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Considerazioni sul convegno del Ponte di Traiano


Legio II Italica
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Considerazioni sull’ articolo dell’ Ing. Ventrella :

Prima di iniziare le riflessioni sull’ articolo , desidero ringraziare prima di tutto l’ amico @gpittini per avermi autorizzato a pubblicare nella Sezione : Storia ed Archeologia , a favore di tutti gli utenti interessati che possono leggere integralmente nel mio secondo messaggio , l’ articolo dell’ Ingegner Mario Ventrella scritto a proposito della dualita’ : Ponte o Porto ? struttura presente nel famoso Sesterzio di Traiano ; seguono i sinceri complimenti rivolti a Ventrella per lo splendido lavoro storico , archeologico e numismatico , svolto con maestria e competenza , atto a dare una possibile identita’ a quella costruzione .

Nell’ esporre le mie considerazioni mi affido esclusivamente ai miei circa quarantacinque anni di studio su Roma antica nelle sue varie manifestazioni , non essendo ne’ uno storico , ne’ un archeologo di professione , quindi le mie considerazioni vanno prese come scritte da un dilettante studioso autodidatta di Storia romana .

Fatte queste doverose premesse , vengo ad esporre le mie riflessioni e considerazioni sull’ articolo : Ponte o Porto ?

Per comodita’ di scrittura seguiro’ passo passo lo scritto di Ventrella , riportando in corsivo e in azzurro i punti che si prestano a riflessione , seguiti dai relativi commenti .

2. L 'immagine del dubbio : Gli artisti romani non conoscevano ancora i principi geometrici della prospettiva e perciò evitavano le rappresentazioni di profilo per non trovarsi in imbarazzo .

Le immagini in prospettiva sulle monete romane sono in effetti rarissime , ma una delle prime , forse la prima , compare proprio in un Sesterzio di Traiano (Foto 1) , forse anche qui ci fu la mano e le istruzioni di Apollodoro ? infatti si nota al centro un Tempio con ai lati due colonnati visti in prospettiva , cioe’ non allineati orizzontalmente al Tempio , dando in tal modo all’ immagine un senso di profondita’ . Anche l’ Asse di Settimio Severo , per quello che riguarda il solo camminamento sul Ponte , sembra presentare un aspetto in prospettiva , se infatti si nota bene , pare di vedere tra la balaustra laterale inferiore e l’ altra superiore , dei personaggi in transito forse 5 , non sembrano statue perche’ se lo fossero sarebbero state rappresentate anche sopra la balaustra piu’ alta , dando in tal modo a questo particolare delle due balaustre , un aspetto prospettico ; se cosi’ fosse saremmo di conseguenza in chiara presenza di un Ponte con camminamento arcuato , visto con il particolare del camminamento pedonale in prospettiva .

Di questa particolare forma geometrica arcuata del camminamento del Ponte di Traiano e di Settimio Severo , daro’ in chiusura una mia interpretazione .

Siamo quindi sorpresi dal fatto che l'ipotetico ponte del sesterzio di Traiano, destinato al passaggio sul Danubio di un intero esercito, ignori entrambe i requisiti: sia la superficie curva del piano di calpestio del ponte sia i gradini chiaramente visibili su uno gli accessi. Essi rallenterebbero la marcia dei soldati e soprattutto sarebbero un ostacolo insormontabile per i carri con le salmerie e le macchine d'assedio al seguito. Qualcuno sostiene che l'immagine del sesterzio era solo un'icona simbolica, ma non capisco perché il monetiere abbia aggiunto i gradini, che sono un'incongruenza stridente per un ponte militare.

