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La battaglia delle Egadi


adelchi

Risposte migliori

Potrebbe questo Asse con Vittoria celebrare la vittoria alle isole Egadi e la conseguente fine della ultraventennale guerra ?

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la serie monetale celebra da questo momento la supremazia marittima di Roma, anche se la serie "prora navis"in verità è antecedente sia alla battaglia in questione che al raggiungimento di una schiacciante supremazia, ipotesi suggestiva quella di una moneta commemorativa dell'evento,non conosco per niente bene la monetazione repubblicana,ma credo che tutto dipenda dal peso,e se la moneta postata da @@Legio II Italica appartiene alla serie anonima con vittoria alata dovrebbe pesare poco piu' di 30 g. siamo una cinquantina di anni dopo la battaglia secondo Crawford che la data 190-180 ac.anche se il peso,in un processo costante di riduzione ,è a meta tra la riduzione sestantale del268ac. e quella onciale del217ac. a rigor di logica il periodo dovrebbe coincidere,ma ripeto non conoscendo la monetazione,non capisco neanche certi meccanismi ad essa legati.

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Ciao @@margheludo , l' Asse in questione pesa 52 grammi e fa parte della serie "anonima" , la datazione viene data al 211 a.C. , ma anche pur non conoscendo bene come te questa serie monetale ho perplessita' su queste datazioni precise , non essendoci oltre al peso variabile negli anni e al simbolo (quando presente) altre indicazioni che possono datare con precisione questi Assi . Tra la Vittoria e la prua della nave sembra esserci un altro simbolo ma non si capisce bene il significato .

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Buon giorno a tutti,l'esemplare che Crawford data al 190-180aC.pesa 34g.e il segno è interpretato come una punta di lancia,quello da te postato in effetti ha un peso maggiore che più si avvicina al periodo della battaglia (sempre che il calo di peso abbia avuto un andamento costante nel tempo)ed un simbolo diverso,in effetti,non ho ben chiaro quale sia la logica delle datazioni che ,a quanto pare,non sembra vincolata così saldamente alla riduzione di peso.Probabilmente ha più a che fare con la lettura delle stratigrafie archeologiche(credo).

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  • 11 mesi dopo...
  • 1 anno dopo...

A questo punto getto un po' di benzina sul fuoco (o di acqua marina sui rostra, per restare in tema): secondo me l'introduzione della Giano / Prora nella sua versione più pesante risale agli anni a ridosso della battaglia di Mylae e va quindi datata verso il 260 a.C.

Bene, ho ufficialmente fatto outing riguardo la mia posizione sulle cronologie ?

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11 ore fa, Theodor Mommsen dice:

A questo punto getto un po' di benzina sul fuoco (o di acqua marina sui rostra, per restare in tema): secondo me l'introduzione della Giano / Prora nella sua versione più pesante risale agli anni a ridosso della battaglia di Mylae e va quindi datata verso il 260 a.C.

Bene, ho ufficialmente fatto outing riguardo la mia posizione sulle cronologie ?

Concordo @Theodor Mommsen , per quanto possa valere la mia opinione ; le cronologie di emissione delle monete repubblicane in generale , specialmente nei bronzei Assi pesanti e sottomultipli , credo siano state di "qualche annetto" posticipate ; nel nostro caso andrebbero invece riferite forse al varo della prima forza navale militare romana , seppur limitata , che risulta avvenuta agli inizi del IV secolo a.C. , quando una nave da guerra romana condusse una sua ambasceria fino a Delfi nel 394 a.C. , oppure in alternativa data di emissione degli Assi pesanti forse posticipata al 311 a.C. dopo la conquista della Campania . 

Gia' prima dei Romani i Cartaginesi usavano i Rostri nella prua delle navi da guerra che erano pero' semplicemente di forma aguzza a cuneo , mentre i Romani introdussero il Rostro a tre strati e a doppia linea per sfondare piu' largamente la fiancata delle navi nemiche .

Da circa queste due date potrebbero datarsi i primi pesanti Assi , piu' verosimile la seconda del 311 a.C. circa .

Modificato da Legio II Italica
theodor mommsen
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E non dimentichiamo la battaglia navale di Astura contro i Volsci, nel 338 a.C., al termine della quale i romani portarono i rostri nemici in città. 

Non credo che gli assi pesanti della prora vadano datati così in alto, ma sicuramente tra la fine del IV e i primi decenni del III secolo Roma scopre - o si inventa - una vocazione marinara e anche i tipi adottati per il circolante ne vengono influenzati.

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1 ora fa, Theodor Mommsen dice:

E non dimentichiamo la battaglia navale di Astura contro i Volsci, nel 338 a.C., al termine della quale i romani portarono i rostri nemici in città. 

Non credo che gli assi pesanti della prora vadano datati così in alto, ma sicuramente tra la fine del IV e i primi decenni del III secolo Roma scopre - o si inventa - una vocazione marinara e anche i tipi adottati per il circolante ne vengono influenzati.

