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Trevize

Rarità e tiratura

Ciao,
Vi volevo porre una domanda magari ingenua...
Parlando di monete in Euro, esiste una scala verosimile basata sulla tiratura dei singoli pezzi e che ne determina (in buona misura) il grado di rarità?
In altre parole, prendendo ad esempio la monetazione del Regno, se un secolo fa per monete coniate in meno di un milione di esemplari si poteva parlare almeno di moneta "non comune" (ovviamente sto semplificando), oggi esiste un ragionamento simile per l'Euro? E in caso affermativo di quali numeri si può parlare?

Grazie ;)

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La mia scala personale dice di conservare tutto ciò al di sotto al milione di pezzi, lo considero quantomeno come numero non comune data la proporzione con la popolazione europea. Ma è solo legato a numeri e non a cifre e a quale nazione appartengono.

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@@Trevize

L'equazione non può mai essere diretta a mio avviso in quanto la rarità dipende moltissimo dalla domanda (oltre che, per monete di un secolo fa e oltre, da molti fattori storici, basti confrontare il 5 lire del 1914 con il 20 lire del 1936: il primo è molto più raro e apprezzato del secondo, nonostante sia stato coniato in oltre un quarto di milione di pezzi, mentre del secondo furono realizzati solo 10mila esemplari).

Valga come esempio quello delle monete del Vaticano degli anni '50 coniate in 20.000 (ventimila) esemplari, considerate comuni in quanto poco ricercate.

Lo stesso discorso vale per le commemorative dei decenni scorsi (e temo che varrà anche per le commemorative euro, che vedranno a mio avviso nel tempo un calo lento e costante).

Per gli euro circolanti credo possa valere a grandi linee la considerazione di @@cristianaprilia .

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Secondo me la rarità dipende anche dalla distribuzione. Oggi con l'euro qualsiasi moneta è accessibile facilmente a tutti. E pure vero che la rarità la fa la domanda. Se non c'è interesse non sarà mai ritenuta rara. Forse tra qualche decennio le monete emesse dai ministati e le monete sotto i 300.000 esemplari (sempre secondo me) non perderaranno il valore ad oggi acquisito, anche se già alto e frutto di speculazione. Ma pochissime saranno le monete che varranno veramente tanto.

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Dipende da altro secondo me, per esempio io ho trovato 1 euro Lussemburgo 2009, tiratura 260mila, ed essendo Lussemburgo non se la fila nessuno, invece monete di San Marino o Monaco, proprio perchè di questi paesi, anche se a tiratura 4 volte superiore, 'sembrano' proprio dei ritrovamenti più difficili ancora, anche se in realta non è così

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Si ma la domanda iniziale è ben chiara: esiste una scala verosimile basata sulla tiratura dei singoli pezzi e che ne determina (in buona misura) il grado di rarità?

Quindi bisogna lasciare da parte distribuzione, speculazione, appetibilità di uno stato invece che un altro.

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Si quella de cataloghi allora

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Sì come dice @@cristiana il senso della domanda è trovare una semplificazione di massima da usare come primo criterio di ricerca per un dilettante. Un valore ovviamente non assoluto, ma relativo rispetto al paese di coniazione. Ad esempio ho visto che in Italia alcuni pezzi superano abbondantemente i 100 milioni, mentre per altri millesimi la stessa moneta scende anche sotto i 5.

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Secondo me la rarità dipende anche dalla distribuzione. Oggi con l'euro qualsiasi moneta è accessibile facilmente a tutti. E pure vero che la rarità la fa la domanda. Se non c'è interesse non sarà mai ritenuta rara. Forse tra qualche decennio le monete emesse dai ministati e le monete sotto i 300.000 esemplari (sempre secondo me) non perderaranno il valore ad oggi acquisito, anche se già alto e frutto di speculazione. Ma pochissime saranno le monete che varranno veramente tanto.

 

Concordo, a mio parere a rendere una moneta NC è in primis la distribuzione e la richiesta e poi la tiratura! Una tiratura davvero esigua di una moneta che non è di comune interesse..., non la rende rara.... 

Alla pari due emissioni con tirature identiche ma con diversi canali di distribuzione denoteranno una decisa discrepanza nelle quotazioni.....

 

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