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Sanni

Sicione: emidramma con chimera e colomba

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Sanni
Senza nessuna pretesa ho acquistato … spero a buon prezzo questo emidramma per studio.


La chimera e la colomba, due simboli di Sicione il cui significato si presta a molte interpretazioni: conflitto, terrore, inviolabilità, pace, amore, sessualità, ecc.

Quale, secondo voi, la spiegazione più attendibile nella molteplicità dei racconti mitologici?



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apollonia

Avevo raccolto alcune notizie sulla Chimera e sulla colomba in riferimento ai tetradrammi di Alessandro Magno nei quali questi animali compaiono come simboli, precisamente di Corinto e di Sicione. Credo con esse di rispondere almeno in parte alla domanda di Sanni.

La rappresentazione della leggendaria creatura (Chimera) sulle monete di Sicione è di un realismo impressionante. Si vedono chiaramente i tre elementi che compongono il mostro: la testa e il corpo di leone, la coda formata dalla testa e dal corpo di un serpente, e al centro la testa dell’animale che dà il nome al tutto, la capra (chiamata in Grecia chimaira). Il mostro era considerato la sorella del cane infernale Cerbero, dell’Idra policefala uccisa da Eracle e della Sfinge da Tebe. Il suo alito era fuoco e questa è la ragione della connessione nell’antica mitologia ai vulcani che eruttano fuoco. Sicione era ben distante da qualsiasi vulcano ed è spontanea quindi la domanda del motivo che possa aver indotto gli aristocratici di Sicione a scegliere la Chimera come simbolo della loro comunità. Un’altra domanda è come mai abbiano eliminato la colomba che prima era stata il proprio emblema sul rovescio delle loro monete. La colomba era legata ad Afrodite, una delle principali divinità di Sicione, dove sorgeva un tempio molto importante che ospitava una statua di oro e avorio opera di Kanachos, il famoso artista noto nella storia dell’arte per aver creato la statua di Apollo a Didyma. Pausania vide la statua di Afrodite e ne diede una descrizione molto accurata. La dea era seduta sul trono con un caratteristico copricapo (polos), un fiore di papavero in una mano e una mela nell’atra: un genere di presentazione non comune per descrivere Afrodite. Anche queste sue sacerdotesse dovevano osservare regole insolite: la portatrice del bagno doveva essere vergine e le sue colleghe dovevano vivere in celibato. Solamente in poche altre città Afrodite dava tanta importanza alle modeste usanze delle sue ancelle. L’Afrodite di Sicione sembra avesse integrato le caratteristiche di una dea pre-greca, e quindi non c’è da sorprendersi che nel Nord del Peloponneso Demetra e Afrodite condividessero in parte attributi e nomi di culto.

Tornando alla Chimera, vi sono due possibili spiegazioni della scelta dei Siconiani. In primis il mito di Bellerofonte era localizzato nei pressi della città. Corinto era ritenuto il luogo in cui Bellerofonte addomesticò Pegaso perché lo guidasse nella lotta contro la Chimera. Per questa ragione molti studiosi ritengono che probabilmente secondo un mito del posto, il luogo del combattimento tra Bellerofonte e la Chimera fosse vicino a Sicione. Il motivo della Chimera era stato scelto per la coniazione delle monete in riferimento al glorioso passato della città. Ma secondo una diversa versione di Omero, la Chimera era ritenuta una creatura della Licia dove numerose dinastie si gloriavano di essere discendenti di Bellerofonte. Questa fu la ragione per cui Léon Lacroix cercò un’altra connessione fra la Chimera e Sicione. Lui pensava che la Chimera si riferisse a un vecchio, originale nome della città di Sicione, Aigialeia. La radice del nome Aigialeia deriva – secondo Lacroix – dal greco aix, un altro termine per capra. La parte principale della Chimera che dava il nome al mostro era la testa della capra. Gli stateri di Sicione sono confrontabili con le coniazioni di Aigai o di Aigeria, che mostrano una capra come riferimento ai nomi delle rispettive città.

