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RIVISTE
Il Giornale della Numismatica maggio 2014

35 risposte in questa discussione

Inviato (modificato)

Il Giornale della Numismatica di maggio 2014:

gli articoli

"Come comunicare la numismatica?"nell'editoriale di R.Ganganelli.Il direttore della rivista si pone e ci pone la domanda sul modo di comunicare e di pubblicizzare la numismatica supportando il tutto con i moderni sistemi tecnologici

"La corsa alle svalutazioni"in Monete e Mercati di G.Gianelli ,il quale focalizza l'attenzione del lettore sulla"guerra delle monete"prospettandoci i rischi economici che deriverebbero da un euro troppo forte

"Il Barocco italiano si veste d'oro"in Filo diretto con le zecche italiane,a cura di M.Tagliaferri.Ci vengono presentate le nuove emissioni monetali in oro che immortalano capolavori d'arte barocca ed andiamo ad apprendere anche curiosi aneddoti

""Euro e spazio,un binomio vincente"in Spazio Euro,di D.De Rosa a pag.8.Le celebrazioni dei 50 anni dell'European Space Agency commemorati su monete dell'area euro.

monete dal mondo ,di D.De Rosa Fra le varie monete presentate uno speciale spazio editoriale è dato ai 5 Dollari delle Isole Cook che recano impresse ,da un lato,le caratteristiche statue monolitiche

banconote dal mondo,a cura di P.Gaidella.Anche questo mese vi sono recensite,in questa rubrica,molte banconote mondiali di nuova emissione ed un particolare spazio è dedicato ai 1000 Tenge del Kazakhstan

spiccioli ,a cura della Redazione:Koins 2 in edicola.....Una rapina di quarant'anni fa.....e tante altre notizie in breve

"Ake Linden,collezionista di tesori"in All'incanto,di M.Tagliaferri a pag.18.Anticipazioni sull'asta numismatica di Baldwin's prossima a venire che vede in vendita interessanti monete emesse per Vittorio Emanuele II e III;ed anche anticipazioni per la imminente asta Bolaffi e commenti per l'asta n°4 Montenegro

"MONETE FALSE e falsari a BOLOGNA"di M.Chimienti.L'articolo è incentrato sui falsari di monete bolognesi ,ma è molto utile poichè si apprendono molte notizie generali sui falsari e su come venissero falsificate le monete

"AQUILINO trevisano ,STEMMA padovano"di A.Mosca.Forse l'autore ,studiando uno stemma padovano,è riuscito a classificare un Grosso aquilino di Treviso.Non mancano altre info sulle emissioni monetarie di Treviso

"Un MEZZO DUCATO napoletano INEDITO del 1609" a pag.34,di P.Magliocca.ci parla dell'inedito mezzo Ducato del 1609 per via delle sigle del Maestro di Zecca e del Maestro di prova incise sulla moneta che in una precedente asta era stata creduta fosse datata 1610 e che poi è stata rimessa in vendita dalla casa d'aste Nomisma nell'asta n°49 con data inserita in modo dubitativo dal compilatore dell'asta.

"Le tante facce della MEDAGLIA INTERALLEATA"di G.F.Macri e C.Marinelli(prima parte)Gli autori scrivono a riguardo della medaglia creata per celebrare la vittoria nella prima guerra mondiale che fu coniata da tutti i paesi partecipanti che risultarono "vincitori"

"Tra batter d'ali e tintinnar di monete"di G.Graziosi .Tutte le monete che vedono raffigurata una farfalla,dall'antichità ai nostri giorni

"Le banconote del REGIME SANDISTA in Nicaragua"di C.Marino il quale cita un esempio di propaganda politica effettuata su cartamoneta

"La lupa emigrante e i gemelli senesi"in Una moneta una storia,di R.Saccarello,a pag.50 Andiamo ad apprendere del perché anche su monete senesi è raffigurata la lupa che allatta i gemelli

"Victor Hugo,profeta dell'Unione Europea e dell'euro"in Una banconota una storia,a cura di C.Brignole Dalla banconota da 5 nuovi Franchi francesi emessa nel 1959 ,l'autore e curatore della rubrica,ci parla di Victor Hugo e di cosa pensasse a riguardo delle nazioni europee

"Il nuovo palazzo della Zecca dello Stato"nella rubrica Il picciol cerchio,di G.Alteri.In questo aricolo andiamo a leggere della coniazione della medaglia, avvenuta dopo 15 anni dall'inaugurazione del nuovo palazzo della Zecca di stato, che celebra l'evento

"Federico Cesi,Lynceorum princeps"nella rubrica curata da M.C.A.Gorra,L'angolo dell'araldista.Protagoniste ,questo mese,di questo spazio dedicato all'araldica,sono le medaglie coniate per il fondatore dell'Accademia dei Lincei ed il curatore di questo spazio le allegorie e gli stemmi rappresentati su queste medaglie.

