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Oro a Roma


Legio II Italica
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Non si trova Oro a Roma inteso come minerale grezzo , se non forse in ppm (parti per milione) nel substrato di rocce vulcaniche o al massimo in microgrammi per quintale o tonnellata di roccia , mentre ne e’ stato rinvenuto sotto forma di lingotti , ma sarebbe comunque Oro raffinato quindi semi lavorato ; Roma e’ stata pero’ la Citta’ antica a possederne in grandi quantita’ rispetto alle altre metropoli del mondo antico romano , sotto forma di monete , di arredamenti vari , di gioielli e di statue .

Di tutta questa antica ricchezza quello che nei secoli e’ stato rinvenuto , come detto , e’ stato principalmente sotto forma di monete e di gioielli , questo per ovvi motivi dovuti alla facilita’ di tesaurizzazione , mentre gli oggetti piu’ grandi , arredi vari e statue , furono preda di saccheggi e di succesive fusioni del prezioso metallo per meglio trasportarlo , provocando in tal modo una perdita enorme a livello artistico .

Uno dei tesori aurei monetali piu’ cospicui rinvenuto a Roma , nel Foro , risale al 17 Dicembre del 1899 , questo tesoro fu rinvenuto in un canale di scolo posto in un angolo della Casa delle Vestali e conteneva 397 aurei tardo imperiali dal peso complessivo di quasi 1.800 grammi conservati in quello che ne rimaneva di una borsa o involucro di pelle .

Questi 397 aurei comprendevano Imperatori da Costanzo II a Leone I ,  di cui 300 esemplari di Antemio , tra questi 397 aurei il piu’ raro in assoluto appartiene a Elia Marcia Eufemia , moglie di Antemio e figlia di Marciano .

Molto probabilmente questa ingente somma di denaro fu gettata in questo canale di scolo , oppure vi fu trasportato da altro luogo a monte dalle acque fluenti dello scolo , prima o durante uno dei saccheggi di Roma successivi ad Alarico , poiche’ quasi tutti gli Imperatori coniati sono postumi al 410 . La Casa delle Vestali dove venne trovato era stata chiusa e abbandonata dal Collegio sacerdotale nel 393 a seguito del decreto di chiusura dei templi pagani di Teodosio e il proprietario delle monete forse penso’ bene che nessuno sarebbe andato a cercarlo in un edificio abbandonato e in rovina , ed aveva ragione , pero’ e’ anche vero che lui sicuramente venne ucciso o venne fatto prigioniero e portato via in schiavitu’ senza mai piu’ tornare a Roma , lasciando cosi’ il suo tesoro  in eredita’ a noi moderni .

La tesaurizzazione di sacchetti in pelle contenenti monete , lasciati in canali di scolo delle acque , non e’ una novita’ per i rinvenimenti a Roma , infatti recentemente monete in bronzo per un totale di 600 pezzi sono state trovate tra Settembre ed Ottobre del 2013 al Circo Massimo , questa notizia è stata resa pubblica presso l’American Academy in un convegno chiamato “New Discoveries at Circus Maximus”. Infatti come dice il titolo del convegno americano il luogo del ritrovamento è avvenuto presso il Circo Massimo , le monete sono tutte in bronzo per un totale di oltre 600 pezzi databili tra il IV ed il V secolo dopo Cristo . Quello che lascia perplessi è che tanti oggetti , oltre alle monete , sono stati ritrovati proprio all’ interno di canalette per lo scarico dell’acqua o in pozzi ; chissa’ quale era il motivo che spingeva a nascondere piccoli tesori in canali dell’ acqua anziche’ magari sotto terra , forse l’ acqua come “simbolo o fonte di vita” auspicava ai proprietari dei tesori a lei affidati , di avere salva la vita nei momenti di estremo pericolo .

La notizia del ritrovamento al Circo Massimo apparsa all’ epoca , ma senza foto delle monete in questo link :

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CULTURA/circo_massimo_roma_scavi_tesoro_monete/notizie/551305.shtml

 

Ruderi della Casa delle Vestali nel riquadro rosso

 

 

Ruderi della Casa delle Vestali al Foro Romano.jpg

Edited by Legio II Italica
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Incredibile come @Legio II Italica riesca ad alimentare continuativamente la nostra passione con continue informazioni storiche e numismatiche: finirà per creare una dipendenza!

A proposito dei questo fantastico gruppo di solidi aurei, mi sono ricordato che presso l'Atrium Vestae sia stato ritrovato a fine '800 (dagli illustri Lanciani e De Rossi) un tesoro di monete anglosassoni dell'VIII-X secolo (in argento, come la gran parte della monetazione anglosassone dell'epoca), che doveva essere stato occultato in una borsa insieme ad un solido aureo bizantino di Teofilo, a testimonianza della circolazione anche di nominali aurei, seppur con carattere più eccezionale.

