clodoveo Inviato 5 Maggio, 2018 #26 Inviato 5 Maggio, 2018 3 minuti fa, vwgolf dice: Ciao , anche i colori sono invertiti rispetto alla prima postata... Sì , vero , i colori sono invertiti Cita
Bradi Inviato 9 Maggio, 2018 #27 Inviato 9 Maggio, 2018 Trafficando in internet ho trovato questo che incollo : "Prima dell'avvento del nazismo, la svastica era già stata utilizzata in Germania dai movimenti che si rifacevano all'ideologia etno-nazionalista Volkisch . Il primo uso documentato come simbolo ariano fu quello di Adolf Lanz che durante un viaggio in India aveva acquistato, nei pressi di Calcutta un anello che recava inciso l' emblema . Lanz se ne servì per comporre la Bandiera del suo Ordo Novi Templi un'organizzazione parareligiosa che, mescolando esoterismo orientalista e antisemitismo , propugnava le tesi dell' ariosofia . La bandiera gialla dell'ordine mostrava una svastica rossa attorniata da quattro gigli araldici dello stesso colore. Si tratta del primo uso documentato della svastica come emblema dell' ariosofia Guido Von Linz adottò la svastica come simbolo del neopaganesimo in Germania, idea seguita dalla Società Thule. Su suggerimento del Dr. Friedrich Krohn della Thule-Gesellschaft, Hitler adottò la svastica all'interno di un cerchio come simbolo del partito Nazista nel 1920 . " Cita
sandokan Inviato 9 Maggio, 2018 Supporter #28 Inviato 9 Maggio, 2018 Bradi, grazie per l'intervento sull'adozione della svastica da parte tedesca, magari molti non la conoscevano. Tuttavia era stata posta una domanda precisa sulla identificazione di una spilla che mi sembra - tuttora - nessuno con precisione ha saputo chiarire. Grazie, saluti. Cita
Bradi Inviato 10 Maggio, 2018 #29 Inviato 10 Maggio, 2018 13 ore fa, sandokan dice: Bradi, grazie per l'intervento sull'adozione della svastica da parte tedesca, magari molti non la conoscevano. Tuttavia era stata posta una domanda precisa sulla identificazione di una spilla che mi sembra - tuttora - nessuno con precisione ha saputo chiarire. Grazie, saluti. se vedi alla fine hitler la adottò già nel 1920 quindi bisognerebbe trovare cosa successe quel giorno Cita
sandokan Inviato 10 Maggio, 2018 Supporter #30 Inviato 10 Maggio, 2018 3 ore fa, Bradi dice: se vedi alla fine hitler la adottò già nel 1920 quindi bisognerebbe trovare cosa successe quel giorno Ciao Bradi , non riesco a seguirti ; si tratta di identificare la spilla mostrata da Pizzamargherita, se è un distintivo di qualche associazione nazista oppure un gadget, assemblato con elementi che ricordano alcune decorazioni tedesche (il formato della croce, le spade incrociate, la svastica). Finora sono state avanzate alcune ipotesi ma una identificazione certa non c'è stata. L'adozione della svastica da parte del nazismo è nota e comunque basta aprire un motore di ricerca, ma questo non chiarisce nulla sulla essenza della spilla postata. Nei volumi da me consultati non compare nulla di simile per cui escludo sia una decorazione ufficiale. Resto incerto quindi se si tratti di un emblema adottato da qualche associazione, oppure un gadget filonazista. Cita
clodoveo Inviato 10 Maggio, 2018 #31 Inviato 10 Maggio, 2018 Il 5/5/2018 alle 19:23, pizzamargherita dice: Bravo @clodoveo presto in attesa. PM Alla fine ho adottato una soluzione forse peggiore della tua , l' ho venduta Cita
