Lemonetiere1 Inviato 10 Novembre, 2016 #1 Inviato 10 Novembre, 2016 Buonasera , non riesco a trovare su acsearch e su deamoneta nessuna aggiudicazione di questo statere di modulo particolarmente largo , 425 a.C . Ho anche consultato diversi importanti cataloghi degli anni passati ma non sono riuscito . Se cortesemente qualcuno più attento di me riesce a trovare qualcosa potrebbe indicarmelo ? Grazie . http://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/8731/southern-apulia-tarentum-c-425-420-380-/ Cita
Arthas Inviato 16 Novembre, 2016 #3 Inviato 16 Novembre, 2016 Un altro passaggio è stato da Classical Numismatic Group,Triton V Sale, lotto 1032 del 16 gennaio 2002, solo che la scheda online di questa moneta nello specifico non è più consultabile. Altre aste, più datate sono state NAC C 1993 lotto 1093, NAC 26.10,1995 lotto 18, Hess-Leu 24.03.1959 lotto 7, CNG-NAC MB 40 del 1996 lotto 580, SLG Cote lotto 100, Titano 52 del 1993 lotto 16. Moneta rara e molto interessante, tra le prime delle serie dei cavalieri. saluti 1 Cita
Lemonetiere1 Inviato 5 Dicembre, 2016 Autore #4 Inviato 5 Dicembre, 2016 Ringrazio Brenno2 ed Arthas per l'attento studio a ritroso . Lo avevo immaginato essere uno statere difficile da vedere sui mercati Cita
VALTERI Inviato 6 Dicembre, 2016 #5 Inviato 6 Dicembre, 2016 Un " horseman " molto vicino , Vlasto 260 dall'asta NAC 13 , ed il commento di Rutter su quell'interessante serie Dell' esemplare NAC è curiosa la cornice simile ai tipi Oikistes 1 Cita
acraf Inviato 6 Dicembre, 2016 #6 Inviato 6 Dicembre, 2016 Questa moneta appartiene al Gruppo 11 di Fischer-Bossert, fondamentale per la storia della monetazione di Taranto e che lui data al 450-440 a.C. Ecco quanto scrive Fischer-Bossert su questo gruppo (riporto la traduzione dal tedesco): Con il Gruppo 11 comincia la lunga serie di quelle didracme di Taranto, che su di una faccia riportano l’effigie di un cavaliere. A. Evans assegna loro il nome di guerra di ‘cavalieri’. Il momento della loro prima comparsa dà da pensare: dopo che la cosiddetta coniazione ‘ecista’ (Gruppi 6, 8, 10, 12, 14-15, 17 e 18) accompagna in un primo momento la coniazione arcaica (Gruppi 1-5, 7 e 9) (sostituita più tardi) successivamente aumenta e [la coniazione ecista] assume il posto abbandonato della vecchia coniazione principale; dopo una pausa si aggiungono i ‘Cavalieri’ (Gruppi 11, 13, 16 e 19 seguenti). Essi costituiscono una serie interrotta più volte e indipendente dalla nuova coniazione principale. Non c’è alcun incrocio di conii con la coniazione ‘ecista’. Pertanto anche i ‘Cavalieri’ si sono sviluppati in una propria officina. La questione relativa al modo in cui deve essere inteso questo dualismo delle due officine che coniano in nome della stessa polis, deve ancora essere analizzata; a questo punto non ci resta che richiamare l’attenzione sul fatto che né una caratteristica tecnica, né una caratteristica stilistica della coniazione principale più vecchia (Gruppi 5, 7 e 9) conduce ai ‘Cavalieri’. Naturalmente è grande la tentazione di scorgere nei ‘Cavalieri’ i prodotti della stessa officina messa in disparte in maniera transitoria. Le monete del Gruppo 11 vengono datate generalmente intorno al 430 a.C. . Esistono due motivi per la loro classificazione al primo [più antico] posto: il cerchio perlinato bordato da un cerchio rigato si trova generalmente soltanto nel Gruppo 12 (V 79, V 88 – V 93), e i cavalieri sulla faccia del rovescio, essendo raffigurati in posizione eretta, e essendo l’indicazione limitata alla sola linea alba* delle forme del corpo, possono essere ben accostati alle figure del rovescio del Gruppo 12. E’ tuttavia inconfondibile il fatto che i ‘Cavalieri’ del Gruppo 11 rimangano qualitativamente indietro rispetto a quelli [del Gruppo 12]. Il successivo Gruppo 13, costituito da ‘Cavalieri’, dal punto di vista critico dello stile non può essere più giovane della seconda sezione del Gruppo 12 (gruppo 179-192). La torsione ed il trattamento prospettico del busto si sono sviluppati in modo altrettanto ampio sia per quanto riguarda i cavalieri sul delfino del Gruppo 13 e sia per quanto riguarda quelli seduti del Gruppo 12. In questo gruppo i grandi segni sono evidenti più da lontano: nel Gruppo 13, A, o meglio A-T nel Gruppo 12. E’ difficile dire se ci sia stato un adattamento intenzionale, in quanto a Taranto l’uso della siglatura compare solamente dopo il 400 a.C. . * La linea alba è una struttura fibrosa situata sulla porzione mediana dell’addome. 2 Cita
deadhead Inviato 7 Dicembre, 2016 #7 Inviato 7 Dicembre, 2016 Buongiorno. Discussione interessantissima. Ne approfitto per domandare se esiste una edizione italiana o anche in inglese del Fischer Bossert Cita
acraf Inviato 8 Dicembre, 2016 #8 Inviato 8 Dicembre, 2016 No, finora per il Fisher-Bossert esiste solo l'edizione tedesca. La traduzione in italiano solo di quel brano era stata fatta da un amico.... Cita
deadhead Inviato 8 Dicembre, 2016 #9 Inviato 8 Dicembre, 2016 No, finora per il Fisher-Bossert esiste solo l'edizione tedesca. La traduzione in italiano solo di quel brano era stata fatta da un amico....Approfitto della sua pazienza ancora, ma a parte il Vlasto, che già posseggo, esiste qualche altro volume sulla monetazione tarantina? Esauriente come il Fischer dove vi vengono descritte le varie tipologie per gruppi? Mi interessava sapere notizie del gruppo 18 sopratutto. Ringrazio Cita
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