"Oro,manifesti e prestiti di guerra"in Wunderkammer,di R.Ganganelli Manifesti di propaganda che invitavano il popolo ad"investire"il proprio denaro nella prima guerra mondiale

in edicola ed in libreria:libro del mese"Atti del 4°Congresso nazionale di numismatica.Bari,16-17 novembre 2012"AA.VV.;"Catalogue of the Late Roman,Byzantine,and Barbaric Coins in the Charles University Collection"F.Gambacorta;"Statuti e capitoli della Militia aureata,angelica,costantiniana di s.Giorgio"ristampa anastatica,a cura di F.Sansovino;segue con recensione delle altre riviste del settore.

"L'indiscussa sovrana delle monete di borsa"in Bullion corner ,di M.Paoletti.Al contrario di quello che si possa pensare la moneta d'oro da investimento più tesaurizzata è la "sovrana"e Paoletti a tal proposito ce ne parla

--Salutoni

-odjob

Grazie

odjob

Modificato da odjob

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Apro per primo la discussione sulla rivista in oggetto, avendo ricevuto la mia copia pochi giorni orsono.

Per questo mese si legge in copertina un articolo sulla falsa monetazione prodotta a Bologna dal medioevo al XIX secolo, interessantissimo con una bellissima serie di immagini delle monete sia vere che false inerenti all'articolo.

Oltre alle novità della nostra Zecca e delle prime emissioni del 2014, bello anche l'articolo sul fondatore dell'accademia dei Lincei, oltre alla rubrica sul piccolo cerchio, dove viene descritta la medaglia commemorativa della Costruzione della nuova sede della Zecca di Roma, inaugurata dal Re in persona.

Complimenti alla redazione anche per il numero di questo mese.

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Supporter

Inviato (modificato)

Da una prima lettura, anch'io ho trovato estremamente ben fatto l'articolo a firma di MIchele Chimenti "Monete false e falsari a Bologna".

Complimenti a Pietro @@Rex Neap per l'ottimo articolo intitolato " Un mezzo ducato napletano inedito del 1609" di Filippo III°.

Ulteriori commenti me li lascio a seguito della lettura del resto del giornale.

Modificato da eliodoro
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Supporter

Lo leggeremo con interesse.

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Ho notato due assenze in questo numero, la prima è la rubrica visto su internet e la seconda è la casella postale 500.

Spero si tratti solo di un assenza temporanea, infatti ho sempre trovato molto curiose queste pagine, e sopratutto la casella postale, dove si scoprono tante curiosità in mano ai collezionisti.

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postate il sommario come ogni mese :)

Grazie.

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oltre alla rubrica sul piccolo cerchio, dove viene descritta la medaglia commemorativa della Costruzione della nuova sede della Zecca di Roma, inaugurata dal Re in persona.

Quale è? Questa?

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME61E/9

Saluti

Simone

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Spero come voi di riuscire a leggere gli articoli, perché a tutt'oggi non è ancora arrivato niente.

Mi auguro solo di un ritardo nelle consegne.

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I miei complimenti al dott.Michele Chimienti per l'interessante articolo "Monete false e falsari a Bologna".

Blaise

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Come comunicare la Numismatica???

In riferimento all'editoriale di Ganganelli,ritengo che più se ne parla e meglio è per tutti gli appassionati e collezionisti del settore.

Ora,bisogna stabilire se ,come se ne parli,vada bene o meno.

Bisognerebbe parlare anche di investimenti affinchè se ne possa parlare e di ottimizzazione dei medesimi.

Le istituzioni ci aiutano,ci danno ascolto?

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Supporter

Buona serata

Complimenti al dott.Michele Chimienti per il godibilissimo racconto su "Monete false e falsari a Bologna". Anche i falsi fanno parte del "nostro mondo"; non parlo ovviamente di quelli coniati per fare male ai collezionisti e appassionati, ma dei falsi coevi; chi li rifugge come la peste, chi li colleziona... ma è sempre interessante conoscere le vicende storiche che riguardano i falsari.

