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      Aggiornamento   15/10/2017

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dabbene

TRA ICONOGRAFIA, SOGNO E ARALDICA

Risposte migliori

dabbene
Supporter

Credo che un forum come questo debba divulgare e permettere di vedere belle monete.....leggere storie numismatiche e commentare monete, credo che tutto questo possa attrarre nuovi appassionati e incuriosire nuovi utenti, magari anche giovani.

Ho sempre guardato più l'iconografia, il simbolismo della moneta, cosa rappresentava ai tempi, il messaggio che portava,  piuttosto che le conservazioni e i valori commerciali, è una caratteristica personale sicuramente che non vuole escudere le altre, anzi, ma certamente una moneta in mano mi deve dare anche una emozione per il messaggio che trasmette.

E allora iconografie e sogno, sogno....perchè spesso queste sono anche monete da sogni impossibili, o comunque monete non per tutti e allora l'idea.....pensiamo alla moneta che voi ritenete quella che iconograficamente vi ha sempre colpito di più, per gli aspetti artistici, per il messaggio, per quello che vogliono comunicarci, spesso è poi anche un sogno....che vi auguro però di raggiungere nel tempo.

Non è un sondaggio, anche se potrebbe anche diventarlo, darei la precedenza alle monete di questa sezione, le moderne, ma certamente ci potranno stare anche monete dell'epoca moderna delle sezioni speciali.

Oltre ad indicare la moneta, sarebbe bello anche postare una immagine, se riuscite, e magari dire il perchè vi ha colpito una moneta così....

 

Inizio io, e onestamente devo dire che la scelta è difficile ma forse anche facile, quando iniziai a collezionare, a vedere monete, e vedevo un pò di tutto, di ogni zecca o periodo, ricordo che quando vidi la pezza della rosa rimasi stupito, incredulo che ci potesse essere una moneta così bella, una piccola opera d'arte, le rose intrecciate, le spine, la rappresentazione di tutto questo, la precisione estrema del particolare, una moneta che mi lasciò sbalordito....

Nel tempo riuscii ad averne poi una e averla in mano è qualcosa di fantastico che auguro prima o poi a ogni collezionista, ma il messaggio che vuole trasmettere conta anche di più, le rose che rappresentano la grazia e  la bellezza, le spine che la proteggono da chi vuole rovinarle, un Granduca, di animo buono, che però non avrebbe esitato a rispondere a delle offese.

Il motto in leggenda ideato pare dal bibliotecario del Granduca amplifica tutto questo.

Per me è lei....quella che mi ha stupito di più per la sua bellezza e per l'energia che comunica, ma sicuramente tante possono essere le scelte, il periodo dell'età moderna non ha che l'imbarazzo della scelta.....a voi se vorrete....

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Modificato da dabbene
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dizzeta

Iconografia e sogno ….bello spunto!

 

La moneta che vorrei  segnalare a vederla distrattamente sembrerebbe una moneta comunissima e insignificante …invece è un “pezzo unico”!

 

 http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE2P/9

 

Oggi questa rarità è esposta nella collezione numismatica di Palazzo Bianco del Comune di Genova pervenuta dalla Collezione dell’Università alla quale era pervenuta  dalla Collezione Gazzo, citata al momento della compilazione del CNI, (Ruggero scrive che probabilmente fu donata all'Università prima della morte del proprietario perché chi entrò poi in possesso delle più importanti monete della collezione Gazzo non ebbe questa moneta).

 

Ricordo di aver letto da qualche parte  che fu trovata casualmente a Savona verso la fine del XIX secolo.

L’iconografia è molto particolare per la zecca genovese in quanto oltre a essere l’unico esemplare noto è l’unica moneta con la rappresentazione di San Bernardo di Chiaravalle che fu “eletto” Santo Patrono di Genova nel 1625 (ad aggiungersi a San Giorgio, San Giovanni Battista e San Lorenzo) per  essersi adoperato nel 1130  affinché fosse dichiarata una  tregua con i pisani che poi  portò alla Pace ratificata del 1133.

