pedro_88 Inviato 18 Settembre, 2016 #1 Inviato 18 Settembre, 2016 Ciao a tutti! Ho di recente acquistato dall'amico Tinia Numismatica un denario di Elagabalo con Felicitas, catalogato RIC 150. Il diametro è di circa 18 mm e lo spessore varia tra un minimo di 1 mm ed un massimo di 2. Il peso è di soli 1,60 grammi, moneta alla mano è davvero molto leggera.. Cercando qualcosa online, ho notato pesi che si aggirano intorno ai 3,30 grammi, con picchi al ribasso di 1,70-1,80 grammi. Chiedo a chi è più esperto di me quindi, come si spiega una fluttuazione così elevata in termini di peso? Si parla addirittura della metà, considerando anche il fatto che questo specifico denario dovrebbe essere stato coniato in una fascia che va dal 219 al 220 d.C.. Grazie in anticipo! Cita
Ross14 Inviato 18 Settembre, 2016 #2 Inviato 18 Settembre, 2016 Nell'ultimo periodo del denario la variabilità dei pesi è più accentuata. Forse, data la ridotta percentuale di fino, l'attenzione delle maestranze era un po' calata rispetto al passato. Sicuramente il tuo ha un peso molto basso il cui valore, come da te già riscontrato, si posiziona in corrispondenza dei più bassi della campana gaussiana. Potrebbe essere un emissione del limes? Non mi pare, dato che i denari del limes erano in lega di rame e non d'argento a peso ridotto. Comunque bella moneta: consunta ma gradevole e sicuramente autentica (inoltre la provenienza non lascia dubbi). L'aspetto del metallo è perfettamente conforme a quello delle emissioni del periodo. 1 Cita
pedro_88 Inviato 18 Settembre, 2016 Autore #3 Inviato 18 Settembre, 2016 Ti ringrazio delle informazioni Ross14! Infatti non dubitavo dell'originalità, mi faceva solo strano sentire un peso così basso moneta alla mano ecco, non sono abituato..sembra di reggere un 5 lire delfino, per spiegare la sensazione.. Quindi se ho capito bene, la quantità di fino veniva mantenuta pressoché costante ma variava la quantità degli altri elementi della lega? Non ero a conoscenza di questa pratica, ho imparato qualcosa di nuovo e ti ringrazio! Cita
Ross14 Inviato 18 Settembre, 2016 #4 Inviato 18 Settembre, 2016 1 ora fa, pedro_88 dice: Ti ringrazio delle informazioni Ross14! Infatti non dubitavo dell'originalità, mi faceva solo strano sentire un peso così basso moneta alla mano ecco, non sono abituato..sembra di reggere un 5 lire delfino, per spiegare la sensazione.. Quindi se ho capito bene, la quantità di fino veniva mantenuta pressoché costante ma variava la quantità degli altri elementi della lega? Non ero a conoscenza di questa pratica, ho imparato qualcosa di nuovo e ti ringrazio! Ciao Pedro_88 Forse mi sono espresso male, per una singola emissione era la PERCENTUALE di fino a rimanere costante anche se nell'ultimo periodo del denario probabilmente succedeva un po' di tutto... Probabilmente diminuendo la percentuale di fino l'attenzione posta nel controllo dei pesi era diminuita parecchio: questa tendenza si andrà ad accentuare durante la crisi del III secolo con gli Antoniniani dove, essendo la percentuale di fino irrisoria, una grandissima variabilità del peso diventerà una norma. Pensa inoltre alla variabilità dei pesi dei sesterzi (di oricalco quindi materiale "povero") già in età antonina. La media della percentuale di fino nei denari di Elagabalo era del 46-47% (Fonte: Harl - Coinage in the Roman Economy) 1 Cita
fabietto83 Inviato 18 Settembre, 2016 #5 Inviato 18 Settembre, 2016 Ad esempio io ho trovato un peso maggiore su un antoniniano suo,del totale di 6.06 gr http:// 1 Cita
