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il 2 franchi napoleonico a Parigi an 12 - 1815


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Il periodo che va dall'anno XI al 1815 rappresenta il continuo evolversi del ritratto napoleonico, e la zecca che meglio rappresenta la trasformazione dell'effige dell'imperatore è certamente Parigi.

Sono numerose tipologie che rappresentano la testa di Napoleone in un continuo variare nelle proporzioni a rappresentare sia il mutare degli avvenimenti, sia la costante ricerca della migliore immagine di se che l'Imperatore aveva.

La prima effige di Napoleone compare sulla monetazione dell'anno XI, in cifre romane, una serie di pochi tipi; il 40 franchi, 20 franchi, 5 franchi, 1 franco, e demi-franc o mezzo franco. La serie non comprende il 2 franchi ed il Quart che appaiono l'anno successivo; An 12.

Ad eccezione della data le emisisoni dell'an XI e dell'anno 12 sono identiche-

Napoleone già affermato generale e Primo Console, dopo meno di sette anni dalla decollazione della famiglia di Luigi XVI riporta il ritratto sulla monetazione francese, nel rispetto della Repubblica, ben s'intende.

Al diritto, infatti, è rappresentato come BONAPARTE PREMIER CONSUL, ed al rovescio REPUBLIQUE FRANCAISE i simboli del gallo a rappresentare Charles Pierre De L'Espine direttore di zecca a Parigi dal 19 Fruttidoro AN 5 (5.9.1797) al 15 dicembre 1821; e la lettera A per Parigi. Incisore dei conii è il noto Pierre Joseph Tiolier (1763-1819). Sul bordo in incuso la legenda, * DIEU PROTEGE LA FRANCE. Il peso segue il franco germinale ed è di 10,00 al titolo di 900 millesimi. Furono battuti 187.121 esemplari per Parigi dei 454.162 totali per tutte le zecche.

 

 

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Con decreto del 7 messidoro an 12 (26.6.1804) Napoleone già proclamato Imperatore interviene sulla moneta sostituendo, nello stesso anno del calendario rivoluzionario il nome al cognome NAPOLEON ed il titolo di EMPEREUR. Il tipo rimane immutato sino all'abrogazione del calendario rivoluzionario nell'anno 14.

Si contano 59.804 esemplari per l'AN 12; AN 13 di 740.430 compresi della variante con cifre ribattute; e 231.540 esemplari sino al 17 Brumaio an 14 (8.11.1805) quando si interruppero le emissioni per dare vita al nuovo calendario. Non sono monete rare lo diventano se in bella conservazione, anche se l'AN 12 è certamente scarso. Ad oggi non sono noti esemplari del 2 franchi AN 12 in FDC, mentre per l'AN 13 e 14 si contano esemplari in FDC o poco meno. Per FDC intendo esemplari allo conservazione di zecca e privo di difetti.

 

 

 

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Notiamo una incongruenza tra la legenda al diritto e quella al rovescio; come una Repubblica essere governata da un imperatore, oppure come può un imperatore essere il sovrano di una repubblica ? Il tutto ha una sua logica. Napoleone rivede e vuole rivivere in Francia il sogno della classicità romana - politica e militare ed al suo simbolismo trae costante fonte di emulazione. La scelta del Consolato a vita non è casuale, La Repubblica Francese è la rappresentazione della moderna repubblica romana, e l'esercizio dell'imperio, del comando militare. Quindi Napoleone, per non inimicarsi i "figli" della rivoluzione che ha sconvolto l'Europa solo pochi anni prima si fa rappresentare quale comandante militare della repubblica. L'iconografia sul due franchi 1806 non cambia con la sola eccezione dell'introduzione del calendario gregoriano in luogo di quello rivoluzionario.

In tutto la Francia, per la tipologia 1806 e 1807 a testa nuda con il busto di primo tipo, quello fin qui utilizzato, si coniano 516.270 esemplari, cui 170.321 a Parigi per il solo 1806. Come vedremo in seguito, nella capitale, nel 1807 si introduce una nuova tipologia, poco fortunata che non piacque assolutamente all'imperatore.

  

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Il 1807 esprime una tipologia unica nell'iconografia napoleonica, la celebre "tète de nègre" o più politically correct : "testa di moro". Il nuovo punzone sostituisce la testa giovanile con il busto allungato degli anni precedenti. Napoleone è rappresentato con una grande e massiccia ed il collo taurino. Capelli corti e quasi increspati, la testa è nuda ed il ritratto riempie nel pieno il campo.