Quanto qui scrive Ventrella mi trova in perfetto accordo , quei chiari gradini presenti sotto l’ Arco di destra non depongono a favore di un Ponte militare , ne’ civile aggiungerei , perche’ se i gradini fossero stati una modifica postuma intervenuta alla fine della guerra dacica , magari resasi necessaria per qualche calamita’ naturale dovuta al Danubio , tipo straripamenti e crollo di una rampa di accesso , questa modifica postuma non avrebbe comunque permesso il passaggio di carri , a meno che questi non fossero stati fatti passare sul Danubio tramite chiatte , in tal caso i gradini sarebbero serviti solo per il transito pedonale su uno dei lati delle sponde fluviali , mentre l’ altro accesso sarebbe rimasto tramite rampa inclinata .

Riserviamo l'ultimo punto alla ricerca di una spiegazione per la catena di galleggianti che attraversa l'opera, porto o ponte che sia. Chiaramente si tratta di un dispositivo per bloccare il transito delle imbarcazioni. Sappiamo che già i romani del terzo secolo giunsero in qualche caso a bloccare l'accesso dal mare a fiumi e porti. Si trattava di una barriera continua costituita di navi affiancate sul fronte della foce, che proseguiva ininterrotta sulle due sponde con opere murarie e terrapieni.

Infatti la catena che chiaramente si nota sotto il Ponte era destinata allo scopo sopra indicato sia ad uso di un Ponte che per un Porto ; probabilmente i primi a servirsi di un tale sistema di difesa marina , furono i Siracusani che secondo la tradizione , tramite una catena , protessero l’ ingresso del Porto Grande di Siracusa , racchiuso tra il promontorio del Plemmirio e l’ isola di Ortigia , dalle navi della flotta ateniese nel corso della guerra del Peloponneso quando Atene invio’ una flotta contro Siracusa , appunto per impedire l’ accesso al Porto ai nemici .

3. Il Ponte sul Danubio : …….Molti Storici hanno creduto per oltre un secolo che la tradizione di un ponte retto da giganteschi piloni di muratura piantati nel fondo del fiume, fosse solo una leggenda. Traiano aveva certamente passato il Danubio ma probabilmente si era servito di un lungo ponte di barche. La principale prova addotta da loro era la presunta assenza di vestigia dei giganteschi piloni. In realtà, alcune tracce importanti dei pilastri erano state già rilevate a fine ottocento e nella prima metà del novecento ma la loro attribuzione era rimasta dubbia. Finalmente, nel 2009 giunse la conferma che un gruppo di ricercatori serbi aveva portato felicemente a termine una lunga campagna di sopralluoghi subacquei per la localizzazione e definizione della struttura del ponte di Traiano. La giornalista serba Vesna Peric Zimonjic ha fornito, in un comunicato via internet la posizione, il numero e la dimensione delle basi sommerse dei piloni in calcestruzzo rivestiti di pietra. Si contano venti piloni alti 40 m, con campate regolari di 38 metri (130 piedi romani) che aggiunte alle due rampe d'accesso nelle estremità, portano la lunghezza complessiva del ponte a oltre 1100 m (3). I resti dell'opera si trovano fra Kladovo in Serbia e il porto fluviale romeno di Turnu Severin (Dobreta nella topologia romana), pochi km a valle delle "Porte di Ferro"…………………..Mi sembra ora spontanea la domanda: perché mai il monetiere del sesterzio del "ponte" sia dovuto ricorrere a un'icona fantasiosa, quando la stessa colonna traiana forniva il modello cui ispirarsi? Ma se siamo convinti che non si può trattare di un ponte, quale è l'immagine alternativa del sesterzio? A questo punto ritengo che dovremmo passare a considerare un porto come possibile soluzione.

