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Legio II Italica

Zama , 19 Ottobre 202 a.C.

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Legio II Italica

Proprio oggi ricorre il 2220simo anno dalla famosa battaglia di Zama , che in pratica determino' la fine politica e militare della grande Cartagine , nel post tralascio i fatti precedenti e posteriori alla battaglia , mi soffermo invece sul colloquio molto umano che fecero i due grandi rivali Scipione ed Annibale il giorno prima dello scontro nel quale Annibale cerco' invano di venire a patti con il Romano e cercando in tal modo di evitare lo scontro armato ; segue una breve considerazione sull' uso degli elefanti da parte del cartaginese ad inizio battaglia .

Occorre anche dire che il luogo esatto della battaglia non e' stato mai individuato con certezza , diciamo che la battaglia si pensa essersi svolta in un punto pianeggiante situato circa a meta' strada tra Naraggara e Sicca , come si puo' vedere nella cartina allegata .

Fatta questa breve premessa veniamo ai fatti che precedettero il giorno dello scontro ; Annibale richiamato in patria dall' Italia si trovo' inevitabilmente a dover affrontare Scipione in Africa e sapendo delle sue splendide vittorie militari ottenute in Spagna , della presa di Cartaghena e le vittorie contro il fratello Asdrubale ed anche delle sue innate qualita' diplomatiche ad accattivarsi amicizie , vedi Masinissa , si senti' pronto ad accettare l' incontro con Scipione sperando di contrattare una pace onorevole per Cartagine evitando il protrarsi della guerra con Roma , al che Scipione si oppose e fu battaglia . Questo il testo completo dell' incontro tra Annibale e Scipione riportato da Polibio , il piu' vicino ai fatti , che scrisse essere stato raccontato anni dopo la battaglia da Scipione in persona .

I due comandanti si recarono all' incontro da soli accompagnati ciascuno da un interprete , per primo prese la parola Annibale, che cosi' inizio il dialogo : “Io avrei voluto che mai i Romani avessero estese le loro mire oltre i confini d' Italia e che i Cartaginesi non fossero mai usciti dall' Africa : perche' all' uno e all' altro popolo tali domini erano vasti a sufficienza e insomma quasi fissati dalla natura . Pero' al momento che e' scoppiata una guerra tra di noi , prima a causa della Sicilia , poi un' altra per dominio della Spagna , ed infine , sebbene la fortuna ce ne dissuadesse , siamo arrivati al punto che voi gia' una volta siete stati in pericolo di perdere la vostra patria ed ora ci troviamo noi nella medesima situazione , non ci resta altro che chiedere agli dei la grazia affinche' vogliamo far cessare questa guerra . Io sono pronto a farlo , perche' ho sperimentato con i fatti come sia inconstante la fortuna e come basti una piccola e trascurabile circostanza perche' la bilancia penda a favore dell' una o dell' altra parte e la sorte ci tratti come bambini . Io temo pero' molto o Scipione , sia perche' tu sei molto giovane , sia perche' ogni cosa ti e' riuscita favorevolmente cosi' in Iberia come in Africa e finora la fortuna non ti ha mai torto il suo volto , io temo , dicevo , che per queste ragioni tu non creda alle mie parole benche' esse meritino ogni fiducia . Tu comunque considera da una sola cosa che io ora ti diro' , quale sia lo svolgersi delle vicende umane e non voglio ricordarti avvenimenti del passato , ma cose dei nostri giorni . Io sono Annibale , l' uomo che dopo la battaglia di Canne divenne padrone di quasi tutta L' Italia e poco tempo dopo si avvicino' alla stessa Roma , e posto il campo a quaranta stadi dalla Citta' , decideva cosa fare di voi e della vostra terra . Ora sono qui in Africa ridotto a dover discutere con te che sei Romano della salvezza mia e di quella dei Cartaginesi . Proprio in considerazione di questo , io ti consiglio di non insuperbire ma di comportarti nella situazione presente come deve comportarsi un uomo , cioe' scegliere sempre tra i beni il piu' grande e fra i mali il piu' piccolo . Quale uomo prudente vorrebbe avventurarsi in un pericolo come quello che ti e' davanti ? Se vincerai non accrescerai di molto la tua gloria ne' quella della tua patria ma se sarai vinto distruggerai tutte le gesta nobili ed illustri da te compiute in passato . Ma a quale scopo io sto parlando ? Io propongo dunque che i Romani vengano in possesso di tutto cio' per cui abbiamo fatto guerra in passato : la Sicilia , la Sardegna , le provincie della Spagna e i Cartaginesi si impegneranno a non fare piu' guerra per questi possessi . Si tengano inoltre i Romani anche tutte le altre isole esistenti tra l' italia e l' Africa . Credo che queste condizioni daranno ai Cartaginesi la piu' grande sicurezza per l' avvenire ed a te e ai Romani la piu' grande gloria”