Il conio è l'opera poco felice di Tiolier ed è autorizzata l'emissione con il processo vernale del 11.2.1807. Coniata nella sola zecca di Parigi in 24.076 è tra la monete più ricercate dai collezionisti del franco germinale. Esiste una variante che ha utilizzato il conio della V rovesciata al posto della A in FRANCAISE. Di questa moneta esiste un altrettanto celebre falso con una storia poco edificante alle spalle .... ne parleremo in seguito.

Nel restanti zecche dell'impero, fortunatamente non vengono trasferiti i punzoni. Napoleone visto il risultato blocca immediatamente l'emissione. Era già successo con i progetti della monetazione in oro della Repubblica Italiana con Napoleone Presidente.  D'altra parte la moneta era il più rapido mezzo di promozione e la cura di Napoleone era proprio quella di apparire incriticabile con sembianze divinatorie. Il "crapun" non rendeva il giusto omaggio alla personalità dell'imperatore.

 

 

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Il 2 franchi 1807 testa di moro è stato oggetto dell' "affaire Duchazeaux". Di cosa si tratta, brevemente Vi illustro essendo una storia di malamoneta ... visto che tanti falsi circolano in aste oggigiorno ... potrebbe anche essere che traggano origine da ottimi falsari, ed erano destinate alla circolazione.

Il 16 novembre 1808 un membro dell'Amministrazione della Zecca ricevette un 2 franchi testa di moro che era stato rifiutato da un commerciante perché probabilmente falso. Toileir fu convoca in zecca il giorno seguente per periziare la moneta, il quale dopo minuziosa verifica sentenzio la falsità della moneta. Il falso è ben fatto, o meglio lo era certamente quando entrato in circolazione, di peso pari all'originale, composto di due lamine in argento su tondello di rame e coniato al bilanciere. Non vi riporto il rapporto di Toilier con le sue conclusioni sulla moneta, ma semplicemente Vi scrivo che rimase impressionato dalla qualità d'esecuzione tecnica e stilistica del falso.

Il 10 gennaio 1809 un secondo esemplare arrivò in zecca, con simile al precedente ma leggermente diverso, migliorato nella qualità della legenda e dell'impressione della virola sul taglio, e di peso leggermente più scarso, 8,85 grammi, infatti in argento di bassa lega e non impellicciato. Le indagine furono immediate ed in tre mesi la polizia della circoscrizione di Hauterive arresta, il 3 aprile 1809, Duchazeaux. Portato al cospetto del giudice Busson e di in presenza di Tiolier, nella speranza di uno sconto di pena dimostra la sua perizia nel falso. La pena nel tempo per chi spaccia o produce falsa moneta è sempre stata la stessa dalle origini sino all'evo contemporaneo: la pena capitale. Così è stato.  

Duchazeux astutamente aveva spacciato falsa moneta per lo più lontano da Parigi, per evitare lo spiacevole incontro con le autorità dell'Amministrazione della zecca. L'emissione non era considerevole, probabilmente meno di un migliaio di pezzi, ma ciò fa poca differenza; la differenza è tra 0 e 1 e non tra 1 o 2. Produrre falsa moneta o non farlo e non quanta produrne. Fatto è che comunque ancora nel luglio del 1810 sono segnalati a Lione un paio di esemplari falsi, ed ancora nel 1813 nella regione del Calvados, ed a Bayonne. Possiamo dire che oggi sono sopravvissuti solo pochi esemplari, meno di una decina di questo raro documento storico pseudomonetiforme, la cui opera costò la vista all'ingegnoso creatore.  

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Il 1807 segna l'avvento di una nuova tipologia imperiale; la testa laureata. Nella seconda parte dell'anno, sono approntati i nuovi conii, per la sola capitale francese che entrano in funzione il 5 agosto 1807. Sempre ad opera di Pierre Joseph Tiolier. Mantengono anch'essi i parametri precedenti. Titolo di 900 millesimi, 10 grammi al taglio di 100 pezzi al chilogrammo. Tolleranza di 5 millesimi al peso e 3 millesimi al diametro di 27 millimetri. La legenda resta invariata con NAPOLEON EMPEREUR al diritto e REPUBLIQUE FRANCAISE al rovescio. Il processo autocelebrativo ha preso una strada irreversibile che da li a breve porterà Napoleone a ripudiare la prima moglie inadeguata alla grandezza dell'Impero in via di costruzione. Nel  1807 e 1808 a Parigi sono coniati 18.489 e 1.099.420 esemplari ed in tutta la Francia (A, B, I, K, L, M, MA, MA, Q, U, W) 1.523.468, il che fa di questa emissione una rarità ad eccezione di Parigi 1808.

