, nel clima della crescente svalutazione, era soggetto a continui mutamenti del valore facciale. Certo, è chiaro che queste serie sono battute in un momento di contingenza e di necessità di circolante: su questo non ci piove. In questa fase i tipi monetali sulle serie riconiate non vengono apprezzati in virtù della qualità del livello artistico ma svolgono una funzione pratica dal momento che l'apposizione del nuovo punzone da parte dell'autorità locale era indice di garanzia per la circolazione delle vecchie Atena/astro ormai fuori corso. Le risposte alla domanda da te sollevata andranno ricercate nella marginalità del piccolo centro di Agyrion la cui centralità e importanza, desumibile dalle fonti letterarie, è stata recentemente ridimensionata, almeno per la fase storica in questione, dai risultati di recenti campagne di scavo condotte sia nell' abitato che nelle necropoli. I dati materiali parlano di una situazione economica non particolarmente florida negli anni del tirannello Apolloniades in linea l'evidenza che si ricava dalla sua monetazione, insignificante dal punto di vista numerico e modesta sul piano qualitativo.

Confermo che tutti gli esemplari censiti derivino da 2 conii di D/ e tre di rovescio. Se può essere utile posso anticipare che da uno studio preliminare emerge come lo scarso rilievo dei pezzi sia dovuta al logorio dei punzoni, logorio in parte dovuto alla scadente qualità come si deduce da un frammento del conio recuperato nel corso di una delle campagne di scavi sull'acropoli della città .

QUESTA è una risposta come si deve.

Vedi che non era così difficile scendere dallo scranno e spiegarsi in modo un po' più esaustivo e meno dottorale?

Attendiamo la pubblicazione del tuo studio.....buonanotte

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Vincenzo

Una domanda a latere di questa discussione.

Quale sarebbe il principio che lega la conoscenza del numero dei conii con il concetto di scientificità?

Cioè conosciuto il numero esatto di conii a quale risultato si dovrebbe arrivare?

Forse qualcuno è convinto che dal numero di conii, giunti fino a noi, si possano fare ricostruzioni cronologiche nel dettaglio?

Forse qualcuno è convinto che si possa conoscere preventivamente il numero di conii in una monetazione antica, come può avvenire per quella moderna e contemporanea?

Domando. E ringrazio chi risponde.

Saluti.

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Giov60

Ho letto con interesse questa discussione. Chiederei a diodoro quanti esemplari siano noti a tutt'oggi di questa dracma di Agyrion.

Per quanto riguarda le domande di Vincenzo, non ne capisco bene il tiro.

E' chiaro che la conoscenza del numero dei conj va rapportata al numero di esemplari noti, ed è altrettanto chiaro che per studi che permettano di correlare sequenze di conj al periodo e all'entità del numero di esemplari conosciuti consentono anche di stimare statisticamente l'entità di una coniazione e di ipotizzarne funzione e durata! Credo che alcuni chiari esempi (es. lo studio dei tetradrammi di Agatokle dello Ierardi, o di alcuni denari di Aquileia e Trieste del nostro Saccocci) vadano in questa direzione e non possano che dirsi "scientifici". Certo che se sono noti soli 10 esemplari e tutti con la stessa coppia di conj, poco o nulla si può dire ...

Mentre il significato del numero dei conj nella monetazione contemporanea mi risulta oscuro (?? nessuno!)

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diodoro

Ho letto con interesse questa discussione. Chiederei a diodoro quanti esemplari siano noti a tutt'oggi di questa dracma di Agyrion.

Per quanto riguarda le domande di Vincenzo, non ne capisco bene il tiro.

E' chiaro che la conoscenza del numero dei conj va rapportata al numero di esemplari noti, ed è altrettanto chiaro che per studi che permettano di correlare sequenze di conj al periodo e all'entità del numero di esemplari conosciuti consentono anche di stimare statisticamente l'entità di una coniazione e di ipotizzarne funzione e durata! Credo che alcuni chiari esempi (es. lo studio dei tetradrammi di Agatokle dello Ierardi, o di alcuni denari di Aquileia e Trieste del nostro Saccocci) vadano in questa direzione e non possano che dirsi "scientifici". Certo che se sono noti soli 10 esemplari e tutti con la stessa coppia di conj, poco o nulla si può dire ...

Mentre il significato del numero dei conj nella monetazione contemporanea mi risulta oscuro (?? nessuno!)

Rispondo a Giov. 60.

