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Le monete parlano! ....Oh, se parlano...


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Io ho apprezzato moltissimo la traduzione di "belin" con "perbacco" :)

Puoi postare un altra foto del contorno mica? Non riesco a vedere bene il segno!!

Modificato da Ianva
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Io ho apprezzato moltissimo la traduzione di "belin" con "perbacco" :)

Puoi postare un altra foto del contorno mica? Non riesco a vedere bene il segno!!

Eh, l'abbiamo guardata bene in più persone, non si vede granché, da una parte nulla e dall'altra (la parte che ho postato) una linea parallela alle facce che mi ha fatto pensare a quel tipo di incastro ... poi non sono bravo come fotografo, ci ho provato una ventina di volte e la foto migliore è quella che ho postato.

Chi me l'ha ceduta è convinto che sia un lavoro della zecca ma non si riesce a capire il motivo di questa operazione, ne parlò con Pesce ed altri numismatici (è da 40 anni che la porta in giro nei raduni) ma sembra che nessuna ipotesi sia prevalente sulle altre.

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Non ne avevo mai viste cosi ..... Interessante !

Sono pezzi che vanno visti e toccati con mano .... In fotografia non si capisce molto ....sinceramente sono piuttosto diffidente nel ritenerli prodotti " ufficiali "

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Bravissimo

hai tradotto in parole una delle tante maniacali espressioni del collezionista

mi hai "fermato il tempo" :blum: per qualche minuto

Sergio

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Ecco l'altro lato, qui sembrerebbero due taglietti verticali uno (A) all'altezza della riga sul lato di S. Giovanni (più basso) e l'altro (B) all'altezza della riga sullo scudo a cartocci (più alto).

post-9750-0-08735500-1407477646_thumb.jp

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Bellissima la storia che ci ha proposto @@dizzeta...che aggiunge un po' di poesia a quest'estate che non vuol fare l'estate.... ma che vìola una delle regole fondamentali della falegnameria e del calcolo delle larghezze in fuzione delle battute (gli incastri). In buona sostanza e cercando di farla breve: se devi fare un incastro alla congiunzione fra due battenti di una finestra alla loro larghezza devi aggiungere una volta la larghezza dell'incastro....

e per tradurla a livello numismatico.

se traccio una riga nera che indica il margine interno dell'incastro sul dritto

post-20130-0-59264000-1407476893_thumb.j

e traccio una riga rossa che indica il margine interno dell'incastro sul verso (andrebbe tratteggiata perchè sul verso e quindi non visibile)

post-20130-0-84641600-1407477004_thumb.j

unendo le due metà entrambi i margini colorati andrebbero a filo dei margini esterni di entrambi i lati con una perdita di larghezza pari alla larghezza della battuta....

post-20130-0-03356200-1407477128_thumb.j

con conseguente perdita di alcuni caratteri...cosa che nell'esemplare proposto mi pare non succeda...

Volendo dire la mia fino in fondo a me sembra l'effetto di una piegatura successivamente raddrizzata e spianata; nelle piegature di monete di modulo abbastanza grosso gli strati superficiali si spezzano sempre. Quello esterno alla piegatura si spezza per stiramento; quello interno per compressione (e un po' si rialza): Gli strati profondi normalmente, se la piegatura non è completa, possono non spezzarsi anche dopo l'operazione di raddrizzamento......poi un buon orefice può aver fatto il resto.

Se ho rotto l'incantesimo...chiedo scusa...ma sono sicuro che dizzeta saprà proporcene un altro.

ciao

Mario

Modificato da mariov60
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Inviato (modificato)

Se ho rotto l'incantesimo...chiedo scusa...ma sono sicuro che dizzeta saprà proporcene un altro.

Assolutamente no, a parte le ironie gratuite (...da parte mia, ovviamente), l'importante è capire! Grazie

Certo che la tua ipotesi è convincente, stupisce, in questo caso, come siano riusciti a farla ritornare perfettamente piana.

Modificato da dizzeta
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Quello che più mi lascia perplesso della possibilità che sia stata la zecca a fare questo è la qualità del lavoro. In fondo, anche se i rilievi sono stati perduti in quei punti, mi sembra un lavoro ben fatto e i cui segni si notano sulle superfici si, ma così poco sul contorno. Conoscendo la qualità piuttosto "scadente" (passatemi il termine) delle coniazioni della zecca genovese, mi sembra strano che abbiano perso così tanto tempo per raddrizzare (o riunire), saldare, spianare, camuffare... Sembra forse più un lavoro postumo operato da qualcuno che ci ha perso un po' di tempo, di una moneta spezzata in modo curioso (fratturata trasversalmente al taglio?), tagliata, piegata o simili.

Certo che l'ipotesi della zecca mi piace di più dal punto di vista sentimentale :)

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Buona giornata

Bella storia ;) però anch'io condivido il pensiero di Ianva; tutto sommato credo si sia perso più tempo per sistemarla che non rifonderla insieme agli scarti.....

Lavoretto troppo di "fino" che occupa troppo tempo e dal risultato incerto.