 

Pare che questo cavallotto fu coniato in occasione dell’inaugurazione di una chiesa dedicata a San Bernardo nel 1630 (una lapide riporta: “recentibus patronus adoptatvs”), ed è possibile che, essendo una moneta estemporanea  e troppo “speciale”, incredibilmente diversa dalla consueta iconografia genovese, sia stata presto dimenticata  e verosimilmente rifiutata per i pagamenti giudicandola forse una moneta di fantasia (a quell’epoca c’era solo il cavallotto con il castello e la croce al rovescio, il castello fu successivamente sostituito con la Vergine Regina più tardi, nel 1637) infine, essendo in mistura con basso titolo d’argento, nessuno pensò di tesaurizzarla e quindi sprofondò nell’oblio.

 

Il mio “sogno …impossibile” è quello di trovarlo in una ciotola di un mercatino fra i rottami o fra le medagliette religiose …ce ne sarà pure un altro esemplare …da qualche parte …

 

Allego il disegno dalle Annotazioni numismatiche del Ruggero e la fotografia del cavallotto dal CNI, mentre la fotografia recente dalla vetrina della collezione dei Musei Civici Genovesi la potete vedere sul catalogo ...in fondo la moneta non può che essere sempre la stessa ...

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dabbene
Supporter

Gran racconto e grande moneta la tua Daniele, mi complimento con te per il post....ma certamente ci possono essere tante monete non impossibili, raggiungibili o anche solo visibili con immagini da Internet che possiamo proporre, l'iconografia e ' il punto di forza delle monete del Rinascimento e dell'età moderna.....chi vuole proporre o dire la sua ....?

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fofo

Buonasera,

leggevo questo Topic stamani e mi veniva a mente quando dalle monete, che io definisco "PIATTE" del Regno, passai alle monete del Granducato di Toscana e presi come prima moneta una Piastra del Battesimo di Cosimo III.

 

beh, l'emozione fu tanta...ne parlavo da giorni, e andando sino a Firenze per prenderla pensai proprio che quella era per me la moneta più preziosa e particolare che potevo possedere.

 

 

questa, una delle ultime, è una Piastra di Ferdinando II del 1630 Rara. Sul diritto, il busto trasversale del Granduca in armatura con il collare alla spagnola con la data sotto in basso, e sul rovescio il patrono di Firenze, il San Giovanni Battista, che col braccio destro alzato è nell'atto di predicare e con la mano sinistra tiene una lunga croce, nel deserto tra gli arbusti, i cespugli e le rocce.

 

credo che questa non mi abbia fatto dormire per qualche giorno al solo pensiero, ne vidi una soltanto con fondi lucenti non troppo tempo fa, l'aveva il numismatico Tevere nel suo listino con la dicitura sul prezzo P.A.R. in conservazione eccezionale SPL +

mi ricordo era di un altra data ma non troppo rara come questa sulle € 6500...forse la mia è SPL/FDC...

 

si ritorna a sognare...

 

saluti

Rodolfo

 

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dabbene
Supporter

Vediamo se riesco a spronarvi con questo argomento :blum: , questa sarebbe la mia seconda scelta dal punto di vista iconografico, chiamarla seconda scelta è estremamente riduttivo, ma anche questa è una moneta - simbolo della monetazione italiana, è lo scudo di Lucca, moneta che al rovescio è un mix di simbolismo, messaggio cristiano, di identità, il valore dell'elemosina e della carità, ma nel contempo è arte, scultura, prorompente dinamicità, un piccolo capolavoro tutto in una moneta, credo che in questo casi siano le immagini che debbano parlare, incomincio con un parziale della rappresentazione...., poi proseguo con la scena globale, e poi loro i tre protagonisti, il mendicante, San Martino soldato con la spada e anche lui il cavallo così dinamico e realista, un gran bel vedere per me.....