Tra Monetieri, magazzini di musei e importanti collezioni private di vecchia e nuova genesi (italiane ed estere ) meno di 50 esemplari ( vorrei pubblicare il numero esatto con i relativi dati ponderali in sede opportuna )

Edited by diodoro

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altegiovanni

Vorrei sapere da Diodoro le differenze per cui egli vede falsa la moneta postata da giuseppe e la sua quarta foto confrontando i due RV. se desidera puo anche mandarmi un mp. grazie

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diodoro

Vorrei sapere da Diodoro le differenze per cui egli vede falsa la moneta postata da giuseppe e la sua quarta foto confrontando i due RV. se desidera puo anche mandarmi un mp. grazie

Non riesco a individuare una mia quarta foto. Ho postato solo tre immagini

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altegiovanni

il post di riferimento e' il 57.

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acraf

Molto interessanti le ultime risposte di Diodoro, che forniscono anche un utile contesto storico nel quale inquadrare la particolare emissione "mercenariale" di Agyrion.

Furono tempi molto tempestosi e con forti rigurgiti di nazionalismo cittadino, a livello della singola poleis. Si ebbe una grande fioritura di brevi e brevissime emissioni, spesso al solo scopo di "farsi notare" piuttosto che con solo intento economico.

Come sempre, per capire bene le monete antiche, bisogna conoscere bene il loro ambiente storico e politico. Non è sufficinete fermarsi al solo aspetto estetico o artistico, ossia alla moneta in sè, ma vederla come vero documento storico - politico - economico.

Non ho compreso neppure io l'osservazione di Vincenzo sull'importanza del numero dei conii.

Si tratta di un parametro molto importante, anche se va poi integrato da altri parametri e osservazioni.

Se di una emissione conosciamo una sola coppia di conii e in genere anche pochissimi esemplari pervenuti fino ad oggi l'interpretazione che ne deriva diventa diversa rispetto all'esistenza di diversi conii, che presuppone una durata comunque maggiore (anchen se difficile da stabilire di quanto).

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Vincenzo

Ho letto con interesse questa discussione. Chiederei a diodoro quanti esemplari siano noti a tutt'oggi di questa dracma di Agyrion.

Per quanto riguarda le domande di Vincenzo, non ne capisco bene il tiro.

E' chiaro che la conoscenza del numero dei conj va rapportata al numero di esemplari noti, ed è altrettanto chiaro che per studi che permettano di correlare sequenze di conj al periodo e all'entità del numero di esemplari conosciuti consentono anche di stimare statisticamente l'entità di una coniazione e di ipotizzarne funzione e durata!

Se di una emissione conosciamo una sola coppia di conii e in genere anche pochissimi esemplari pervenuti fino ad oggi l'interpretazione che ne deriva diventa diversa rispetto all'esistenza di diversi conii, che presuppone una durata comunque maggiore (anchen se difficile da stabilire di quanto).

E chi lo stabilisce?

Più conii potrebbero essere stati usati simultaneamente, quindi, in un periodo breve, pur essendo tanti. O pochi conii potrebbero essere stati utilizzati saltuariamente, quindi in un periodo più lungo.

Inoltre, il numero dei conii conosciuti Non corrisponde necessariamente a quelli emessi. Potrebbero uscirne altri, anche molteplici contemporaneamente(rinvenimenti in tesoretto).

Non si conosce nulla neanche sul numero di monete emesse per coppia di conii.

Quindi. E' un parametro aggiuntivo, ma la sua assenza non ne determina l'ascientificità di un lavoro. Come la sua presenza, non è sinonimo automatico di scientificità.

Lo sapevano bene sin dall'Ottocento, passando per il Novecento e giungendo ad oggi.

L'unico metodo di valutazione, statisticamente rilevante, è quella di censire il più alto numero di esemplari conosciuti, cioè creare Corpora Nummorum. Punto.

Ed è questo che viene insegnato nell'Accademia o nell'Università oggi.

Università che bisognerebbe frequentare prima di giudicare il ragionamento fatto da qualcuno come "accademico".

Edited by Vincenzo

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Giov60

Caro Vincenzo,

la tua "vis polemica" supera anche la mia (quando mi ci metto d'impegno).

Vorrei tuttavia capire:

1) quale tuo ragionamento è stato definito "accademico" e da chi;

2) chi ha mai parlato di ascientificità con riferimento alla mancanza di riferimenti ai conj

3) se presti attenzione quando usi certe affermazioni di valenza generica specie quando non sono sostanziate da adeguati riferimenti bibliografici; per cui esattamente cosa vuoi dire con "l'unico metodo di valutazione statisticamente rilevante ecc. ecc." ... che siamo tornati alle "tabulae presentiae et absentiae" di Francis Bacon agli albori dell'allora costituendo metodo scientifico?

