VALTERI Inviato 12 Marzo, 2017 #1 Inviato 12 Marzo, 2017 Come ci hanno ricordato gli illustri estensori del catalogo d'asta " Einenes Kunstfreundes " ( ex Gillet ) , l'allora 28-05-1974 , è il nome del pesce plasticamente e realisticamente raffigurato al rovescio del raro e bel tetradramma classico di Agrigento in quell'importante vendita presentato al n. 78. L'esemplare è arricchito da 2 parole graffite . Dalla rete unisco altri 2 ottimi esemplari di questa rara moneta , il primo da NAC 13 n. 257 ( 08-10-1998 ) ed il secondo da Leu 81 n. 45 ( 16-05-2001 ) . Una curiosità a margine L'esemplare Kunstfreundes , descritto " den Dubletten des Britischen Museums " , era nella stessa vendita dei 3 esemplari " den Dubletten des Neapler Museums " commentati in una vecchia discussione ( un Metaponto da Napoli , 14-06-2015 ) : è da confidare che il tetradramma di Agrigento abbia lasciato Londra in modo meno informale di come le 3 monete ex nostre hanno lasciato Napoli 4 Cita
acraf Inviato 12 Marzo, 2017 #2 Inviato 12 Marzo, 2017 Innanzi tutto il nome scientifico corretto è Polyprion cernium e corrisponderebbe alla famosa cernia: La forma generale del corpo, della bocca e della coda corrisponde alla cernia, mentre ci sono discordanze sulla forma della pinna dorsale, specie nella sua caratteristica porzione posteriore (più ampia e arrotondata)... Difficile però offrire una alternativa. Ci sarebbe la corvina (Sciaena umbra), con ottima carne e dimensioni che arrivano anche a mezzo metro di lunghezza: la pinna dorsale è più simile, ma la coda è diversa e poi il pesce è più raro.... 1 Cita
VALTERI Inviato 13 Marzo, 2017 Autore #3 Inviato 13 Marzo, 2017 Chissà quale degli Autori dei testi di quel famoso catalogo è incorso in errore ? Cita
Archestrato Inviato 13 Marzo, 2017 #5 Inviato 13 Marzo, 2017 (modificato) Aggiungo tre esemplari che raffigurano lo stesso pesce o specie simili, sempre battuti dalla zecca dì Akragas, provenienti dal medagliere della Biblioteca Nazionale di Francia. 1) Un tetradramma della stessa tipologia, ma il pesce al rovescio oltre che morfologicamente differente sembrerebbe quasi di una specie distinta (un altro tipo di cernia?) da quella dell'esemplare al post di apertura. 2) Una litra in argento 3) Un dilitron aureo Un quarto esemplare di didracma questa volta, Ex The New York Sale 27/121: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=306&category=4595&lot=245009 Ed infine anche il bronzo, un hexas Ex Stack's Collezioni Vermeule, Ward and Mexico Maxico dell'11-01-2010, lotto 21. https://www.acsearch.info/search.html?term=Akragas+fish+hexas+8%2C19+ANS+1051&category=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&images=1¤cy=usd&thesaurus=1&order=0&company= Una gruppo di specie ittiche molto significative per la città di Akragas senza ombra di dubbio. Modificato 13 Marzo, 2017 da Archestrato Completamento ed aggiunta immagini Cita
Archestrato Inviato 13 Marzo, 2017 #6 Inviato 13 Marzo, 2017 Interessante la descrizione al lotto 62 nel catalogo della vendita pubblica Roma Numismatics 9 del 2015, circa un esemplare (secondo conosciuto oltre ad un pezzo al British Museum, ed unico in mano private) di tetradramma di Mozia che ricalca la tipologia akragantina aquila/granchio con sotto un pesce; la specie raffigurata sembrerebbe proprio quella delle monete di Akragas: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=1839&category=37763&lot=1610757 Solo che secondo l'estensore del catalogo non sarebbe il tradizionale e già citato Polyprion Cernium (cernia di scoglio o di fondale) ma l'Epinephelus Guaza o Epinephelus Marginatus (cernia bruna) citando come riferimento : "F.E. Zeuner, Fish on Ancient Coins, NCirc LXXI, 1963, pp. 142-143". Cita