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eracle62

Caro Mario penso che ognuno di noi abbia sognato attraverso le incredibili iconografie che la Numismatica ci ha donato nel tempo, ma sono convinto che il rito si ripeta e si ripeterà per sempre, difficile rimanere impassibili dinnanzi certe opere incisorie, anche i più scettici e i meno sensibili qualcosa proveranno.

Per la monetazione moderna posso donarvi uno dei tanti amori che continua a farmi ancora sognare...

 

 

 

 

                                                post-18894-0-65135300-1417114821_thumb.j

 

 

 

 

Francesco I D’Este duca di Modena e Reggio (1629-1658 ). Doppio Ducatone. AR 62,95 g. – ø 46,3 mm. FR û I û MVT û REG û – û ET û DVX û VIII Busto corazzato a sinistra, con volto umano sullo spallaccio della corazza; sotto, nel giro in basso a destra, G F M (Gian Francesco Manfredi, impresario di zecca). Rv. _ NON _ ALIO _ SIDERE _ Vascello sui flutti; in alto a destra, costellazione dell’Orsa Minore. Asse a 180°. CNI 210. Ravegnani M. 28 (R3, questo esemplare illustrato). MIR 755/3 (R3). Davenport 4035.

L’immagine del vascello tra le onde è la preferita di Francesco I. Le sigle, che appaiono nei ducatoni e nei doppi ducatoni senza data, sono quelle di Gian Francesco Manfredi, impresario attivo tra il 1646 ed il 1651. L’incisore dei conî dovrebbe essere Giovanni Valdisola.

 

L’impresa della nave sbattuta dai flutti, simbolo di animo forte che affronta le avversità con estrema fiducia nei propri mezzi, fu prediletta da Francesco I che in ogni evento ostentò orgoglio e fiera decisione.

Divenuto duca nel 1629 a seguito dell’abdicazione del padre Alfonso III d’Este, fu certamente il più grande dei principi estensi.
Grande e audace condottiero, mantenne però una dirittura morale ed una religiosità rara fra i prìncipi di quei tempi; amava donare senza farlo pesare o conoscere da coloro che gratificava e nonostante tutto amava più la pace della guerra; Modena divenne una vera capitale grazie alla sua opera.
Protettore di artisti e letterati, Francesco arricchì la Galleria estense portandola al livello delle più ricche collezioni d’Europa con l’acquisizione di opere dei maggiori artisti del suo tempo.

Modificato da eracle62
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fofo

@@dabbene certo che anche quelle di Lucca sono bellissime, in alta conservazione ne ho viste pochissime..

Certo che di Milano non ne metti!! ahhhaaa '!!

vedo molte Toscane Mario.

Ne hai una di Lucca in alta qualità?

Bellissima anche quella di Modena della massima rarità e bellezza di @@eracle62 me la immagino in alta conservazione dev essere stata spettacolare..

Modificato da fofo

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dabbene
Supporter

Eh caro fofo in numismatica sono un milanese abbagliato, folgorato dalle monete toscane, comunque qualche bell'esempio c'è anche a Milano, se nessuno oserà ....vedremo di provvedere....

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dizzeta

Voglio dirvi che, oltre alle parole sempre interessantissime, provo vero piacere a vedere i particolari delle monete in dettaglio.

Veramente stupendi, grazie mille!

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davide1978

Caro Mario questa discussione è davvero strepitosa. Complimenti per lo spunto e per le foto, (poi domenica mi dice che strumento utilizzi. ?)

Io la foto la prendo in prestito dal catalogo d'Asta dove l'ho desiderata,seguita ed acquistata. Senz'altro la foto è più nitida di quella che riuscirsi a fare io.

Si tratta di un mezzo bianco di Carlo V zecca di Milano, priva di data la sua coniazione è dunque compresa tra il 1535 e 1556.

