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bizerba62

R.I.N. Per tanti ma non per tutti?

50 risposte in questa discussione

Ciao a tutti.

 

Sfogliando le R.I.N. di fine ottocento, ma anche molti numeri del XX secolo, fino agli anni '70, si ha la sensazione che la Rivista avesse in passato un taglio, pur rigoroso, ma assai più divulgativo di quello che riveste negli ultimi anni.

 

In altre parole, le R.I.N. dei nostri anni sono di ardua lettura (almeno per me) e mi pare si rivolgano esclusivamente ad una potenziale platea di soli superaddetti ai lavori.

 

E' una mia impressione o anche per Voi la R.I.N. ha oggi un taglio talmente scientifico da essere comprensibile (e "digeribile") solo da parte dei soli esperti del settore? 

 

Non sarebbe preferibile un indirizzo editoriale che, pur nel rispetto della tradizione della Rivista, concedesse qualche spazio anche ad una divulgazione meno accademica e più "fruibile" da parte di chi non è uno scienziato ma solo un appassionato?

 

Saluti. :hi:

Michele

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Ciao Michele,

ero socio della SNI negli anni settanta e lo restai fino all'88.

Ricordo una discussione tra la Direzione e un socio che lamentava la troppa attenzione ad argomenti troppo scientifici che interessavano ben pochi collezionisti. Dopo un vivace scambio di opinioni il socio critico fu espulso.

Pensavo anch'io le stesse cose e mi dimisi.

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La iperspecializzazione è una conseguenza inevitabile del progredire della ricerca scientifica. Con il passare del tempo bisogna per forza scavare sempre più a fondo, perché in superficie gli argomenti sono già stati setacciati...

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Supporter

Anche io sono d'accordo con la sensazione di Michele. Le prime annate della RIN toccavano argomenti più genralisti e più vicini al grande pubblico. Oggi le cose sono cambiate, pur non essendo una pubblicazione squisitamente scientifica non può più essere definita divulgativa.

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Occorre anche valutare il panorama complessivo. Nel perido indicato da bizerba, che altre riviste esistevano? Perché oggi esistono comunque riviste -comunque specializzate- ma con un taglio divulgativo.

 

M.

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Supporter

Buona serata

 

E si Michele, c'è una bella differenza rispetto agli anni che furono.

 

Il taglio editoriale si è fatto molto selettivo (probabilmente anche per le motivazioni addotte da Gallienus) e  nella redazione della RIN si preferisce inserire argomenti molto scientifici e talvolta (in minor misura) alcuni studi più divulgativi, pur non rinunciando al rigore che la rivista giustamente esige.

 

Dal mio punto di vista, sarebbe un bene che ci fosse un "mix" più bilanciato, considerato che la RIN è il "prodotto editoriale" della SNI e che i Soci della Stessa non sono esclusivamente Studiosi, Accademici, Musei, ma sono in gran parte Collezionisti, Circoli numismatici  ed anche Commercianti, un occhio più benevolo a questa parte, ce lo vedrei, pur rendendomi conto che le "anime" numismatiche sono parecchie e accontentarle tutte è difficile .....

 

saluti

luciano

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Supporter

Diciamo che la Rin e' una rivista scientifica internazionale che negli ultimi anni ha elevato i requisiti richiesti per l'accettazione degli articoli presentati, ne consegue un ulteriore innalzamento degli standard e della specificità degli studi pubblicati.

Personalmente preferirei un livello degli articoli di maggior fruibilità e leggibilità, seguirebbe credo le esigenze della quasi totalità dei soci iscritti che sono essenzialmente appassionati, collezionisti, commercianti, studiosi ma penso che la linea editoriale sia questa attualmente.

Credo che però i due livelli scientifico e più divulgativo possano anche convivere o in due collane separate o nella stessa in due diverse parti della stessa Rin , nulla e' immutabile....

