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IGNORED

Aureo G. Cesare RRC 466/1


Ser. Broccolo
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Volevo solamente segnale questo stupefacente esemplare che è stato messo all'asta da Ira e Larry Goldberg che si svolgerà il  6 e il 7 settembre 2016.

Julius Caesar. Gold Aureus (7.90 g), 46 BC Nearly EF. Rome. A. Hirtius, praetor. C CAESAR COS TER, veiled of of Vesta or Pietas head right. Reverse: A HIRTIVS PR, lituus, jug and axe. Crawford 466/1; HCRI 56; Sydenham 1018; Calicó 37. Well centered and well struck with some underlying luster. An unusually choice example. Nearly Extremely Fine. Estimated Value $3,000 - 3,500 

From the Aurora Family Collection.

Cesare.jpg

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Per caso mi stavo chiedendo proprio oggi da dove escono così tanti aurei di Cesare (in particolare di Hirtius) in stato SPL, FDC, FDC+... quasi non c'è asta di medio alto livello che non li proponga.

Sicuramente le quantità d'oro ricavate dalla conquista della Gallia ne ha fatto coniare più di quanto non fosse stato fatto in precedenza ed il fascino del Dittatore ne ha fatti tesaurizzare più di quelli di altri coniati successivamente, ma  ne girano proprio tanti!

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11 ore fa, volituripsetibiphoebus dice:

Per caso mi stavo chiedendo proprio oggi da dove escono così tanti aurei di Cesare (in particolare di Hirtius) in stato SPL, FDC, FDC+... quasi non c'è asta di medio alto livello che non li proponga.

Sicuramente le quantità d'oro ricavate dalla conquista della Gallia ne ha fatto coniare più di quanto non fosse stato fatto in precedenza ed il fascino del Dittatore ne ha fatti tesaurizzare più di quelli di altri coniati successivamente, ma  ne girano proprio tanti!

Tanti, decisamente. 

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So che è una cavolata, ma in  base al numero dei coni utilizzati, se è stato fatto uno studio non so, è possibile ipotizzare quanti ne siano stati coniati??

Edited by Ser. Broccolo
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1 ora fa, massi75rn dice:

a me di cesare,e' piaciuto questo aureo in una recente asta,aveva un bel metallo in linea con l'epoca e tracce di coniatura sul perlinato se non sbaglio

https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2881&category=59334&lot=2404707

Tipologia che mi sembra essere stata meno spesso proposta negli ultimi mesi... Comunque mi danno sensazioni molto più positive le foto (perchè, ahimè, di foto stiamo parlando) di questo esemplare (Plancus) rispetto a quello di Hirtius da cui è partita la discussione.

A chi è più esperto di me (e mi sa che ci vuole veramente poco) e ne ha voglia, chiederei di commentare tecnicamente le foto di questi due esemplari per valutarne pregi e difetti ed "alzare la classe" da sensazioni ad ipotesi pù tecnche, se non proprio scientifiche (vista la natura virtuale della valutazione): per es., la butto lì, nell'esemplare Plancus il lieve accenno di porosità superficiale nelle zone appena usurate potrebbe essere indizio di un suo breve utilizzo in gioiello? Certamente eventuali segni sul bordo sarebbero dirimenti, ma non ci sono foto in proposito (a meno che qualche utente non se la sia aggiudicata,?)

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Supporter

DE GREGE EPICURI

@Ser.Broccolo: gli studiosi di statistica hanno messo a punto un paio di formule matematiche. Conoscendo il numero di monete rinvenute ed il numero di conii diversi rilevati, se ne può dedurre (con ampio margine di approssimazione) il numero totale dei conii diversi esistenti; cioè, si può ipotizzare quanti conii non abbiamo ancora riscontrato. Tutto questo si può fare però solo se il numero delle monete e quello dei conii è piuttosto elevato: non so se vale, quindi, per gli aurei di Cesare.  Dopo di che, ipotizzando che un conio di diritto riesca a coniare un certo n° di monete d'oro (per l'Ag, la cifra va da 12.000-15.000 secondo certi AA, fino a 20.000-25.000 secondo altri, per i conii di diritto; molto meno per il rovescio), puoi ipotizzare il n° di monete coniate.

Altre vie di calcolo possono essere tentate in quei pochi casi in cui si hanno dati storici sulla quantità di oro o di argento monetato durante un certo anno (mi pare sia stato fatto per Adriano): ma comprende TUTTE le monete coniate in quel metallo, e non una sola emissione o tipologia.

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Valutare l'autenticità di un aureo romano da foto è impossibile, a meno che si tratti di un clone noto, e allora si va a confrontarlo con  altri esemplari della stessa serie.  Altrimenti , vale il pedigree, queste monete ormai sono acquistate per la carta che le certifica, è l'unica granzia di autenticità.

Certo che il numero di aurei compatrso in questi ultimi dieci anni è impressionante, nelle aste dei primi del secolo XX gli aurei comparivano sporadicamente, adesso sono arrivati nel mercato massicciamente, molti dubbi sorgono sull'autenticità di gran parte di queste monete, da dove giungono??? ma pare che la cosa non disturbi troppo il mondo del commercio.... fin tanto che i collezionisti col portafoglio a fisarmonica comprano... è meglio non fare troppe domande

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L'aureo di Hirtius è il più comune in assoluto fra le monete d'oro della Repubblica Romana e ne furono coniati in grande quantità e con stili molto variabili, alcuni decisamente migliori dell'esemplare proposto all'inizio della discussione.

Manca ancora un Corpus su questi aurei, ma secondo Crawford sono stati utilizzati almeno un centinaio di conii sia per il diritto sia per il rovescio (ma penso ancora di più).

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