angel Inviato 6 Febbraio, 2015 #26 Inviato 6 Febbraio, 2015 La Zecca di Manfredonia fu attiva dal 1263, anno in cui il Re Manfredi di Svevia (Hohenstaufen) vi trasferì tale funzione da Brindisi, al 1266, anno in cui Manfredi morì, sconfitto dalle truppe di Carlo I d'Angiò, nella battaglia di Benevento. Il Re Manfredi di Svevia (Hohenstaufen), (nacque a Venosa nel 1232 – morì a Benevento il 26 febbraio 1266 in battaglia, sconfitto dalle truppe di Carlo I d'Angiò), ultimo Re svevo del regno di Sicilia, figlio dell'imperatore Federico II di Svevia e di Bianca Lancia di Monferrato, legittimo o naturale, a seconda se si accetta che Federico II la sposò, anche se solo poco prima della sua morte, o se si accetta che la Curia romana disconobbe quel vincolo matrimoniale, per il profondo odio per la casa di Hohenstaufen, fondò sui resti dell’antica Siponto, la città a cui conferì il suo nome in segno di prestigio e potenza, appunto “Manfredonia”, il giorno di San Giorgio nel 1256, conducendovi la popolazione di Fiorentino e di Dragonera, ma, secondo il Palumbo, i lavori di costruzione della città venne iniziata nella primavera del 1259 e gli abitanti s’insediarono all’inizio del 1263. Per tanto anche la Zecca iniziò la sua attività nel 1263. Si ricorda che allora l’anno iniziava il 1 settembre, per cui potrebbe trattarsi della fine del 1262. Nei progetti di Manfredi, Manfredonia era stata designata a fungere da importante centro per i traffici commerciali del Mediterraneo e "Apuliae Caput", capitale della Puglia o meglio di tutto il meridione continentale, dato che allora per Apuliae si intendeva tutto il meridione continentale. Di tale Zecca si conoscono solo due tipologie monetarie: 1) un tarì d’oro, molto raro, e alcune sue varianti rarissime, di cui non avendo esemplari spero che altri li inseriscano; 2) un denaro in mistura, di cui sono note cinque varianti. 7 Cita
anto R Inviato 6 Febbraio, 2015 #27 Inviato 6 Febbraio, 2015 (modificato) Secondo Angelo Finetti, con il quale concordo pienamente (ma non solo io), la prima moneta emessa dal Senato Romano fu il provisino a titolatura Pietro II di Vico, Prefetto di Roma dal 1186. Lo studioso giunse a questa conclusione basandosi su un’attenta critica storica del periodo e un’analisi di ordine stilistico del tipo. E’ una fedele imitazione del denaro di Provins di Enrico II del quale mantiene la Y fra due mezzelune rovesciate, numero e forma dei denti del pettine, simboli agli angoli della croce, modulo, taglio dei caratteri epigrafici. D\ PETRVS DEI GRATIA croce patente: 1° bisante, 2° omega, 3° alfa, 4° bisante R\ PREFECTVS . VRBIS pettine a 12 denti dritti sormontato da Y fra due mezzelune. Diam. mm. 19,5; peso g 0,97; tondello circolare Chiedo scusa, non posto l’immagine per il semplice fatto che ne esiste un unico esemplare noto della ex collezione Muntoni (poi lotto n° 31 dell’Asta della ditta Montenapoleone di Milano 1 Marzo 1984) e non è più rintracciabile. Tutto ciò è importante perché la datazione proposta revisiona la letteratura trascorsa. Cari saluti e complimenti per la discussione ;) @@adolfos a mio parere il discorso riguardante la prima moneta medievale romana è un po' più complesso... Infatti circa due secoli prima rispetto all'emissione citata la zecca romana aveva terminato le emissioni degli antiquiores con la serie a nome di papa Benedetto VII (975 - 983), quindi qualcos'altro era stato prodotto a Roma in epoca medievale. A questo punto se vogliamo andare a ritroso nel tempo, andando quasi a scontrarci con la caduta dell'Impero abbiamo come possibili candidate come "prima moneta romana medievale": i denari coniati da Leone III con Carlo Magno (se vogliamo iniziare i nostri "giochi" con la riforma monetaria di questo personaggio), per il periodo 800 - 814 gli antiquiores a nome di Adriano I (772 - 795) che mantengono