sherlock Inviato 13 Marzo, 2017 #7 Inviato 13 Marzo, 2017 Credo si tratti di una cernia di fondale (Polyprion Americanus), conosciuta da noi in Sicilia come "Dotto o Addotto". Gli occhi sporgenti sono tipici dell'azione che la pressione provoca sul pesce una volta che questo, catturato all'amo, emerge in superficie. Ciao a tutti. 1 Cita
VALTERI Inviato 13 Marzo, 2017 Autore #8 Inviato 13 Marzo, 2017 Il tipo , piuttosto raro , con al diritto aquila e serpente invece che aquila con lepre ( di cui unisco un altro esemplare passato in RomaNum. ) è un didrammo 1 Cita
Falaride Inviato 13 Marzo, 2017 #9 Inviato 13 Marzo, 2017 Buongiorno, penso sia la cernia bruna (Epinephelus marginatus) più comune, o meglio più alla portata per il tipo di pesca del periodo (la si può incontrare mediamente da pochi metri a 60/70 mt)....la cernia canina (Epinephelus caninus) e la cernia di fondale ( Polyprion americanum ) vivono mediamente oltre i 100 mt di profondità e per il tipo di pesca che si faceva erano prede rarissime e casuali. Gli altri tipi di cernia, Dorata, rossa, e bianca sono abbastanza comuni (non quanto la bruna) ma più esili e slanciate e non corrispondono effettivamente al tipo raffigurato.... 1 Cita
Archestrato Inviato 13 Marzo, 2017 #10 Inviato 13 Marzo, 2017 (modificato) L'identificazione delle specie animali effigiate sulle monete antiche mi ha sempre molto affascinato, ed avendo notato come Epinephelus Guaza dovrebbe essere (dai risultati di una brevissima ricerca personale) un nome "obsoleto" corrispondente (?) alla specie Epinephelus Marginatus, mi chiedevo se @sherlock o @Falaride possano confermare o smentire una eventuale parallela corrispondenza di specie tra Polyprion Cernium e Polyprion Americanum, giusto per fare maggior chiarezza, un ringraziamento anticipato in ogni caso. Modificato 13 Marzo, 2017 da Archestrato Cita
Falaride Inviato 13 Marzo, 2017 #11 Inviato 13 Marzo, 2017 10 minuti fa, Archestrato dice: L'identificazione delle specie animali effigiate sulle monete antiche mi ha sempre molto affascinato, ed avendo notato come Epinephelus Guaza dovrebbe essere (dai risultati di una brevissima ricerca personale) un nome "obsoleto" corrispondente (?) alla specie Epinephelus Marginatus, mi chiedevo se @sherlock o @Falaride possano confermare o smentire una eventuale parallela corrispondenza di specie tra Polyprion Cernium e Polyprion Americanum, giusto per fare maggior chiarezza, un ringraziamento anticipato in ogni caso. Se non ricordo male il nome scientifico è stato modificato da Guaza a Marginatus perchè la Guaza era una specie del Venezuela, simile ma non uguale. Quindi si è provveduto a darle il nome corretto.... Cita
sherlock Inviato 13 Marzo, 2017 #12 Inviato 13 Marzo, 2017 Il Polyprion Americanus nella fase giovanile, cioè sino ai due-tre kg di peso, frequenta spesso i fondali non molto profondi. Inoltre è facile trovarlo in superficie sotto tronchi di albero alla deriva o qualsiasi cosa che stia a galla, diventando preda di chi (pescatori di traina) conosce le sue abitudini. E'da tenere in considerazione che 2400 anni fa pesci del genere Polyprion, così come tanti altri pesci, si trovavano anche a profondità talmente irrisorie, che si potevano catturare con una certa facilità con mezzi oserei dire grossolani (ami) e trocloditi. Cita