La prova del primitivo Ponte di barche che attraversava il Danubio viene confermata da un pannello della Colonna Traiana (Fig. 2) nel quale si vede chiaramente l’ esercito che vi transita provvisoriamente nel corso della prima guerra dacica .Tutta la complessa opera costruttiva del Ponte di Drobeta ci viene raccontata dettagliatamente da Cassio Dione , il che fa anche sospettare che Dione abbia visto personalmente il famoso Ponte perche’ fornisce misure e particolari che difficilmente oltre un secolo dopo la costruzione poteva rintracciare su manoscritti ; la descrizione del Ponte e’ trattata nel libro LXVIII , tomo XIII :

“Traiano fece costruire un ponte di pietra sull’ Istro (antico nome del Danubio) per il quale non posso degnamente esprimere la mia meraviglia . Questo era infatti rispetto alle altre opere meravigliose promosse da Traiano , quella che le superava tutte . Infatti e’ composto da venti piloni di blocchi in pietra squadrati , per un altezza di centocinquanta piedi (circa 43 metri) senza contare le fondamenta , mentre la larghezza e’ di sessanta piedi (circa 17 metri) . Questi piloni che distavano l’ uno dall’ altro centosettanta piedi (circa 49 metri) , erano uniti da archi . Chi non proverebbe stupore per la spesa fatta per questa costruzione ? e come d’altronde non meravigliarsi del modo stesso in cui ciascun pilone sorgeva , in un grande fiume , in mezzo ad una corrente piena di gorghi e su un fondale molto melmoso ? infatti non fu possibile deviare il corso del fiume . Ho parlato della larghezza del fiume , ma essa non e’ sempre uguale , anzi qualche volta si raddoppia o si triplica , fino a parere un mare , ma anche il punto piu’ stretto e piu’ adatto a un ponte , e’ larghissimo . In verita’ quanto piu’ nella sua discesa da una grandezza pari a quella di un mare si restringe in una gola (Porte di Ferro) per poi nuovamente fluire piu’ grande del mare stesso , tanto piu’ diventa impetuoso e profondo , cosi’ che anche questo particolare spiega l’ estrema difficolta’ per la costruzione del Ponte . L’altezza di ingegno di Traiano risulta evidente anche da questa impresa . Tuttavia ai nostri giorni il Ponte non offre alcuna utilita’ , poiche’ si ergono sul fiume senza alcuna funzione , i soli piloni , non offrendo cosi’ alcuna possibilita’ di transito , quasi che esistessero soltanto per mostrare che non vi e’ nulla che l’uomo non possa fare . Infatti Traiano temendo che l’Istro in qualche periodo dell’anno si potesse congelare e che quindi la guerra dovesse essere condotta dai Romani al di la’ di esso , fece costruire il ponte affinche’ il passaggio risultasse facilitato proprio grazie alla sua presenza . Ma Adriano temendo che per i barbari , una volta sgominate le guarnigioni a presidio del ponte , fosse molto facile passare in Mesia , fece rimuovere la sovrastruttura di quest’opera”

La conferma a quanto letto ci giunge anch’ essa da un pannello della Colonna Traiana (Fig. 3) , mentre la rappresentazione del Ponte sul Sesterzio potrebbe essere stata semplificata ad una unica campata vista di difficolta’ per l’ incisore a rappresentarlo intero .

Per terminare vediamo i fattori teorici che sono pro e contro un Ponte ed un Porto ; fattori pro e contro che il Sesterzio rappresenti il Ponte sul Danubio .

A favore :

1 L’eccezionalita’ della costruzione mai realizzata in precedenza , degna di essere riprodotta su una moneta anche se in maniera ridotta , al pari di altri edifici costruiti da Traiano e monetati

2 la evidente similitudine con il Ponte rappresentato nella Colonna Traiana

3 la barca e non una nave a vela rappresentata sotto il Ponte , barca piu’ adatta ad un transito su fiume piuttosto che ad un grande Porto come Ancona o Civitavecchia

Contro :

1 i gradini presenti sotto l’ arco di destra

2 la forma ad arco del camminamento

Siamo quindi a +1 per il Ponte

Fattori pro e contro un Porto (Ancona o Civitavecchia)

A favore :

1 la forma arcuata dell’ iconografia che farebbe pensare ad un bacino interno di un Porto

2 nel caso specifico del Sesterzio di Traiano , la struttura arcuata divisa in tanti piccoli settori quadrati , che farebbe pensare ad una rappresentazione simbolica del nome antico di Civitavecchia : Centumcellae , che significa : cento celle , …..magazzini , …..cantine .

