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IGNORED

Elagabalo picconato


gpittini
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DE GREGE EPICURI

Sapete bene che non amo solo le monete splendide, e questa proprio non lo è. Pesa 20,8 g. e misura 29-31 mm (chiaramente di barra), ed è un sesterzio. Ha preso una bella picconata in piena faccia, secondo me, o almeno un colpo di zappa; resta comunque un Elagabalo.  Il rovescio è ancora più malconcio, ma qui a mio avviso c'era un cancro del bronzo che è stato trattato a fondo, asportando un bel po' di materiale; peccato, perchè si sarebbe visto Elagabalo come "summus sacerdos"; la legenda infatti recita: INVICTUS SACERDOS AUG, SC.

Al D la scritta è molto lunga e abbastanza consueta; ma la cosa più interessante è il "cornino", piccolo ma ben visibile, che del resto si vede quasi sempre anche nei denari. Parliamo un po' di questo cornino? Chi comincia? Io mi devo documentare ancora un po'. E' la RIC 350®.

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Rovescio.

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DE GREGE EPICURI

Per ora, sul "corno" ho trovato pochissimo. Sear dice: "Nelle sue ultime emissioni monetali, Elagabalo è rappresentato con un piccolo corno, che stava a significare il potere divino, collocato sopra alla fronte". A me sembra che il corno, benchè di piccole dimensioni, possa richiamare da una parte l'antico "corno di Ammone"; e d'altra parte sia simile ad un raggio, e quindi allusivo al Dio Sole  (Sol Invictus), la divinità da lui introdotta, di cui il betilo o pietra nera di Emesa era una sorta di simbolo.  Mi pare si trattasse di una pietra meteoritica, quindi piovuta dal cielo.

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Buonasera,

premetto che essendo una neofita ho iniziato solo recentemente ad approcciarmi alla numismatica, ma mi sono ricordata di aver letto una discussione di qualche anno fa dove si affronta anche questo argomento, eccola qui:

 

http://www.lamoneta.it/topic/82330-se-cinto-la-testa/page-2

 

La parte che riguarda Elagabalo inizia dal post #43.

Spero di essere stata utile e di non essere intervenuta a sproposito!  :unsure:   :pardon:

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Buonasera,

premetto che essendo una neofita ho iniziato solo recentemente ad approcciarmi alla numismatica, ma mi sono ricordata di aver letto una discussione di qualche anno fa dove si affronta anche questo argomento, eccola qui:

http://www.lamoneta.it/topic/82330-se-cinto-la-testa/page-2

La parte che riguarda Elagabalo inizia dal post #43.

Spero di essere stata utile e di non essere intervenuta a sproposito! :unsure: :pardon:

Ottimo riferimento, mi ricordavo questo appunto ma non la discussione che lo conteneva!

Ciao

Illyricum

;)

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Salve , per quanto riguarda la moneta in se stessa e da quello che rende la foto , non credo che sia stata né picconata ne' pulita per cancro del bronzo , sembra piu' una invasiva corrosione naturale , ne farebbero fede le estese placche di malachite all' interno degli avvallamenti

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Salve , per quanto riguarda la moneta in se stessa e da quello che rende la foto , non credo che sia stata né picconata ne' pulita per cancro del bronzo , sembra piu' una invasiva corrosione naturale , ne farebbero fede le estese placche di malachite all' interno degli avvallamenti

Potrebbe anche essere quello che resta dopo avere "spento" il cancro del bronzo.

ES

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Potrebbe anche essere quello che resta dopo avere "spento" il cancro del bronzo.

ES

 

E' possibile ma non credo , perché quelle placche che dalla foto sembrano di malachite sono troppo compatte e lucide come si riscontrano alcune volte su altre monete romane in bronzo non trattate .  

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DE GREGE EPICURI

Personalmente penso che, almeno al D, ci sia stato un evento traumatico molto intenso: c'è una asportazione netta e abbondante di materiale, ed anche una crepa molto profonda che interessa più di metà della moneta. Sul R è forse più difficile avere certezze; però qui noto una asportazione abbastanza regolare, quasi delle fossette scavate per eliminare tutta la parte già intaccata. Quando i processi sono "naturali" si osservano perdite di sostanza, frammentazioni ecc. più irregoari.

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