Complimenti anche al dott.Alberto Mosca; ho l'opportunità di farglieli attraverso il forum, visto che non ho potuto farglieli dopo aver letto la RIN.

Beh, che dire? A volte succede che un mistero che dura da tanto tempo venga svelato grazie a quella strana alchimia che vede un mix di cultura, non esclusivamente numismatica, sapienza, passione e perché no, anche occhio e intuizione.

In questa occasione l'alchimia ha dato buoni frutti.

Saluti

luciano

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Rinnovo anch'io i complimenti al nostro Alberto Mosca per l'interessante articolo sul grosso di Treviso. Ma vorrei anche farli a Adriano Savio e a Roberto Ganganelli, direttori rispettivamente della Rivista Italiana di Numismatica e de Il Giornale della Numismatica, per la bella iniziativa di divulgare ad un vasto pubblico articoli che altrimenti sarebbero stati conosciuti solo dagli studiosi.

Arka

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Quoto 417sonia e Arka per le considerazioni espresse su quest'articolo che, immagino, interesserà anche @@Corbiniano

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Arrivata oggi. Oltre agli interessanti articoli, che leggerò come sempre con attenzione, ho notato, rispetto al numero precedente, la mancanza di 16 pagine.

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Supporter

Inviato (modificato)

L'editoriale di Ganganelli come sempre è interessante e pone un quesito che oggi più che mai è attuale, comunicare la numismatica.

Pone tanti interrogativi sull'oggi e sul domani, per esempio serve una buona comunicazione anche in numismatica ? e se si che tipo di comunicazione, come, dove ? E tutti vogliono poi comunicare in numismatica ?

La comunicazione in tutti i campi, numismatica compresa, è cambiata, cambia, cambierà ancora e quindi inevitabilmente con l'avvento della tecnologia, dei social, dei forum, dei siti, dei contributi digitali, degli e - book, tutti chi più, chi meno dovranno avere a che fare.

L'impressione è che fermo restando l'importanza del contributo cartaceo comunque, l'evoluzione sia inarrestabile.

Oggi un contributo come la catalogazione del CNI è digitalizzata e a disposizione di tutti, ma molto trovi ormai su internet, molti autori postano per tutti i loro contributi, è un nuovo modo di porsi e far conoscere ; c'è chi l'ha abbracciato subito, chi in parte, chi per nulla.

E allora le frontiere che si aprono oggi sono varie, pensiamo alla comunicazione di un evento numismatico, come possa, se spinto e ben proposto, essere comunicato con successo per esempio su un forum come questo.

Certamente ci deve essere la qualità, il tema o le tematiche devono interessare, i relatori attrarre, ma un evento oggi comunicato su un forum può essere divulgato in tempo reale e avere un grosso riscontro di consenso, come è capitato più volte anche qui.

Resisterà l'ambito cartaceo per la comunicazione numismatica ? questo sembra trapelare dall'editoriale di Ganganelli.....certo molto è già cambiato e velocemente, la comunicazione non potrà fare a meno dei contributi tecnologici in prospettiva e tutti dovranno poi un po' adeguarsi.

Pensiamo anche agli ambiti commerciali come siano cambiati rispetto ad anni fa......poi come in tutte le cose rimarranno sempre i pro e i contro, certo oggi per chi vuol ben comunicare e comunicare a molti, i nuovi strumenti tecnologici sono ormai ineludibili o quasi......

Modificato da dabbene
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Quoto 417sonia e Arka per le considerazioni espresse su quest'articolo che, immagino, interesserà anche @@Corbiniano

Sì, e :good: parecchio.

Innanzitutto per la giustissima rilevanza che l'autore attribuisce al segno araldico sul conio, testimoniata dalla chiusa dell'articolo a p. 33.

Nel merito, la questione dell'attribuzione al Buzzaccarini andrebbe approfondita per bene (tenete conto che la rivista me la sono :nea: trovata a casa stasera, e la sto sfogliando da poco più di un quarto d'ora...).

Su due piedi, penso che la menzione bibliografica dello Zanetti sulla carica podestarile del Buzzaccarini nel 1319 sia effettivamente un punto forte a favore dell'ipotesi ventilata.

Sempre su due piedi, viceversa, trovo difficoltà ad assimilare lo stemmino sulla moneta con quello dipinto nel polittico padovano del Menabuoi fotografato a p. 31, risalente a circa 50 anni dopo il podestà Buzzaccarini.

