Questo è un post popolare grigioviola Inviato 12 Gennaio, 2018 Questo è un post popolare #1 Inviato 12 Gennaio, 2018 (modificato) Questa volta, anziché proporvi una nuova moneta proveniente da qualche ripostiglio registrato, come ormai son solito fare, volevo portarvi un po' "dietro alle quinte" e farvi vedere come, questa attività (il collezionare monete da hoard) non sia cosa così semplice. Perché una moneta sia di provenienza certa bisogna comunque andare un po' a fondo e, per tutte le monete che finora ho acquistato, a monte (e talvolta anche a valle!) ho sempre fatto un certo lavoro d'indagine se non addirittura di intelligence. Le casistiche possibili sono molte, si va dal caso più semplice con l'asta di vendita iniziale con catalogo pubblico in cui viene presentato il ripostiglio, fino alla moneta che ormai è in circolazione da moltissimi anni e che ha subito un sacco di passaggi rischiando di perdere addirittura la traccia di provenienza originaria richiedendo quindi un attento lavoro di ricerca a ritroso. Accanto a questi vari gradi di difficoltà, ci sono poi i casi - come quello in cui recentemente mi sono imbattuto - in cui una moneta viene data come proveniente da hoard ma che in realtà, da hoard proprio non viene... perché? Sostanzialmente perché o il venditore vuole lucrare su questa caratteristica (che accresce il valore della moneta) o perché a sua volta l'ha presa come tale e quindi in buona fede la rivende così. Il caso concreto riguarda questa monetina: Claudio II (moneta di consacrazione), antoniniano; 18 mm - 1,60 gr - AE; Zecca: officina locale? D\ "DIVO C[...]IO", busto radiato e drappeggiato a destra. R\ "[...]ECRATIO", aquila stante frontalmente con testa girata a destra. La moneta viene descritta come proveniente dal ripostiglio di Morgat-en-Crozon (Finistère) il che ovviamente ha suscitato subito il mio interesse. Contattato privatamente il venditore mi riferisce di averla in collezione da più di 20 anni, di averla sempre classificata con questa provenienza ma di non disporre di particolare documentazioni né memorie circa la precedente provenienza, ma di essere piuttosto sicuro dell'attribuzione a questo ripostiglio in quanto non è cosa comune - dice lui - trovare un antoniniano di consacrazione con l'aquila vista frontalmente e che consultando un po' di bibliografia troviamo proprio un esempio di aquila frontale proveniente da questo ripostiglio. Orbene, pur tendenzialmente fidandomi della buona fede delle persone e trattandosi di un acquisto pulito e regolare in quanto per l'eventuale transazione avrei ricevuto documentazione regolare, restava comunque aperta la questione della provenienza da ripostiglio... e allora via, partiamo con le indagini! Cosa so di questo hoard? Nulla, se non che si tratta di un ripostiglio spesso citato in vari lavori e quindi di una certa importanza. Disponibile in rete non si trova nulla o quasi. Un buon punto di partenza però lo offrono il catalogo online della Biblioteca Nazionale Francese e il sito www.ric.mom.fr Il RIC online (www.ric.mom.fr) innanzitutto mi dice che: a) non esistono antoniniani ufficiali attribuiti alle zecche operative con Claudio II / Quintillo che presentino per la serie di consacrazione con Aquila un busto drappeggiato... primo elemento non proprio confortante. b) tra le opere di riferimento nel ric online trovo il titolo del saggio di studio di questo specifico ripostiglio "J.-Y. Éveillard, 'La trouvaille d'antoniniani de Morgat-en-Crozon (Finistère)', TM II (1980), 31-58" che dev'essere sicuramente una rielaborazione approfondita dello studio preliminare che avevo beccato in rete - sempre a livello di solo titolo: " Un Trésor monétaire du III siècle à Morgat en Crozon [Bulletiin de la Société archéologique du Finistère", 104, 1976] J.