ancora qualche affinità iconografica con la monetazione bizantina ( anche se la tipologia con il busto si adatta al peso del denaro carolingio leggero, ed è quindi databile successivamente al 781) la frazione di siliqua attribuita da O'Hara a Sergio I (687 - 701) con da un lato il busto frontale dell'Imperatore e dall'altro il monogramma di Roma a croce affiancato dall'iniziale del pontefice le emissioni bizantine (qui però, non essendo il mio campo, lascio la parola agli esperti per evitare di far confusione) le emissioni barbariche, tipo i follis INVICTA ROMA (per gli stessi motivi sopracitati evito di approfondire) le coniazioni successive a Romolo Augusto che, sebbene riportate nel RIC X (e quindi considerabili ancora emissioni imperiali), sono effettivamente successive al 476 (anche qui lascio la parola a chi ha competenze nel campo) Mi piacerebbe sentire ora il vostro parere su quale tra queste sia da considerare la prima vera emissione romana medievale, quella che in pratica segna uno stacco netto (sempre che questo stacco ci sia stato) dalle emissioni dell'Impero e ci traghetta direttamente nei Secoli Bui :D Antonio Modificato 6 Febbraio, 2015 da anto R Cita
dabbene Inviato 6 Febbraio, 2015 #28 Inviato 6 Febbraio, 2015 Ciao, sulla cronologia direi che la sezione medievale si apre con Carlo Magno e la sua riforma, quindi direi da lì in avanti..... Cita
adolfos Inviato 6 Febbraio, 2015 #29 Inviato 6 Febbraio, 2015 (modificato) @@anto R Hai sicuramente ragione :) . Tuttavia l'esemplare che ho presentato riguarda la prima emissione del Senato Romano e non della zecca di Roma in particolare. Capito mi hai? :) Secondo me, anche se il discorso è lungo e complesso, la prima produzione potrebbe risalire alle bizantino-papali. Argomento sicuramente da approfondire. E comunque l'Alto Medioevo non è il mio campo...... Saluti a tutti Modificato 6 Febbraio, 2015 da adolfos 2 Cita
anto R Inviato 6 Febbraio, 2015 #30 Inviato 6 Febbraio, 2015 Beh a questo punto mi sembra necessario postare qualche foto... Frazione di siliqua (0,26 g) attribuita a Sergio I (candidata votata da @@adolfos) Denaro antiquiores di Leone III con Carlo Magno (più attinente alla sezione secondo il parere di @@dabbene) 4 Cita
Questo è un post popolare eliodoro Inviato 8 Febbraio, 2015 Questo è un post popolare #31 Inviato 8 Febbraio, 2015 Ciao a tutti, Partecipo volentieri a questa discussione, parlando della zecca di Capua. Nato come una contea del Ducato di Benevento, il Principato di Capua, con Pandolfo Capodiferro ( 961 - 981), raggiunge il suo massimo splendore con la conquista del Principato di Salerno, unificando, così i domini dell'Italia Longobarda Meridionale. La zecca di Capua, già attiva dal 216 - al 211 a.c., quano fu chiusa dai Romani per punire la città che si era alleata con Annibale, fu riaperta intorno alla metà del IX° secolo, con la coniazione di monete che si ispiravano ai modelli longobardi beneventani.. Vi posto un follaro che viene attribuito a Pandolfo Capodiferro, per il quale, però, ho delle riserve, in quanto è molto simile a quello attribuito ad Anfuso: Una discreta atttività, la zecca capuana l'ebbe con la dominazione dei Normanni fino ad Anfuso, ossia fino alla metà del XII° secolo. Nel caso di Anfuso, però, alcuni follari vengono attribuiti dubitativamente a Capua. Studiosi quali Ruotolo e Travaini, sostengono, infatti, che, in realtà, tali follari fossero stati coniati da Ruggero II, Re di Sicilia, a Bari... Il Rasile sostiene, invece, che la coniazione dei discussi follari sia avvenuta a Capua.Ecco il follaro in oggetto... Sicuramente fu coniato a Capua questo follaro di Ruggero II° Con l'arrivo dei Normanni, Capua, quindi, perde definitivamente la propria autonomia, entrando a far parte del Regno Normanno, prima e, poi, del Regno di Sicilia. La città di Capua, mantiene, però, un