Forse l'esame diretto della moneta mi aiuterebbe, sebbene i due ingrandimenti della pp. 30-31 mi sembrino abbastanza nitidi.

Lo stemma coniato pare (sottolineo: pare) un semitroncato partito, mentre quello dipinto è un partito con bordura attraversante.

Potrebbe (sottolineo: potrebbe) trattarsi di una variante dello stemma base: occorrerebbe avere il tempo di svolgere qualche ricerca.

Fruttuoso (e magari risolutivo) potrebbe rivelarsi il rinvenimento di qualche stemma lasciato a Treviso dal podestà Buzzaccarini nell'esercizio della sua carica: un atto, una lapide, qualcosa di affine...

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Innanzitutto, grazie a tutti per gli apprezzamenti espressi. Per quanto riguarda l'osservazione di Corbiniano, anche a me si era posto il problema di questa differenza. Tuttavia, credo che essa sia spiegabile con l'oggettiva difficoltà per lo zecchiere a rappresentare uno stemma con la bordura partita di uno nell'altro su uno spazio di pochi millimetri. Ciò deve, credo, aver costretto ad una semplificazione, togliendo la bordura.

Infine, mi associo a quanto detto da Arka nell'esprimere apprezzamento per l'iniziativa dei direttori Savio e Ganganelli, in grado di diffondere al pubblico più largo lavori destinati ad una cerchia più ristretta: in questo senso è stato un onore essere stato coinvolto dal prof. Savio in questa operazione culturale, accolta da GDN.

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(...) anche a me si era posto il problema di questa differenza. Tuttavia, credo che essa sia spiegabile con l'oggettiva difficoltà per lo zecchiere a rappresentare uno stemma con la bordura partita di uno nell'altro su uno spazio di pochi millimetri. Ciò deve, credo, aver costretto ad una semplificazione, togliendo la bordura.

(...)

Sì, concordo sulla possibilità di una semplificazione: in pochi millimetri non si possono fare miracoli! :pardon:

Però l'incisore ha comunque potuto evidenziare il "salto" cromatico fra le parti dello stemma.

Se vedo bene nelle foto, ha riempito di righette la parte inferiore della metà destra dello scudo (la sinistra di noi che lo guardiamo), e ha lasciato vuota la parte superiore e tutta la metà sinistra (la nostra destra).

In termini blasonici, è un semitroncato partito, e non un partito pieno.

La parte superiore della metà destra dello scudo potrebbe non essere vuota, ma consunta, sebbene la moneta non mi sembra che presenti tracce significative di usura.

Per questo, penso che la nostra riflessione avrebbe gran vantaggio se riuscissimo a trovare uno stemma Buzzaccarini a Treviso coevo alla moneta.

:good:

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Confermo, la parte superiore è consunta, ma presenta sbiadita la stessa griglia fitta che vedi bene nella parte sotto. Altri esemplari ancora meglio conservati lo confermano.

Altri stemmi ne ho trovati, ma nessuno coevo, ma chissà, prima o poi...

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Bene, se altri esemplari della moneta confermano che questo è consunto, allora siamo d'accordo.

La bordura dello stemma Buzzaccarini, essendo normalmente diminuita (ossia di ridotto spessore), sarà stata bypassata dall'incisore.

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Dunque(come,mi sembra sia stato detto)
lo stemma del Buzzaccarini è formato da uno scudo bipartito(cioè con una linea al centro)e nello scudo null'altro.Ora dalla foto del particolare della moneta di Treviso ,sul lato destro dello stemma(sinistro per chi guarda)verso la punta vi sono delle righette ,com'è stato detto.

Allora lo stemma non è uguale a quello del Buzzaccarini....o sbaglio?? :pardon:

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Non è uguale in quanto è stata tolta la bordura per esigenze di semplificazione. Ma lo stemma è quello.

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Inviato (modificato)

Non è uguale in quanto è stata tolta la bordura per esigenze di semplificazione. Ma lo stemma è quello.

Ciao @@Fratelupo

la mia attenzione non è concentrata sulla bordura dello stemma ,ma bensì proprio all'interno dello stemma presente sulla moneta.

L'ingrandimento dello stemma presente sulla moneta ,sul lato sinistro,per chi guarda,vi sono delle righette oblique (non sono graffi dovuti ad usura)alla punta dello stemma.

Modificato da odjob

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Le righette oblique fanno parte di una sorta di griglia fitta che copriva tutto il lato sinistro per rendere la differenza di colore con il lato destro, liscio.

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