-Y. Eveillard et A.-H. Dizerbo". c) infine, sempre dal RIC online scopro che esiste un esemplare, il numero 780 del ripostiglio di Morgat-en-Crozon, con "Eagle stg. right, head turned left" e tre esemplari (781-783) con "Eagle stg. left, head turned right" Il catalogo della Biblioteca Nazionale di Francia invece mi riporta un po' di bibliografia di riferimento: a) "J.-Y. Éveillard, 'La trouvaille d'antoniniani de Morgat-en-Crozon (Finistère)', TM II (1980), 31-58" b) " Un Trésor monétaire du III siècle à Morgat en Crozon [Bulletiin de la Société archéologique du Finistère", 104, 1976] J.-Y. Eveillard et A.-H. Dizerbo" c) e un catalogo di vendita "Trésor du Rest-Menen en Plestin-les-grèves : 100 haches en bronze. Trésor de Sarcelles... Trésor de Morgat en Crozon... 2e partie du trésor de St-Colombier en Sarzeau...: [Vente à Marlaix, Galerie des ventes, le 5 mars 1978. commissaire-priseur Boscher] Di positivo ci sono alcuni aspetti interessanti: il ripostiglio conteneva alcuni - pochi - esemplari di antoniniani della serie DIVO CLAVDIO / aquila e che le monete (quali? quante?) sono poi state vendute in un'asta pubblica poco tempo dopo la loro scoperta e catalogazione, quindi è plausibile trovare in circolazione monete provenienti da questo ripostiglio. Rimane da capire come legare la moneta (busto non consono) con le monete catalogate... stiamo parlando degli anni '70, primi '80 quindi le attenzioni per queste monete erano ancora limitate sebbene si stesse iniziando un lavoro di catalogazione seria e di studi approfonditi sulle imitazioni locali proprio in quegli anni... può starci che il pezzo sia stato mal classificato o magari inserito in eventuali imitazioni locali e quindi non meglio precisato nella catalogazione... certo avere i libri di riferimento potrebbe aiutare! E qui arrivano in soccorso i forum di numismatica esteri, in particolar modo dalla francia dove, parlando con un po' di "colleghi collezionisti" riesco a recuperare due paginette interessanti tratti dal lavoro più recente: a) la composizione del ripostiglio b) il catalogo delle monete della serie di consacrazione Certo, non ci sono immagini... per sperare di trovar qualcosa bisognerebbe procurarsi questo: ma è alquanto introvabile e comunque, dalle informazioni che ho ricevuto dovrebbero essere riportate le immagini delle monete più rare e di maggior importanza. E quindi? A quali conclusioni si possono arrivare? Mi sono predisposto questa serie di punti fissi: 1) secondo il RIC online, la moneta in questione è quella che viene classificata come: "Eagle stg. left, head turned right", visto che non fa menzione di "eagle stg. front"... ma cozza con la descrizione del ripostiglio che invece farebbe cadere il pezzo nel numero 780, presente in un solo esemplare... e in più i concetti di left/right spesso sono equivocati: destra di chi guarda il tondello o destra di chi è raffigurato nel tondello?!? 2) non sono repertoriate imitative della serie DIVO CLAVDIO con aquila nel ripostiglio, quindi la presenza del busto anomalo non trova una possibile spiegazione in un'ottica di produzione locale 3) volendo attribuire per certo la moneta al ripostiglio, in assenza dei dati fisici precisi per i singoli pezzi (nel report viene riportato solamente il peso medio, ma non è in nessun modo indicativo), dobbiamo considerare unicamente la descrizione... mettendo da parte quella relativa al busto dell'imperatore e quella relativa alla posizione dell'aquila... rimane solamente la chiave di lettura della legenda: - il pezzo in esame ha rovescio con legenda leggibile "[...]ECRATIO", al più, essendo generosi, "[...