suo ruolo rilevante durante il periodo normanno. Ruggero II°, infatti dopo la vittoria a Galluccio sulle truppe pontificie avvenuta nel 1139, fu investito, dallo sconfitto Papa Innocenzo II°, Re di Sicilia, Duca di Puglia e Principe di Capua.... Con l'avvento degli Svevi, Capua non conia più... Le zecche sveve furono, infatti, Brindisi, Messina, Palermo ed, infine, Manfredonia.. La zecca di Capua, per poter nuovamente battere moneta, dovette attendere il XV° secolo, con l'arrivo degli Aragonesi e, in particolare, di Ferdinando I°. Ad essa, infatti, viene attribuita la coniazione di un "Cavallo" di Ferdinando I° d'Aragona. Questo è quanto... Saluti Eliodoro 10 Cita
anto R Inviato 8 Febbraio, 2015 #32 Inviato 8 Febbraio, 2015 Aggiungo un'altra zecca papale: Montefiascone. Qui iniziò l'attività di zecca per volere di Giovanni XXII (1316 - 1334), il quale riteneva la vicina Viterbo poco sicura a causa delle continue sommosse. Proprio per motivi di sicurezza venne scelto come edificio per ospitare la neonata attività la Rocca de papi, edificata nel punto più alto della città nei primi anni del XIII secolo durante il pontificato di Innocenzo III. A Montefiascone sotto Giovanni XXII vennero coniati solamente denari paparini, nominale già esistente nei territori d'Oltralpe. www.youtube.com/watch?v=48xcaj2gmv4 D: + IOS' . PAPA XII * due chiavi in palo R: + PRIM' . BEI . PE (armetta) croce patente 5 Cita
eliodoro Inviato 10 Febbraio, 2015 #33 Inviato 10 Febbraio, 2015 (modificato) Ciao, tra le zecche medievali del Regno di Napoli, aggiungerei la città di Amatrice. Amatrice, all'epoca aragonese, era una piccola città dell'Abruzzo UIteriore, capoluogo di cantone del distretto di Civitaducale.... Durante il periodo della congiura dei baroni, nell'ambito di un Abruzzo da sempre filo angioino, Amatrice si mantenne fedele al Re Ferdinando I° d'Aragona, il quale, domata tale congiura, premiò Amatrice, con la concessione del privilegio... Dai repertori si legge che: In anno 1486 re Ferrante concede all’università et huomini della città dell’Amatrice ob fidelitatem erga eum observatam la terra di Civita Regale, la quale alias fu di detta città e per esso re era stata concessa alla città dell’Aquila, per rebellione della quale è devoluta ad esso re, e perciò la restituisce alla detta università; etiam concede la terra della Rocca e li casali della Montagna di Rosito, le quali olim furono di detta città dell’Aquila rebelle, come appare in Privil. La coniazione riguardò la battitura di Cavalli, con, al rovescio, la scritta :FIDELIS.AMATRIX ed al Diritto: FERRANDUS REX Modificato 10 Febbraio, 2015 da eliodoro 6 Cita
mariov60 Inviato 10 Febbraio, 2015 #34 Inviato 10 Febbraio, 2015 (modificato) Aggiungo un altro tassello "emiliano" alla discussione.... L'attività della zecca di Modena è caratterizzata da due distinti periodi. Il periodo comunale che va dal 1242 al 1598 e il periodo estense, dal 1598 al 1796, anno in cui Ercole III d'Este venne scacciato dai francesi morendo esule a Treviso nel 1803 (gli Austro-Estensi, tornati a Modena nel 1815, non coniarono moneta). Da notare che le monete modenesi emesse prima del 1598, anche a nome dei vari signori estensi (fino ad Alfonso II d'Este), vennero prodotte sulla base della conncessione imperiale alla comunità cittadine e che questa autonomia fu constantemente osteggiata dai signori di turno. La concessione a battere moneta, unitamente ad altri benefici, venne rilasciata nel 1226 da Federico II alla comunità della città di Modena come atto di riconoscenza alla città emiliana che, in seguito all'occupazione di alcuni castelli e territori modenesi da parte dei bolognesi, era uscita dalla lega dei comuni ed era passata dalla parte degli imperiali. I bolognesi, che non aspettavano altro, passarono ad occupare altri territori modenesi, devastando, saccheggiando e portando scompiglio e morte. Le vicende belliche ritardarono l'apertura della zecca cittadina che avvenne solo 1242 con l'emissione del grosso modenese citato nei post precedenti. dritto (ex asta Varesi) verso per una visione delle varianti: http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-MOCOM/1 un saluto dal distretto dei Pirenei atlantici....; -) Mario Modificato 10 Febbraio, 2015 da mariov60 6 Cita
