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conrad59

Uno Stemma in giornata del Fai

Risposte migliori

conrad59

Durante la giornata del FAI d'autunno di Domenica ho visto a Brescia, tra l'altro , il Palazzo del Credito Bergamasco , un edificio storico del '700, in origine Palazzo della famiglia Martinengo passato di mano in mano fino a che, negli anni'20 diventa proprietà della Banca. Sullo scalone di accesso al piano nobile si trova uno stemma nobiliare che la guida ha detto appartenere alla famiglia Barbisoni, che era proprietaria nell'800; la particolarità risiede nel fatto che a metà scalone si trova un animale che è la trasposizione tridimensionale di quello nello stemma della famiglia in oggetto.

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Sorante

Buongiorno a tutti. Alcune considerazioni a voce alta, più che altro messe qui (in serie, per maggior chiarezza e facilitare eventuali risposte) per verificarne la loro consistenza. 

 

Nessun motivo per mettere in dubbio ciò che dice la guida, senz'altro più informata di me. Tuttavia chiedo:

 

1) quella specie di palo, asta, quel che è, verticale che passa attraverso le branche della belva, è sicuramente un deperimento del supporto marmoreo, vero, visto che mi pare fuoriesca dalla punta dello scudo e prosegua? 

2) Il Da Ponte (BCQ Ms F-VIII-8, proprietaria/depositaria:Civica Biblioteca Queriniana Brescia, aut. concessa 1/10/2013, http://queriniana.comune.brescia.it ) come altri ci rivela gli smalti,dal che discende un: d'azzurro al leopardo illeonito d'oro (chiedo scusa per la qualità pessima della foto);

3) Spero di non tediare ricordando che il leopardo  araldico si differenzia dal leone, in quanto la posizione del suo capo è "in maestà" cioè rivolta verso chi guarda e non, come fa il leone che si comporti correttamente :), di profilo.Oltre a questo il leopardo "normale" dovrebbe essere passante, cioè ripreso nell'atto di camminare. Nel caso qui proposto, come in altri, quindi, si dice "illeonito"  in quanto assume la posizione propria del leone, cioè "rampante". In tal caso l'unico aspetto che rimarrà a distinguerlo da un leone, sarà la succitata testa posta in maestà anziché di profilo. 

 

Questo vale quando non intervengano elementi "naturalistici" (ma da qui in poi sarà meglio che Corbiniano intervenga a sanare eventuali e possibilissime pecche nel discorso...) che specie in stemmi più recenti sono riscontrabili e che vengono a confondere un po' le acque. Si potranno avere leopardi illeoniti con testa di profilo, che quindi chi blasona dovrebbe indicare come leoni tout court, ma che saranno resi anche con la caratteristica pelliccia maculata e allora hai voglia a dirli "leoni...* o viceversa leoni, resi con volti in maestà che tu diligentemente dovresti classificare come leopardi illeoniti, ma con tanto di criniera fluente e assai più "robusti" del collega felino e quindi a dirli "leopardi" vieni guardato male. Chi conosce la vicenda araldica dei Lodroni, o ci vive a due passi come me, sa di cosa stia parlando...  :rofl: 

 

4) da quanto sopra estraggo una domanda per Corbiniano e ovviamente per chiunque altro voglia intervenire: oltre a fattori naturalistici, a "confondere le acque" subentrano anche fatti/consuetudini storiche?* Mi riferisco ai "leoni d'Inghilterra" ad esempio, che tutti universalmente citano come tali, ma che in realtà spesso e volentieri sono rappresentati come leopardi (passanti e con testa in maestà) e se non erro anche come leoni illeoparditi (si veda caso 5, qui sotto). Eppure per tutti sono "leoni". Il buon blasonista, che sempre deve blasonare ciò che vede e non ciò che crede di vedere o ciò che pensa che gli altri vedano... :D come deve comportarsi????? 

 

5) tanto per assicurarmi che l'annoiamento sia irreparabile introduco qui il caso contrario.
Abbiamo visto che: leopardo illeonito= felino in posizione propria del leone (cioè "rampante) ma con testa in maestà e non di profilo (come invece tocca al leone).
Si ha ovviamente anche il caso contrario e cioè:
felino in posizione propria del leopardo (cioè "passante", cioè nell'atto di camminare) ma con testa di profilo e non in maestà (come invece tocca al leopardo)= leone illeopardito, 
Grazie per la stoica sopportazione un abbraccio a tutti. 

 

 

è esattamente il caso proposto in questo post, dove la "conoscenza storica" dello stemma di casa Barbisoni (elemento storico) e quella specie di forellini raggruppati, ad indicare secondo me le "macchie" della pelliccia (elemento naturalistico) portano a indicare la belva come "leopardo", anche se, stando alla sola testa di profilo anziché in maestà, porterebbe il tutto a concludere la vicenda come: di... al leone di...  In tali casi, chi debba blasonare, dovendo considerare tutti questi elementi contrastanti, potrebbe cavarsela indicando un: "leopardo con la testa in profilo" (anziché con "leone"), così come nella vicenda dei "leoni" d'Inghilterra sgusciarsela via con un -a seconda dei casi suesposti in punto 4)-: "tre leoni sovrapposti, passanti e con il volto in maestà" (anzichè "tre leopardi"), o "tre leoni sovrapposti e passanti" (anziché tre "leoni illeoparditi")non rinunciando così a nessuna delle caratteristiche dello stemma (indicazioni propriamente araldiche, indicazioni naturalistiche, conoscenze storiche)?

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Modificato da Sorante
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Corbiniano

Grazie al caro amico Sorante per l'ottimo chiarimento, motivato da considerazioni di fonte locale e attendibile.

:hi:

Aggiungo che nello stemma modellato a bassorilievo nel pilastrino dello scalone (di chiaro stampo rococò, quindi relativamente tardo) la pelliccia dell'animale è cosparsa di macchie.

E l'animale stesso è privo di criniera.

 

Quindi non si può blasonare come leone.

Nè come leonessa.

Casomai, come leopardo rampante al naturale.

 

Sembra proprio che il maestro lapicida abbia "giocato" a rendere in forme naturalistiche il leopardo araldico dei Barbisoni che aveva da raffigurare.

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