Se al dritto abbiamo l'aquila bicipite caricata dello scudo d'Austria ed in esergo la dicitura Carolus V roman imp è girando la moneta che scopriamo l'icona di Sant'Ambrogio che cavalcando le nubi armato di staffile percuote un cavaliere disarcionato. S Ambrosius la scritta che campeggia ed evidenzia il ruolo da unico protagonista del santo. Moneta in mistura, non perfetta carica di patina e di storia che la conserva, la plasma la ''sporca'' fino a consegnarla nelle mie mani col compito di custodirla e tramandarla. Altra cosa affascinante è che questa moneta, di diametro non grandissimo (25) e dal peso ridotto 3,4 g aveva un valore tale per cui circolava tra i commercianti al dettaglio ( magari non tra il popolo dove nel xvi secolo il baratto era ancora la prima forma di commercio) a differenza delle monete come gli scudi che venivano scomodati solo per ''grandi affari''.

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dabbene
Supporter

Qualcuno aveva parlato di Milano ? E Milano allora sia..... :blum: :blum: :blum:, vi tocca....

 

Milano ha una splendida serie di monete che raffigurano le imprese, qualcuna la abbiamo vista, penso alla mitica scopetta....ma tante sono le raffigurazioni che hanno una splendida iconografia e un significato per gli utilizzatori e per gli altri regnanti.

Una moneta simbolo milanese, e qui siamo nel sogno più totale...., è il grosso regale da 6 soldi, siamo a Ludovico XII d'Orleans ( 1500 -1512 ), al rovescio abbiamo l'impresa dell'istrice o del porcospino, già in vigore col padre Carlo d'Orleans, allude alla credenza che l'animale si difenda dai nemici scagliando i propri aculei.

E' una raffigurazione che rappresenta in modo allegorico un avvertimento, un state attenti, un modo esplicito di mandare messaggi trasversali e le monete mandavano messaggi diretti ma anche trasversali....

Siamo per Crippa nel R4, per il MIR di Toffanin R5, risultano solo 6 esemplari passati in aste pubbliche, due le vedremo qui e sono le copertina di due Aste Cronos di Crippa, la 1 e la 8, fantastici esemplari, iconografie veramente da sogno.....

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eracle62

Qualcuno aveva parlato di Milano ? E Milano allora sia..... :blum: :blum: :blum:, vi tocca....

 

Milano ha una splendida serie di monete che raffigurano le imprese, qualcuna la abbiamo vista, penso alla mitica scopetta....ma tante sono le raffigurazioni che hanno una splendida iconografia e un significato per gli utilizzatori e per gli altri regnanti.

Una moneta simbolo milanese, e qui siamo nel sogno più totale...., è il grosso regale da 6 soldi, siamo a Ludovico XII d'Orleans ( 1500 -1512 ), al rovescio abbiamo l'impresa dell'istrice o del porcospino, già in vigore col padre Carlo d'Orleans, allude alla credenza che l'animale si difenda dai nemici scagliando i propri aculei.

E' una raffigurazione che rappresenta in modo allegorico un avvertimento, un state attenti, un modo esplicito di mandare messaggi trasversali e le monete mandavano messaggi diretti ma anche trasversali....

Siamo per Crippa nel R4, per il MIR di Toffanin R5, risultano solo 6 esemplari passati in aste pubbliche, due le vedremo qui e sono le copertina di due Aste Cronos di Crippa, la 1 e la 8, fantastici esemplari, iconografie veramente da sogno.....

 

 

Si va be'.....Ma calare gli assi cosi presto non è giusto............... :blum:  :blum:  :blum:  

 

Tra i miei tondelli preferiti, gli animali sono sempre stati portatori di messaggi subliminali, specialmente in campo artistico, quale veicolo migliore se non il tondello, dove sino agli inizi dello scorso secolo l'analfabetizzazione era a livelli impensabili, erano proprio determinate iconografie che permisero una  lettura più vicina anche al popolo.

Insomma ho capito le notti ritorneranno a essere inquite, certi sogni sono inevitabili....