Arka Inviato 10 Febbraio, 2015 Autore #35 Inviato 10 Febbraio, 2015 Agli inizi del IX secolo inizia la propria attività la zecca di Venezia coniando un denaro di tipo carolingio a nome di Ludovico il Pio (814-840), figlio di Carlo Magno. E questa è una cosa interessante in quanto Venezia formalmente era territorio bizantino, come confermato da accordi tra Carlo Magno e l'imperatore di Bisanzio Michele I Rangabe. Il primo tipo coniato ebbe al dritto la legenda H LVDOVVICVS IMP e al rovescio VENECIAS MONETA in tre righe. Questo primo tipo, ora rarissimo, venne ben presto sostituito dalla tipologia che al rovescio porta la scritta VENECIAS in due righe, qui rappresentata. Arka 9 Cita
Arka Inviato 11 Febbraio, 2015 Autore #36 Inviato 11 Febbraio, 2015 Stavo pensando che le discussioni generali come questa dovrebbero avere un TAG arcobaleno... :D Arka 3 Cita
anto R Inviato 13 Febbraio, 2015 #37 Inviato 13 Febbraio, 2015 Condivido con voi un passo di un'opera di J. Le Goff (Lo sterco del diavolo - Il denaro nel Medioevo) che ho trovato particolarmente significativo. "Grazie allo sfruttamento di nuove miniere d'argento e di piombo argentifero cominciarono a circolare in Europa quantità crescenti di monete argentee. [..] Verso il 1135 la Toscana ospitava soltanto la zecca di Lucca, alla quale nei due decenni successivi si aggiunsero Pisa e Volterra. Intorno al 1180 ne fu aperta una nuova a Siena, decisiva per la futura prosperità della città. Nell'ultimo decennio del secolo XII, infine, venne il turno di Firenze e Arezzo. In Italia settentrionale, alle antiche zecche di Milano, Pavia e Verona si aggiunsero tra 1138 e 1200 Genova, Asti, Piacenza, Cremona, Ancona, Brescia, Bologna, Ferrara e Mentone. Nel Lazio, dalle quattro zecche attive nel 1130 si passò alle ventisei del 1200, di cui una nella città di Roma." Giusto per avere una piccola visione generale del panorama del tempo..... Antonio 3 Cita
adolfos Inviato 13 Febbraio, 2015 #38 Inviato 13 Febbraio, 2015 (modificato) @@anto R Condivido con voi un passo di un'opera di J. Le Goff (Lo sterco del diavolo - Il denaro nel Medioevo) che ho trovato particolarmente significativo. Nel Lazio, dalle quattro zecche attive nel 1130 si passò alle ventisei del 1200, di cui una nella città di Roma." @@anto R Gli telefoni tu o io? Antonio, ricordati di aggiungere una X nella leggenda del Montefiascone che hai presentato Cari saluti Modificato 13 Febbraio, 2015 da adolfos 1 Cita
anto R Inviato 13 Febbraio, 2015 #39 Inviato 13 Febbraio, 2015 @@adolfos prima che all'Autore io farei uno squillo al traduttore.... :crazy: E comunque anche il fatto di omettere Venezia tra le "antiche zecche settentrionali" mi sembra abbastanza grave. Per quanto riguarda il paparino di Montefiascone sul Muntoni il numerale è proprio XII e non XXII....in effetti la cosa è interessante Antonio Cita
adolfos Inviato 13 Febbraio, 2015 #40 Inviato 13 Febbraio, 2015 Allora dobbiamo telefonare anche a Muntoni :lol: Ciao 2 Cita
anto R Inviato 13 Febbraio, 2015 #41 Inviato 13 Febbraio, 2015 Non posso più modificare il post....se qualcuno dei "potenti" intervenisse farebbe cosa gradita! Saluti Antonio Cita
