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Matteo91

Le monete di Cirene (ex "Quiz")

164 risposte in questa discussione

Inviato (modificato)

12 minuti fa, aless.catta dice:

Come mai sarebbe errato? Mi scuso, non conoscendo la questione, se la domanda fosse per caso banale

Hai ragione, avevo riscritto il messaggio prima di postarlo perché dicevo che bisognerebbe verificare il pedigree sul catalogo Ars Classica dato che non è pubblicato sul Naville, nel caso fosse errato sia il riferimento CNG che UBS, ma poi ho deciso di omettere questa considerazione perché non volevo sembrasse che dubitassi della correttezza del dato, cosa che non ho motivo di fare.. 

Finisco la correzione cancellando anche "errato"!

Grazie per avermelo fatto notare @aless.catta!

 

Ps:ora ho letto il pedigree al CNG 103/414.. mi sa che ero un po' distratto....😬

Modificato da Archestrato
Aggiunta Ps:

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2 minuti fa, Archestrato dice:

Hai ragione, avevo riscritto il messaggio prima di postarlo perché dicevo che bisognerebbe verificare il pedigree sul catalogo Ars Classica dato che non è pubblicato sul Naville, nel caso fosse errato sia il riferimento CNG che UBS, ma poi ho deciso di omettere questa considerazione perché non volevo sembrasse che dubitassi della correttezza del dato, cosa che non ho motivo di fare.. 

Finisco la correzione cancellando anche "errato"!

Grazie per avermelo fatto notare @aless.catta!

Scusami tu per la fretta! Stavo riguardando la discussione quando ho visto il nuovo post e così ho risposto immediatamente. 😅

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Resta da trovare una spiegazione dell’ultimo passaggio in asta.

La moneta si ripresenta in asta il 6 gennaio 2016 alla Triton XIX, 13 anni dopo la precedente aggiudicazione alla UBS 56, e desta interesse in quanto, da base $5000, viene aggiudicata a $13000 (più commissioni). Solo che nel settembre dello stesso anno viene riproposta dalla CNG 103 (che è poi la Triton) sempre da base $5000, spuntando stavolta solo 11'000 USD (più commissioni). Dato che è illogico un gioco speculativo in quanto l’Auctioneer è in entrambi i casi il Classical Numismatic Group, Inc., una possibilità è che il collezionista abbia restituito alla Triton la moneta (poi rimessa in asta dalla CNG) in quanto non era rimasto soddisfatto dell’acquisto. E, sempre che non abbia voluto dismettere la propria collezione dopo pochi mesi, deve aver avuto i suoi buoni motivi che mi piacerebbe conoscere.

 

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La pianta non è il silfio, ma per il momento possiamo accontentarci!

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La genetta crestata è una specie diffusa nella Nigeria e nel Camerun occidentale. E’ un carnivoro di medie dimensioni che si nutre principalmente di insetti, ma anche di piccoli mammiferi, rettili e parti vegetali.

Fonte: http://colnect.com/en/coins/coin/34352-10_Dollars_Crested_Genet_-_Cameroon-2004~2006_-_Endangered_Wildlife-Liberia

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Traveggole da genetta o che n’è davvero una in cima al silfio di questa emidramma?

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Didramma della Cirenaica con la scritta KOINON

Freeman & Sear, Manhattan Sale II, lot 78, 4. Jan. 2011

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CYRENAICA. Cyrene. Ca. 250 BC. Silver didrachm (7.82 gm). Koinon issue. Diademed, horned head of Zeus Ammon right / Silphium plant, ibex horn to upper left, KOI—NON across fields. BMC Cyrenaica p. 68, 1, pl. xxvii 13-15. Very rare. A splendid head of Zeus in high Hellenistic style joined with a detailed depiction of the now-extinct silphium plant. Lightly toned. Good extremely fine
 

Ex Peter Guber Collection; Millon & Associés, 8 June 2007, lot 54.
 