clodoveo Inviato 11 Maggio, 2018 #32 Inviato 11 Maggio, 2018 Vai ai contenuti Annunci immobiliari Trovocasa.it Offerte di lavoro Automobili.com In Corriere.it Accedi CORRIERE DELLA SERA.it Cultura Home Opinioni CorriereTV Economia Salute Ambiente Scienze Sport Motori Viaggi Scuola 27ora La tua città Cucina Giochi Libri Annunci Oroscopo Cronache Politica Esteri Cultura 150 Spettacoli Cinema e TV Casa Animali Milano Roma Brescia English Chinese DIGITAL EDITION Store Corriere della Sera > Cultura > Ecco la svastica che ispirò Hitler la sagrestia di lambach, in alta austria, custodisce il segreto Ecco la svastica che ispirò Hitler Le immagini nell'abbazia dove studiò il giovane Adolf Lo stemma voluto nel 1869 dall'abate di LAmbach di VITTORIO MESSORI Per penetrare nel luogo proibito, ho dovuto giocare la carta del riconoscimento, mostrando il passaporto e alcune pubblicazioni recenti che avevo con me. Ho superato così la diffidenza del monaco guardiano, fortunatamente lettore delle traduzioni tedesche dei miei libri. Affidato a un sagrestano e aperta la grande porta barocca chiusa a chiave, mi sono stati concessi pochi minuti per scattare qualche istantanea con la mia macchinetta automatica. Alla fine, l'esortazione a «far buon uso» del privilegio accordato a me e negato categoricamente a tanti altri, da molti anni. Tutto questo per accedere alla sagrestia di una chiesa non solo aperta al pubblico ma anche assai frequentata, essendo al contempo parrocchia e tempio della grande, antica abbazia di Lambach, nell'Alta Austria. Un monastero che, nella sua vita millenaria, ha vissuto anche una esperienza singolare: durante l'anno scolastico 1897/98 ospitò, per la terza classe elementare, un bambino di otto anni originario di Braunau am Inn. Bambino disciplinato, dal visetto grazioso (come mostra la ancora esistente foto della classe) ma ostinato e introverso. Il che non gli impedì di essere un diligente chierichetto e un buon elemento della corale di voci bianche, nonché un allievo attento delle lezioni di violino impartitegli da un Padre benedettino. Dopo l'aula della scuola nell'abbazia, la maggior parte del suo tempo lo trascorse, quell'anno, proprio nella sagrestia ora interdetta ai visitatori. Lì, infatti, aiutava i sacerdoti celebranti a indossare e a togliere i paramenti liturgici, lì lavava e riempiva le ampolle per l'acqua e per il vino, lì sistemava arredi e vesti negli armadi. Lì si radunava con gli altri bambini, ogni sabato pomeriggio, per le prove dei canti per la messa grande domenicale e si esercitava per le melodie previste per matrimoni, funerali, feste liturgiche varie. Ebbene, quel vasto ambiente barocco è dominato da una sorta di grande cenotafio in marmi dai colori vivaci, che termina in uno stemma abbaziale, sovrastato da una mitria e da un pastorale in pietra rossa, forse di Verona. Nell'ovale del blasone, una svastica con gli uncini piegati, vistosamente dorata. La stessa doratura per la data (1869) e per le quattro lettere che circondano la croce: T.H.A.L. Cioè: Theoderic Hagn Abate (di) Lambach. Per posizione, per imponenza, per policromia dei marmi pregiati, il cenotafio è il punto focale della sala, è impossibile non esserne attratti appena entrati. Dunque, in quell'anno scolastico di oltre 110 anni fa, attrasse anche gli occhi, avidamente curiosi, dell'allievo di terza classe della Volks-Schule, nonché chierichetto e corista. Il suo nome era Adolf Hitler. L'anno a Lambach del futuro Führer è ovviamente ben noto agli storici, anche perché l’interessato gli dedicò una pagina del Mein Kampf, dove dice di non avere condiviso l'ideale di quei monaci ma di averne stimato la serietà e, soprattutto, di avere provato tali emozioni durante le solenni liturgie