Cosi' parlo' Annibale a Scipione , forse presagendo in cuor suo l' esito funesto della battaglia poiche' ormai l' esercito veterano e sempre vittorioso in Italia era quasi decimato dal tempo trascorso , altrimenti la sola esperienza ventennale di guerra in Spagna e in Italia non spiegherebbe questa debolezza interiore verso Scipione invitandolo in tutti modi a trattare la pace anche a costo di perdere tutte le vecchie conquiste che ormai non appartenevano piu' ai Cartaginesi ma ai Romani , ed infatti a conferma , Scipione cosi' rispose ad Annibale : “Non furono i Romani ad iniziare la guerra in Sicilia , ne' a quella per la Spagna . Causa di queste furono indiscutibilmente i Cartaginesi . Tu Annibale , lo sai benissimo e gli dei ne furono testimoni (riferimento al famoso giuramento di Annibale) dando la vittoria non a quelli che cominciarono le ingiuste azioni di guerra , ma a quelli che furono costretti a difendersi . Io piu' di ogni altro considero la mutabilita' della fortuna ed ho la massima considerazione per le vicende umane . Perche' se prima della venuta dei Romani in Africa tu avessi lasciato l' Italia e proposte tali condizioni , io credo che avrei avuto ogni speranza di vederle accettate . Tu invece hai lasciato l' Italia contro i tuoi desideri , mentre noi venuti in Africa , siamo diventati padroni di tutto il territorio , e' quindi chiaro che la situazione e ' ora notevolmente mutata . Ma cio' che piu' conta e' che eravamo gia' giunti a patti . I tuoi concittadini , vinti , ci scongiurarono per ottenere la pace , mettemmo per iscritto le condizioni fra le quali , oltre a quelle che tu ora formuli , c' era quella che i Cartaginesi avrebbero restituito i prigionieri senza riscatto , avrebbero consegnato le navi da guerra , avrebbero pagato cinquemila talenti ed avrebbero dato ostaggi in garanzia di adempimento . Avevamo gia' stabilito fra noi tali condizioni e per esse abbiamo mandato ambasciatori al Senato e al popolo romano , anche voi li avete mandati . Noi per comunicare il nostro assenso , voi per chiederne la ratifica . Il Senato approvo' il trattato ed anche il popolo romano diede il suo consenso . Ma i Cartaginesi ottenuto cio' che volevano mancarono ai patti e ricorsero al tradimento , Che c'e' piu' ora da fare ? Tu ora mettiti al mio posto . Dobbiamo togliere le piu' gravi condizioni gia' imposte perche' essi siano premiati della loro slealta' e insegnino a quelli che verrano a violare la fede e i patti stretti coi benefattori ? O perche' ottenuto cio' che richiedono ce ne siano grati ? Non appena ebbero ottenuto supplicando quello che volevano , appena poterono fondare su di te una lieve speranza ci trattarono da nemici . Stando cosi' le cose si potrebbe parlare di pace al popolo romano solo con l' aggiunta di di nuove e piu' gravi imposizioni , non e' assolutamente il caso di togliere qualcosa alle condizioni gia' stabilite . Quale conclusione avra' quindi il mio discorso ? Che voi e la vostra patria vi arrendiate a nostra discrezione oppure che ci vinciate in combattimento”

Polibio , Storie , libro XV , 6-8

Polibio seppe del contenuto dell' incontro tra Annibale e Scipione direttamente da Gaio Lelio , intimo amico e stretto collaboratore di Scipione , per intenderci quello che fu Agrippa per Ottaviano , il quale racconto' a Polibio molti fatti della vita di Scipione tra cui il racconto dell' incontro , fatti che Polibio riporto' integralmente nella sua opera storica .

Come si puo' capire , in base al dialogo tra i due personaggi , il cui contenuto puo' essere ragionevolmente veritiero nel contenuto , entrambi rimasero fermi sulle loro convinzioni : Annibale da ottimo generale era ben consapevole dell' inferiorita' militare rispetto a Scipione , ormai i suoi superstiti veterani d' Italia , il nerbo del vecchio ed attuale esercito , erano pochi e invecchiati , per questo tento' in tutti i modi di venire a patti con Scipione , Scipione da parte sua rigetto' contro Annibale la responsabilita' della guerra ed ora che era giunto al passo finale non intendeva fermarsi ma concludere vittoriosamente la guerra ; comunque il dialogo tra i due denota un rispetto reciproco e quasi una amicizia velata e reciproca tra i due generali che nascostamente si ammiravano a vicenda .

L' utilizzo minimo di ben 80 elefanti nel corso della battaglia di Zama denota la consapevolezza dell' inferiorita' militare di Annibale rispetto all' esercito di Scipione e pur sapendo Annibale che ormai i Romani dai tempi di Pirro sapessero ben difendersi dalla carica degli elefanti , se ne servi ugualmente sperando nel miracolo , ma i Romani aprendo i varchi tra le Legioni schierate fecero disperdere nei corridoi liberi la carica iniziale degli elefanti nella pianura , senza arrecare alcun danno agli uomini ; il resto della battaglia e' noto e le cartine con le fasi della battaglia parlano meglio delle parole .

L' esercito di Annibale fu completamente distrutto e Annibale con un pugno di uomini fuggi ad Adrumeto .

ZAMA.jpg

ZAMA , SCHIERAMENTO INIZIALE ROMANO CARTAGINESE.jpg

ZAMA , SECONDA FASE DELLA BATTAGLIA.jpg

ZAMA , TERZA FASE DELLA BATTAGLIA.jpg

Modificato da Legio II Italica
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Legio II Italica

Salve , probabile visione osservabile dalla finestra della "macchina del tempo" , Scipione e Annibale discutono in solitaria , accompagnati dai soli interpreti , sui destini del mondo antico prima della battaglia di Zama . 

Scipione e Annibale , discutono.jpg

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