Contro :

1 nella rappresentazione di Porti sulle monete romane di Nerone e Traiano sono presenti anche navi a vela proprio ad indicare i lunghi viaggi per mare , mentre nel Sesterzio in esame siamo in presenza di una semplice barca a remi , piu’ adatta ad un fiume .

2 anche in questo caso non si spiega perche’ un Arco di accesso sia rappresentato con gradini mentre l’ altro non li ha , se la moneta rappresentasse un Porto dovrebbe essere simmetrica anche nei particolari , la spiegazione che adduce Ventrella non mi convince perche’ lo stesso si dovrebbe verificare in entrambi i lati del Porto .

3 non si capisce inoltre perche’ il porto di Ostia rifatto da Traiano abbia una vistosa e dettagliata  rappresentazione iconografia , mentre per quello ipotetico di Civitavecchia , frettolosa e  scadente .

Siamo quindi a -1 per un Porto

Per concludere , una ipotesi personale : e se fosse invece un Ponte portuale ? si adatterebbe bene a tutte le ipotesi :

1 la forma ad arco adatta al solo transito pedonale per attraversare velocemente le due sponde del Porto e per favorire il passaggio in entrata ed uscita al Porto di navi anche a vela con alto albero maestro

2 avere un accesso al ponte da un lato con gradini e dall’ altro senza , non creerebbe problemi di interpretazione perche’ potrebbe essere dovuto dalla differente pendenza delle due sponde del Porto  allo scopo di rendere il Ponte perfettamente semicircolare e simmetrico rispetto alla superficie del mare .

3 la catena di protezione , che bene si adatterebbe sia ad un Ponte che ad un Porto e per questo non l’ ho nominata nel questionario ; la catena farebbe pensare in questo caso che il Ponte portuale fosse posto proprio all’ imboccatura del Porto .

4 Per struttura territoriale della costa questo ipotetico Ponte portuale lo posizionerei piu’ ad Ancona piuttosto che a Civitavecchia , dato che nella lingua greca antica dei Dori di Siracusa , che fondarono Ancona , an kona , significa : gomito , nome che fa pensare ad una braccio di costa curvo , facilmente unibile alla terra ferma tramite un Ponte a protezione del Porto .

Ci sarebbero altre considerazioni da fare , ma termino qui per non annoiare ulteriormente i lettori .

Oltre alle citate foto 1-2-3 , seguono le foto dei pannelli riguardanti la partenza di Traiano da Ancona con l' esercito che transita sotto l' Arco della Citta' nell' atto di imbarcarsi per la seconda guerra dacica ; il provvisorio Ponte di barche sul Danubio ; una barca a remi sul Danubio simile a quella della moneta ; transito dell' esercito sotto uno degli Archi del Ponte sul Danubio e in basso il dio Danubio che osserva . 

Tempio con colonnato , RIC577 , Sesterzio.jpg

DSCN2064.JPG

DSCN2066.JPG

DSCN2070.JPG

DSCN2071.JPG

DSCN2072.JPG

Edited by Legio II Italica
Testo completo dell' articolo originale
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Non riesco ad inserire il testo originale completo che potrete comunque leggere nella risposta n° 58 e seguenti numeri della pagina 3 , in questo link : 

 