[...]SECRATIO"; i due tipi (per complessivi 4 esemplari) descritti nel report del ripostiglio invece hanno legenda: "CONSECRA[...]" e "CONSECRATIO" quindi non ci sarebbe alcuna corrispondenza tra il nostro pezzo e quelli descritti nel ripostiglio. In sintesi quindi sia tipo di busto che legenda del rovescio attualmente leggibile sono in apparente contrasto con quanto descritto come appartenente al ripostiglio, certo, le immagini sarebbero l'elemento determinante, ma è alquanto probabile che di immagini non ve ne sia traccia nemmeno nel catalogo di vendita per cui, in assenza di una ricevuta d'acquisto che leghi la moneta alla vendita pubblica del 1978 si può dire con ragionevole sicurezza che la moneta in questione non proviene dal ripostiglio analizzato. Ad aver tratto in inganno il venditore attuale, di cui non metto assolutamente in dubbio la buona fede, potrebbe essere stata molto probabilmente una precedente catalogazione a livello di riferimento bibliografico: molto spesso gli antoniniani del III secolo, specialmente i gallici e certi pezzi di Claudio II, Gallieno e altri imperatori più o meno contemporanei, vengono classificati anche con i cataloghi dei principali ripostigli del periodo e Morgat-en-Crozon è proprio uno di questi. Il fatto di aver davanti un antoniniano di consacrazione con aquila rappresentata frontalmente deve aver spinto il classificatore iniziale a usare il riferimento di questo ripostiglio francese per la catalogazione del pezzo dando così origine all'equivoco. Perché ho scritto questo lungo post? Perché a volte credo si bello vedere anche cosa sta dietro alla ricerca di un singolo pezzo e, nel mio piccolo, per illustrare un metodo (non IL metodo!) di lavoro per offrire uno spunto anche a chi, per la prima volta, vuole provare a cimentarsi con un approccio un po' differente al semplice (e dignitosissimo!) collezionismo di sola sensazione (ovvero = prendo la moneta semplicemente perché mi piace). Sperando di non avervi annoiati, vi saluto e vado a caccia di nuovi pezzi! Modificato 12 Gennaio, 2018 da grigioviola 18 2 Cita Awards
gpittini Inviato 12 Gennaio, 2018 #2 Inviato 12 Gennaio, 2018 DE GREGE EPICURI Non ci hai annoiati affatto, direi che hai raccontato in modo semplice ma dettagliatissimo una precisa modalità di ricerca. A me sembra che il tuo approccio sia "da ricercatore e da studioso", anche se alla fine sfocia in una particolare forma di collezionismo. Solo, credo che per fare tutto questo sia necessario avvertire fortemente il "piacere della ricerca", e non solo quello del collezionismo; il semplice e "comune" collezionista non si imbarcherebbe mai in un lavoro così complesso per una monetina abbastanza brutta e di valore commerciale sicuramente basso! Credo comunque che il tuo approccio sia indispensabile soprattutto per lo studio delle imitative. Cita
grigioviola Inviato 12 Gennaio, 2018 Autore #3 Inviato 12 Gennaio, 2018 @gpittini hai perfettamente ragione. Per addentrarsi nelle imitative poi è fondamentale la conoscenza dei ripostigli per ricercare affinità stilistiche e ipotizzare aree di emissione. Ciao n ogni caso questo mio approccio è dovuto al fatto che, in qualche misura, devo soddisfare la mancata realizzazione del mio sogno di bambino: fare l'archeologo! 3 Cita Awards
antonio bernardo Inviato 12 Gennaio, 2018 #4 Inviato 12 Gennaio, 2018 Buonasera, bellissima discussione e approccio che condivido. L'immagine della moneta di Claudio mi ha ricordato che ne ho una della stessa tipologia. La monetina l'ho acquistata a Roma nel giugno del 2006 presso il negozio ex romana numismatica adesso Diana numismatica. La ricordo bene perché è una delle prime monete romane della mia collezione. Ha un diametro di 18mm e un peso di 1,85 g. buona serata Antonio Cita