da sentirsi, lui che sarà sempre astemio, berauscht, ubriaco. Alcune biografie accennano anche alla svastica del monumento abbaziale ma, curiosamente, sono quasi inesistenti, per quanto sappia, le fotografie che appaghino la curiosità dei lettori. In ogni caso, le rare immagini sono di molti anni fa, in sfocato bianconero. In effetti, come io stesso ho constatato, i religiosi hanno deciso di interdire l'accesso alla sagrestia per troncare una sorta di pellegrinaggio, ove ai curiosi si aggiungevano, pare, anche inquietanti nostalgici se non dei pericolosi pazzoidi. La gran maggioranza dei visitatori ignora che un'altra svastica, seppur di dimensioni minori, potrebbe risvegliare la curiosità. La seconda croce uncinata è sulla fontana nel giardino di fronte all'ingresso. Il piccolo Adolf vide pure questa tutti i giorni, giungendo al mattino in abbazia, ma nel dopoguerra è stata coperta da rampicanti e da vasi di fiori e per vederla bisogna conoscerne l'esistenza e spostare le piante. Anche questa è «firmata » da padre Theoderic Hagn, abate di Lambach nella seconda metà dell’Ottocento che per il suo stemma (ogni superiore di monastero benedettino ne ha uno, alla pari dei vescovi) scelse una svastica, forse perché segno dell’incontro tra la croce cristiana e la tradizione religiosa mondiale. È noto, infatti, che sin da tempi preistorici la croce uncinata è presente come simbolo sacro in ogni continente, America precolombiana e Oceania incluse. Soltanto il giudaismo sembra non conoscerla, probabilmente perché è simbolo solare, mentre la tradizione ebraica, a cominciare dal calendario, è soprattutto lunare. Sta di fatto che anche per questo la Hakenkreuz, la «croce con gli uncini», fu dichiarata «segno ariano » e prediletta, tra Ottocento e Novecento, dai gruppi ispirati al nazionalismo germanico nonché all'esoterismo e all’antisemitismo in qualche modo «metafisico». Il giovane Hitler la conobbe (curiosamente, proprio nella forma «alla Lambach», con gli uncini piegati) presso la Thule-Gesellschaft, la società semisegreta le cui dottrine e i cui uomini alimentarono il nazionalsocialismo nascente. Fu nel maggio del 1920 che il futuro Führer presentò l’insegna del movimento, da lui stesso (pittore frustrato) disegnata: una svastica, appunto, ma con i bracci raddrizzati e inclinata verso destra, per, disse, «dare l'idea di una valanga che travolga il mondo decadente». Questa scelta del simbolo, tra tanti possibili, fu determinata anche dall’impressione ricavata dallo scolaro di terza elementare davanti alle svastiche dell’abate Hagn? Hitler non ne fece mai cenno, ma ci sono due episodi che fanno pensare. Quando invase l'Austria, nel 1938, pur pressato da mille impegni, si fece portare a Lambach (riservatamente, con Eva Braun, una foto lo mostra con un impermeabile bianco, da borghese) per rivedere l'abbazia e sostò nella sagrestia, davanti al vistoso cenotafio dove tante volte aveva lavorato e cantato. C’è di più: come già in Germania, i nazisti soppressero subito le case monastiche austriache, ma Lambach fu risparmiata e i religiosi furono allontanati soltanto nel 1942. Dopo tutto, non sfugga un particolare: attorno ai bracci della svastica dell'abate, stanno anche una A e una H. Proprio quelle iniziali che Adolf Hitler volle incise accanto alla Hakenkreuz «ariana» sulla facciata e nei saloni della cancelleria di Berlino. 09 luglio 2009 Dizionari Dizionario Salute ita sin eng spa fra ted RCS Digital | Gazzetta | Corriere Mobile | El Mundo | Marca | Dada | RCS Mediagroup | Fondazione Corriere | Fondazione Cutuli Mappa del sito | Servizi | Scrivi | Cookie policy e privacy Copyright 2010 © RCS Quotidiani Spa. Tutti i diritti sono riservati | P. IVA 00748930153 | RCS Digital Spa | Per la pubblicità RCS Pubblicità SpA Hamburg Declaration Cita