anto R Inviato 4 Aprile, 2015 #42 Inviato 4 Aprile, 2015 Passa il tempo e questa discussione si insabbia lentamente nelle pagine della sezione...magari qualcuno ha ancora qualcosa da dire e farci vedere? Intanto ne approfitto per parlare della zecca di Como e della sua prima emissione, il grosso da 4 denari imperiali a nome di Federico II Imperatore. Si tratta di una moneta con un'alta percentuale di fino, in quanto fu concepita come multiplo del vecchio (e buon) denaro, l'imperiale appunto, e non dei denari corrotti di recente emissione coniati in molti comuni come la vicina Milano, detti terzoli a causa del loro intrinseco pari ad un terzo della lega. Le emissioni comasche di Federico II furono prodotte tra il 1245 circa, periodo al quale si fa risalire il documento imperiale che istituiva una zecca nella città, al 1250. Lanz 157, lotto #768 AUSLANDITALIENComoIm Namen Friedrich II. (1198 - 1250)Grosso o.J.(1250 - 1280) IMPERT-FREDERICVS, Brusbild rechts. Rs: CVMANVS, Adler. Varesi 264. 1,40g. Vorzüglich. Erworben bei Alfio Rinaldi in Verona im November 1979. Da notare, in questo esemplare, la particolarità della leggenda del diritto che non viene interrotta dal gomito, come è invece comune in queste emissioni. Buona Pasqua, Antonio 3 Cita
Arka Inviato 4 Aprile, 2015 Autore #43 Inviato 4 Aprile, 2015 Ringrazio @@anto R per aver aggiunto un'altra moneta. L'idea era quella che ogni utente appassionato di una zecca postasse la sua prima moneta. Spero che altri raccolgano il testimone... Arka Cita
dabbene Inviato 5 Aprile, 2015 #44 Inviato 5 Aprile, 2015 In effetti queste discussioni dovrebbero essere poi per tutti, sono anche degli spunti per far condividere, far partecipare, anche accessibili per molti, nel contempo possono a livello divulgativo essere dei belle occasioni per imparare insieme......che poi è lo scopo del forum, imparare e divulgare insieme, e' chiaro che l'ideale sarebbe la partecipazione di tante identità e spero che la mancanza di un TAG specifico non venga intesa come una penalizzazione, ma anzi dovrebbe essere un motivo in più di partecipazione.....vediamo..... Cita
numa numa Inviato 5 Aprile, 2015 Supporter #45 Inviato 5 Aprile, 2015 @@adolfos a mio parere il discorso riguardante la prima moneta medievale romana è un po' più complesso... Infatti circa due secoli prima rispetto all'emissione citata la zecca romana aveva terminato le emissioni degli antiquiores con la serie a nome di papa Benedetto VII (975 - 983), quindi qualcos'altro era stato prodotto a Roma in epoca medievale. A questo punto se vogliamo andare a ritroso nel tempo, andando quasi a scontrarci con la caduta dell'Impero abbiamo come possibili candidate come "prima moneta romana medievale": i denari coniati da Leone III con Carlo Magno (se vogliamo iniziare i nostri "giochi" con la riforma monetaria di questo personaggio), per il periodo 800 - 814 gli antiquiores a nome di Adriano I (772 - 795) che mantengono ancora qualche affinità iconografica con la monetazione bizantina ( anche se la tipologia con il busto si adatta al peso del denaro carolingio leggero, ed è quindi databile successivamente al 781) la frazione di siliqua attribuita da O'Hara a Sergio I (687 - 701) con da un lato il busto frontale dell'Imperatore e dall'altro il monogramma di Roma a croce affiancato dall'iniziale del pontefice le emissioni bizantine (qui però, non essendo il mio campo, lascio la parola agli esperti per evitare di far confusione) le emissioni barbariche, tipo i follis INVICTA ROMA (per gli stessi motivi sopracitati evito di approfondire) le coniazioni successive a Romolo Augusto che, sebbene riportate nel RIC X (e quindi considerabili ancora emissioni imperiali), sono effettivamente successive al 476 (anche qui lascio la parola a chi ha competenze nel campo) Mi piacerebbe sentire ora il vostro parere su quale tra queste sia da considerare la prima vera emissione romana medievale, quella che in pratica segna uno stacco netto (sempre che questo stacco ci sia stato) dalle emissioni dell'Impero e ci traghetta direttamente nei Secoli Bui :D Antonio Si puo' quasi che la zecca di