Ciao , comunque sia la marineria militare romana pur nella limitatezza antecedente alla prima guerra punica , esisteva gia' .

Oltre al fatto da te citato del 338 a.C. non vanno dimenticati i trattati tra Roma e Cartagine , il primo dei quali come racconta Polibio risaliva al 508 a.C. agli albori della Repubblica Romana , o al piu' sicuro secondo (quindi primo) del 348 a.C. , quando uno scambio di Ambasciatori in entrambe le Citta' certamente avvenne via mare con navi da guerra per una forma di prestigio nazionale , allo scopo di ratificare i trattati . Le prime emissioni di quegli Assi sono ancora da studiare bene .

Modificato da Legio II Italica
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Gia' che siamo in ambito di battaglie navali della prima guerra punica , non va dimenticata anche la prima in assoluto vittoria navale romana di Milazzo ad opera di Caio Duilio che ammutoliti' la spavalderia cartaginese sicura di fare un sol boccone della flotta navale romana , ma che anche grazie all' invenzione del Corvo , arma segreta dei Romani , fu invece tragica per la flotta di Annibale di Giscone .

Una descrizione di come era fatto il Corvo : secondo lo storico greco Polibio che scriveva circa un secolo più tardi , il Corvo era costituito da un "palo cilindrico posto a prua della nave avente una lunghezza di quattro orgyie e un diametro di tre palmi" . Qui veniva inchiodata "una scala a tavole trasversali larga quattro piedi e lunga sei orgyie" . La scala aveva ai lati un parapetto alto fino al ginocchio . Sulla punta era installato "una sorta di pestello di ferro appuntito con un anello in cima sicché l'insieme sembrava del tutto simile ai macchinari per la preparazione del pane" . Una corda attaccata all'anello permetteva di sollevare il corvo che , se lasciato cadere , si piantava sul tavolato della nave avversaria rendendo impossibile la separazione delle navi . In pratica il corvo era una passerella che fissata alla nave avversaria , permetteva a soldati abituati a combattere sulla terraferma di passare da una nave all'altra senza evoluzioni sulle funi e quindi di combattere come erano addestrati a fare sulla terra ferma .

Reazione dei Cartaginesi alla vista dei Corvi , sempre da Polibio : " …....restarono incerti , stupiti dal modo in cui gli attrezzi erano congegnati ; tuttavia , avendo una pessima opinione dei nemici (i Romani) , quelli che navigavano davanti a tutti si gettarono audacemente all'attacco"

A ricordo della prima vittoria navale ad opera di Caio Duilio nella prima guerra punica , venne eretta nel Foro una Colonna detta rostrata . In seconda foto una lapide a ricordo della stessa vittoria conservata nei Musei Capitolini a Roma

Colonna rostrata di Caio Duilio , ricostruzione.JPG

DSCN2297.JPG

Modificato da Legio II Italica
Seconda foto
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  • 11 mesi dopo...

Peccato che noi trapanesi non riusciamo a valorizzare come si deve questo immenso patrimonio archeologico, preferendo piuttosto le beghe spicciole di quartiere.

La scomparsa di Sebastiano Tusa lascia un grande vuoto che si farà sentire anche in questo campo

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1 ora fa, providentiaoptimiprincipis dice:

Peccato che noi trapanesi non riusciamo a valorizzare come si deve questo immenso patrimonio archeologico, preferendo piuttosto le beghe spicciole di quartiere.

La scomparsa di Sebastiano Tusa lascia un grande vuoto che si farà sentire anche in questo campo

Beh! Mi sembra di aver capito che comunque i reperti sono esposti e resi fruibili a Favignana. 

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  • 3 anni dopo...

Il 24 agosto è stato recuperato il venticinquesimo rostro dalle acque delle Egadi,(contando anche quello sequestrato al dentista di Trapani che he dato il via a tutta l'operazione).

Se si comprende anche il rostro di Acqualadrone ,presso Messina,rinvenuto nel 2008 ,in Italia conserviamo ben 26 rostri di III sec a.C. 

Al mondo ,che io ne sappia ,ne esistono solo altri due ,uno in Israele e un altro ,frammentario in Grecia .

Inoltre esistono solo tre respingenti o controrostri,uno a Genova ,a forma di cinghiale (ora a Torino),uno in Grecia a protome umana ed uno in Libia sagomato come un rostro classico ma pesante solo 60 kg e fronte dei 250 300 di un rostro normale.

Modificato da Adelchi66
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Rostro di Acqualadrone III sec a.C ,ME  (2008),secondo me il più elegante , decorato da una spada dritta compresa tra due machaira :

 

Screenshot_20220824-140228_(1).png

Screenshot_20220824-142440_(1).png

Screenshot_20220824-140332_(1).png

Screenshot_20220824-140412_(1).png

Modificato da Adelchi66
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