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dabbene
Supporter

E allora forza....scusate se un po' insisto, è nel mio essere, portate pazienza :crazy:....., siamo in un forum dove la divulgazione è il primo punto, vedo che tantissimi che leggono registrati e soprattutto non registrati, iniziano a cercare di capire cosa è una moneta.....parlando realmente con loro io capisco questo, il forum è il loro primo punto di arrivo, cliccano e finiscono qui....tutti, siamo nella sezione monete moderne di zecche italiane, anche se poi in realtà la sezione è monca perché se togliamo le sezioni speciali, ci rimangono le toscane, le emiliane, le lombarde, le liguri e un po' di piemontesi, voi mi direte e dici poco ? è vero però sarebbe sempre bello e proficuo nelle discussioni generaliste vedere altre monetazioni che a ragione dovrebbero essere qui.....con noi...

Monete moderne, vuol dire Rinascimento, il bello, l'arte, le belle iconografie e di questo stiamo parlando e facendo vedere le più belle, certe immagini sono da shock, se dobbiamo divulgare è questa credo la strada, se dobbiamo fare ricerca scientifica certamente non è questa la discussione, ma questa la possiamo trovare sia qui che in altri ambiti....

E allora penso se parliamo di iconografie come facciamo a non parlare di veneziane, papali, savoiarde, napoletane e siciliane, ma anche perché no straniere moderne ?

La difficoltà delle discussioni generaliste è poi questa, trovare la coralità ed attori divulgatori disponibili....ne abbiamo di fantastici, 2 milanesi le abbiamo viste, 3 toscane, 1 genovese, 1 di Modena, tutte fantastiche che da sole varrebbero la discussione perché rimangono un grosso spot numismatico, ma credo che questa sia la discussione con D maiuscola in una sezione dove, l'iconografia, il bello, l'arte, il messaggio sono tutto, certo nel medievale mi orienterei su ben altro, ma siamo qui, ringrazio i grandi attori intervenuti, vediamo se altri con immagini anche non loro, prese da Internet, aste, hanno altro da proporre ai tanti che leggono e che sono qui per imparare, per farsi incuriosire, parlavamo tanto di giovani in questi giorni, divulghiamo anche per loro....,a volte forse ci vorrebbe un nuovo A B C della moneta anche per me ovviamente, vediamo .....altrimenti passeremo a qualche altro spunto che comunque riguarderà sempre l'iconografia a meno di fermarci a conservazioni e stime, poi alla fine il forum lo facciamo noi e la direzione sarà quella che vorremo dargli...., ovviamente va poi bene tutto, con la massima serenità, ma un curatore poi qualche riflessione finchè c'è deve poi farla ogni tanto.....e cercare di spronare a partecipare, qui è difficile sbagliare, basta mettere l'immagine giusta, non c'è che l'imbarazzo della scelta, almeno credo..... :blum:

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dizzeta

Qualcuno aveva parlato di Milano ? E Milano allora sia..... :blum: :blum: :blum:, vi tocca....

 

 

Ah!!! Bellissimo l’istrice di Luigi XII …(ma perché a Milano lo chiamate Ludovico?)

 

…mi sembra chiaro che questa è una sfida!

 

…e allora rispondo alla singolar tenzone con l’istrice genovese che è super-R5 e a dispetto del "milanese" noi ne abbiamo ben due!

Nel quarto di testone (nella fotografia l’esemplare della Banca Carige) di cui se ne conoscono 2 soli esemplari, nel testone, che ha la stessa impronta, di cui se ne conosce uno solo e nello scudo di 3 lire, sempre con la medesima impronta, che se ne conosceva uno solo della Collezione Franchini di cui, dopo la famosa asta del 1879, non se n’è avuta più notizia. (Correggo: pare che lo scudo da 3 lire sia (.....o era?) nella Collezione di VIttorio Emanuele III ...ma ugualmente non se ne sa più nulla....)