A differenza del ritrovamento precedente, che credo sia stato fatto in uno strato coevo al tardo impero, questo tesoro fu occultato probabilmente in un edificio medioevale, costruito sfruttando in parte le murature dell'Atrium Vestae, ma ad una stratigrafia più recente (1,5-2 m al di sopra di quella imperiale)

Poi, vista la natura deperibile e quotidiana del loro contenitore (borsa probabilmente  contenuta in una ciotola ) doveva essere stato fatto in gran fretta e pensando, anche in questo caso, di poter tornare a breve a recuperarlo.

Esiste una bellissima pubblicazione in proposito, fruibile liberamente al link:

http://www.bv.ipzs.it/bv-pdf/007/MOD-BP-14-101-561_2232_1.pdf

Molto suggestiva anche perchè descrive le circostanze del ritrovamento e riporta un catalogo a colori delle monete ritrovate (anche del solitario solido)

 

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Ciao @volituripsetibiphoebus, grazie per la tua importante e graditissima risposta , cerco solo con l' aiuto di tutti voi di rendere interessante la Sezione e nel tuo caso specifico ci sei riuscito alla grande , splendido l' articolo anzi , vista la mole , il libro da te allegato , peccato solo che sia in massima parte in Inglese il che rende non facile per tutti la completa traduzione , facile invece per le splendide monete descritte . Chiamo in aiuto @Theodor Mommsen, per la sua grande competenza in materia affinche' ci illustri con parole sue la storia e le circostanze di questa seconda scoperta monetale presso la Casa delle Vestali , strana circostanza che a distanza di secoli una persona abbia sotterrato un secondo tesoro praticamente nello stesso luogo del primo , forse una reminiscenza pagana del sacro fuoco di Vesta ? In questo luogo infatti venivano affidati alle Vestali importanti e preziosi documenti , tipo i testamenti , come ad esempio fece Giulio Cesare e se ricordo bene anche Augusto .

Edited by Legio II Italica
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Supporter

Il grande numismatico Gnecchi ricorda un ritrovamento favoloso di 600 aurei di Lucio Vero presso S.Balbina.Vado a memoria.

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Il 5/10/2017 at 11:02, Legio II Italica dice:

Quello che lascia perplessi è che tanti oggetti , oltre alle monete , sono stati ritrovati proprio all’ interno di canalette per lo scarico dell’acqua o in pozzi ; chissa’ quale era il motivo che spingeva a nascondere piccoli tesori in canali dell’ acqua anziche’ magari sotto terra , forse l’ acqua come “simbolo o fonte di vita” auspicava ai proprietari dei tesori a lei affidati , di avere salva la vita nei momenti di estremo pericolo .

 

 

 

Non è che forse nelle canalette di scolo ci fossero pozzetti per la raccolta a caduta dei sedimenti, e che qui gli oggetti pesanti come le monete, perse nei tombini, si fermavano e nel tempo si ammucchiavano ?

Chievolan.

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3 ore fa, chievolan dice:

""Non è che forse nelle canalette di scolo ci fossero pozzetti per la raccolta a caduta dei sedimenti, e che qui gli oggetti pesanti come le monete, perse nei tombini, si fermavano e nel tempo si ammucchiavano ?

Chievolan.

Ciao , anche io mi sono posto il problema in un passo del post :  "Molto probabilmente questa ingente somma di denaro fu gettata in questo canale di scolo , oppure vi fu trasportato da altro luogo a monte dalle acque fluenti dello scolo"

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Parlando di tesoretti, non di singole monete (che sicuramente potrebbero essere cadute in canali di scolo accidentalemente e lentamente trasportate fino a zone di accumulo), penso che l'utilizzo di vie d'acqua sotterranee  avesse il vantaggio di fornire un riparo sicuro ai beni nascosti e rapido nell'occultamento perchè non richiedeva tempo per scavare e ricoprire il sito; inoltre, in alcuni casi, poteva. fornire aspetti deterrenti alla ricerca da aprte dei malintenzionati come nel caso di condotti fognari veri e propri ed addirittura latrine. 

A proposito di queste ultime, paradigmatico è l'esempio del tesoro di Moregine, pur non trattandosi di monete ma di un set di argenteria,ci troviamo di fronte alla circostanza dell'urgenza (eruzione in corso), la volontà dell'occultamento ed il valore aggiunto della latrina per evitare ricerche approfondite da parte di saccheggiatori di passaggio.

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Scusatemi se, chiamato in causa, non ho potuto rispondere prima. 
Appena avrò terminato un lavoro, cercherò di scrivere qualcosa di sensato sui rinvenimenti citati. Per esperienza personale, posso dire che le canalette - spesso asciutte già in antico - erano luoghi privilegiati per l'occultamento di monete.

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