Edited by Legio II Italica
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Il secondo Arco di Traiano ancora in piedi , oltre a quello di Benevento , e' quello che si trova nel Porto di Ancona e raffigurato anche nel pannello della Colonna Traiana ; questo Arco che in antico sorgeva a ridosso del mare all' interno del Porto , presenta dei gradini , forse un rifacimento moderno a ricordo dell' antico . Nella seconda foto si vede l' ubicazione attuale dell' Arco , probabilmente diversa dall' antica per gli ovvi motivi di modificazione della linea di costa avvenuti da quasi 2000 anni fa , ad oggi . Se fosse questo il Ponte portuale del Sesterzio ? in teoria i gradini ci sarebbero , mancherebbe l' altro Arco sull' altra sponda del Porto , forse caduto e distrutto o inbissatosi in mare per le modificazioni avvenute nel corso del tempo ; rimaniamo sempre nel campo delle ipotesi , anche per il motivo che non conosciamo la distanza che in antico divideva le due coste del Porto di Ancona che sarebbero state in teoria unite dal Ponte , se queste fossero state troppo lontane tra loro , l' ipotesi del Ponte portuale di Ancona cadrebbe .

In foto l' Arco di Traiano attuale e la pianta del Porto di Ancona con l' ubicazione esatta dell' Arco .

P.S. L' andamento della struttura muraria che in direzione del mare parte dall' Arco potrebbe forse essere stata tracciata sulla direzione del precedente Ponte ? dal pannello della Colonna Traiana sembrerebbe che quest' Arco fosse stato costruito a ridosso del mare , quasi come una rappresentazione ideologica di un Ponte proiettato verso la Dacia . Nella teorica possibilita' che il Sesterzio rappresenti un Ponte portuale , Ancona o altra localita' , occorre tenere in alta considerazione il fatto che le antiche linee di costa siano state ampiamente modificate , forse stravolte , oltre che dai due millenni trascorsi , principalmente dall' opera della natura : variazioni del livello del mare , smottamenti e terremoti , oltre che dall' azione dell' uomo specialmente in epoca post industriale , fattori che difficilmente consentono oggi di avere una chiara visione della forma antica del Porto romano di Ancona e delle sue strutture . Insomma questo Sesterzio di Traiano con Ponte o Porto rimarra' probabilmente per sempre un rompicapo , un rebus , che gli antichi ci hanno lasciato in eredita' .

   

Arco di Traiano ad Ancona.jpg

Arco di Traiano.png

Edited by Legio II Italica
P.S.
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Supporter
7 ore fa, Legio II Italica dice:

Il secondo Arco di Traiano ancora in piedi , oltre a quello di Benevento , e' quello che si trova nel Porto di Ancona e raffigurato anche nel pannello della Colonna Traiana ; questo Arco che in antico sorgeva a ridosso del mare all' interno del Porto , presenta dei gradini , forse un rifacimento moderno a ricordo dell' antico . Nella seconda foto si vede l' ubicazione attuale dell' Arco , probabilmente diversa dall' antica per gli ovvi motivi di modificazione della linea di costa avvenuti da quasi 2000 anni fa , ad oggi . Se fosse questo il Ponte portuale del Sesterzio ? in teoria i gradini ci sarebbero , mancherebbe l' altro Arco sull' altra sponda del Porto , forse caduto e distrutto o inbissatosi in mare per le modificazioni avvenute nel corso del tempo ; rimaniamo sempre nel campo delle ipotesi , anche per il motivo che non conosciamo la distanza che in antico divideva le due coste del Porto di Ancona che sarebbero state in teoria unite dal Ponte , se queste fossero state troppo lontane tra loro , l' ipotesi del Ponte portuale di Ancona cadrebbe .

In foto l' Arco di Traiano attuale e la pianta del Porto di Ancona con l' ubicazione esatta dell' Arco .

P.S. Nella teorica possibilita' che il Sesterzio rappresenti un Ponte portuale , Ancona o altra localita' , occorre tenere in alta considerazione il fatto che le antiche linee di costa siano state ampiamente modificate , forse stravolte , oltre che dai due millenni trascorsi , principalmente dall' opera della natura : variazioni del livello del mare , smottamenti e terremoti , oltre che dall' azione dell' uomo specialmente in epoca post industriale , fattori che difficilmente consentono oggi di avere una chiara visione della forma antica del Porto romano di Ancona e delle sue strutture . Insomma questo Sesterzio di Traiano con Ponte o Porto rimarra' probabilmente per sempre un rompicapo , un rebus , che gli antichi ci hanno lasciato in eridita' .