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 io non sono menbro della SNI per vari motivi che non sto a elencare per ovvie ragioni ma , le sue pubblicazioni conosco perchè sono disponibili al circolo Astengo che riceve anche le pubblicazioni della Royal Numismatic Society e devo dire che personalmente trovo una differenza netta fra le due . Personalmente preferisco quelle della società inglese ma, ovviamente è una questione di gusti

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Supporter

 io non sono menbro della SNI per vari motivi che non sto a elencare per ovvie ragioni ma , le sue pubblicazioni conosco perchè sono disponibili al circolo Astengo che riceve anche le pubblicazioni della Royal Numismatic Society e devo dire che personalmente trovo una differenza netta fra le due . Personalmente preferisco quelle della società inglese ma, ovviamente è una questione di gusti

 

Ti chiedo una cortesia, ci potresti dire meglio che differenze trovi? Grazie.

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Ti chiedo una cortesia, ci potresti dire meglio che differenze trovi? Grazie.

Mi accodo alla richiesta perche altrimenti non risultano chiare differenze ed eventuali preferenze

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Come ha ricordato giustamente Dabbene la RIN e' diventata da poco tempo una rivista di fascia A ovvero uns rivista i cui articoli sono sottoposti a 'peers review' che vuol dire che un articolo per essere accettato per la pubblicazione occorre che passi il vaglio di anonimi 'referee' si presume esperti del settore di cui tratta l'articolo per poter essere pubblicati.

E' un vantaggio per chi intraprende ad esempio la cartiera accedemica e scrivendo un articolo sulla RIN accumula un punteggio superiore per le pubblicazioni rispetto ad articoli che appaiono in riviste di fascia B non sottoposte a peers review.

D'altra parte il punto di vista espresso da Bizerba e anche da altri - anche al di fuori del comtrsto Forum - non puo' essere ignorato.

La rivista ha tradizione centenaria e i suoi articoli - sin dagli esordi - costituiscono un serbatoio continuo di conoscenze e di riferimenti a chi scrive o fa ricerca. Non solo pero ' essi sono anche un riferimento per molti collezionisti r appassionati che la consultano per particolari monetazioni, dati , riferimenti bibliografici, ricerca. , foto , storie di collezioni, di libri , di collezionisti sntichi etc.

Concordo che - pur nella virtuosa disciplina che ne vorrebbe fare un metro di paragone degli studi piu rigorosi, e' necessario che non si perda di vista l'uomo appassionato - storico - collezionista che in fondo ha ispirato il consesso attorno al quale si e' venuta consolidando nel tempo la RIN ( che invero e ' nata poco prima che la SNI si costituisse).

Occorre che si presti finalmente un po ' di attenzione alle tante voci dei collezionisti e dei Soci che rappresentano in fin dei conti il corpo dell'associazione evitando che alla fine questa possa farsi portatrice degli interessi di una linea parziale che pur virtuosa alla fine arrivi a non piu ' rispecchiare quegli ideali culturali per i quali era stata costituita .

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Certamente , allora innanzitutto devo dire che in media nella pubblicazione inglese sono presenti un maggior numero di articoli rispetto a quella italiana riuscendo a coprire più periodi storici . Vi è presente inoltre un'ampia sezione riguardante gli ultimi hoard scoperti in uk ma anche in altri paesi , con ampio inquadramento storico e spesso con la catalogazione precisa di ogni esemplare .

Inoltre beh io personalmente trovo gli articoli scritti in maniera piu semplice e scorrevole ( ma non per questo articoli banali ) con molte più immagini e che trattano argomenti vari , non solo monete inglesi ma di tutto il mondo e periodi diversi .

Mentre invece non me vogliano , ma sulla RIN gli argomenti sono sempre un po' sempre gli stessi .

Beh penso che la mia preferenza sia evidente :)

P.s dimenticavo oltre alla pubblicazione della Royal Numismatic Society , che se non sbaglio viene pubblicata due volte l'anno , c'è pure quella della British numismatic Society anch'essa molto valida i cui volumi si possono scaricare dal sito della società fino a quelli di pochi anni fa .

