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dabbene

Lombardia
QUATTRINO, QUALE FILIPPO ?

Supporter

Uno dei dubbi che spesso sorprende il collezionista della Milano spagnola è quando si presentano quattrini come questo, il tondello è quasi un quadrato, tagliato spesso proprio così in modo di lasciare i fondamentali il busto e basta...solo un piccolo accenno di leggenda e al rovescio il campo inquartato da aquila e biscia.

Moneta che difficilmente è comunque in buona conservazione, usura, tipo di taglio, imitazioni e grandi diversità ovviamente di questa moneta in rame.

E quindi come riconoscere Filippo III da IV ? Leggende nulla, date neppure, la forma ci porta verso una degenerazione del tipo, ma sicuramente il riferimento diventa il busto e la pieghettatura del busto non intrecciata che in questo caso mi porterebbe verso Filippo IV.

Il tondello è comunque spesso, il peso 2,35 che per un taglio così è anche alto .....

Dimostrazione che Filippo a parte quello che contava era di lasciare il grosso del ritratto e i simboli al rovescio, il resto non contava ormai più....quindi III o IV ?

 

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Supporter

Credo che possa essere anche interessante vedere lo spessore del pezzo, molto piccolo ma...consistente....

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Inviato (modificato)

Difficile assegnare la moneta...... Propenderei però per un Filippo IV. Per la collottola e per il naso che nel Filippo IV mi ha sempre dato l'impressione di essere un po' più a 'patata', impressione personale, nulla più.

Tra l'altro, guardando la sezione, mi da l'idea che sia stato tagliato a caldo (si vede la ripiegatura del bordo verso l'interno del tondello): venivano coniati con sistema a ruota su strisce continue e poi separati 1 ad 1? Queste monete erano già brutte e di scarso valore all'epoca, prive di argento non erano tosate.

Modificato da davide1978

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Con questo spessore non ne ho mai visti, sembra quasi una fusione moderna.

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Mario, ho l'impressione che sia una bella falsificazione coeva del quattrino di Filippo IV, se fai caso al D il numerale è II prima si vede un . basso e dopo un . in mezzo, l' orecchio stilisticamente molto rozzo come il resto del busto. Anche al R le aquile e bisce sono ben disegnate ma di stile rozzo.

 

Per me un ottimo esemplare esemplare da tenere in collezione.

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Supporter

Tenendo conto del periodo in cui succedeva di tutto, falsi compresi, ci sta, anche perché il busto dovrebbe essere di Filippo IV ma c'è quel II coi punti prima e dopo decisamente anomalo...

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Dite falsificazione? Ma a che scopo? Queste monete valevano davvero poco già all'epoca. A me non pare fusa, i contorni delle lettere ( che tra l'altro la foto di Mario permette di valutare molto bene) mi sembrano precisi e netti.

Pezzo molto interessante comunque e da vedere 'live'

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Dite falsificazione? Ma a che scopo? Queste monete valevano davvero poco già all'epoca. A me non pare fusa, i contorni delle lettere ( che tra l'altro la foto di Mario permette di valutare molto bene) mi sembrano precisi e netti.

Pezzo molto interessante comunque e da vedere 'live'

Infatti hai ragione non è fusa è coniata. Stesso discorso delle Trilline di Filippo II trovate nel pozzo, secondo me tra la gente comune potevano essere "spacciate" meglio che delle monete in argento. Il popolo poteva maneggiare al massimo fino al 5 Soldi, non lo dico su basi documentate ma basandomi sulle tipologie di monete falsicate/contraffatte arrivate ai giorni nostri, dal 5 Soldi a scendere è un pullulare di falsi.

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@@davide1978

 

Sono monete fiduciarie. Monete che spendi tot a farle e puoi comprare tot. Un pò come i nostri euro da 5, 10, 20 ecc. ecc. Potere liberatorio.

Falsi del genere sono stati coniati a bizzeffe. Essendo un amante delle Veneziane ho visto addirittura torneselli falsi. 

Ma se era lucrativo per la stessa zecca coniare moneta "nera" vuoi che non lo fosse per un falsario?

Ti ricordo che il guadagno per la monetazione spicciola per una zecca poteva arrivare anche all' ottanta per cento.

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Supporter

Guardavo ora il Catalogo delle Civiche di Milano, i pezzi riportati di quattrini di Filippo IIII sono tanti,veramente tanti, le coniazioni erano ingenti, pezzi come quello postato a forma squadrata, anche più piccoli decisamente di questo, ci sono e sono diversi come ci sono quelli tondeggianti.

Non è escluso che anche la forma del taglio possa dare qualche indicazione sulla bontà del pezzo, d'altronde meno rame, velocità di esecuzione, mancanze di leggenda per ulteriori controlli, certamente a Milano in quel periodo succedeva di tutto, tutto era possibile....

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@@Parpajola 5 soldi e parpagliole ne ho visti diversi anch'io, e ne comprendono il senso in quanto si lucrava sull' intrinseco in argento. Ti faccio una domanda: e se fossero uscite ( di frodo) dalla zecca? Sappiamo che a quell'epoca la confusione a Milano era davvero molta... Che ne pensi?

@@fabry61 grazie per avermi ricordato i margini delle zecche.

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Supporter

Inviato (modificato)

Penso ci fossero vere e proprie piccole officine monetarie di falsari, magari con qualche basista inteno che aiutasse, d'altronde e' anche vero che conii e punzoni della zecca di Milano di fine del 1600 sono stati trovati a Messerano, qualcuno li avrà pure portati lì o erano dei vecchi conii usurati comunque trafugati.....e che potevano comunque lavorare ancora un po' ....

Modificato da dabbene

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@@dabbene interessante, sapevo che a Messerano si coniavano imitazioni della zecca di Milano, ma non sapevo dei conii trafugati.

Mi hai messo la curiosità........

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@@davide1978 in questo caso non penso a "lavorazioni" interne alla Zecca, queste monete hanno disegni molto diversi dagli originali. Propendo per zecche clandestine, in molti hanno falsificato/contraffatto nominali milanesi in rame.

Nell' intervento precedente ho detto una vaccata, le Trilline, buone, sono in mistura, sorry.

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@@Parpajola ok, grazie Tiziano per le spiegazioni. Certo che per avere margini immagino dovessero fabbricarne veramente tanti di questi quattrini.... Che poi tra imitazioni, falsi e moneta 'buona' ma mal coniata fin dall'inizio e costantemente soggetta a peggioramento, all'epoca doveva essere quasi impossibile distinguere per il popolo che si trovava in tasca la moneta. Sbaglio?

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Supporter

E' così Davide....non c'era bando che tenesse, non per nulla venne chiamato come il momento del disordine monetario, ci vorranno anni di discussioni, proposte, dibattiti prima che Maria Teresa imponga la Nuova Monetazione per mettere ordine, addirittura una corrente importante voleva la chiusura della zecca di Milano accentrando tutta la monetazione in Austria, i conii milanesi a Messerano (e qui allego il link, lo trovi anche in RIN a cura di Fornacca e Gianazza ) dimostrano che i conii anche loro uscivano, magari usurati, ma uscivano....ovviamente non gratis e a Messerano poi lavoravano.....

 

http://www.lamoneta.it/topic/124791-i-conii-milanesi-a-messerano/?hl=%2Bconii+%2Bmesserano

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