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Le tematiche della numismatica: gli animali


Littore
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Lo scopo di questa discussione è quella di parlare di monete e medaglie aventi come soggetto principale gli animali:si tratta di un soggetto rappresentato più o meno in tutte le monetazioni, da quella classica a quella contemporanea e, quindi, potrebbe essere una delle poche occasioni di condivisione tra le varie sezioni e per parlare dei nostri tondelli.

 

Vorrei iniziare con la monetazione a me più nota, ovvero quella sabauda.

In particolare l'elefante, resoci con gli occhi dell'incisore, che probabilmente non ebbe la fortuna di vedere dal vivo un tale animale, compare in ben tre monete di Emanuele Filiberto duca di Savoia. 

L’impresa dell’elefante, simbolo di forza e magnanimità, oltre che di inflessibilità per la credenza che non possa piegare le ginocchia,che allontana con la proboscide le pecore che gli sbarrano la strada, presentata al R/, unitamente alla legenda "INFESTVS INFESTIS" (liberamente traducibile in “Nemico ai nemici”) ricorda un episodio accaduto a Hesdin nel 1533 quando, Emanuele Filiberto uccise il conte di Valdeck, il quale, redarguito per aver disobbedito a un ordine, osò ribellarsi al Duca. Cfr. Mario Traina “Il linguaggio delle monete” pag. 217

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Filiberto da 9 lire

D/: Busto con corazza, volto a destra, entro cordoncino liscio. Intorno, “- + E(MMANVEL) PHILIBERT(VS) DVX SAB(AVDIAE) PRIN(CEPS) PED(EMONTIS)”;

R/: Elefante circondato da un gregge di pecore. Intorno, “INFESTVS INFESTIS”.

Metallo: Oro Diametro: 30 mm. Peso: 10 g. Rif: Biaggi II pag. 571 n. 411. CNI I pag 234 n. 397 e tav. XXIV n. 34

Note: L'’esistenza di questo pezzo è giunta sino a noi tramite il disegno presente nell’editto che sanciva la riforma monetaria del 13 marzo 1562. Fu coniata al titolo di carati 23, 15 al taglio di 8, 7/9 pezzi al marco, presumibilmente nella zecca di Vercelli.

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Mezza lira

D/:Stemma inquartato con al centro lo stemma sabaudo, sormontato da corona ducale e ornato da cartocci, entro doppio cordoncino liscio. Intorno “ EM(MANVEL) FILIB(ERTVS) D(EI) G(RATIA) DVX SAB(AVDIAE) P(RINCEPS) PED(EMONTIS)”.

R/: Elefante tra gregge di pecore. Circolarmente “INFESTVS INFESTIS”.

Metallo: Argento Diametro: 30 mm Peso: 6, 03/ 6, 24 g Rif: Biaggi II pag 599 e 600 n. 433 (a-g); CNI I pag 197 n. 87; pag 199 n. 103; pag 200 n. 111; pag 201-202 n. 124/125.

Note: Coniata al titolo e al taglio in proporzione della lira, nelle zecche di Chambéry, Nizza, Torino e Vercelli. Esistono varianti per la data e la zecca.

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Quarto di lira

D/: Busto con corazza, volto a destra, entro doppio cordoncino liscio. Intorno “+ EM(M)ANVEL PHIL(IBERTVS) D(VX) SAB(AVDIAE) P(RINCEPS) PED(EMONTIS)”.

R/: Elefante tra gregge di pecore. Intorno “INFESTVS INFESTIS”.

Metallo: Argento Diametro: 25 mm Peso: ? Rif: Biaggi II pag 601 n. 435; CNI I pag 235 n. 399.

Note: Coniato al titolo di 10,18 denari, al taglio 77,1/3 al marco nelle zecche di Bourg-en-Bresse, Chambèry, Nizza, Torino e Vercelli. 11 Questa tipologia, anche detta “Filiberto d’argento da 5 soldi”, si conosce solo per la raffigurazione presente nell’ editto del 13 marzo 1562 e la sua coniazione non è provata da nessun rendiconto di zecca..

 

Un altro elefante famoso, numismaticamente parlando è quello dei denari di Catania, di cui l'animale è il simbolo:

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-MGC/5

 

 

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Discussione ottima e i miei complimenti a Littore per l'idea, gli animali dalle prime monete della Lidia fino all'euro hanno sempre rappresentato simbologie più o meno evidenti, il periodo classico, ma non solo, abbonda di esempi, se l'intento e ' di condividere insieme una tematica questa e' splendida, cerchiamo in qualche caso come questo di uscire dai nostri ambiti specifici o di identità e partecipiamo coralmente....e' ovviamente solo un invito ...il forum e' anche questo e potrebbe uscire un buono spunto ...vedrò di fare nei prossimi giorni la mia parte, per il momento complimenti all'ideatore però mi raccomando affiancatelo nella divulgazione....mi piacerebbe vedere partecipazione e più coralità speriamo......

