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In questa serqua (termine peraltro adatto al contesto, derivando etimologicamente dalla parola siliqua) di discussioni di valutazione inserisco questa di approfondimento, nella speranza che possa essere utile a qualche utente.

La siglia BN, come monogramma corsivo in rilievo, ovvero, in incuso in carattere tipografico romano maiuscolo, è presente sui seguenti tagli della monetazione di Vittorio Emanuele II:

- 100 lire (1864)

- 50 lire (1864), 
- 20 lire (parte del contingente del 1861, dal 1862 al 1869, parte del contingente del 1870,  dal 1872 al 1873, parte del contingente del 1874)

- 10 (1863 e 1865) 

- 5 lire oro (1863 e 1865)

- 5 lire argento (parte del contingente del 1862, dal 1864 al 1866, 1869, parte del contingente del 1870, parte del contingente del 1871, parte del contingente del 1872, parte del contingente del 1873 e parte di quello del 1874)

- 2 lire  (1863)

- 1 lira (parte del contingente del 1862,  1863, 1867),

- 50 centesimi  (parte del contingente del 1862, 1863, 1866, 1867)

- 20 centesimi  (1863, 1867).

Tale sigla è il monogramma della Banca Nazionale e il ruolo assunto dalla stessa nella gestione della produzione delle monete del Regno d'Italia.  
Con R.D. n. 288 del 1861 venne stabilito che  la fabbricazione di nuove monete d’oro e d’argento sarebbe avvenuta “su appalto 
a seguito di pubblici incanti”. Con la Convenzione del 21 dicembre 1861, la Banca Nazionale negli Stati Sardi ottenne l’esercizio di tutte le  zecche per il periodo dal 1° gennaio 1862 al 31 dicembre 1873, e, a seguito di proroga, fino al 31 dicembre 1875. La zecca di Torino fu gestita direttamente dalla Banca Nazionale,   quella di Milano alla società Talanger di Parigi, quella di Napoli affidata in gestione alla  società Estivant anch'essa di Parigi, sotto la supervisione della Banca. 

 

 


Fonte Cataloghi Online


Fonte Cataloghi Online

5 lire 1870 M BN in corsivo maiuscolo per la zecca di Milano.

 


Fonte Cataloghi Online 


Fonte Cataloghi Online

2 lire 1863 N BN in cartella in incuso per la zecca di Napoli

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Tale sigla è il monogramma della Banca Nazionale e il ruolo assunto dalla stessa nella gestione della produzione delle monete del Regno d'Italia.  

Con R.D. n. 288 del 1861 venne stabilito che  la fabbricazione di nuove monete d’oro e d’argento sarebbe avvenuta “su appalto 

a seguito di pubblici incanti”.

 

Per le monete in rame? Non erano comunque coniate nelle stesse zecche?


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Gli spezzati in rame esulavano dall'appalto. Evidentemente la loro coniazione era affidata direttamente alle zecche che peraltro non dovevano essere efficientissime, atteso che una  parte del contingente dei 10 centesimi in rame fu coniato all'estero.


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