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grigioviola

Moneta (ibrido?) di Claudio II contromarcata VII

Risposte migliori

grigioviola

Spulciando il web ed ebay nella ricerca di immagini di monete per le mie ricerche numismatiche sul III secolo (antoniniani gallici, imitativi e ibridi della serie DIVO CLAVDIO), mi sono imbattuto in un'inserzione di vendita che riporta questa moneta che presenta una serie di interessanti, almeno a mio giudizio, particolarità e ve la propongo sconfinando di sezione (qui sono ospite!) e postandola qui dove credo troverà sicuramente un interesse maggiore rispetto alla sezione imperiale.

post-8339-0-32352000-1410253869_thumb.jp

Æ 16mm, 2.0g.

D\ DIVO CLAVDIO (?) bust right. "VII" (?) re-tariffed mark of valuation cut into the obverse.

R\ VIRTVS AVG, Mars standing left, holding branch & spear, shield leaning against his leg,

in right field: epsilon

Reference: -

Premetto che sull'attribuzione del dritto alla serie DIVO CLAVDIO avanzo qualche riserva cautelativa perché non riesco a trovare riscontri leggibili della legenda, di certo sono noti ibridi di questa serie con rovesci di Claudio II in vita ed è noto l'ibrido in questione (ammesso che questo sia un ibrido) che dovrebbe provenire dalla 5 officina. Un esemplare senza epsilon a destra è, per esempio, repertoriato nel Normanby Hoard.

Sul rovescio credo sia corretta l'attribuzione alla tipologia indicata, in questo caso ci sono diversi riscontri sia sulla raffigurazione che, per esempio, sul già citato segno di zecca identificativo dell'officina.

Sulla particolarità degli ibridi vi rimando a questa discussione dove già se n'era (e ne avevo) parlato, prima qui http://www.lamoneta.it/topic/110774-claudio-ii-ibrido-o-imitativo/?p=1254412%C2 e poi qui http://www.lamoneta.it/topic/120312-claudio-ii-una-moneta-interessante/?hl=%2Bdivo+%2Bclaudio#entry1367351

L'altra particolarità che rende interessante la moneta è la contromarca che il venditore attribuisce agli ostrogoti, argomento che avevo seguito con interesse in un'altra discussione molto approfondita che aveva però come "base" la monetazione dei Flavi oltre che una diversa contromarca (quindi differente ritariffazione). Mi riferisco a questa discussione: http://www.lamoneta.it/topic/115900-assi-e-bronzi-dei-flavi-contromarcati-con-xlii/?hl=ostrogoti

Dell'esemplare in questione, che mi dite?

E' approfondibile, confutabile, discutibile?

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Arka

Sicuramente interessante, ma richiede conoscenze molto specifiche.

Arka

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grigioviola

Infatti, motivo per cui l'ho inserita qui dove so esserci almeno un paio di utenti abbastanza ferrati in materia di contromarche ostrogote.

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Poemenius

sinceramente è da tempo che la vedo online....

l'idea che mi sono fatto è che, indipendentemente da quale sia la moneta "sottostante", la contromarca non sia riferibile in alcun modo alla monetazione classicamente contromarcata XLII e LXXXIII (che sia essa considerata del VI o VII sec, e di origine africana o italica...non riapro la questio...)

non conosco monete contromarcate con valori diversi, se non leggermente diversi a causa di lettere retrograde o mal posizionate o una IIII molto dubbia.

dire quando questa sia stata contromarcata è solo speculazione...

A mio parere le probabilità maggiori si trovano "guardando" a un riutilizzo come tessera ...di qualsiasi genere, tessera di gioco, "simil-spintria" etc

non escludo categoricamente, ma non credo ad un utilizzo monetale della contromarca

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Poemenius

la moneta, ma non vorrei dire sciocchezze, quindi correggetemi nel caso, potrebbe essere Claudio II RIC V vol 1 n 109 Roma - non divo...ma IMP © CLAVDIVS AVG

post-38959-0-28134900-1410273283_thumb.j

Modificato da Poemenius

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grigioviola

non dici sciocchezze, tutt'altro.

qualora fosse DIVO CLADIO, rientrerebbe in una non chiara serie di ibridi (voluti o casuali? ufficiali o imitativi?) della serie DIVO CLAVDIO.

E' piuttosto misterioso come il venditore l'abbia identificata come DIVO CLAVDIO senza propendere per l'ipotesi più probabile (la tua)... forse dal vivo si vede qualche lettera che dalla foto non si apprezza.

Il numero VII si trova sulle spintriae e su altre tessere di epoca romana, quindi, se non sono note incisioni con questo valore nelle monete attribuite agli ostrogoti, è forse questa la direzione da far seguire alla moneta per una sua corretta analisi/classificazione.

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Poemenius

ho parlato di "simil-spintria" perché sono consapevole che le "vere" spintriae hanno una datazione che, seppur controversa, non supera l'epoca di Claudio (il primo però)...e qua siamo avanti di 2 secoli....

Le serie civiche vandale riportano numerali quali 4 - 12 - 21 e 42

Le contromarcate (sempre grandi bronzi) hanno numerali da 42 e 83

il numerale 7 (VII), ma qua non siamo nemmeno certi sia un numerale, e che sia di certo un VII è opinabile, mi risulta nuovo.

I romani erano grandissimi amanti del gioco, di tutti i giochi da tavolo....quindi magari avendo trovato una moneta ormai inutilizzabile, ne hanno fatto una pedina...chissà

bye

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grigioviola

Sì, è abbastanza opinabile anche il VII potrebbe benissimo essere un VI o una N o semplici sfregi che casualmente restituiscono un simil-VII.

Potrebbe essere una pedina (e non necessariamente romana!) o chissà cos'altro.

Di certo la pseudo contromarca non sembra un'apposizione recente.

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numa numa

le vere spintriae non avevano numerali incisi ex post

si potrebbe pensare ad un riutilizzo a guisa di tessera di un bronzo dismesso o usurato

Escludo qualsiasi parentela con i bronzi contromarcati di epoca vandala (non andiamo oltre il sesto secolo) , per i quali si conoscono i valori graffiti di 42 (per gli assi) e 83 (per i sesterzi)

e non altri numerali, inoltre le graffiture pseudo-vandale (definiamole cosi visto che ancora la quaestio è aperta) presentano tutte un'assoluta omogeneità di fattura, cui l'esemplare postato è totalmente alieno.

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acraf

Già in passato, discutendo sulle "spintriae", avevo mostrato come intorno alla metà del IV secolo si ebbe un "risveglio" dell'uso di usare tessere numerarie, lisciando il rovescio e incidendo profondamente numeri in latino:

http://www.lamoneta.it/topic/85639-spintria-ritrovata-nel-tamigi/page-3

Resta ancora da capire le esatte modalità di una simile alterazione di monete di bronzo in tessere, forse a scopo ludico.

Era anche un periodo di restaurazione del paganesimo romano, con le ultime grandi persecuzioni contro i cristiani. Quindi queste "tessere" dovevano avere un certo significato in un gioco in auge in ambiente pagano romano, del quale però non abbiamo memoria.

L'esemplare postato in questa discussione si discosta dalla serie dei bronzi mostrati nell'altra discussione e le incisioni sono invece sul diritto, stranamente sul lato dell'autorità imperiale. Sembra piuttosto un semplice graffito, del quale però ancora sfugge il senso. Non si può escludere che si voleva fare una sorta di estemporanea tessera, ma rappresenta un fenomeno diverso da quello visto per le vere tessere numerarie romane.

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