Edited by dabbene
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Ringrazio dabbene per il suo supporto e per il suo spirito di condivisione.

Tornando al nostro elefante, questo fu anche adottato come simbolo dai Malatesta di Rimini (talvolta accompagnato dal motto "Elephas Indus culices non timet" ovvero "L'elefante indiano non teme le zanzare", con probabile riferimento ai da Polenta di Ravenna, nemici dei Malatesta e signori di una zona ricca di insetti ematofagi) 

In particolare ritroviamo il pachiderma in una medaglia di Matteo de' Pasti, dedicata a Isotta degli Atti, terza moglie di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini.

post-19401-0-21268800-1446308634_thumb.j(fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Medaglia_di_Isotta_degli_Atti_velata_e_l%27elefante#/media/File:Matteo_de%27_pasti,_medaglia_di_isotta_degli_atti,_1446_recto.JPG)

post-19401-0-53023400-1446308638_thumb.j 

(fonte:https://it.wikipedia.org/wiki/Medaglia_di_Isotta_degli_Atti_velata_e_l%27elefante#/media/File:Matteo_de%27_pasti,_medaglia_di_isotta_degli_atti,_1446_verso.JPG)

D/: * ISOTE * ARIMINENSI * FORMA * ET * VIRTVTE # ITALIAE * DECORI * •

Busto velato a destra

R/:OPVS • MATHEI • DE • PASTIS • V •

Elefante verso destra. In esergo: * M • CCCC • XLVI *

 

 

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Già simbolo di forza e potenza inarrestabile, l'elefante (ritratto mentre calpesta un carnyx, la tromba di forma, guardacaso, zoomorfa simbolo dei celti) divenne l'emblema di Giulio Cesare anche per un gioco di parole, pare infatti che un termine omografo di Cesare, nella lingua dei Mauri, significasse elefante.

 

post-31626-0-63951700-1446310253.jpg

Edited by vickydog
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Ciao @@Littore..

qualcosa di "napoletano" zecca de L'Aquila:

Quattrino di Giovanna II° di Durazzo, leone al rovescio

2571341.m.jpg

Il famosissimo Cavallo di Ferdinando d'Aragona
204D.jpg204R.jpg

Saluti Eliodoro

Edited by eliodoro
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Ottima discussione, cercherò senz'altro di partecipare. Da quanto ho visto finora, mi pare si possano postare indifferentemente monete della propria collezione o prese dalla rete...è esatto?

 

petronius :)

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Io direi di si anche per avere una maggiore partecipazione , credo che tutti su una tematica del genere possano contribuire, e' veramente un mare di animali la monetazione, la medaglistica e perché no anche la cartamoneta o no ?

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Per Genova l'animale mitico è il grifo che vi presento su uno stupendo quartaro e, in omaggio, una serie di grifi che non si trovano in rete ma che ho trovato in un museo (al Buonconsiglio) e nel Duomo di Trento.

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Per restare in tema di elefanti

 

15 rupie del'Africa Orientale Tedesca (conosciuta anche come Sovrana o sterlina di Tambora)

 

Elefante con monte Kilimangiaro sullo sfondo. Immagine da coincommunity.com

 

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"Le pur ingegnose emissioni metalliche, però, non avrebbero risolto uno dei problemi più urgenti per l’amministrazione coloniale: il pagamento dei soldati dei reparti di Askari. Tradizionalmente, la popolazione locale non riponeva alcuna fiducia nella cartamoneta e questo era ancora più vero, in presenza di emissioni d’emergenza da parte di un paese sull’orlo dell’implosione.

 

Il 15 aprile 1916, il governatore Heinrich Albert Schnee firmò il decreto che autorizzava l’emissione di una moneta in oro da 15 Rupie. Il valore nominale corrispondeva a 20 Marchi tedeschi ed a circa 1 Sovrana britannica. Per questo motivo, tale moneta è comunemente conosciuta con il nome di “Tabora Sovereign” o “Tabora Pound”. In realtà, nonostante il modulo corrispondesse, sostanzialmente, alla moneta tedesca da 20 Marchi, il suo contenuto in oro fino era decisamente inferiore.

