Atticus Inviato 15 Novembre, 2017 #1 Inviato 15 Novembre, 2017 Buongiorno a tutti, ho acquistato di recente in un'asta internazionale la moneta di cui riporto una fotografia (purtroppo non eccezionale), proprio in quanto affascinato dal fatto che non riuscivo a identificarla (Il venditore, una notissima azienda tedesca, la identificava come "Caracalla denarius victory"). Nonostante molte ricerche, però, non sono ancora riuscito a catalogarla... Al diritto leggo abbastanza facilmente ANTONINOC, mentre non riesco a distinguere con chiarezza il resto della legenda; il ritratto sembra proprio quello giovanile di Caracalla (più di quello di Elagabalo). Alla legenda del rovescio (nel cui campo è evidentemente raffigurata la "Victoria"), pur essendo molte lettere facilmente identificabili, non riesco a dare un senso compiuto. Il peso e il diametro (gr. 2,8, mm. 19) sono compatibili con il denario e con la dracma e sembra proprio di argento, anche se di una lega piuttosto "povera". Ringrazio anticipatamente chiunque possa aiutarmi nella identificazione Atticus Cita
gpittini Inviato 15 Novembre, 2017 #3 Inviato 15 Novembre, 2017 (modificato) DE GREGE EPICURI A prima vista mi era sembrato un "denario del limes" (vedi discussione: "Denario di bronzo"), sicuramente non in argento ma in rame o lega (rame+ piombo o stagno). Ma guardando meglio soprattutto le legende, si vede che qualcosa non torna: sono un miscuglio di latino e di greco, inoltre vi sono parti incongrue e senza significato evidente. Infatti, al D si legge ANTONINOC sulla sinistra (lingua greca), mentre a destra: APUS..? Al rovescio sembra di leggere VICTOP (che non è nè greco nè latino!) seguito da V-F-A (o lambda)-AUGU..(?) A questo punto, penso sia una moneta imitativa, forse prodotta in oriente, coniata o fusa, questo non è facile da capire. Modificato 15 Novembre, 2017 da gpittini Cita
Atticus Inviato 15 Novembre, 2017 Autore #4 Inviato 15 Novembre, 2017 Grazie per le risposte! Anch'io non trovo soluzione per le legende né in greco né in latino... Avevo pensato a una zecca provinciale minore, di quelle che hanno talvolta incertezze tra latino e greco nelle legende (situazione più frequente, però, con imperatori successivi (penso soprattutto a Volusiano... ). Sembra però proprio coniata e non fusa e decisamente di buona fattura... Atticus Cita
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