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Sixtus85

Qualità Argento - coniazioni XVI / XVII secolo

Risposte migliori

Sixtus85

Buonasera a tutti,

qualcuno ha qualche informazione riguarda alla qualità dell'argento usato in questo periodo per le coniazioni delle monete pontificie?

Mi sembra di notare che le monete coniate nel XVI si riescano a reperire con una qualità maggiore rispetto a quelle coniate nella prima metà del '600 (escludendo le piastre).

Mi riferisco a monete coniate a martello. Il materiale utilizzato può essere uno dei fattori?

Grazie

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sixtus78

Ciao, se puoi cerca di spiegarti meglio, nel senso che io credo che la qualità dell' argento utilizzato in zecca sia sempre il medesimo. A cambiare era il titolo in base a riforme monetarie che comportavano modifiche di questo. Dalla seconda metà del 500' e fino a metà 600' l'emissione di argento in particolare attraverso testoni è abbondantissima. Cambia la qualità delle monete in base alla loro circolazione o tesaurizzazione, poi piano piano nel corso della metà del XVII secolo si passa dalla coniazione manuale a martello a quella meccanica con lento ma netto miglioramento della qualità estetica delle monete d'argento. Io negli anni ho visto testoni e piastre tra seconda metà del 500' e prima metà del 600' di tutte le conservazioni e non ho mai pensato che questo potesse dipendere dalla qualità di diversi tipi di metallo utilizzati. Ciao.

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ZuoloNomisma

Ciao, 

in  merito ti consiglio la lettura del volume "Moneta Pontificia" di Silvana Balbi de Caro e Luciano Londei (edizioni Quasar). Ottimo libro che descrive la storia della moneta pontificia attraverso le varie riforme che l'hanno caratterizzata. Ricco di preziose informazioni!

Michele

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monetiere

Il titolo dell' argento a quell'epoca era molto alto (930/1000).

Infatti,in alcuni testoni di papa Gregorio xiii,di Sisto V,di Clemente VIII (e di altri papi di quel periodo) si notano pesanti colpi al bordo,dovuti appunto all'elevata bontà dell'argento.

Alcuni esempi:

 

690D.jpg690R.jpg a ore 6,7 e 8 (sembra, ma non è una tosatura)

139.jpg

(a ore 12)

Nel XVI secolo la quantità dell'argento era smisurata:nel cosiddetto nuovo mondo, ne furono scoperti ampi giacimenti che, ben presto furono completamente prosciugati.Il materiale venne commerciato in tutta europa,compreso nello stato pontificio.

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Giov60
18 ore fa, monetiere dice:

Il titolo dell' argento a quell'epoca era molto alto (930/1000).

Infatti,in alcuni testoni di papa Gregorio xiii,di Sisto V,di Clemente VIII (e di altri papi di quel periodo) si notano pesanti colpi al bordo,dovuti appunto all'elevata bontà dell'argento.

...

Non ho ben capito il rapporto tra colpi e titolo dell'argento... (?!!?)

Comunque non esiste relazione tra contenuto in fino e disponibilità dell'argento. Quest'ultima, con l'importazione dal nuovo mondo, mutò, aumentandolo, il rapporto di cambio oro:argento e favorì le coniazioni di grossi nominali d'argento specie nelle nazioni importatrici (Portogallo e Spagna), ma per il resto vanno considerati altri aspetti, soprattutto di tipo inflazionistico. Per quanto riguarda il titolo di metallo prezioso, esso si mantenne a grandi linee stabile per gli anni 1400-1500-1600, intorno a 0.92-0.93 per tutti i principali nominali (grosso, giulio, testone, piastra). E' chiaro che i metodi metallurgici non sempre risultavano all'altezza, né fu massima l'onestà degli zecchieri. Per cui in alcune monete d'argento si ritrovano impurità considerevoli che impartirono, ossidandosi, aspetto poroso alla moneta o colore particolare. E in alcuni casi il titolo effettivo risultava inferiore a quello teorico, previsto per legge

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monetiere

 Mi scuso per non essermi spiegato meglio:l'argento,essendo di bontà elevata,risultava fragile quindi più soggetto a colpi al bordo e deturpazioni varie(lo stesso vale per le monete del regno di napoli d'oro coniate da Ferdinando I di Borbone dal 1816 al 1825).

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DARECTASAPERE

Questo dibattito mi ha ricordato una "storia" che quasi avevo dimenticato...

tra Massa (la mia citta') e Viareggio, c'e' la cittadina di Pietrasanta, il cui nome ha diverse versioni sull'etimologia, in quanto la "Pietra Santa"  e' stata attribuita sia al marmo scultoreo utilizzato nel medioevo per opere appunto ecclesiastiche, ma anche perche' vi era dell'ottimo argento da cui attingevano anche le risorse monetarie dello Stato Pontificio.

Se non ricordo male fu Leone X che passo' definitivamente questi giacimenti a Firenze (guarda caso era un Medici..), dopo secoli di dispute Pisane, Lucchesi e anche Genovesi (probabilmente ci "pescavano" un po tutti...), ma sembra che questo gesto sia stato spinto da una valutazione geologica dove l'argento si stava pericolosamente inquinando da piombo, e proprio per questo che poi in seguito fu' definitivamente chiusa.

Spesso quando vedo Piastre o Testoni in aste dove alcune diffettosita' simili a venature vengono attribuite all' impurezza dell'impasto utilizzato, mi chiedo chissa' che non abbiano utilizzato le ultime estrazioni di Pietrasanta.........

Daniele   

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monetiere

Però se è come dici tu DARECTSAPERE allora l'argento di questa cava non poteva essere utilizzato per coniare piastre papali dato che Leone X cedette la miniera a Firenze...

 

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