 

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credo di si, il contorno non lo è quindi più che appiccagno penserei ad una clip poi rattoppata. Mi è impossibile determinare se fosse coeva, certamente prima del 1898 data in cui la moneta (elevata a questo rango) è entrata in collezione.

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Molto interessante...se la clip fosse del periodo coevo alla "coniazione" sarebbe ancor più evidente l'elevato livello di credibilità raggiunto da questa contraffazione, evidentemente "sfoggiata" per autentica dall'ignoto possessore...;)

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credo di si, il contorno non lo è quindi più che appiccagno penserei ad una clip poi rattoppata. Mi è impossibile determinare se fosse coeva, certamente prima del 1898 data in cui la moneta (elevata a questo rango) è entrata in collezione.

1898? quale collezione sarebbe?

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Con le emissioni che recano data dal 1809 al 1814 si assiste finalmente alla piena corresponsione del diritto con NAPOLEON EMPEREUR al rovescio EMPIRE FRANCAISE ( decreto di emissione del 22.10.1808). Furono battuti in tutta Francia ben 8.009.069 esemplari, una quantità non indifferente anche se suddivisa in tutte le zecche attive, ad eccezione di Roma le altre hanno tutte un'emissione di 2 franchi nel periodo. La produzione si concluse a Parigi nel 1814 con 94.751 esemplari, a Tolosa 45.582, e Perpignano con 16.353. Questa tipologia di 2 franchi fu ritirata e demonetizzata il 1 gennaio 1869.

 

 

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Infine giunti all'ultimo 2 franchi che conclude la rappresentazione del ritratto di Napoleone a Parigi; fin ora An 12-1813 tutti ad opera del maestro incisore Pierre-Joseph Tiolier.

Il 2 franchi 1815 è decisamente differente per plasticità e stile dai precedenti. Coniato nella sola capitale francese, anche se si sarebbe dovuto emettere a Lille, dove i conii non sono mai giunti per il declino di Napoleone. Come pure, sebbene autorizzati, il franco ed il demi franco non furono battuti. Consideriamo i giorni caotici del giugno del 1815. Il 20 franchi ed il 5 franchi furono emessi con conii che resistettero alla demolizione ordinata da Luigi XVIII, aperti gli armadi in zecca erano ancora presenti numerosi. Il 2 franchi, al contrario fu autorizzato il 9 giugno 1815. Napoleone dopo la sconfitta di Waterloo del 18 giugno, abdica il 22 giugno. Con epilogo dei cento giorni l'8 luglio 1815 ritorno di Luigi XVIII a Parigi (dal discorso di bentornato al Re prende origine la nomea dei cento giorni).

Ne furono comunque coniati 6.777 esemplari dopo la seconda abdicazione di Napoleone, in data 24 giugno 1815, in una sola estrazione, e probabilmente solo pochi entrarono in circolazione, il che spiega il perchè sia possibile trovarli in ottima conservazione. Vi invito a confrontare la firma del diritto, sempre Tiolier ma si differisce da quella degli anni precedenti, il conio è opera di Tiolier figlio, il rovescio del padre Pierre Joseph

 

 

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Questo due franchi del 1815, ove ammiriamo il volto dell'imperatore più umano, stanco ed appesantito dall'età e dalle tante battaglie, credo sia il pezzo più affascinante della monetazione napoleonica...

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Non è una iconografia che mi piace in maniera particolare, anzi; la trovo vagamente effemminata, gonfia in viso, probabilmente più veritiera di quanto non ritratto da Tiolier padre.

Rappresentazioni di Napoleone le abbiamo solo sulla monetazione della Repubblica / Impero francese e Regno d'Italia e progetto per l'oro della Repubblica Italiana. C'è poi il 5 Frank di Baden 1808 credo sia opera di Tiolier figlio. Altro non c'è che io sappia.

Il mio preferito è il 5 franchi impero opera di Brenet, una idealizzazione del ritratto ad immagine e somiglianza di Augusto.

 

 

 

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  • 4 weeks later...
  • 5 years later...
Supporter

Ho scoperto solo oggi questa interessantissima discussione riguardante l'evoluzione del 2 franchi napoleonico. Credo che meriti di tornare un po' in auge, di modo tale che anche altri che magari se la fossero "persa" possano avere l'opportunità di apprezzarla. 

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