pedro_88 Inviato 18 Settembre, 2016 Autore #6 Inviato 18 Settembre, 2016 (modificato) @Ross14 grazie per la precisazione. Beh cavolo, passare da 0,73 a 1,15 gr o più di fino su monete dello stesso nominale era un bel salto.. Avevo capito che a parità di quantità di fino, variassero le quantità degli altri metalli non nobili che portavano quindi a pesi differenti.. @fabietto83 gran bel pezzo, complimenti! E "di peso"! Modificato 18 Settembre, 2016 da pedro_88 Cita
cliff Inviato 19 Settembre, 2016 #7 Inviato 19 Settembre, 2016 Ma non potrebbe essere semplicemente un suberato? Cita
Ross14 Inviato 19 Settembre, 2016 #8 Inviato 19 Settembre, 2016 57 minuti fa, cliff dice: Ma non potrebbe essere semplicemente un suberato? Avevo pensato anch'io a questa possibilità. Tuttavia, con questo grado si consunzione, la parte di rame sottostante dovrebbe emergere in modo evidente almeno in qualche punto e quindi ritengo quest'eventualità poco probabile. Cita
Sator Inviato 19 Settembre, 2016 #9 Inviato 19 Settembre, 2016 (modificato) 2 ore fa, Ross14 dice: Avevo pensato anch'io a questa possibilità. Tuttavia, con questo grado si consunzione, la parte di rame sottostante dovrebbe emergere in modo evidente almeno in qualche punto e quindi ritengo quest'eventualità poco probabile. Nella O e nella V di ANTONINVS e davanti alla fronte? Modificato 19 Settembre, 2016 da Sator Cita
Ross14 Inviato 19 Settembre, 2016 #10 Inviato 19 Settembre, 2016 La differenza cromatica mi sembra troppo piccola per essere il rame sottostante. Inoltre considera che nei denari dei Severi, data la bassa percentuale di fino, si creano spesso isole di rame che emergono in superficie senza la necessità di essere suberati. Questo fenomeno comincia già con i denari degli Antonini (avevo discusso personalmente con Tinia di questo fenomeno relativamente ad un bellissimo denario di Faustina II da me acquistato). Comunque direi che una risposta più precisa, dato che hanno visto la moneta in mano, la potrebbero dare Pedro_88 o Tinia stesso. 1 Cita
pedro_88 Inviato 19 Settembre, 2016 Autore #11 Inviato 19 Settembre, 2016 La mia esperienza in ambito di denarii è troppo scarsa per poter dare un mio giudizio sensato.. A vista, le tracce rossastre che appaiono mi erano sembrate ossidazioni localizzate, dato che non scorgo uno "scalino" tra l'ipotetica argentatura e il vile sottostante.. @Tinia Numismatica mi ha riferito altri esempi di denarii sottopeso (anche se questo è il più basso a quanto pare).. L'unica cosa appunto è che la sensazione che si ha alla mano è di un metallo "stile alluminio", anche se ovvio che non possa essere così.. Fossi ancora in università potrei misurare il volume esatto con gli strumenti del laboratorio di gemmologia.. Cita
gpittini Inviato 19 Settembre, 2016 #12 Inviato 19 Settembre, 2016 DE GREGE EPICURI Per Elagabalo, Alessandro Severo, Julia Maesa e Julia Soemias si trovano monete molto leggere, e con aspetto di "basso argento", accanto ad altre che invece hanno peso ed aspetto normali. Che io sappia, non sono state chiarite le cause di questa grandissima variabilità. Gli antoniniani di Elagabalo invece hanno per lo più peso ed aspetto di buon argento. Teniamo conto comunque che mediamente in questo periodo la percentuale di fino è inferiore al 50%. 1 Cita
Tinia Numismatica Inviato 19 Settembre, 2016 #13 Inviato 19 Settembre, 2016 Purtroppo, i monetari in questo periodo, esageravano spesso( non è chiaro se autorizzati o no) nell'aggiunta di metalli vili alla lega con cui venivano coniate le monete. Togli togli, poi si arriva a questi estremi dei denari che, dimensionalmente sono congrui, ma pesano la metà o poco più del lecito..... Comunque non è una prerogativa solo di questo periodo romano, lo facevano, prima di loro, anche gli etruschi..la didracma va dagli originari quasi 9 grammi delle prime emissioni alle ultime che a stento arrivano ai 4 grammi... Tutto il mondo è paese... 2 Cita
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