 

Singolare il fatto che Luigi XII è stato Signore di Genova in tre periodi, nel primo (1499-1507) c’era un’intesa tra il monarca e la Repubblica che consentì rapporti di buona convivenza e reciproco rispetto, accettò l’iconografia storica delle monete genovesi, poi avvenne la rivolta popolare e l’elezione effimera del doge “popolare” Paolo da Novi (che le malelingue dicono analfabeta), la risposta del sovrano francese fu immediata e tremenda, la sua vendetta, oltre che sulla testa di Paolo da Novi, ricadde anche sulle monete in quanto nel secondo periodo (1507-1512) il monarca volle far valere la sua assoluta autorità e provvide a cambiare l’iconografia sulle monete inserendo lo scudo di Francia (con i tre gigli) al posto del castello, in spregio ai simboli della Repubblica che si mera permessa di irretirlo, quindi adottò il blasone regio al posto del castello e cancellò il nome di Corrado, in più, nei 3 tipi sopra scritti, aggiunse due istrici ai lati dello scudo di Francia.

L’istrice era il simbolo del suo motto: “Cominus et eminus” (da vicino e da lontano), che riprese da suo nonno Luigi d’Orleans …ma la frase era errata in quanto si riferiva alla credenza che l’istrice potesse lanciare i suoi aculei da lontano.

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Modificato da dizzeta
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Corbiniano
(...)

qui è difficile sbagliare, basta mettere l'immagine giusta, non c'è che l'imbarazzo della scelta, almeno credo..... :blum:

Dici bene, caro amico.

Hai dato vita a un bellissimo  :good:  argomento, che è reso possibile da una delle caratteristiche principali della scienza numismatica.

L'interdisciplinarietà.

Una caratteristica che l'accomuna ad altre scienze affini, come l'araldica.

 

L'argomento è bellissimo e vastissimo.

E, soprattutto, brilla di luce propria.

La luce dei segni e dei simboli più suggestivi che le monete, e tutti gli altri oggetti della numismatica, possono recare su di sè.

 

Questi segni e questi simboli, a volte, sono immagini forti.

Così forti che normalmente "parlano da sole".

E per questo sono convinto che noi uomini non abbiamo bisogno di accompagnarle, se non con le poche parole davvero indispensabili.

 

Facciamo un esempio.

Che prende le mosse da quest'immagine, da te postata:

P1140137.JPG

 

 

Eccone una versione a colori:

14987327356_50e3b5854d_m.jpg

(da: http://flickrhivemind.net/Tags/porc%C3%A9pic/Timeline)

Siamo in Francia, precisamente nella Loira, all'interno del castello di Blois.

 

Ma non basta.

Queste immagini sanno costruirsi da sole infiniti fili rossi che le uniscono.

Ed ecco arrivare un filo rosso che si dipana dalle due figure precedenti.

 

Osserva dov'è finito oggi quest'istrice.

Nello stemma della città di Blois:

Blois.jpg

(da: http://www.araldicacivica.it/citta-di-blois-loir-et-cher-france/)

 

:hi:

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Corbiniano

:good:

L'iconografia è fantastica.

E l'araldica, e la numismatica, di conseguenza.

;)

In loro onore (e a testimonianza del valore dell'interdisciplinarietà) ho preso a prestito, come "firma" qua sotto, due brevi frasi di un Poeta contemporaneo.

 

La prima è la principale:

...è la verità a nutrire i sogni...

:hi:

(da: Renato Zero, Amico assoluto)

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dizzeta

…(ma perché a Milano lo chiamate Ludovico?)...

 

Permettetemi una rapida digressione ...(mi rispondo da solo dopo che per tutta la notte sono stato "tormentato" da questo dilemma ...anche per non pensare all'IMU e la TASI) ...