Falaride Inviato 13 Marzo, 2017 #13 Inviato 13 Marzo, 2017 (modificato) Mi è capitato di vederli spesso in superficie, al riparo sotto corpi galleggianti, ma sono veramente di piccole dimensioni. Ed è comunque un pesce per natura di alto fondale. Per questo, più che a traina, viene pescata a bolentino di profondità. La cernia bruna per natura vive in acque meno profonde e veniva pescata oltre che con l'amo, con altre tecniche. Il tuo discorso è corretto per quanto riguarda quest'ultima, che ora è quasi impossibile trovare di una certa mole entro i 25/30 mt a causa della pressione della pesca professionale! Se presenti schizzano via velocissime in zone più profonde e sicure.... Modificato 13 Marzo, 2017 da Falaride Cita
acraf Inviato 13 Marzo, 2017 #14 Inviato 13 Marzo, 2017 Mi sa che ha ragione Tinia. Il particolare muso e l'occhio moto grande mi ricorda molto lo scorfano.... La pinna dorsale con forti aculei è molto simile. Poi c'è da tenere presente che tali aculei sono velenosi e quindi bene esprimono la natura "aggressiva" di questo pesce, che doveva colpire molto anche la fantasia dell'artista e integra con la maestosa "rapacità" dell'aquila... 1 Cita
Falaride Inviato 14 Marzo, 2017 #15 Inviato 14 Marzo, 2017 Potrebbe essere, visto che anche questo è un pesce molto frequente in basso fondale e quindi una preda abituale per il tipo di pesca che si faceva....è difficile poterlo identificare, perchè hanno tutti forma simile del corpo, occhi abbastanza grandi, grosse spine e una larga bocca... Cita
Tinia Numismatica Inviato 14 Marzo, 2017 #16 Inviato 14 Marzo, 2017 57 minuti fa, Falaride dice: Potrebbe essere, visto che anche questo è un pesce molto frequente in basso fondale e quindi una preda abituale per il tipo di pesca che si faceva....è difficile poterlo identificare, perchè hanno tutti forma simile del corpo, occhi abbastanza grandi, grosse spine e una larga bocca... è proprio per il tipo di incernieratura della bocca che mi è venuto in mente che potesse essere uno scorfano ( o porco) e per la dorsale ... Il dotto è pur vero che presenta, una volta salpato, l'occhio sporgente, ma è in posizione più laterale e non periscopica come negli scorpenidi e, soprattutto, non presenta un orbita esterna al profilo del muso come invece hanno gli scorfani e affini. Una epinephelus ha fronte liscia, il dotto ha uno scalino sulla fronte ma in posizione più alta della regione oculare, se non mi ricordo male ( anche se tutti e due si possono pescare a basse profondità in determinati periodi)..... 4 Cita
VALTERI Inviato 14 Marzo, 2017 Autore #17 Inviato 14 Marzo, 2017 (modificato) A proposito del nome del pesce nella grafia usata dagli estensori del catalogo " Kunstfreundes " Modificato 14 Marzo, 2017 da VALTERI Cita
alfonsino Inviato 14 Marzo, 2017 #18 Inviato 14 Marzo, 2017 (modificato) buon giorno a tutti il pesce raffigurato nelle monete in esame è uno scorfano rosso (scorpaena scrofa) che si sposa benissimo con il granchio raffigurato nella parte superiore dando vita ad un ottima zuppetta di mare. Che sia uno scorfano e non un tipo di cernia lo si evince dalla foto del dilitron aureo del post n° 5, se notate il contorno delle branchie vedete sporgere tre spine, tipiche dello scorfano e non presenti in alcun tipo di cernia. Ve lo dico per esperienza personale essendo nato e vissuto in una piccola isola della Sardegna , chiaramente pescando sia una che l'altra specie. Complimenti a Tinia ed Arca per aver ipotizzato lo scorfano. saluti alfonsino Modificato 14 Marzo, 2017 da alfonsino errore di battitura Cita
Falaride Inviato 14 Marzo, 2017 #19 Inviato 14 Marzo, 2017 In effetti anch'io propendo per lo scorfano, anche se in alcune raffigurazioni assomiglia pure alla cernia bruna, e non come ho precisato per ovvi motivi agli altri tipi di cernia..... Cita