4) perché ogni tuo intervento è intriso di "supponenza" e di provocazioni: forse per il timore di vederti "scippata" la professione? o per un'intima necessità di conferma nell'autostima?

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numizmo

Caro Vincenzo,

la tua "vis polemica" supera anche la mia (quando mi ci metto d'impegno).

?

4) perché ogni tuo intervento è intriso di "supponenza" e di provocazioni: forse per il timore di vederti "scippata" la professione? o per un'intima necessità di conferma nell'autostima?

Sono giuste tutte e due..........

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numizmo

E chi lo stabilisce?

Più conii potrebbero essere stati usati simultaneamente, quindi, in un periodo breve, pur essendo tanti.

E con quale logica mi metterei a realizzare un alto numero di conii, con le difficoltà tecniche che questo comporta, per poi usarli in contemporanea se non per un consolidato stato di necessità di emissione particolarmente abbondante, cosa che nel caso di Agyrion mi pareva si potesse escludere per la situazione storica e per la brevità del periodo di emissione oltre che per le caratteristiche acclarate di emissione di necessità ?quindi è molto più logico presupporre un limitato numero di conii che verranno poi molto sfruttati......

Inoltre, il numero dei conii conosciuti Non corrisponde necessariamente a quelli emessi. Potrebbero uscirne altri, anche molteplici contemporaneamente(rinvenimenti in tesoretto).

Ed è quello di cui invitavo Diodoro a tener conto nella determinazione delle tipologie delle impressioni facciali........

".

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numizmo

.

Non si conosce nulla neanche sul numero di monete emesse per coppia di conii.

Non è esatto......si può determinare un presumibile numero di esemplari battuti per coppia di conii tramite prove empiriche ed estrapolazioni date da report di durata dei singoli conii presenti nei registri di zecca medievale e rinascimentale, periodi in cui la tecnica di esecuzione non differiva sostanzialmente da quella antica e anche i trattamenti termici e chimici dei metalli erano simili......non si avranno numeri precisi al l'unità , ma neanche ci servono...si chiama analisi comparativa e la insegnano alla' università.........

Università che bisognerebbe frequentare prima di giudicare il ragionamento fatto da qualcuno come "accademico"

Vedi sopra........

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acraf

Ma è incredibile quando si vuole fare delle polemiche.

Basta usare del buon senso per esporre determinati concetti.

Innanzi tutto mi sembra quasi ovvio che per poter avere la migliore conoscenza possibile di una monetazione è necessario studiare e riportare il maggior numero possibile di esemplari noti, che poi sono quelli che sono arrivati fino ad adesso attraverso varie vicissitudini, legate in parte anche ai particolari tempi della loro emissione.

Ci sono situazioni per cui è possibile che siano pervenuti un numero alto di esemplari in rapporto alla loro produzione nell'officina della zecca e altre per cui sono invece sopravvissuti ben pochi.

Non esiste una regola generale, per cui quando si studia una determinata monetazione bisogna ricostruire il più possibile il contesto storico, politico e archeologico e censire appunto il maggiore numero di monete pervenute ad oggi, in collezioni pubbliche, private e dal mercato (cataloghi di asta, ecc.).

Una volta che si ha un catalogo dei pezzi noti, si applicano vari parametri di valutazione, compresi quelli statistici per i dati relativi ad esempio al peso e al diametro. Uno di questi parametri, non proprio ultimo in ordine di importanza, è proprio il numero dei conii usati, almeno sulla base delle monete pervenute fino ad oggi.

L'identificazione di conii è un lavoro niente affatto facile, specialmente sulle monete di bronzo che hanno molto spesso una conservazione scadente. Un pò più facile è sulle monete di argento, specie se di grande modulo. E infatti i vecchi studi, dal Tudeer al Boehringher, ecc. effettuati sui tetradrammi (e Gallatin per Euainetos oppure Jongkees per Kimon sui decadrammi di Siracusa) sono stati fatti individuando anche i conii del diritto e del rovescio, proponendo anche una possibile sequenza.

Dal tipo di sequenza è anche talvolta possibile capire se la produzione fu fatta in sequenza lineare oppure in parallelo, con più "incudini" che lavoravano simultaneamente….