Roma abbia lavorato ininterrottamente Dopo la caduta dell'impero ( demarcazione degli storici non perche' il popolo si accorse del cambio di denominazione ) sibprodussero le bellissime emissioni dei sovrani goti ( una su tutte il follis da 40 nummi di Teodato) Indi le emissioni dei sovrani bizantini (come quelle splendide di Giustiniano Poi la serie di bizantine papali , sono rare in se' ma sono molte come emissioni ( quella di Sergio e' solo una delle tante) Poi iniziano con Adriano I i denari cosiddetti , in letteratura, antiquiores ( sogno di molto collezionisti) Poi la grande cesura che riprende con le emissioni indicate da Adolfos si Pietro di Vico e con quelle molto interessanti del Senato Romano Per proseguire in pratica ininterrottamente fino ai giorni nostri... 2 Cita
Arka Inviato 5 Aprile, 2015 Autore #46 Inviato 5 Aprile, 2015 @@numa numa Ma qual'è per Te la prima moneta della zecca di Roma che possa dirsi medievale? Arka Cita
numa numa Inviato 6 Aprile, 2015 Supporter #47 Inviato 6 Aprile, 2015 l'antiquiore di Adriano I ( battuto attorno al 780 ) Muntoni riporta, di poco precedente, una tessera quadrata di Zaccaria che a mio avviso e' difficile considerare moneta Le emissioni dei due secoli precedenti sono tutte di stampo e metrologia bizantine Cita
Andreas Inviato 6 Aprile, 2015 #48 Inviato 6 Aprile, 2015 (modificato) Credo che le distinzioni cronologiche siano del tutto convenzionali, e quindi vadano rispettate come tali e non possono essere oggetto di opinioni personali. Hanno una funzione essenzialmente linguistica e comunicativa, cioè servono a rendere ben 'definiti' dei concetti che altrimenti sarebbero molto sfuggenti e richiederebbero continue precisazioni. E naturalmente nessuno può usare un suo codice personale, pena l'incomunicabilità. Così l'età moderna nasce nel 1492, ma non è che un tizio si è svegliato la mattina del 1 gennaio 1493 gridando 'oggi siamo tutti più moderni'. Per quanto riguarda l'inizio del medioevo europeo, pertanto, c'è una data precisa ed è quella del '476, quindi le prime monete di Roma medievale sono quelle di Odoacre. Più sfuggente la cronologia dei Bizantini, ma certo non possono considerarsi antichi, visto che sopravvivono fino al 1453. Anche per questo c'è una data precisa con cui oggi si fa iniziare la monetazione bizantina, che è quella della riforma di Anastasio del 498. E la monetazione bizantina è per forza di cose 'medievale', anche se è in assoluta continuità con quella romana. Ciò non vuol dire che non possano esserci date corrette che sanciscano una distinzione reale fra un epoca o l'altra, ma queste possono essere molto diverse a seconda dei settori e per ambito geografico (ad esempio il paleolitico in certe aree periferiche del mondo è finito nel XX secolo, se proprio è del tutto finito), quindi sarebbe forse opportuno porre la domanda in altro modo, non usando i convenzionali termini storici come 'antico' 'medievale', 'moderno' etc., ma termini meno codificati come post-romano, post-classico, carolingio, etc. etc., che prendano in considerazione i sistemi monetari, non solo le monete effettive. In questo caso la prima emissione post-romana in Italia dovrebbe collocarsi dopo il 7...? E ed in ambito bizantino dopo il 10..? Ma non è detto che la risposta anche in questo caso sia sempre univoca. Ad esempio quali sono le prime emissioni veramente post-classiche in Italia meridionale? Andreas Modificato 6 Aprile, 2015 da Andreas 1 Cita
santone Inviato 6 Aprile, 2015 #49 Inviato 6 Aprile, 2015 Non dimentichiamoci dell'Abruzzo, prima zecca operativa Aquila ,sotto Ludovico II d'Angiò 1382-1384, bolognini,quattrini,denari provisini 2 Cita
santone Inviato 6 Aprile, 2015 #50 Inviato 6 Aprile, 2015 segue Sulmona sotto Carlo III di Durazzo, bolognini, denari, tornesi (R3) Cita
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