Archestrato Inviato 14 Marzo, 2017 #20 Inviato 14 Marzo, 2017 38 minuti fa, Falaride dice: In effetti anch'io propendo per lo scorfano, anche se in alcune raffigurazioni assomiglia pure alla cernia bruna, e non come ho precisato per ovvi motivi agli altri tipi di cernia..... Mi chiedo se non sia possibile e credibile che siano stati raffigurati pesci di specie diverse a questo punto, parallelamente alla diversa morfologia che presentano i diversi granchi raffigurati sulle emissioni akragantine. Visto l'interesse e la conoscenza dell'argomento condivisa dagli utenti che hanno scritto in questa discussione, penso potrebbe essere utile per comprendere meglio le possibili specie in cui riconoscere gli animali marini rappresentati al rovescio di queste monete, ipotizzare un habitat comune che sia realisticamente credibile e verosimilmente compatibile con la presenza delle quattro specie rappresentate (granchio, pesce ed i due molluschi, un bivalve ed un gasteropode). Il mollusco bivalve a me ricorda un membro della famiglia cardiidae (cardium costatum?) oppure una capasanta (pecten jacobaeus), che ne dite? Cita
alfonsino Inviato 15 Marzo, 2017 #21 Inviato 15 Marzo, 2017 Credo che la conchiglia rappresentata a destra del granchio sia una (charonia tritonis) tritone o tofa come viene chiamata in diverse zone del sud Italia ed isole. Particolarità di questa conchiglia è l'utilizzo fin dall'antichita come strumento sonoro tipo corno, che permetteva di mandare segnali sonori anche a grandi distanze. Se la persona da avvisare si trovava sottovento a chi "suonava", poteva essere udito ad oltre un miglio di distanza. Veniva tagliata la parte terminale del cono per circa 2 o 3 cm e dopo averla levigata si bagnava la bocca prima si soffiarci dentro. Conservo ancora a casa due esemplari che mia madre e mio padre utilizzavano sull'isola dell'Asinara. Saluti alfonsino 4 Cita
Archestrato Inviato 15 Marzo, 2017 #22 Inviato 15 Marzo, 2017 (modificato) Ipotesi che mi pare assai verosimile, soprattutto osservando il rovescio dell'hemilitra akragantina in bronzo che posto di seguito, la divinità marina lì raffigurata sotto il granchio viene identificata con Tritone ( più di rado in alternativa con Glauco) e suona proprio una conchiglia assai simile a quella a destra del granchio nel tetrardaramma di Akragas al post 20. Ex NAC 13/268, Ex Spink & Son Ginevra (?) ottobre 1977, lotto 69. Dovrebbe essere l'esemplare Calciati 32.1 In che habitat si può trovare oggi la conchiglia tritone? Modificato 15 Marzo, 2017 da Archestrato 1 Cita
Falaride Inviato 15 Marzo, 2017 #24 Inviato 15 Marzo, 2017 Mi capita spesso di vedere grossi molluschi gasteropodi di grosse dimensioni, ma non di questa specie.... Cita
numa numa Inviato 17 Marzo, 2017 Supporter #25 Inviato 17 Marzo, 2017 Il 15 marzo 2017 at 12:43, Archestrato dice: Ipotesi che mi pare assai verosimile, soprattutto osservando il rovescio dell'hemilitra akragantina in bronzo che posto di seguito, la divinità marina lì raffigurata sotto il granchio viene identificata con Tritone ( più di rado in alternativa con Glauco) e suona proprio una conchiglia assai simile a quella a destra del granchio nel tetrardaramma di Akragas al post 20. Ex NAC 13/268, Ex Spink & Son Ginevra (?) ottobre 1977, lotto 69. Dovrebbe essere l'esemplare Calciati 32.1 In che habitat si può trovare oggi la conchiglia tritone? E' la cosiddetta 'buccina' ho visto un esemplare simild ma molto meglio conservato, purtroppo non ho la foto Cita
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