Quindi mi sembra oltremodo interessante e meritevole di attenzione che Diodoro abbia identificato FINORA due conii D/ e tre conii R/ per l'emissione di grandi bronzi Calciati 5 di Agyrion. Questo ovviamente non esclude che in futuro possano comparire nuovi esemplari, anche da contesti archeologici, provenienti da nuovi conii. Ma questo fa parte del progresso scientifico.

Ancora più importante è intanto avere uno studio che faccia il punto della situazione.

Giusto?

Allora lasciamo lavorare in santa pace chi deve studiare e l'unica cosa che chiediamo è la possibilità di poter consultare lo studio una volta completato e pubblicato. Solo dopo è corretto formulare eventuali critiche….

Circa l'eventuale limitatezza della produzione monetale di Agyrion, sono d'accordo che questa città era stata in qualche modo sopravvalutata, anche perchè la sua fama era legata al fatto che era la città natale del famoso storico Diodoro Siculo. Ma basta conoscere bene i suoi vari momenti storici, integrati dai risultati emersi dagli scavi archeologici, che sono stati fatti su vasta scala in quella città.

Per certi versi mi viene in mente un'altra zecca che ha prodotto monete per un'altra guarnigione di mercenari all'interno dell'isola, Mytistraton.

Questa zecca è particolarmente importante in quanto il maggiore nominale di bronzo fu anch'esso riconiato sopra il dracma dionisiaco con Atena/Stella e delfini. La grande particolarità (l'unica nel panorama siceliota) è che tale nominale è risultato essere una emilitra, con 6 globetti.

Quindi fu una grossa svalutazione e il dracma dionigiano era completamente fuori circolazione.

Eppure le emilitre di Mytistraton sono piuttosto rare e, anche per questa ragione, molto ricercate dai collezionisti. Già fin dalla fine degli anni '70 comparvero non pochi esemplari falsi e questo è fuori di ogni dubbio ed evitiamo inutili polemiche.

La cosa interessante è che in questa zecca fu emessa anche una litra in argento, con MYTI, nota finora in tre esemplari:

post-7204-0-87969600-1391876280_thumb.jp NY Sale XI_2006_65 g. 0,68 (ex Moretti)

post-7204-0-91811400-1391876353_thumb.jp Naville 2_2013_29 g. 0,57

post-7204-0-26037000-1391876392_thumb.jp ArtCoins 4_2011_588 g. 0,67

Già questo piccolo esempio rivela l'utilità di stabilire il numero dei conii. A parte le solite difficoltà e considerando l'usura e le techiche di coniazione, posso dire che tutte provengono da una sola coppia di conii.

Cosa significa questo.

Che in ogni caso fu una emissione di grande rarità e coniata in un momento particolare. Non nego la possibilità che in futuro possa emergere un nuovo conio, ma la sostanza non cambia molto. Se invece i tre esemplari fossero risultati prodotti da conii diversi (in pratica un esemplare sopravvissuto per ogni conio) si aveva un quadro un poco diverso dell'attività di quella zecca….

Questa litra in argento è interessante in quanto serviva per dare valore alla nuova emilitra emessa dalla stessa zecca, ancorando la nuova moneta di bronzo a una valuta reale in argento….

C'è tanto da studiare sulle monete siceliote e non spariamo al pianista, pardon allo studioso che si prende la briga di esaminare nei difficili dettagli una monetazione….

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vitellio

Carissimi

Scusatemi la battuta rubata ad Aldo Giovanni e Giacomo:

"ma che super io spigolosi che ci sono !" :D

Cordialmente,

Enrico

P.S. Calma, calma, vi prego: la discussione è veramente interessante e i partecipanti delle varie categorie sono di tutto rilievo....facciamo in modo che non venga chiusa!

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Vincenzo

Caro Vincenzo,

la tua "vis polemica" supera anche la mia (quando mi ci metto d'impegno).

Vorrei tuttavia capire:

1) quale tuo ragionamento è stato definito "accademico" e da chi;

E' stato proposto dal bravo Diodoro l'equivalenza numero di conii riscontrati nei musei e in sito come numero di possibili varianti.

Questo discorso è stato definito accademico. Non è così. Nelle università si insegna altro. Quindi non è un mio ragionamento, ma è un ragionamento altrui, non collocato nella giusta dimensione.

2) chi ha mai parlato di ascientificità con riferimento alla mancanza di riferimenti ai conj

Dovresti leggere più attentamente il Forum.

Acraf ha più volte ribadito che un lavoro scientifico, per essere definito tale, deve considerare necessariamente il numero di conii. E non è così. Sottovalutando peraltro la differenza fra numero di conii e sequenza di conii.