Ritenendo irrispettoso ritrarre un’improvvisata effigie del sovrano, il disegno fu scelto sulla base di un concorso pubblico, vinto da R. Vogt.

Un fabbro singalese preparò i conii e la produzione iniziò lo stesso giorno nel quale fu firmato il decreto di emissione.

Il metallo non mancava, in quanto era ancora in funzione la miniera d’oro di Sekenke, collegata a Tabora dalla Mittelland Bahn. L’oro veniva fuso nella fucina di un fabbro, mentre un mulino per la laminazione di fogli di gomma fu riadattato per trasformarlo in lamine. Inizialmente, fu utilizzata una primitiva pressa manuale, fino alla sua rottura ed al trasferimento della zecca a Lulanguru.

Una pressa a vapore, progettata per estrarre l'olio d’arachide, sostituì il lavoro manuale, incrementando la produzione.

 

 

Anno di conio: 1916

Materiale: oro 0,7500 circa

Peso: circa 7,1 grammi

Diametro: 22,5 millimetri

Segno di zecca: T (Tabora)

Contorno: liscio

 

Sul dritto: stemma Imperiale del Secondo Reich (aquila e corona imperiale); legenda DEUTSCH OSTAFRIKA; valore nominale

Sul rovescio: elefante che barrisce; sullo sfondo una rappresentazione stilizzata del monte Kilimangiaro; in esergo millesimo e segno di zecca

 

Tiratura: 16.198

 

Esistono due varianti di questa moneta, a seconda che l’arabesco sopra l’ala sinistra dell’aquila (nella parte destra della moneta) termini sotto la “T” o sotto la successiva “A” della legenda OSTAFRIKA.

 

Pur nella sua sostanziale semplicità, la qualità di queste emissioni è decisamente superiore a quella dei pezzi in Heller."

 

http://www.lamoneta.it/topic/70660-africa-orientale-tedesca-storia-e-monetazione/

 

 

 

 

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Elefanti anche fra gli eredi della Tanzania

 

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immagine da worldcoinagalley

 

ma anche nel Malawi

 

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immagini da worldofcoins

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Supporter

Non dimentichiamo il "nostro elefante" dell'AFIS (Amministrazione fiduciaria italiana della Somalia 1950-60).
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Disegnato da Giuseppe Romagnoli per quella che possiamo definire la prima missione di pace in territorio straniero.

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Ottima discussione, cercherò senz'altro di partecipare. Da quanto ho visto finora, mi pare si possano postare indifferentemente monete della propria collezione o prese dalla rete...è esatto?

 

petronius :)

 

 

Io direi di si anche per avere una maggiore partecipazione , credo che tutti su una tematica del genere possano contribuire, e' veramente un mare di animali la monetazione, la medaglistica e perché no anche la cartamoneta o no ?

Certamente si possono utilizzare immagini dalla rete e inserire anche banconote.

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Il periodo classico offre grandi esempi, in realtà  poi quasi tutti, qui siamo nelle prime monete della storia in Lidia con Re Creso verso il 550 a.c. abbiamo lo statere con la testa di leone simbolo di forza, a volte invece accoppiate la testa di leone col quella del toro come in una lotta fra due dove ci sarà alla fine un vincitore e un soccombente....

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Qui siamo invece con Ottaviano con un denario del 28 a.c. , qui siamo nel messaggio, nella propaganda, il coccodrillo esposto come conquista con quel AEGYPTO CAPTA, d'altronde la moneta era l'unica forma di messaggio per il popolo, internet non c'era, la TV neppure, i giornali neanche e la moneta dava notizie, messaggi, era la propaganda politica....

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Troviamo animali anche in alcuni stemmi, di seguito qualche esempio nelle papali.

 

Il toro della famiglia Borja:

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Calisto III (1455 - 1458), picciolo zecca Roma, Muntoni 14

 

 

Il leone rampante della famiglia Barbo:

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Paolo II (1464 - 1471), grosso zecca di Ancona, Muntoni 55.1

 

 

Il dragone dei Boncompagni:

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Gregorio XIII (1572 - 1585), giulio zecca di Roma, Muntoni 125

 

Ed infine le api dei Barberini:

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Urbano VIII (1623 - 1644), testone zecca di Roma, CNI 341

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Non avrete spero incertezze tra leoni e leoncini, aquile e aquilotti, bisce e salamandre...? ? se c'è partecipazione in discussioni come questa vuol dire che c'è ' condivisione e spirito di gruppo .....

Edited by dabbene
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Come poter dimenticare il ducatone di Vincenzo II Gonzaga con il cane??? Forse una delle monete più belle in assoluto!

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