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g.aulisio

La guerra con le monete

Tempo fa in un lotticino di tetartera bizantini (una mia antica passione a cui sporadicamente ritorno per rapide incursioni) trovai una moneta che pur avendo "fattezze bizantine" non avevo mai visto, che non mi tornava sotto vari aspetti, e che non riuscivo ad inquadrare.

 

Chiesi allora aiuto agli amici del forum che con la consueta gentilezza mi svelarono trattarsi di un follaro di Ruggero II emesso a Messina.

 

Essendo totalmente digiuno di monetazione normanna, e di quella di Ruggero II in particolare, mi diedi da fare per saperne di più, e trovai un interessantissimo articolo della Travaini che in qualche modo mi apri' un mondo su questa monetazione a dir poco sbalorditiva, in cui tutto é meticciato, dalle forme dei tondelli, alle lingue utilizzate (latino, arabo, greco), all'iconografia, ai significanti religiosi ("il potente per grazia di Allah, il re Ruggero, il sublime" in arabo al dritto e la croce con "Gesù Cristo vince" al rovescio... ad esempio, e la data, quando c'é, sistematicamente islamica..). 

 

[Per chi volesse dare un'occhiata all'articolo in questione questo é il link:

http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/numi_0484-8942_1991_num_6_33_1960 ]

 

Pur rimanendo i miei interessi numismatici ancorati altrove nel tempo e nello spazio, ho sentito la necessità di cercare colmare un po' l'abisso di ignoranza circa la storia di questo periodo che mi contraddistingue, al di là delle reminiscenze scolastiche.

 

Dato che, quando esistono, preferisco le fonti primarie e trovandomi in uno di questi fortunati casi mi sono procurato l'"Ystoria Rogerii regis Sicilie Calabrie atque Apulie" dell'Abate Alessandro da Telese, nell'edizione del Thesaurus Rerum Beneventarum, curata da Raffaele Matarazzo.

 

Nel primo  capitolo si accenna all'infanzia di Ruggero, un passaggio mi ha subito colpito: Ruggero giocava "alla guerra con le monete".

 

"Huic quippe unicus erat frater primogenitus nomine Simon, qui patri obituro ad suscipiendum ipsius provincie dominium successurus erat: quem quidem, ut moris est puerorum, nummo ad bellum ludendo provocabat. Hic namque ludus ei pre ceteris ludis specialissimus inerat. Cum ergo uterque cum singulis puerorum catervis, adhoc accitis prerliarentur, superabat minimus Rogerius, unde, deridens fratrem suum Simonem, aiebat: ..."

 

Riporto la traduzione del Matarazzo:

"Egli aveva un unico fratello primogenito di nome Simone che alla morte del padre gli avrebbe dovuto succedere nel conservare la signoria della stessa provincia; e giocando alla guerra con le monete, com'é costume dei fanciulli, lo sfidava. Prediligeva infatti in modo specialissimo questo gioco su tutti gli altri. Quando dunque combattevano l'uno e l'altro assieme alle squadre di ragazzi appositamente raccolte, il più piccolo Ruggero aveva la meglio; perciò deridendo suo fratello Simone, diceva: ..."

 

Che gioco sarà stato? Che ne pensate?

 

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Chissà.... Una specie di dama con le monete, contraddistinte dal valore come grado del pezzo?

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Tutto puo' essere.

Dal brano sembrerebbe pero' non trattarsi di un gioco a due, dato che viene citata la partecipazione di altri ragazzi appositamente invitati.

 

Di giochi possibili con le monete ve ne sono molti (testa o croce, battimuro...).

 

Ma é anche vero che la forma e le dimensioni delle monete possono essere molto diverse (puo' essere facile giocare a battimuro con un follis bizantino, meno con un denarietto medievale in mistura, quanto a giocare a testa o croce con un trachy la vedo... particolare.

 

Credo che innanzitutto forse bisognerebbe chiedersi con che tipo di monete Ruggero, Simone ed i loro amici giocassero.

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e tirarsele addosso come ad Ivrea con le arance ?

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Supporter

Inviato (modificato)

Per come concepivano la "guerra" a quei tempi magari si doveva abbattere qualcosa di piccolo e leggero con l'ausilio delle monete, o far raggiugere un  traguardo superando piccoli ostacoli formati a terra, fossette ecc. (tipo il subbuteo od il gioco con le bilie).

Ci vuole un po' di destrezza, in questo caso la differenza che ci può essere tra un bambino/ragazzino ed un adulto si azzera.

 

Ricordo che qualcosa di simile si faceva negli anni '60/'70 con i tappi di latta delle bibite schiacciati a mò di gettoni, (la sanpellegrino con la stella rossa valeva il doppio), sostituivano le monete che non si avevano in tasca.... una reminiscenza del passato? :unknw:

 

Quanti ricordi... tutti giochi che videogame e pc hanno sepolto definitivamente :cray:

Modificato da nikita_
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Secondo me qui il significato di "bellum" non descrive tanto un concetto militare, ma piuttosto un significato agonistico.

Quindi si potrebbe immaginare delle sfide e gare tra due o più concorrenti, secondo il testo, nella cornice di squadre formate almeno da due giocatori.

 

Ma si potrebbe anche ipotizzare delle simulazioni di battaglie tra vari giocatori attraverso l'uso di pedine-monete, a mò di scacchi....

 

Quello che però mi colpisce è che il narratore definisce questo gioco come per soli fanciulli, quindi la nostra indagine deve spingersi verso giochi di abilità ai quali un uomo adulto (del Medioevo) non avrebbe mai partecipato per timore di essere deriso.

A questo punto mi viene in mente il gioco delle biglie perché:

1- si possono utilizzare anche le monete;

2- si può giocare a squadre

3- richiede abilità;

4- si possono organizzare anche dei percorsi nei quali raggiungendo un determinato traguardo si poteva dire (fantasticare) di aver assaltato un castello;

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Supporter

Buona serata

 

.... e se fosse qualche gioco analogo a questo?

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_delle_pulci

 

al di la della data di nascita citata nell'articolo, vuoi mai che anche in precedenza ci fosse un gioco analogo da fare con delle monetine; magari allora bastava far sovrapporre la propria moneta a quella di un competitore per potergliela vincere?

 

saluti

luciano

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Supporter

Questa l'ho trovata nel web:

Per finire, non può mancare una guerra tra i tappi: ogni partecipante deve cercare di abbattere, colpendolo, il tappo di uno degli altri concorrenti e dovrà anche sperare di non essere colpito a sua volta, cercando di dare una tale direzione e inclinazione al colpo, in modo da allontanarlo e metterlo in sicurezza.

 

 

 

 

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