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Pallino93

Monete romane e calamite. Tracce di ferro?

Risposte migliori

Pallino93

Salve a tutti, come scrivo nel titolo vorrei sapere se è possibile che monete romane normalmente in bronzo (come i dupondi) possano essere attratti, seppure assai debolmente da una calamita. E' possibile che contengano tracce di ferro?

Queste sono le foto di un dupondio di Antonino Pio che ha questa particolare caratteristica. L'attrazione è molto debole: se la calamita è posta di lato, nemmeno attira la moneta, ma se viene appoggiata sul dritto e sul verso, la attrae leggermente.

Non mi sembra un falso. Voi che dite di questa particolare caratteristica?

Grazie!

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Legio II Italica

Ciao , il fatto e' piuttosto strano ; la moneta a vederla in foto sembra autentica , pero' quello che scrivi non dovrebbe avvenire perché come sai i componenti dell' oricalco , cioe' rame e zinco , non sono ferromagnetici , naturalmente nell' antichita' la raffinazione dei metalli non era a livelli di purezza come ai tempi odierni , quindi impurita'  di altri altri  minerali erano sicuramente presenti ; se tra questi minerali in traccia il ferro possa far si che la calamita quasi attiri la tua moneta , mi sembra molto strano perché non dovrebbe comunque avvenire . Concludendo , secondo me .l' attrazione e' un fatto anomalo che in base a quanto scritto presenta lati oscuri , forse la moneta e' un falso antico nel quale e' stato impiegato piu' ferro del rame essendo di facile ed economica reperibilita' .

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Illyricum65

Ciao , il fatto e' piuttosto strano ; la moneta a vederla in foto sembra autentica , pero' quello che scrivi non dovrebbe avvenire perché come sai i componenti dell' oricalco , cioe' rame e zinco , non sono ferromagnetici , naturalmente nell' antichita' la raffinazione dei metalli non era a livelli di purezza come ai tempi odierni , quindi impurita' di altri altri minerali erano sicuramente presenti ; se tra questi minerali in traccia il ferro possa far si che la calamita quasi attiri la tua moneta , mi sembra molto strano perché non dovrebbe comunque avvenire . Concludendo , secondo me .l' attrazione e' un fatto anomalo che in base a quanto scritto presenta lati oscuri , forse la moneta e' un falso antico nel quale e' stato impiegato piu' ferro del rame essendo di facile ed economica reperibilita' .

Esatto. Va considerato che il ferro è comunque sempre presente in lega nei bronzi ma solo come traccia (è uno dei metalli piú diffusi). Me lo ha confermato in via informale la specialista di spettrometrie che conosco. La sua presenza è in percentuali che non dovrebbero dare adito a magnetismo.

Potrei supporre che in questo caso (l'esemplare sembra autentico) il tenore di ferro sia stato inavvertitamente aumentato ma non ho idea dei valori di ferro che possano portare al manifestarsi di questa particolaritá.

Ciao

Illyricum

;)

Modificato da Illyricum65

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eliodoro
Supporter

Ciao a tutti...

riporterei in auge questa vecchia discussione...

http://www.lamoneta.it/topic/111959-bronzi-suberati/?hl=ferro

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petronius arbiter

Argomento già discusso più volte, con la conclusione che sì, è possibile che monete antiche autentiche contengano una percentuale di ferro tale da essere attratte dalla calamita.

 

Se ne è parlato qui

 

http://www.lamoneta.it/topic/50590-monete-e-calamita/

 

e qui

 

http://www.lamoneta.it/topic/50243-la-calamita/

 

mentre uno studio più esaustivo è presente sul FAC

 

http://www.forumancientcoins.com/board/index.php?topic=49787.0

 

petronius :)

 

 

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Legio II Italica

Esatto. Va considerato che il ferro è comunque sempre presente in lega nei bronzi ma solo come traccia (è uno dei metalli piú diffusi). Me lo ha confermato in via informale la specialista di spettrometrie che conosco. La sua presenza è in percentuali che non dovrebbero dare adito a magnetismo.