3) se presti attenzione quando usi certe affermazioni di valenza generica specie quando non sono sostanziate da adeguati riferimenti bibliografici; per cui esattamente cosa vuoi dire con "l'unico metodo di valutazione statisticamente rilevante ecc. ecc." ... che siamo tornati alle "tabulae presentiae et absentiae" di Francis Bacon agli albori dell'allora costituendo metodo scientifico?

Il metodo rimane quello. Censire più esemplari possibili, senza vie brevi quali stabilire numero di conii e da essi quantità di emissioni.

4) perché ogni tuo intervento è intriso di "supponenza" e di provocazioni: forse per il timore di vederti "scippata" la professione? o per un'intima necessità di conferma nell'autostima?

La mia supponenza è solo pari alla tua, che dovresti porti in una condizione di ascolto verso chi ti ha palesato la Non veridicità dell'affermazione più conii=più durata di emissione.

Ma dato che Non hai argomentazioni per confutare ti appigli a discorsi che non c'entrano nulla.

Edited by Vincenzo

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Vincenzo

Ma è incredibile quando si vuole fare delle polemiche.

Basta usare del buon senso per esporre determinati concetti.

Innanzi tutto mi sembra quasi ovvio che per poter avere la migliore conoscenza possibile di una monetazione è necessario studiare e riportare il maggior numero possibile di esemplari noti, che poi sono quelli che sono arrivati fino ad adesso attraverso varie vicissitudini, legate in parte anche ai particolari tempi della loro emissione.

Ci sono situazioni per cui è possibile che siano pervenuti un numero alto di esemplari in rapporto alla loro produzione nell'officina della zecca e altre per cui sono invece sopravvissuti ben pochi.

Non esiste una regola generale, per cui quando si studia una determinata monetazione bisogna ricostruire il più possibile il contesto storico, politico e archeologico e censire appunto il maggiore numero di monete pervenute ad oggi, in collezioni pubbliche, private e dal mercato (cataloghi di asta, ecc.).

Una volta che si ha un catalogo dei pezzi noti, si applicano vari parametri di valutazione, compresi quelli statistici per i dati relativi ad esempio al peso e al diametro. Uno di questi parametri, non proprio ultimo in ordine di importanza, è proprio il numero dei conii usati, almeno sulla base delle monete pervenute fino ad oggi.

L'identificazione di conii è un lavoro niente affatto facile, specialmente sulle monete di bronzo che hanno molto spesso una conservazione scadente. Un pò più facile è sulle monete di argento, specie se di grande modulo. E infatti i vecchi studi, dal Tudeer al Boehringher, ecc. effettuati sui tetradrammi (e Gallatin per Euainetos oppure Jongkees per Kimon sui decadrammi di Siracusa) sono stati fatti individuando anche i conii del diritto e del rovescio, proponendo anche una possibile sequenza.

Quei lavori, come quello dell'amico Wolfang su Taranto, sono basati sulla sequenza di conio e non sul numero.

Sono due concetti differenti e neanche tanto difficili da capire.

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Afranio_Burro

Mi sono trattenuto dal fare commenti perchè, da inesperto della monetazione, il mio unico scopo era leggere e capire... Però ora un OT mi deve essere concesso: è bello, per un utente che vorrebbe approfondire aspetti a lui sconosciuti, vedere come discussioni interessanti possano diventare vetrine di saccenza, supponenza, e scarsa educazione... Se lo si ritiene necessario, rimuovete pure il mio commento

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Vincenzo

Auguro a Diodoro di continuare e portare a termine il suo lavoro.

Non ti sentire obbligato di concedere anteprime qui sopra.

Chi le chiede, evidentemente, non conosce il dispendio temporale, mentale e anche economico per far un certo tipo di ricerche.

Edited by Vincenzo

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altegiovanni

Avevo fatto una domanda a Diodoro che mi ha risposto privatamente. Ma la domanda è aperta anche a tutti voi. Quali sono le Vs opinioni sul rovescio dell esemplare postato da Giuseppe e la quarta foto di Diodoro postato al post 57. Grazie

Edited by altegiovanni

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skubydu

Pregherei di evitare considerazioni non attinenti alla discussione, in particolare a titolo personale.

Evitiamo poi di metterla sul piano titoli scolastici....è torniamo alla discussione...

Grazie

Edited by skubydu

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skubydu

Pregherei di evitare considerazioni non attinenti alla discussione, in particolare a titolo personale.

Evitiamo poi di metterla sul piano titoli scolastici....è torniamo alla discussione...

Grazie

Edited by skubydu

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