   

Arco di Traiano ad Ancona.jpg

Arco di Traiano.png

Ipotesi molto suggestiva ed interessante. Avrebbe anche il pregio di far rientrare la moneta tra quelle celebrative della campagna dacica in quanto rappresentativa del "punto di partenza" della campagna stessa. 

Guardando il rilievo della Colonna Traiana che rappresenta l'arco tuttavia, non riesco ad individuare nulla che possa far pensare ad un ponte portuale. L'immagine l'ho presa da wikipedia dalla pagina dedicata all'arco di Ancona.

1024px-058_Conrad_Cichorius,_Die_Reliefs_der_Traianssäule,_Tafel_LVIII.jpg

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Ciao @quattrino, infatti avevo gia' visto la mancanza del teorico Ponte , ma lo scultore potrebbe avere evitato di scolpire il Ponte per non intasare ancor piu' la scena gia' piena di particolari e ritenuti piu' importanti di un Ponte , pensando necessario rappresentare il solo Arco sotto il quale transitava l' esercito e Traiano . 

Tieni sempre presente che siamo sempre in presenza di pure teorie non dimostrabili .

Un saluto

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Supporter

DE GREGE EPICURI

Non posso rispondere a nome di Mario Ventrella. Posso dire peròche nella conferenza l'ipotesi di un "ponte portuale" non è stata del tutto esclusa, sembrando in ogni caso più verosimile rispetto a quella del ponte sul Danubio.  Se poi il sesterzio rappresentasse specificamente un porto, l'oratore ha sottolineato come Traiano si fosse molto occupato di migliorare la situazione di Centumcellae (oggi Civitavecchia), creando un vero porto là dove ne esisteva solo un abbozzo. Certo, anche Ancona non è poco importante: da lì partivano le navi per l'Illiria, e ad Ancona venivano messe a punto le strutture lignee per il Ponte di Dobreta.

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Salve @quattrino, sto esaminando bene la scena del pannello della Colonna Traiana dove si nota benissimo l' Arco di Ancona , in basso a sinistra ; con un po' di attenzione , in alto al centro , dietro Traiano togato , si vede quello che sembra essere un secondo Arco di Ancona , infatti sempre con attenzione pare di vedere un accenno di una piccola curvatura interna , il che farebbe pensare ad un secondo Arco , come struttura diverso dal primo , posto sul secondo molo del Porto e opposto al primo ; mancherebbero le statue sull' attico ma potrebbe essere dovuto al fatto che l' Arco non era ancora stato completato ; certamente la mancanza del Ponte che doveva unire i due Archi , depone a sfavore di questa ipotesi , ma questa mancanza potrebbe dipendere dal motivo che ho espresso nella risposta n° 5 .

Certamente , comunque sia , i pannelli della Colonna Traiana sono una vera miniera di informazioni che se visti con occhi attenti e sapendo cosa cercare , rivelano particolari inaspettati .

Un saluto

Porto di Ancona.jpg

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Supporter
13 ore fa, Legio II Italica dice:

Salve @quattrino, sto esaminando bene la scena del pannello della Colonna Traiana dove si nota benissimo l' Arco di Ancona , in basso a sinistra ; con un po' di attenzione , in alto al centro , dietro Traiano togato , si vede quello che sembra essere un secondo Arco di Ancona , infatti sempre con attenzione pare di vedere un accenno di una piccola curvatura interna , il che farebbe pensare ad un secondo Arco , come struttura diverso dal primo , posto sul secondo molo del Porto e opposto al primo ; mancherebbero le statue sull' attico ma potrebbe essere dovuto al fatto che l' Arco non era ancora stato completato ; certamente la mancanza del Ponte che doveva unire i due Archi , depone a sfavore di questa ipotesi , ma questa mancanza potrebbe dipendere dal motivo che ho espresso nella risposta n° 5 .