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Scrivere di numismatica non è facile. Nonostante sia una materia di nicchia, molto è già stato scritto. Man mano che passano gli anni, mantenendo solo un criterio divulgativo, si ripeterebbe sempre le stesse cose. Invece di questioni irrisolte ce ne sono ancora molte. Ma bisogna affrontarle in modo corretto, proprio per non ripetere con parole diverse ciò che è stato già detto.

Come già detto da @@numa numa la RIN è l'unica rivista italiana di Fascia A (almeno così mi risulta) e questo è un riconoscimento prestigioso sia a livello nazionale che a quello internazionale. Personalmente sono molto contento di essere socio della SNI che pubblica una rivista riconosciuta a livello internazionale. E' come se una piccola, piccolissima parte di questo successo fosse anche mia.

 

Arka

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Inviato (modificato)

Sulla pubblicazione dei ritrovamenti in RIN forse incide anche il ruolo 'concorrente' di altre prestigiose pubblicazioni, peraltro 'di Stato', come gli Annali dell'Istituto Italiano di Numismatica ed il Bollettino di Numismatica e il Notiziario del MiBacT, che di norma hanno sempre una sezione dedicata al tema...

Modificato da rockjaw

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Certamente , allora innanzitutto devo dire che in media nella pubblicazione inglese sono presenti un maggior numero di articoli rispetto a quella italiana riuscendo a coprire più periodi storici . Vi è presente inoltre un'ampia sezione riguardante gli ultimi hoard scoperti in uk ma anche in altri paesi , con ampio inquadramento storico e spesso con la catalogazione precisa di ogni esemplare .

Inoltre beh io personalmente trovo gli articoli scritti in maniera piu semplice e scorrevole ( ma non per questo articoli banali ) con molte più immagini e che trattano argomenti vari , non solo monete inglesi ma di tutto il mondo e periodi diversi .

Mentre invece non me vogliano , ma sulla RIN gli argomenti sono sempre un po' sempre gli stessi .

Beh penso che la mia preferenza sia evidente :)

P.s dimenticavo oltre alla pubblicazione della Royal Numismatic Society , che se non sbaglio viene pubblicata due volte l'anno , c'è pure quella della British numismatic Society anch'essa molto valida i cui volumi si possono scaricare dal sito della società fino a quelli di pochi anni fa .

Vero che gli articoli sono piu vari e maggiori i contributi. Per la chiarezza e scorrevolezza l'inglese indubbiamente aiuta:)

Viene comunque pubblicata una sola volta l'anno come la RIN e come tutte le riviste delle grandi associazioni numismatiche nazionali

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Sicuramente il tema di arricchire la varieta' dei contributi e comunque di tenere in conto la molteplicita' degli interessi espressi dai Soci e ' un argomento che vorrei portare nelle prossime discussioni in Consiglio.

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Supporter

Scrivere di numismatica non è facile. Nonostante sia una materia di nicchia, molto è già stato scritto. Man mano che passano gli anni, mantenendo solo un criterio divulgativo, si ripeterebbe sempre le stesse cose. Invece di questioni irrisolte ce ne sono ancora molte. Ma bisogna affrontarle in modo corretto, proprio per non ripetere con parole diverse ciò che è stato già detto.

Come già detto da @@numa numa la RIN è l'unica rivista italiana di Fascia A (almeno così mi risulta) e questo è un riconoscimento prestigioso sia a livello nazionale che a quello internazionale. Personalmente sono molto contento di essere socio della SNI che pubblica una rivista riconosciuta a livello internazionale. E' come se una piccola, piccolissima parte di questo successo fosse anche mia.

 

Arka

Credo che ci siano anche gli Annali dell'Istituto Italiano di Numismatica, anche se hanno un'impostazione diversa.

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In passato la RIN pubblicava anche gli studi del Lanfranco, del D'Incerti, Marchisio ecc ecc.

 

Io dico la verità.....a volte mi sembra (e magari lo sono davvero) di essere un povero stupido perchè davvero non capisco quello che leggo sulla RIN, mentre gli articoli del passato erano scorrevoli, piacevoli e anche accessibili a tutti.