Durante la guerra del Peloponneso i membri della lega spartana pagarono tutte le spese delle ostilità con le monete di Sicione dopo che Aegina fu estraniata da Atene. La Chimera portò il nome di città a tutto il mondo greco, e senza dubbio i Siconiani avevano una meravigliosa storia sul come la leggendaria creatura fosse connessa alla loro città. Ma la tradizione locale non sopravvisse. Pausania giunse troppo tardi presso una generazione che chiedesse a quelli del posto dei loro miti. Pertanto non sapremo mai realmente perché i Siconiani hanno scelto la Chimera per rappresentare la loro città sulle loro monete.

apollonia

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Sanni
In mancanza di documenti attendibili, un fatto è certo: fantasie e storie intriganti senza pudore con seguiti umani e sociali più di quanto si possa pensare.

Arte allo stato puro che ritroviamo, in un certo qual modo, anche in quella contemporanea.

La colomba, ad esempio, nell'arte greca rappresenta Afrodite (amore, bellezza, sensualità ...); in quella paleocristiana e cristiana lo Spirito Santo; in quella contemporanea la Pace.

Insomma, monetine che offrono ampia libertà di fantasticare e fondere, a piacimento, le proprie sensibilità e credenze. ;)

Edited by Sanni

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apollonia

Sono d'accordo con Sanni che c'è ampio spazio per la fantasia, ma qui sta anche il fascino della numismatica antica. Credo però che qualche conclusione sulle monete di Sicione possa essere tratta.

E’ indubbio che il simbolo storico della città di Sicione è la colomba. La troviamo infatti raffigurata sulle monete locali sia su entrambe le facce, sia su una faccia con un altro simbolo sull’altra. Invece la Chimera – mi si corregga se sbaglio – non è mai sola ma sistematicamente accompagnata dalla colomba sull’altra faccia della moneta.

La vera ragione per la quale a un certo punto, nel V secolo a. C., la Chimera fu introdotta come simbolo sulle monete di Sicione rimarrà, probabilmente per sempre, un mistero. Notare che a parte alcune emissioni isolate e molto rare della Macedonia e dell’Asia Minore, Sicione fu una delle sole tre città ad adottare questo animale mitologico come simbolo delle monete della propria zecca. Una delle ipotesi più accreditate è che sia una conseguenza dell'alleanza di Sicione con Corinto, una città che pure coniò una moneta con la raffigurazione della Chimera in connessione con Bellerofonte, il nipote di Sisifo e figlio del re di Corinto, Glauco.

Credo che il personaggio meriti un profilo biografico. Figlio divino di Poseidone e di Aurimeda e poi adottato da Glauco, il marito di quest’ultima, il suo nome originario era Ipponoo, cioè “il primo che imbrigliò un cavallo” e fu poi chiamato Bellerofonte per aver ucciso Bellero, tiranno di Corinto, la sua città. Dopo questo delitto Bellerofonte fuggì presso Perseo, re di Tirinto, per chiedere asilo, che gli venne offerto con squisita ospitalità, soprattutto da parte della moglie del re, Stenebea, che voleva sedurlo. Impresa che però non riuscì affatto tanto che ella, indignata del suo sfacciato rifiuto, riferì al marito di aver subito una tentata violenza da parte di Bellerofonte. Per vendicare l’insulto, Perseo, che non poteva ucciderlo personalmente perché suo ospite, lo mandò da Iobate, re della Licia, con una lettera sigillata che conteneva la preghiera di provocare la morte al latore. Iobate pensò di far morire il nostro eroe spingendolo ad imprese molto rischiose. La prima avventura a cui lo sottopose fu il combattimento con Chimera, mostro figlio di Tifone e di Echidna. Tifone era un essere mostruoso tra i più forti e i più alti, rappresentato con cento draghi al posto delle dita e con le gambe circondate da vipere, con gli occhi che sprizzavano fiamme e due ali che gli permettevano di spostarsi celermente. Echidna, un mostro per metà donna e per metà serpente che viveva in una caverna, forse nel Peloponneso, dal matrimonio con Tifone generò numerosi esseri mostruosi tra cui Cerbero, l’Idra di Lerna, il cane Ortro, la scrofa di Faia e appunto la Chimera, che il nostro eroe doveva sopprimere. Per compiere la sua impresa Bellerofonte catturò il cavallo alato Pegaso, e volando alto sopra la testa del mostro allo scopo di evitare il fuoco che espirava, lo uccise infilzandogli nella gola una lancia che aveva la punta di piombo. Il metallo fuso dal calore delle fiamme soffocò la Chimera e Bellerofonte tornò vincitore da Iobate.

apollonia

Edited by apollonia
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