 

Io, da perfetto ignorante, avrei tradotto in latino il nome di Louis XII in Aloisius XII, ma visto che in tedesco Louis si può scrivere sia Aloisius che Ludwig e Ludwig in latino fa Ludovici ecco che gli eredi del Sacro Romano Impero hanno adottato la traduzione latina derivata dalla lingua tedesca, in continuazione della tradizione iniziata da Carlo Magno che chiamò suo figlio Louis le Pieux che noi abbiamo sempre tradotto in Ludovico il Pio Re dei Franchi).

 

Quindi sarebbe giusto continuare con i "Ludovico" mentre "Luigi" è semplicemente un sinonimo che più tardi ha preso campo e sostituito il primo più arcaico.

 

Sorry, riprendete pure...

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dabbene
Supporter

Gli animali spesso ricorrono come simbologia, Mantova, Casale....cervi, cani, qui siamo a Mantova con Vincenzo II Gonzaga ( 1626 - 1627 ), è un ducatone del 1627 altra moneta da urlo della nostra monetazione, al rovescio abbiamo questo cane e indubbiamente Vincenzo II amava i cani, ma quello raffigurato non è dei più tranquillizzanti :blum: , un alano o un molosso , l'aspetto chiarisce tutto del messaggio che si voleva dare :blum: , ma se uno avesse ancora dei dubbi c'è poi la leggenda che specifica meglio il tutto FERIS TANTVM INFENSIS " ostile soltanto alle fiere ", è in pratica un richiamo alla severità del Duca versi i ribelli e credo che miglior ammonimento non poteva mettere, equivale questa moneta praticamente a un avvisso ai naviganti......

Visto che vi piaccioni gli ingrandimenti, e in questo caso sono utili, vediamoci insieme questa cara e buona bestiola :blum: , comunque altra " icona " della monetazione italica.....

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dabbene
Supporter

E che dire di questo sole raggiante, che solo sole non è ma è la personificazione di un uomo ? Ci sono i raggi, c'è la bocca, il naso, gli occhi, l'ipotesi più accreditata è che rappresentasse proprio il Gonzaga uomo potente che si impersonifica nel simbolo del sole che brilla di luce propria per differenziarsi per esempio dalla luna che brilla di luce riflessa.

Qui c'è il massimo che può rappresentare l'iconografia con un messaggio artistico su una moneta, io sono come il sole, la sua personificazione.... e guardandolo bene, sempre ingrandito, sembra quasi umano....

Dedicato a chi sta iniziando a vedere e capire la numismatica, giusto per far vedere cosa la numismatica italiana ha prodotto....ovviamente solo qualcosa se no.... :blum: ....ci sarebbe tanto ancora....se poi arrivassimo alle sezioni speciali.....che in una discussione di iconografie italiane generale devono per forza rientrare.....in qualche modo....

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aleale

Quella dell'ermellino è una raffigurazione molto cara ai Montefeltro e Della Rovere. 

 

L'impresa dell'ermellino fa riferimento all'Ordine militare religioso dell'ermellino istituito dal Re di Napoli Ferdinando I nel 1465.

 

Spesso l'immagine dell'animale è accompagnata dall'evocativo motto: MALO MORI QUAM FOEDARI. Ed è suggestiva l'immagine di questo animale che preferisce morire piuttosto che "sporcarsi".

 

Il Duca in questo modo mostrava la sua purezza d'animo e castità: tutto piuttosto che perdere il suo onore.

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Corbiniano

Vi va di seguire un altro filo rosso?

;)

Stavolta lo facciamo partire dal sole gonzaghesco postato qui sopra da @@dabbene.

 

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In araldica, il sole è spesso rappresentato figurato, ossia con tratti somatici umani.

Un esempio, lo stemma di una città rinascimentale (quindi coeva a questo stupendo sole gonzaghesco) e fondata dai Medici secondo i canoni dell'architettura ideale del tempo.