 

La RIN annovera soci come Attardi, Bizerba, ma non mi sembra che gli argomenti trattati da questi due autori siano mai stati trattati. Capisco che possono sembrare troppo " terra terra" agli occhi dei professori universitari, ma forse un taglio più aperto non sarebbe male.

 

Ricordo che un rappresentante della RIN mi chiese di omaggiarlo del mio libro sull'Indagine della numismatica...mi rendo conto che non si tratta di un volume all'altezza di un volume della Travaini o del Grierson, ma alcuni argomenti che avevo affrontato forse avrebbero meritato qualche approfondimento.

 

Anche l'euro non viene pressochè trattato....ma anche questa è una moneta e forse meriterebbe qualche attenzione in più.

 

Anche io sarei per una "apertura", sia pure con i dovuti distinguo, al mondo del collezionismo, altrimenti si rimane nell'alveo del "ce la cantiamo e ce la suoniamo".

 

Il Bollettino di numismatica è una opera di chiara e facile lettura, accessibile a tutti....e credo che questa sia la strada giusta.

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Supporter

Inviato (modificato)

Credo, e con numa ne parlammo tempo fa, Rin a parte che credo dovrebbe rappresentare comunque maggiormente i lettori, nonché soci, che il problema sia di creare situazioni programmate di incontro, confronto, conferenze, dibattiti in cui i soci vengano più coinvolti e si sentano più parte integrante della Societa' con proposte e partecipazione, rendere la Sni più dei soci che poi sono i sostenitori reali ed effettivi ...

Modificato da dabbene
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Inviato (modificato)

Buongiorno a tutti.

Mi permetto un intervento all'interno di questa discussione molto interessante e realmente seria.

 

Non sono socio SNI e, quindi, non voglio sembrare quello che critica il lavoro degli altri però le osservazioni proposte da molti autorevoli Lamonetiani che sono intervenuti prima di me sono assolutamente condivisibili.

 

Ampliare la gamma dei temi trattati significa coinvolgere nuovi appassionati, nuove risorse e nuove energie: tutti sappiamo come la Numismatica ne abbia sempre bisogno. Personalmente sono convinto che tale ampliamento - se ben organizzato e presidiato - non porterebbe allo svilimento della valenza scientifica della RIN (del resto il Comitato di Redazione serve a quello...) bensì a un suo rafforzamento.

 

Faccio un esempio: sono anni che si parla della famosa "nota 56" ma RIN non mi pare se ne sia mai occupata. Come mai? Se pensiamo che questo tema coinvolge gli studi numismatici e la storia della nostra Patria (vedi 100 lire 1940...), il rapporto cittadino/collezionista con la Pubblica Amministrazione e la gestione da parte di quest'ultima del patrimonio numismatico mi pare che la RIN potrebbe essere, in virtù dell'indiscusso prestigio, la sede più appropriata per un valido confronto tra le diverse parti in causa (accademici, amministratori pubblici, studiosi, collezionisti...)

 

Voi che ne pensate?

Modificato da viganò
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che non si crei una frattura tra mondo accademico "agli academici" e mondo divulgativo "agli altri" serve principalmente alla cultura nel senso più "alto" possibile.

 

il mondo accademico devo "coltivare il futuro" perché ha i mezzi e gli strumenti per farlo... il rischio che si ripieghi su se stesso, è che vada a creare un danno proprio al mondo accademico stesso, perché oggi vediamo che "gli altri" tendono altrimenti a trovare altre valvole di sfogo e di apprendimento e condivisione...

 

quindi a mio avviso il rischio non risiede nella "ghettizzazione" , passatemi il temine, degli "altri" da parte del "mondo accademico", bensì nell'autoemarginazione del "mondo accademico" stesso.

 

se uno strumento che per sua natura è divulgativo di pensiero guarda solo a se stesso.....poi rischia di morire, perché non si trova più nessuno che guardi a lui...