Certamente , comunque sia , i pannelli della Colonna Traiana sono una vera miniera di informazioni che se visti con occhi attenti e sapendo cosa cercare , rivelano particolari inaspettati .

Un saluto

Porto di Ancona.jpg

Certo che interpretare nel dettaglio queste scene è difficile, considerando che alcuni elementi sono in rilievo più di altri e la "prospettiva" quanto meno "problematica".

Sinceramente ho difficoltà a vedere il secondo arco. Leggendo il libro di Coarelli sulla Colonna Traiana, gli ambienti voltati sullo sfondo, se a quelli ti riferisci, sono interpretati come "navalia" destinati ad ospitare le navi da guerra. Coarelli inoltre sostiene che trattandosi di istallazioni navali fisse, questo esclude che possa trattarsi del porto di Ancona, come vuole l'interpretazione corrente, e ritiene più probabile che l'imbarco per la seconda campagna dacica sia stato da Brindisi.

 

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Supporter

Dimenticavo, sempre nel libro di Coarelli viene riprodotto il nostro sesterzio e descritto come "ponte sul Danubio"....  senza ulteriori spiegazioni. 

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9 ore fa, quattrino dice:

Certo che interpretare nel dettaglio queste scene è difficile, considerando che alcuni elementi sono in rilievo più di altri e la "prospettiva" quanto meno "problematica".

Sinceramente ho difficoltà a vedere il secondo arco. Leggendo il libro di Coarelli sulla Colonna Traiana, gli ambienti voltati sullo sfondo, se a quelli ti riferisci, sono interpretati come "navalia" destinati ad ospitare le navi da guerra. Coarelli inoltre sostiene che trattandosi di istallazioni navali fisse, questo esclude che possa trattarsi del porto di Ancona, come vuole l'interpretazione corrente, e ritiene più probabile che l'imbarco per la seconda campagna dacica sia stato da Brindisi.

 

Buongiorno , in effetti , logisticamente parlando , imbarcarsi a Brindisi avrebbe ridotto un po' il raggiungimento via terra delle Porte di Ferro sul Danubio , di contro la partenza da Ancona e' invece sostenuta , pare con prove , da La Regina , a causa della presenza nel pannello citato dove compare la partenza via mare , del Tempio di Venere che si vede in alto sulla collina sovrastante Ancona e per l' Arco trionfale .

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Salve @Legio II Italica , interessantissima discussione! Ennesima conferma che con curiosità, studio e ricerca si possono sempre trovare valide alternative alle ipotesi tradizionalmente accettate; ognuno ha poi la possibilità di valutare i pro e i contro e di farsi un'idea propria, e trovo che il bello di confrontarsi con eventi così lontani nel tempo sia proprio questo ^_^

Grazie e buona giornata!

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Supporter
Il 19/2/2018 alle 07:40, Legio II Italica dice:

Buongiorno , in effetti , logisticamente parlando , imbarcarsi a Brindisi avrebbe ridotto un po' il raggiungimento via terra delle Porte di Ferro sul Danubio , di contro la partenza da Ancona e' invece sostenuta , pare con prove , da La Regina , a causa della presenza nel pannello citato dove compare la partenza via mare , del Tempio di Venere che si vede in alto sulla collina sovrastante Ancona e per l' Arco trionfale .

Probabilmente non avremo mai la certezza sull'identità del monumento rappresentato.

Rimango dell'idea che rappresenti, in un modo ideale e simbolico, il ponte sul Danubio di Apollodoro. Proprio perchè ideale, non mi soffermerei troppo sulle differenze con il ponte originario, anche se l'arco rappresentato sulla moneta non è troppo dissimile da quello rappresentato sulla Colonna Traiana.

Credo che gli incisori, a differenza dei monumenti presenti a Roma, non avessero mai visto il ponte. Si saranno basati quindi su descrizioni orali di un ponte magnifico, il più imponente dell'antichità. Come rappresentare questa grandiosità in un tondello di pochi centimetri? Di qui la licenza poetica.