clodoveo Inviato 11 Maggio, 2018 #33 Inviato 11 Maggio, 2018 Se la svastica venne proposta da Hitler come simbolo nel maggio 1920 potrebbe essere che venne ufficialmente adottata il 23 luglio 1920 Cita
Corbiniano Inviato 11 Maggio, 2018 #34 Inviato 11 Maggio, 2018 Ricevo, e riporto (quasi) integralmente, il parere di un grande amico e ancor più grande esperto di faleristica: "É una ... pseudonazista. Non é nemmeno la copia di un distintivo originale: 100% vaccata di fantasia, fatta in anni recentissimi (le fanno nell'europa dell'est...) per gabbare i voraci (e creduloni) collezionisti di memorabilia neonazista. La si é inventata prendendo un distintivo polacco di uno squadrone di ussari fondato il 23 luglio 1920 (a quello si riferisce la data), e rimpiazzando il teschietto dell'originale con la svastica (e la data non c'entra nulla col partito nazista, che é stato fondato a febbraio del '20). Ma - ripeto - non é un pezzo d'epoca poi modificato: é un accrocchio completamente fabbricato in tempi moderni, mettendo assieme - come ispirazione per la forma - pezi di antichi distintivi (chi ha fatto questa operazione probabilmente non ha nemmeno capito che "23-VII-20" rappresentava una data...). Un bel bagno in "fegato di zolfo", e la patina d'epoca é servita." 4 1 Cita
tilius Inviato 11 Maggio, 2018 #35 Inviato 11 Maggio, 2018 La funzione di queste "polaccate" é proprio quella di produrre VOLUTAMENTE qualcosa che non ha riscontro sui pezzi originali e questo al fine di: 1) estendere la tipologia di distintivi collezionabili (con maggiore ritorno economico di chi li vende...) 2) creare pezzi nuovi e apparentemente "inediti", con conseguente entusiasmo dei collezionisti "scopritori" (ancora con la finalità del maggiore ritorno economico di chi li vende...) 3) rendere più difficoltoso il riconoscimento del falso giacchè, essendo un pezzo inventato di sana pianta, non esiste una catalogazione dei pezzi originali con cui confrontarsi: il falso confrontato con altro falso identico diventa quindi vero per tautologia (il tutto sempre nell'ottica di un maggiore ritorno economico di chi li vende...) Un falso di un pezzo vero te lo sgamano subito. Un falso inventato invece é "vero" in maniera autoreferenziale, ed essendo di fantasia é ontologicamente difficilissimo dimostrare che si tratta di falso (difficile fino a un certo punto: basta spogliarsi della foga del "I WANT TO BELIEVE" tipica del collezionista - e soprattutto del collezionista di parafernalia nazista, ed avere un minimo di occhio allenato, e si vede benissimo che questi oggetti sono totalmente incompatibili con una fabbricazione di quasi cento anni fa, avendo di converso pienamente le caratteristiche dei gingilli falsi fabbricati in abbondanza negli anni recenti...). Cordialmente, M.T. 4 Cita
pizzamargherita Inviato 11 Maggio, 2018 Autore #36 Inviato 11 Maggio, 2018 @sandokan il "probabile" è un segno di resa. Non avendo più nulla da dire ho abbandonato la discussione lasciando a lamonetiani capaci di, se possibile, l'identificazione completa. Mi butto con passione nelle discussioni. Alla fine riconosco i miei limiti. Seguo le discussioni senza più intervenire. Un grazie di cuore. PizzaMargherita. 1 Cita
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