Ospite Inviato 12 Gennaio, 2018 #5 Inviato 12 Gennaio, 2018 IONIA Samos TETRADRAMMA D’ ARGENTO ca. 410/365 a D/ Spoglia leonina di fronte. R/ Protome di toro a destra, a d. ramo d’olivo . In alto ΛΕΩΣ (LEOS, magistrato) In basso a d. ΣΑ (SA). Il tutto in quadrato incuso. mm. 23 gr. 13,94 RR BB+ Barron X, A? P 45 (Hecatomnus Hoard) Asta 399 CNG n.190 14 giugno 2017 Ex LANZ 26 n.250, 5 dic.1983. The Hecatomnus Hoard (CH 5. 17, 8. 96, 9. 387) R.H.J. ASHTON, P. KINNS, K. KONUK, A.R. MEADOWS Pag. 109 Tetradrachms of Barron Class X. Obv: Lion's mask facing. Rev: Forepart of an ox r. wearing ornamental collar, r. leg bent; behind, an olive branch; below r. : ΣΑ - above, magistrate's name ΛΕΩΣ; the whole in incuse square Barron —: A? P—.45 13,94 g. mm.23 Ax.180 Lanz 26 (1983), 250 Cita
Curcuas Inviato 15 Gennaio, 2018 #6 Inviato 15 Gennaio, 2018 Il metodo che segue la passione. La stessa che traspare e ci trasmette @grigioviola da ogni suo post. Complimenti! Mi pongo però il problema opposto. Quante monete circolano da hoards noti e di cui si son perse le classificazioni originali? In tal caso, ricondurle al tesoretto di origine può suonare ancor più ostico... Cita
quattrino Inviato 15 Gennaio, 2018 Supporter #7 Inviato 15 Gennaio, 2018 Nel mio mondo ideale esiste un archivio on-line con le foto ed i dati fisici di tutte le monete di ciascun ripostiglio, pubblicato prima della dispersione sul mercato... Nel mondo reale, ammiro il lavoro sicuramente interessante ma a volte faticoso e frustrante che ci ha illustrato Grigioviola... Ispirato da questa discussione, non ho aperta un'altra per rintracciare la provenienza di una siliqua acquistata alcuni anni fa. Cita
grigioviola Inviato 17 Gennaio, 2018 Autore #8 Inviato 17 Gennaio, 2018 Il 15/1/2018 alle 16:13, Curcuas dice: Il metodo che segue la passione. La stessa che traspare e ci trasmette @grigioviola da ogni suo post. Complimenti! Mi pongo però il problema opposto. Quante monete circolano da hoards noti e di cui si son perse le classificazioni originali? In tal caso, ricondurle al tesoretto di origine può suonare ancor più ostico... già! ...ma talvolta si fa anche questo!!! Cita Awards
grigioviola Inviato 17 Gennaio, 2018 Autore #9 Inviato 17 Gennaio, 2018 Il 15/1/2018 alle 18:25, quattrino dice: Nel mio mondo ideale esiste un archivio on-line con le foto ed i dati fisici di tutte le monete di ciascun ripostiglio, pubblicato prima della dispersione sul mercato... Nel mondo reale, ammiro il lavoro sicuramente interessante ma a volte faticoso e frustrante che ci ha illustrato Grigioviola... Ispirato da questa discussione, non ho aperta un'altra per rintracciare la provenienza di una siliqua acquistata alcuni anni fa. Sarebbe una cosa meravigliosa!!! Un po' la somma tra quanto viene fatto in Inghilterra https://finds.org.uk e quanto si sta ambiziosamente tentando di fare qui (sempre in Inghilterra ) http://chre.ashmus.ox.ac.uk Cita Awards
grigioviola Inviato 2 Maggio, 2019 Autore #10 Inviato 2 Maggio, 2019 (modificato) Vi lascio un altro esempio circa i risultati del mio metodo di lavoro per la ricerca di "provenienze genuine". Da qualche giorno è presente su ebay un'inserzione relativa alla vendita di un antoniniano di Tetrico II dichiarato come proveniente dal noto ripostiglio di Cunetio. Per chi volesse approfondire segnalo anche la recente ristampa del libro dedicato: https://spinkbooks.com/index.php?route=product/product&product_id=553 Queste le immagini della moneta: nulla di raro o inconsueto, semplicemente un antoniniano del tipo SPES PVBLICA piuttosto comune e in condizioni mediocri, ma a renderlo interessante è indubbiamente il contesto di provenienza... e poi.... il prezzo non altissimo e aperto a proposte di contrattazione. Avendo già diversi esemplari provenienti dal ripostiglio di Normanby (legato per quantità ed importanza a questo) mi ero subito ingolosito, ma non avevo a disposizione al momento il libro dedicato a questo hoard in quanto fuori casa... che fare per avere qualche riscontro? 