Cyrene was a Greek colony in North Africa (modern Libya), founded ca. 630 BC. Within the territory of Cyrene was an oracular shrine of the Egyptian god Amun. The colonists adopted him as their patron deity and assimilated him to the chief god of the Greek pantheon, Zeus. The new syncretic deity, Zeus Ammon, combined the fatherly appearance of Zeus with the ram’s horns of Amun. His oracle at Siwah Oasis came to be regarded as one of the greatest of the Greek world. After Alexander the Great accepted the surrender of Egypt, he traveled west to Siwah to consult the oracle, which obligingly recognized him as the son of Zeus Ammon. This legitimized Alexander as the new pharaoh of Egypt and also allowed him to indulge in divine pretensions vis-à-vis the Greeks.
Depicted on the reverse of this coin is a silphium plant, a form of asafoetida that grew only in the territory of Cyrene. It was prized for its medicinal and aphrodisiac properties and was used in the manufacture of perfume. Silphium was, in fact, the principal export of Cyrene. Intense exploitation of this resource, combined probably with climate change, led to the extinction of silphium by the end of the late Roman period. 
Estimated Value: $ 20,000

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Bronzo della Cirenaica con la scritta KOINON

CGB.fr,Monnaires 31, lot 102, 21. June 2007

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  CYRENAدQUE - CYRENE(IIIe siècle avant J.-C.) Unité de bronze, (MB, ئ 24) N° v31_0102   
Date : c. 250 AC.
Nom de l'atelier : Cyrène
Métal : cuivre
Diamètre : 24mm
Axe des coins : 12h.
Poids : 11,66g.
Degré de rareté : R2
Etat de conservation : TTB/TB Prix de départ : 150 €  Estimation : 250 €   
Prix réalisé : 165 €  Nombres d'offres : 3   Offre maximum : 171 €   
Commentaires sur l'état de conservation : Exemplaire sur un flan large des deux côtés. Très beau portrait de Zeus-Ammon au droit. Usure importante, mais identifiable au revers. Patine marron foncé. N° dans les ouvrages de référence : BMC.9 pl. 27/17 - GC.- (250£) - Cop.1280
Description avers : Tête cornue de Zeus-Ammon à droite.
Description revers : Plant de silphium vu de face.
Légende revers : K-O/I-N/O-N

Commentaires : Après la mort de Magas en 261 avant J.-C. la fille de ce dernier fut destinée à épouser le fils de Ptolémée II Philadelphe (285-246 avant J.-C.). Ce mariage faillit échouer et la jeune femme épouser le fils de Démétrius Poliorcète, nommé lui aussi Démétrius qui trouva rapidement la mort. Finalement Ptolémée III Evergète récupéra la Cyénaïque. C’est lui qui autorisa les Cyrénéens à s’organiser en Koinon (association sous le commandement d’Edémos et Demophanès de Megalopolis. C’est à cette époque que fut frappé ce monnayage comprenant de rares didrachmes et des bronzes. Au revers, nous retrouvons le silphium, plante aux vertus curatives qui fit la richesse de Cyrène et disparut mystérieusement sans laisser de trace.
Historique : Cyrène, ville portuaire située en Tripolitaine fut fondée par des colons doriens venant de l'île de Théra vers 630 avant J.-C. Ils avaient à leur tête Battus, ancêtre mythique des Battides qui régnèrent deux siècles sur Cyrène. La ville était réputée pour la culture et la récolte du silphium, l'une des plantes médicinales les plus recherchées de l'Antiquité, aujourd'hui disparue. La cité, indépendante, était dans l'orbite égyptienne. Lorsque Alexandre s'empara de l'Egypte en 332/331 avant J.-C., il signa un traité de paix avec Cyrène lui garantissant une autonomie relative. Après la mort du conquérant, la région de Cyrène tomba sous la domination lagide. En 322 avant J.-C., les Cyrénéens firent appel à Ptolémée pour les débarrasser du tyran Tibron. Le satrape envoya son général Ophellas qui conquit le pays, mit le tyran à mort et s'installa comme stratège à Cyrène. Ophellas fut à son tour renversé en 313 avant J.-C. Ptolémée récupéra Cyrène en 308 avant J.-C. et y installa son gendre Magas (308-277 AC.) Magas entra en révolte contre Ptolémée II, son demi frère entre 277 et 261 avant J.-C. Après la mort de Ptolémée Apion en 96 avant J.-C, la Cyrénaïque devint une province romaine en 74 avant J.-C.

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Supporter

Riprendo questa discussione dedicata alle monete di Cirene che raffiguravano il Silfio, una pianta della famiglia delle Apiaceae, per segnalare la comparsa in Sardegna di un'altra pianta appartenente a quella famiglia che potrebbe portare alla cecità....!

INCOLLO QUI LA NOTIZIA:

In alcuni giardini e parchi della provincia di Sassari, in Sardegna, è stata avvistata la Pànace di Mantegazza, una pianta tossica e invasiva della famiglia delle Apiaceae, originaria del Caucaso (Russia). La notizia è stata data da varie testate dell’Isola, tra cui La Nuova Sardegna.

La Pànace di Mantegazza è una specie dannosa che si diffonde velocemente.

