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Milano - Grosso di Luchino e Giovanni Visconti


Risposte migliori

Sono appena tornato dal convegno di Saronno dove ho avuto un attacco di viscontite acuta prontamente curato dal mio venditore di fiducia, che mi ha fatto tornare a casa con un bel grosso milanese coniato sotto Luchino e Giovanni Visconti (1339 - 1349).

La classificazione dovrebbe essere CNI 6 e nel nostro catalogo questa variante (croce inquartata da rosette) è data come non comune. Il tondello mi sembra abbastanza largo per la tipologia e vi sono principi di patina iridescente, peccato per alcune piccole incrostazioni nel dritto.

Tornando sul discorso iconografico, già abbozzato nella mia discussione sui pegioni pavesi di Galeazzo II, interessante come S. Ambrogio benedica con la destra anziché reggere il canonico staffile.

 

 

Sperando di non avervi annoiato, un saluto

Antonio

 

 

 

 

 

 

post-32073-0-83832000-1425120174.jpg

post-32073-0-14459600-1425120176.jpg

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Lo staffile compare nella mano destra di S. Ambrogio dalle coniazioni di Bernabò e Galeazzo II Visconti in avanti. Tutte le coniazioni precedenti il Santo è rqppresentato benedicente.

Lo conosci il motivo del cambio?

Crippa 3/B NC

MIR 94/3

Modificato da Parpajola
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@@dabbene il biscione credo sarà presente sul prossimo acquisto, magari un bel grosso di Barnabò....

Sull'origine dell'impresa araldica del serpente conosco due versioni, una che rimanda ad un membro della casata vittorioso in una crociata ed un'altra secondo la quale i Visconti si appropriarono dei simboli della città, tra cui appunto il serpente posto su una colonna della basilica dedicata al patrono.

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  • 2 settimane dopo...
Inviato (modificato)

Riapro la discussione per far notare un piccolo particolare variante in questa emissione: i bottoni della veste di S. Ambrogio. Sempre prendendo in considerazione la tipologia con le rosette nei quarti della croce, ho notato come i bottoni nel mio esemplare siano a forma di croce mentre in questo esemplare (fonte: Crippa Numismatica) sono a rosetta...

 

Qualcuno ha mai notato altre forme e magari la rarità con cui le loro diverse varianti passano sul mercato?

post-32073-0-85815800-1426624228_thumb.j

Modificato da anto R
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@@anto R

riguardo alla prima moneta postata ritengo che le foto non le rendano giustizia,la moneta conserva una bella patina antica che le foto non evidenziano,oltre alla conservazione che è molto buona

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@@odjob purtroppo sono costretto a fotografare le monete con il telefono ed hai perfettamente ragione, la moneta dal vivo è davvero molto più bella....

Prometto che non appena riuscirò a mettere le mani su una vera macchina fotografica rifarò le foto al pezzo per la vostra (ma anche mia) gioia!!

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Credo che sia interessante e magari da approfondire quello che diceva @@anto R sui bottoni sulla veste di Sant'Ambrogio, a rosetta ma nel suo caso a croce, direi che possiamo prefigurare una variantina tipologica iconografica, forse una emissione per differenziarsi dalle altre....magari si potrebbe vedere se è presente la croce in altre esemplari....

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Buongiorno a voi,

a mia conoscenza, del grosso condominiale di Giovanni e Galeazzo II con croce/santo esistono due varianti principali, relative alla decorazione del quadribolo al dritto:

- i vertici interni del quadrilobo al dritto sono ornati da trifogli. In questo caso il pallio indossato dal santo è decorato (@anto R, non sono bottoni) con croci.

- i vertici interni del quadrilobo al dritto sono ornati da rosette pentafille. In questo caso il pallio indossato dal santo può essere decorato con rosette o stellette (ma credo più probabile che siano tutte rosette e le leggere differenze che si possono riscontrare dipendono probabilmente dall'abilità o dallo stile dell'incisore dei conii).

Esiste poi una variante "minore", nella quale le "M" e le "N" hanno un globetto al centro delle aste oblique e la "A" ricorda quella incisa sulle monete di Como a nome di Azzo Visconti.

 

 

PS benché le monete condominiali siano state sempre indicate come appartenenti a Luchino e a Giovanni, in realtà bisognerebbe indicarle come emesse da Giovanni e Luchino, per il semplice motivo che le monete recano sempre prima il nome dell'arcivescovo e poi quello del fratello. Questo perché il maggiore dei due era Giovanni. 

 

Buona giornata, Teofrasto

Modificato da teofrasto
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Ringrazio @@teofrasto per il suo prezioso intervento, che ha iniziato a evidenziare come questa sia probabilmente una micro-variante abbastanza insolita.

Interessante anche l'osservazione in merito alla sequenza dei nomi dei due Signori sulle monete, ordine non rispettato dalla letteratura più o meno classica in materia.

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