 

perdonate, è solo una mia modesta opinione

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Supporter

Buongiorno a tutti.

Mi permetto un intervento all'interno di questa discussione molto interessante e realmente seria.

 

Non sono socio SNI e, quindi, non voglio sembrare quello che critica il lavoro degli altri però le osservazioni proposte da molti autorevoli Lamonetiani che sono intervenuti prima di me sono assolutamente condivisibili.

 

Ampliare la gamma dei temi trattati significa coinvolgere nuovi appassionati, nuove risorse e nuove energie: tutti sappiamo come la Numismatica ne abbia sempre bisogno. Personalmente sono convinto che tale ampliamento - se ben organizzato e presidiato - non porterebbe allo svilimento della valenza scientifica della RIN (del resto il Comitato di Redazione serve a quello...) bensì a un suo rafforzamento.

 

Faccio un esempio: sono anni che si parla della famosa "nota 56" ma RIN non mi pare se ne sia mai occupata. Come mai? Se pensiamo che questo tema coinvolge gli studi numismatici e la storia della nostra Patria (vedi 100 lire 1940...), il rapporto cittadino/collezionista con la Pubblica Amministrazione e la gestione da parte di quest'ultima del patrimonio numismatico mi pare che la RIN potrebbe essere, in virtù dell'indiscusso prestigio, la sede più appropriata per un valido confronto tra le diverse parti in causa (accademici, amministratori pubblici, studiosi, collezionisti...)

 

Voi che ne pensate?

Buon pomeriggio

 

Temo che per il caso specifico non ci siano molte possibilità .... alla luce dei risultati fino ad ora ottenuti (compresa una interpellanza presentata al Governo) .....  :unknw: 

 

Non so nemmeno se la SNI potrebbe rappresentare, nei confronti delle Istituzioni, le sole istanze dei propri soci, che sono poche centinaia di persone, oppure anche quelle di tutti gli appassionati. Chi sono poi tutti gli appassionati? Hanno dato mandato alla SNI di rappresentarli?

 

Una situazione di questo genere l'abbiamo vista; l'iniziativa del Dr. Dernardi, che ha tentato di farsi portavoce per lo studio di una migliore legislazione sul collezionismo, chiedendo agli appassionati di sottoscrivere un mandato, è stato (purtroppo) un buco nell'acqua.

 

saluti

luciano

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Supporter

 non solo monete inglesi ma di tutto il mondo e periodi diversi .

 

E questo ha la sua importanza

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Sono socio della SNI da quasi vent'anni. Devo dire, con l'amico Arka, che anche io sono contento, in quanto socio, di "essere rappresentato" da una rivista di livello internazionale. Allo stesso tempo, devo ammettere, da appassionato di numismatica di livello terra terra, che alcuni articoli, certamente apprezzabili per i temi trattati e gli approfondimenti, risultano di relativo interesse e comprensione per un numismatico del mio livello (non eccelso, lo ripeto). Pertanto, fermo restando, l'ottimo giudizio generale sulla RIN, confesso di aver portato a termine con fatica la lettura di più di un articolo. Chiaramente per mie lacune scientifiche e anche per tempo ed attenzione non ottimali dedicate da parte mia. Credo che se il problema riguarda una parte rilevante dei lettori (lo scopro qui), la rivista dovrebbe quantomeno porsi la domanda sulla possibilità di snellire o attualizzare alcune problematiche affrontate. Di certo, fra il dire (il mio) ed il fare c'e' sempre una notevole distanza.

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Che la RIN sia una prestigiosa rivista è fuor di dubbio...ma, chiedo scusa, certi articoli sono proprio difficili da assimilare.

 

E' evidente che la numismatica è una scienza "difficile", ma forse una apertura oggi sarebbe più auspicabile.

 

Anche qualche articolo di giovani numismatici potrebbe essere inserito senza nulla togliere al prestigio della rivista.

 

Ok per i nomi blasonati, ma anche noi "plebe" potremmo dare il nostro piccolo contributo.

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