Saluti

Luciano

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Vi riporto l'opinione del mio "Meistro", il quale ci tiene a sottolineare che è solo un'opinione ...beh, perché mi rimbrotta sempre che io mi lancio in voli pindarici ....e poi casco malamente in brutte figure colossali ... ma la sua, per me, è un'opinione che pesa come ...tre opinioni insieme ...e tre opinioni, per me, fanno quasi quasi una "prova":

"Riguardo il 4 lire, che da molti non è valutata come merita, perché è una moneta rara, se ho ben capito la rottura non era passante, quindi la possibile causa sarebbe stata il piegamento e il successivo raddrizzamento a determinare l'incrinazione del metallo. Ricordati che nella battitura al molino l'addetto doveva stare attento affinché il tondello coniato cadesse dal conio, quindi nel caso rimanesse incollato con un pezzo di legno duro, a colpi veniva staccato (pensa alle innumerevoli monete del tempo con profonde striature). Dunque poteva essersi piegata la moneta e il successivo raddrizzamento (il metallo si era "incrudito") portò all'incrinatura."

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Bella storia ;) però anch'io condivido il pensiero di Ianva; tutto sommato credo si sia perso più tempo per sistemarla che non rifonderla insieme agli scarti.....

Lavoretto troppo di "fino" che occupa troppo tempo e dal risultato incerto.

Vero, ma io qui metto in gioco il "periodo storico" ovvero la gravissima carestia di quell'anno (tanto che è rilevato dai libri di storia), cioè che la zecca avesse poco lavoro e forse stava per approssimarsi ad un altro del molti periodi di chiusura più o meno lunga, quindi richiamare i fonditori, riaccendere il crogiuolo, riattivare il processo ...bhè poteva essere alquanto dispendioso per "poca roba"...

Saluti più che carissimi...

Daniele

PS: che sia anche questo uno dei miei voli pindarici del post precedente"?

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Non avevo pensato all'ipotesi potesse avvenire come hai detto tu @@dizzeta. (In realtà non ho capito bene, scusa potresti rispiegarmelo? Sono un po tardo :) ). Tuttavia direi che siamo d'accordo di essere di fronte a una moneta piegata con fratture che poi è stata risistemata. L'ipotesi sia avvenuto in zecca forse può essere plausibile, non saprei, dovrei prima capire quello che hai detto prima (colpa mia eh s'intenda, non ne so abbastanza dei processi produttivi).

( P.s. : chi u l'e u tö meistru? )

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Inviato (modificato)

Non avevo pensato all'ipotesi potesse avvenire come hai detto tu @@dizzeta. (In realtà non ho capito bene, scusa potresti rispiegarmelo? Sono un po tardo :) ). Tuttavia direi che siamo d'accordo di essere di fronte a una moneta piegata con fratture che poi è stata risistemata. L'ipotesi sia avvenuto in zecca forse può essere plausibile, non saprei, dovrei prima capire quello che hai detto prima (colpa mia eh s'intenda, non ne so abbastanza dei processi produttivi).

Se guardiamo le monete conosciute della zecca genovese per l'anno 1678 risultano solo le 4 lire d'argento come la mia ...e nessun altro nominale!

Se guardiamo le emissioni (valore legale delle monete emesse) di monete d'argento sul libro di Pesce-Felloni, nel 1678 non c'è scritto niente (non risulta attività?) mentre risulta una bassa attività in oro (35.764 -scudi d'oro) e bassissima in biglione e rame (371 denari e 8.838 grossi da 4 d.). Quindi, deduco io, bassa attività = vari periodi di chiusura nell'arco dell'anno, non credo che pagassero il personale per non far niente.

Fra le notizie varie sappiamo che "la grande carestia impegna a fondo il Magistrato dell'abbondanza (sic) nella ricerca di rifornimenti granati" (G. Giacchero1984) e che la recente apertura dell'albergo dei poveri voluta da Emanuele Brignole (1656) aveva portato a Genova migliaia di indigenti anche dai paesi limitrofi (....e anche ...meno limitrofi...) che avevano aumentato spaventosamente la popolazione "povera" e senza risorse da sfamare.

Modificato da dizzeta
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Inviato (modificato)

( P.s. : chi u l'e u tö meistru? )

Ma, dico, io sono molto curioso ...ma anche tu ....

I numismatici hanno le loro "fonti segrete" ...altrimenti ...se aumenta la "richiesta" ...aumenta anche il "prezzo" ...nota legge di mercato.

C'è qualcuno ...nel milanese ...che sostiene che i genovesi sono tutti "mercador" ...boh!

PS: Scherzo ovviamente, ...è una persona dal cuore d'oro e che ama i giovani ... ... ...e questo per me è un problema ...sic

Modificato da dizzeta
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Supporter

Ciao!

Certo che se la zecca fosse stata in disarmo....tutto può essere; gli scarti dall'ultima produzione, quella che ha generato il pezzo fallato, ci sarebbero stati comunque.

Condivido comunque che ogni soluzione, in particolari frangenti, può essere legittima.

Saluti

Luciano

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