Quello che mi fa pensare è la catena, tipicamente posta protezione di un porto, chiaramente visibile sotto la barca (che sembra una imbarcazione fluviale): potrebbe simboleggiare un porto fluviale presente a Drobeta?

Più in generale, il Ponte sul Danubio ben si inquadra nell'ambito delle  numerosissime emissioni celebrative delle guerre daciche. Infine la sua importanza è rimarcata proprio delle parole di Cassio Dione, riportate da Legio II Italica nell'altra discussione, che rappresentano, ancora un secolo dopo la sua costruzione e nonostante la sua distruzione, la meraviglia per un'opera che doveva aver impressionato molto i Romani:

« ....... ci sono altre opere per le quali (Traiano) si distinse, ma questa le sorpassò tutte. Il ponte poggia su 20 pilastri in pietra quadrangolare di 150 piedi di altezza escluse le fondamente e di 60 di larghezza. Questi (piloni) sono distanti 170 piedi l'uno dall'altro e sono collegati da archi. »

Le altre soluzioni proposte (il ponte Sublicio, il ponte Milvio, il porto di Ancona, quello di Centumcelle, il porto di Brindisi o un ponte portuale) per quanto suggestive e forse architettonicamente più calzanti, non mi sembra abbiano la stessa forza sotto il profilo della "propaganda imperiale" che ha caratterizzato la monetazione di Traiano. 

Saluti.

 

3594800.jpg

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Supporter

Ciao

ho letto la discussione e mi è dispiaciuto non essere potuto andare di persona Milano, tutto è possibile ma secondo il mio parere rimane in piedi l'ipotesi del ponte sul Danubio, la struttura è tipica di un ponte anche guardandola da quel poco che si può vedere anche da sotto, l'arcatura può essere stata fatta per aumentare la prospettiva, e anche la piccola imbarcazione mi sembra più fluviale che marittima, forti dubbi li ho letti riguardo alla corda o catena,  poteva servire per fermare eventuali imbarcazioni nemiche, un'esempio anche se molto più tardo si ha a Costantinopoli quando per questo motivo fu tirata una catena tra il bosforo, ve ne sono ancora i resti al museo di Istanbul.

Silvio

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Supporter

DE GREGE EPICURI

Mi spendo ancora una volta a favore del porto: penso che una catena fluviale, di oltre 1 km., su un fiume spesso in piena e particolarmente vorticoso sarebbe stata molto difficile da mantenere in funzione. D'altra parte, il ponte raffigurato sulla moneta è una sorta di "Ponte di Rialto", cioè tutto salvo che il ponte di Dobreta, 1100 mt. e 20 piloni; può essere al massimo un ponte in una città, su un piccolo fiume, o fra le due parti di un porto, e senza la necessità di transito dei carriaggi. Vedo però che gli argomenti sono un po' ripetitivi, per cui...mi taccio!

 

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Il 2/21/2018 alle 12:52, gpittini dice:

DE GREGE EPICURI

Mi spendo ancora una volta a favore del porto: penso che una catena fluviale, di oltre 1 km., su un fiume spesso in piena e particolarmente vorticoso sarebbe stata molto difficile da mantenere in funzione. D'altra parte, il ponte raffigurato sulla moneta è una sorta di "Ponte di Rialto", cioè tutto salvo che il ponte di Dobreta, 1100 mt. e 20 piloni; può essere al massimo un ponte in una città, su un piccolo fiume, o fra le due parti di un porto, e senza la necessità di transito dei carriaggi. Vedo però che gli argomenti sono un po' ripetitivi, per cui...mi taccio!

 

Ciao e grazie del tuo commento , d' altra parte ogni opinione finisce in questa diatriba : Ponte fluviale o di Porto , Porto marino o fluviale , da qui non se ne esce , putroppo ; la questione molto difficilmente trovera' una soluzione finale .

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