1) Inizialmente ho sondato con il venditore se aveva qualche documento ufficiale che provasse la provenienza. * risposta negativa 2) Ho chiesto se poteva farmi comunque un report della provenienza, come ne era venuto in possesso, che informazioni ha a riguardo ecc... * mi dice che l'ha comperato da un collezionista che a sua volta l'aveva acquistato direttamente dallo scopritore del ripostiglio ...(cronologicamente ci può stare benissimo e la cosa ha una sua credibilità) ma volevo qualche certezza in più e così... 3) Gli ho chiesto se poteva scrivermi una dichiarazione di suo pugno attestante quanto mi diceva, indicandomi anche i nominativi dei due soggetti che citava (collezionista e scopritore)... giusto per avere una pezza di appoggio * risposta negativa, non può farmi alcuna dichiarazione scritta 4) La cosa mi lascia perplesso... ma la provenienza mi intriga e sapendo che certe provenienze van via come il pane, rischio e gli dico: 6£ prendere o lasciare (più del reale valore del pezzo senza provenienza da ripostiglio certa, ma comunque accettabile in caso di provenienza fasulla, poi con calma avrei avuto modo di approfondire cercando in altre direzioni) * risposta negativa, non scende più sotto di 20£... troppi senza una pezza di carta... in più ci sono anche le spese di spedizione... rifiuto. In internet trovo solo conferme a quanto già sapevo: buona parte del ripostiglio è presente al British Museum e parte al Wiltshire Archaeological Museum... ma facendo la conta dei pezzi il totale non mi torna... quindi apparentemente è plausibile che una parte possa essere stata restituita allo scopritore che poi ha provveduto a venderla. Finalmente, dopo qualche giorno, rientrato a casa vado a verificare nel libro del ripostiglio se trovo qualcosa circa la destinazione presa dopo il suo studio: Quindi, stando a quanto scritto, è impossibile che questo pezzo provenga dal noto ripostiglio di Cunetio Ho scritto al venditore inviandogli questa immagine. Vediamo se replica e come! Modificato 2 Maggio, 2019 da grigioviola 1 Cita Awards
grigioviola Inviato 2 Maggio, 2019 Autore #11 Inviato 2 Maggio, 2019 Replica più rapida del previsto: a suo dire il British non ha comperato l'intero ripostiglio ma solamente una parte... Resta quindi solo una cosa da fare (e l'ho fatta or ora): scrivere direttamente al museo! Al di là di tutto, il pezzo è in vendita, ma per quel che mi riguarda... rimane tranquillamente lì... senza alcuna pezza... la sola parola, per me non conta! Cita Awards
grigioviola Inviato 3 Maggio, 2019 Autore #12 Inviato 3 Maggio, 2019 (modificato) E oggi, fresca fresca, è arrivata la risposta del British Museum: Cita Dear Alberto, Thank you for your enquiry. The Cunetio hoard coins are in the British Museum and are not on display but are used as a reference collection for study. It is possible to study them by making an appointment in our study room. The ceramic vessel is in the Wiltshire Museum, Devizes and the lead vessel also went there but I believe this did not survive in good condition. As far as we are aware, none of the coins have entered the market. Currently, however, the pot and a selection of the coins are on display in a partnership touring exhibition at 5 