É stemma parlante, perchè la città si chiama Terra del Sole, oggi frazione di Castrocaro Terme (Forlì-Cesena):

post-21504-0-73287700-1417269026_thumb.j

(da: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Castrocaro_Terme_e_Terra_del_Sole-Stemma.png)

 

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L'araldica però, anche in questo caso, non si è inventata nulla.

Bensì ha preso un'immagine dell'iconografia tradizionale.

L'immagine di un "sole figurato" che, pochissimi giorni fa, abbiamo già trovato qui nel forum in un'altra sezione:

http://www.lamoneta.it/topic/131201-s-tommaso-periodo/

 

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Un'immagine non ignota all'arte rinascimentale.

E che troviamo in esempi a volte eccelsi.

Come in una pala d'altare dei Della Robbia, nella cappella delle Stimmate della chiesa francescana di Santa Maria degli Angeli, a Chiusi della Verna (AR):

4893549213_4587db85d2_z.jpg

(da: https://www.flickr.com/photos/renzodionigi/4893549213/sizes/z/)

 

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Abbiamo visto che questo ponderoso filo rosso dell'arte gira intorno al rinascimento italiano.

Ma, volendo, possiamo allargarlo ai suoi antecedenti classici.

Che dalle nostre parti latine trovò forma nel sol invictus d'imperiale memoria, poi usato anche dal culto mitraico:

mithrasolinvicto.jpg

(da: http://www.truthbeknown.com/mithra.htm)

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dizzeta

Gli animali spesso ricorrono come simbologia .....

 

Mi dispiace dover intervenire ….ma mi tiri per i capelli …. come faccio a non risponderti quando presenti gli animali? …La tua è un’istigazione a delinquere!

 

L’animale genovese è il grifo, noto fin dall'antichità (è raffigurato su ceramiche mesopotamiche ed egizie del quarto e terzo millennio A.C.) è un animale fantastico, mezzo leone e mezzo aquila dotato, secondo le credenze, di forza e potenza sovrannaturali, ed annoverato fra gli animali della mitologia classica, rappresenta l’astuzia, la furbizia e la scaltrezza,.

 

Qui propongo le immagino più belle del grifo, le prime tre sono tre varianti degli antichi sigilli genovesi del XII e XIII secolo dove figura il grifo (Genova) che artiglia l’aquila (Impero) e la volpe (Pisa) (…forse nella terza immagine si spinge anche oltre) circondato dalla orgogliosa legenda: “GRIPHUS UT HAS ANGIT SIC HOSTES IANUA FRANGIT". Cioè, "come il Grifo le artiglia, così Genova spezza i nemici" dove "has" sta ad indicare l'aquila e la volpe”. Nelle successive tre immagini invece i grifi che sono stati raffigurati su alcune monete genovesi.

 

Non voglio tediarvi oltre … 

post-9750-0-25178100-1417270139_thumb.jp

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dizzeta

Vi va di seguire un altro filo rosso? ...

 

 

 

 

Certo che mi va, ma vi prometto che poi mi taccio altrimenti ho timore di essere troppo invasivo ...

 

Anche Genova ha il suo sole "con sembianze umane" in un eccezionale "Scudo del sole" di Antoniotto Adorno, è molto piccolo in verità ...e forse è soltanto uno scherzo dello zecchiere ...ma è una straordinaria testimonianza ...secondo me...

post-9750-0-75974100-1417272652_thumb.jp

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Corbiniano

Vi va di seguire un altro filo rosso?

;)

(...)

 

Certo che mi va, ma vi prometto che poi mi taccio altrimenti ho timore di essere troppo invasivo ...

 

Ma no, scherzi!

I fili rossi sono fatti apposta per essere seguiti. :good:

 

Anche Genova ha il suo sole "con sembianze umane" in un eccezionale "Scudo del sole" di Antoniotto Adorno, è molto piccolo in verità ...e forse è soltanto uno scherzo dello zecchiere ...ma è una straordinaria testimonianza ...secondo me...

Certo.

É un bellissimo dettaglio, qualunque sia il suo movente.

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