La sua pericolosità, come si apprende da Wikipedia, è legata soprattutto alla tossicità cutanea e oculare della sua linfa che si verifica con la fotoesposizione e alla capacità di minacciare la biodiversità, provocando il deperimento e la distruzione della vegetazione indigena.

La pianta è molto pericolosa per l’uomo e per gli animali: al tatto, in presenza o in seguita a radiazione solare diretta o raggi UV, provoca gravi infiammazioni della pelle con estese lesioni bollose che possono lasciare cicatrici permanenti.

Infine, piccole quantità di linfa negli occhi possono causare cecità temporanea o anche permanente.

 

http://www.restoalsud.it/2017/06/allarme-sardegna-pianta/

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È vero. Pianta molto pericolosa. È distrutto solo da pesticidi.

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Un po’ di storia.

Il Pànace di Mantegazza o Pànace gigante (Heracleum mantegazzianum) è una pianta che deve il suo nome a un omaggio dei botanici Emile Levier e Stephane Sommier al loro amico antropologo Paolo Mantegazza, nato a Monza nel 1831, laureato a 23 anni in medicina e chirurgia a Pavia dove nel 1858 tenne la cattedra di patologia generale, e vincitore del premio Nobèl per la medicina nel 1906 grazie alla scoperta della ‘reazione nera’.

La pericolosità della pianta per l’uomo è dovuta alla presenza nelle foglie, nei fiori, nei semi, nel tronco e nella radice di derivati furocumarinici tossici e fotomutageni, prodotti dalla pianta principalmente come meccanismo di difesa dai predatori. Questi derivati sono responsabili della sua tossicità cutanea e oculare al tatto, che si verifica con la fotoesposizione, vale a dire in presenza o in seguito a radiazione solare diretta o raggi UV, e provoca gravi infiammazioni della pelle. A livello oculare, il contatto con questi derivati alla luce del sole può causare cecità temporanea o anche permanente.

Quanto al meccanismo d’azione, i derivati furocumarinici, per effetto della luce, sono in grado di penetrare nel nucleo delle cellule epiteliali e legarsi al DNA uccidendo le cellule stesse.

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Supporter
6 minuti fa, apollonia dice:

Un po’ di storia.

Il Pànace di Mantegazza o Pànace gigante (Heracleum mantegazzianum) è una pianta che deve il suo nome a un omaggio dei botanici Emile Levier e Stephane Sommier al loro amico antropologo Paolo Mantegazza, nato a Monza nel 1831, laureato a 23 anni in medicina e chirurgia a Pavia dove nel 1858 tenne la cattedra di patologia generale, e vincitore del premio Nobèl per la medicina nel 1906 grazie alla scoperta della ‘reazione nera’.

La pericolosità della pianta per l’uomo è dovuta alla presenza nelle foglie, nei fiori, nei semi, nel tronco e nella radice di derivati furocumarinici tossici e fotomutageni, prodotti dalla pianta principalmente come meccanismo di difesa dai predatori. Questi derivati sono responsabili della sua tossicità cutanea e oculare al tatto, che si verifica con la fotoesposizione, vale a dire in presenza o in seguito a radiazione solare diretta o raggi UV, e provoca gravi infiammazioni della pelle. A livello oculare, il contatto con questi derivati alla luce del sole può causare cecità temporanea o anche permanente.

Quanto al meccanismo d’azione, i derivati furocumarinici, per effetto della luce, sono in grado di penetrare nel nucleo delle cellule epiteliali e legarsi al DNA uccidendo le cellule stesse.

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Mamma mia...

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Quale sarà la storia di questo didramma con quel caratteristico corno di stambecco sul rovescio?

Freeman & Sear, Manhattan Sale II, lot 78, 4. Jan. 2011.

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CYRENAICA. Cyrene. Ca. 250 BC. Silver didrachm (7.82 gm). Koinon issue. Diademed, horned head of Zeus Ammon right / Silphium plant, ibex horn to upper left, KOI—NON across fields. BMC Cyrenaica p. 68, 1, pl. xxvii 13-15. Very rare. A splendid head of Zeus in high Hellenistic style joined with a detailed depiction of the now-extinct silphium plant. Lightly toned. Good extremely fine.
Ex Peter Guber Collection; Millon & Associés, 8 June 2007, lot 54.

 

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Silver didrachm, part of The Treasure of Benghazi collection have been stolen by looters in Libya.

Fonte http://www.dailymail.co.uk/news/article-2055283/Libya-Robbers-loot-priceless-Treasure-Benghazi-bank-vault.html

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