UK venues until the end of 2019. More information is here: https://www.britishmuseum.org/about_us/tours_and_loans/uk_loans_and_tours/current_tours_and_loans/hoards.aspx The hoard has also been fully published (the volume has been recently republished by Spink) and is catalogued on our Collections Online Database https://www.britishmuseum.org/research/collection_online/search.aspx?searchText=cunetio+hoard – images are due to follow in the future. Kind regards Eleanor Ghey Come volevasi dimostrare, il pezzo NON proviene dal ripostiglio di Cunetio. Modificato 3 Maggio, 2019 da grigioviola 1 1 Cita Awards
grigioviola Inviato 5 Maggio, 2019 Autore #14 Inviato 5 Maggio, 2019 Ovviamente dopo aver scritto nuovamente al venditore inoltrando copia della risposta ottenuta dal British Museum... Non ho ricevuto più alcuna replica. Ma la moneta è rimasta ancora in vendita come proveniente dal Cunetio Hoard... Su questo venditore ho messo una croce sopra. 1 1 Cita Awards
M94 Inviato 11 Maggio, 2019 #15 Inviato 11 Maggio, 2019 Ciao @grigioviola, è apparso su eBay un antoniniano di Vittorino del Beachy Head Hoard, sembra molto particolare la conservazione. Su quello hai qualche notizia? Guardando in giro ho notato che molte monete di questo ripostiglio presentano una conservazione simile, forse leggermente migliore e di Vittorino ce ne sono oltre mille provenienti dallo stesso ritrovamento. La mia è una domanda di pura curiosità sul metodo piuttosto che sulla moneta in questione non essendo interessato all'acquisto. Cita
grigioviola Inviato 14 Maggio, 2019 Autore #16 Inviato 14 Maggio, 2019 (modificato) Il 11/5/2019 alle 14:48, M94 dice: Ciao @grigioviola, è apparso su eBay un antoniniano di Vittorino del Beachy Head Hoard, sembra molto particolare la conservazione. Su quello hai qualche notizia? Guardando in giro ho notato che molte monete di questo ripostiglio presentano una conservazione simile, forse leggermente migliore e di Vittorino ce ne sono oltre mille provenienti dallo stesso ritrovamento. La mia è una domanda di pura curiosità sul metodo piuttosto che sulla moneta in questione non essendo interessato all'acquisto. Ciao, verosimilmente sì. Si tratta di una moneta proveniente dal ripostiglio. La certezza assoluta e matematica non esiste nel caso di vecchi ripostigli immessi nel mercato senza essere stati fotografati nella loro interezza (la certezza si ha unicamente nel caso di monete pubblicate con tanto di foto oppure nel caso di prima vendita del ripostiglio - vedi i ritrovamenti più recenti che finiscono in asta e vengono fotografati in catalogo diventando quindi sempre identificabili). Nell'esempio da te citato - e che ora è finito in collezione - si tratta con buona certezza di una provenienza genuina testimoniata da un cartellino chiaramente d'epoca in un periodo in cui la mera provenienza costituiva un appendice relativa circa il valore del pezzo in sé e quindi non c'erano reali motivazioni per costruire provenienze fasulle. A ogni modo, la moneta in questione è comunissima e si trova in centinaia e centinaia di esemplari... è tra i pezzi più comuni di Vittorino e come tale è stata - giustamente - venduta: Modificato 14 Maggio, 2019 da grigioviola Cita Awards
grigioviola Inviato 14 Maggio, 2019 Autore #17 Inviato 14 Maggio, 2019 @M94 un esempio di provenienza certa al 100% è questo: https://www.ebay.it/itm/POSTUME-POSTUMUS-DOUBLE-SESTERCE-N-58-DU-TRESOR-DE-MERICOURT-LABBE/143239078068?hash=item2159b6e0b4:g:ckkAAOSwtpFcza3i qui la moneta è pubblicata con foto direttamente nel report/studio del ripostiglio. Qui alcune info sul ripostiglio e alcuni pezzi: Cita Awards
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