Potrei supporre che in questo caso (l'esemplare sembra autentico) il tenore di ferro sia stato inavvertitamente aumentato ma non ho idea dei valori di ferro che possano portare al manifestarsi di questa particolaritá.

Ciao

Illyricum

;)

Salve @@Illyricum65 , per dare un contributo a risolvere il mistero di quanta percentuale di ferro possa essere presente in una moneta di bronzo affinche' questa riesca ad essere suscettibile , cioe' non completamente attratta dall' attrazione della calamita , posso farmi aiutare dalla mia esperienza di studioso di meteoriti . La maggior parte delle meteoriti comuni rocciose hanno una percentuale in ferro e nichel variabile tra il 18% e 30% rispetto alla massa del campione , tutte queste vengono completamente attratte da una calamita ; altre tipologie che presentano % in ferro nichel piu' bassi , inferiori al 10% non vengono attratte completamente ma si comportano in modo uguale a quanto descritto in apertura post , cioe' hanno una leggera risposta all' attrazione della calamita , in pratica si spostano ma non si attaccano alla calamita .

Fatta questa breve premessa e considerando che la moneta in questione e' composta da solo metallo : rame , zinco con percentuali molto inferiori di metalli accessori e che quindi il suo peso specifico e' superiore a quello di una meteorite rocciosa , contenente una bassa percentuale in ferro , e' ipotizzabile che la calamita per poter avere un modesto effetto attrattivo verso la moneta in post , possa avere una % in ferro stimata tra il 15% e il 25% . Naturalmente per poter conoscere le percentuali esatte dei minerali che compongono la moneta , andrebbe "sacrificata" per un preciso esame metallografico .

 

 

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Pallino93

Grazie a tutti per i vostri preziosi interventi!
Come dicevo, non nutro particolari dubbi sull'autenticità della moneta. Considerata la tipologia, il grado di conservazione e la patina, anche il peso e il diametro risultano corretti (circa 10,5 grammi e 27mm di diametro).

Possibile che residui di materiale ferroso si siano "amalgamati" con la patina? 

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Pallino93

Tra l'altro, ho appena constatato che anche in alcuni bronzetti di epoca costantiniana avviene lo stesso, proprio come si dice nelle varie discussioni linkate sopra...

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Legio II Italica

Grazie a tutti per i vostri preziosi interventi!

Come dicevo, non nutro particolari dubbi sull'autenticità della moneta. Considerata la tipologia, il grado di conservazione e la patina, anche il peso e il diametro risultano corretti (circa 10,5 grammi e 27mm di diametro).

Possibile che residui di materiale ferroso si siano "amalgamati" con la patina? 

 

Ciao , non credo , sarebbe una % di ferro troppo irrisoria per poter creare suscettibilita' magnetica

 

Modificato da Legio II Italica

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eliodoro
Supporter

In generale, però la moneta non ha il colore dell'oricalco, almeno dalla foto..

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Pallino93

In generale, però la moneta non ha il colore dell'oricalco, almeno dalla foto..

 

 E' ricoperta da una patina verdognola ;)

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fabietto83

Ora mi hai fatto venir la curiosita' ma non ho una calamita' ????

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acraf

E' interessante poter stabilire grosso modo la quantità di ferro sulla moneta in grado di conferire una minima risposta magnetica alla moneta stessa.

Non dimentichiamo che i punzoni usati dagli antichi romani non erano in acciaio, ma soprattutto in ferro e quindi potrebbe essere possibile che in certe situazioni, specie con un conio un pò stanco, si rilasci una certa quantità di ferro solo sulla superficie.

Naturalmente servono accurate analisi metallografiche e con un adeguato campione in modo da individuare la soglia di minima risposta magnetica....

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