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Lombardia Un Grosso bresciano rarissimo


conrad59
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In qualità di modesto collezionista di monete bresciane segnalo che in Asta online di Numismatica Picena è apparsa la moneta che posto in immagine: si tratta di un Grosso, detto dei tre santi,( San Apollonio al diritto e i santi Faustino e Giovita al rovescio emesso dal Comune di Brescia sotto la Signoria di Berardo Maggi ( 1298 - 1308 ). La moneta, tra l'altro presentata in condizioni SPL + , è da catalogo considerata R5. Non credo che se ne siano visti molti esemplari in vendita; infatti è offerta a base d'asta di € 7000 ed è ovviamente irraggiungibile per i comuni collezionisti. Se qualcuno che si trovi a Brescia volesse vedere il sarcofago, molto bello, in cui si trova il Vescovo Berardo Maggi non deve fare altro che visitare il Duomo vecchio.

 

berardo maggi b.jpg

berardo maggi a.jpg

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Buonasera da amante delle veneziane aggiungo che tutti i grossi imitativi delle zecca italiane sono rari.

Gli unici di più facile visibilità sono i grossi imitativi milanesi (si fa' per dire)

Lo stesso dicasi per gli imitativi esteri di origine bulgara e bosniaca .

I soli imitativi di facile reperimento sono quelli serbi ed i basilikon bizantini (in maniera relativa).

Essendo della provincia di Brescia devo dire che il grosso dei 3 santi mi emoziona.

In questo grosso è chiaramente visibile una grande differenza e cioè la croce.  Se si guardano i grossi veneziano abbiamo la bandiera.

Un altro esempio dell'uso della croce sono i grossi serbi.

DSC08880.JPG.opt407x305o0%2C0s407x305.JPG

King Stefan Uros II Milutin (1282-1321), silver "cross" dinar, 1.8g

Obverse: King (bare-headed) receiving patriarchal cross from St. Stephen (nimbate), VROSIVS / REX / S STEFAN, control letter d at bottom of shaft

Reverse: Christ enthroned, holding Book of Gospels, IC-XC, sigla B - M

Reference: Jov 7-7 var.

Comment: Milutin built more churches and monasteries then all other members of Nemanjic dynasty put together. 

 

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Ivanisevic nel suo The Hoard of Serbian and Venetian Coins from Usje  descrive un grosso ritrovamento di grossi con la croce.

Ovviamente non parlo delle contraffazioni che sono capitolo a parte.

Nella sezione venezia ci sono molte discussioni sui grossi falsi e contraffatti bulgari o serbi ( per chi volesse)

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Non capisco perche le monete bresciane facciano dei realizzo cosi consistenti quando monete di altre zecche comunali per i medesimi periodo di pari - o superiore - rarita' realizzino importi ben inferiori...

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Evidentemente I bresciani sono disposti a spendere di più dei piemontesi (vedi imitazione del matapan di Chivasso, Cortemili, Acqui ecc...) che pur essendo rarissimi sono quotati la metà.

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1 ora fa, atkon dice:

Evidentemente I bresciani sono disposti a spendere di più dei piemontesi (vedi imitazione del matapan di Chivasso, Cortemili, Acqui ecc...) che pur essendo rarissimi sono quotati la metà.

Questa e' certamente una motivazione sensata 

ma non parlatemi della rarita' superiore delle bresciandvrispetto alle altre monete rare .... 

 

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E' un fatto anche di mercato e di collezionismo locale ,che va oltre l'indubbia rarità ma anche conservazione, anche Bergamo e' un po' così, se ci sono due o tre buoni collezionisti e il pezzo si presenta veramente raramente e sai che chissà quando tornerà, allora partono lo scintille che vediamo ...e l'asta diventa veramente asta...

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Credo che dipenda anche dal fatto che Brescia ha coniato moneta come Libero comune o signoria per un periodo molto breve prima di essere assorbita prima da Milano e poi da Venezia e la maggior parte delle monete bresciane, quelle comuni, sono costituita da denari in bassa lega in metallo più vile. le coniazioni di monete di livello superiore, come il grosso di cui si parla sono rare.

 

 

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