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Enrico Pizzo

Lira a Grossi

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Enrico Pizzo

Buonasera a tutti!!

Sul primo volume del Papadopoli  ho trovato un riferimento alla " Lira a Grossi ".

Si tratterebbe di una moneta di conto diversa dalla Lira di Grossi e dalla Lira di Grossi ad oro e basata sul Grosso originale da 26 Piccoli. 

Sarò sincero, non ci ho capito molto.

Qualcuno tra di voi è in grado di spiegare meglio?

Grazie!!

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Liutprand

lira a grossi (moneta di conto non inflattiva utilizzata nell’amministrazione pubblica, vale 1/26,11 della lira di grossi; cfr. LANE-MÜLLER 1985, I, pp. 123-133)

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Enrico Pizzo

Ti ringrazio Liutprand, ma ancora non sono sicuro di aver capito.

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417sonia
Supporter
2 ore fa, Enrico Pizzo dice:

Ti ringrazio Liutprand, ma ancora non sono sicuro di aver capito.

Buona serata

Ci credo ... sono concetti molto lontani dal nostro pensare attuale; tutto l'argomento rientra nel discorso delle monete di conto, cioè non di monete effettivamente coniate, ma di loro multipli "virtuali", differenti a seconda del periodo; tra l'altro alcune monete di conto - pur differenti - coesistevano nel medesimo periodo, ma venivano conteggiate differentemente a seconda dell'uso che se ne faceva (acquisto di merci o servizi differenti).

Qualche discussione precedente chiarisce (spero) qualche tipologia:

 

Non sono certamente esaustive, ma diciamo che aiutano ad entrare in una certa mentalità contabile .....

saluti

luciano

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Enrico Pizzo

Vediamo se ho capito. 

Nel XIII secolo nella Serenissima 240 Piccoli formavano una " Lira ", moneta di conto non reale.

Ad inizio XIII secolo il Governo Marciano fa coniare il Grosso, moneta di ottimo argento del valore di 26 Piccoli.

A causa della sua maggiore praticità si iniziò a considerare la somma di 9 Grossi e 5 Piccoli, 239 Piccoli reali, come sinonimo di Lira, mentre concretamente sarebbe dovuto essere di 9 Grossi e 6 Piccoli. 

Si ottennero così 2 metodi differenti di calcolare la " Lira ", 240 Piccoli se " a Piccoli " e 239 Piccoli se " a Grossi ".

Questo andava ad influenzare anche il valore della Lira a Grossi, 240 Grossi, che sarebbe dovuto essere di 26 Lire di Piccoli. 

Una Lira di Grossi corrispondeva a 26 Lire di Piccoli se si prendeva come riferimento l'importo di 240 Piccoli per Lira, oppure 26,1088 Lire di Piccoli se si faceva il calcolo " a Grossi ", cioè 9 Grossi e 5 Piccoli per una Lira.

È corretto?

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417sonia
Supporter
1 ora fa, Enrico Pizzo dice:

Vediamo se ho capito.

È corretto?

:good:

 

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Enrico Pizzo

Un ultima cosa, non riesco a capire quale fosse il senso di tutta questa complicata costruzione. 

Faccio un esempio per spiegarmi meglio, se non ricordo male nel 1328 il valore del Ducato d'oro viene elevato a 24 Grossi.

Di conseguenza 10 Ducati corrispondevano a 240 Grossi, ma dato che 240 Grossi sono una Lira di Grossi si ottiene che 10 Ducati sono pari ad una Lira di Grossi.

Un filino contorto ma alla fine la semplificazione è chiara anche a me.

Invece nel caso di cui sopra il vantaggio non è così immediato, almeno per me.

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fabry61

E' corretto. Tutto questo è spiegato bene in Franco Rossi "Melior ut est florenus".

Il problema era la svalutazione o rivalutazione dell'argento prima e poi il suo aggancio all'oro.

Attento che ti mancano alcuni passaggi: la lira di grossi a oro legata al ducato e la lira di grossi a monete legata al soldini.

Leggi anche Cessi "Problemi monetari veneziani"

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fabry61

La situazione negli anni è fluida. Durante Lorenzo Tiepolo il cambio grosso/piccolo è 1/28 per arrivae a Giovanni Dandolo a 1/32 ovvero 1 lira di piccoli= 7grossi e mezzo d'argento (il grosso era quasi puro) per un cambio di 240 piccoli ossia 1 Lira.

La creazione delle monete di conto serviva agli scrivani per calcolare meglio le varie entrate che a volte erano veramente alte come cifra.

Edited by fabry61

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Liutprand

Discussione interessante, sarebbe da mettere in evidenza @417sonia

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417sonia
Supporter
18 minuti fa, Liutprand dice:

Discussione interessante, sarebbe da mettere in evidenza @417sonia

Buona giornata

Hai ragione. Fatto!

saluti

Luciano

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