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giuseppe ballauri

LA MONETA RACCONTA...

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tonycamp1978

apprezzo molto la sua scrittura.. veramente molto bravo, al di la della storia il modo di raccontarla è coinvolgente.. sembra assistere in prima persona a tutto👏

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giuseppe ballauri
Supporter

Grazie. Ho avuto la fortuna di avere un nonno ed un padre con la vera passione per le monete. E soprattutto di essere coinvolto, molte volte in prima persona, altre attraverso i racconti, in storie, aneddoti, personaggi che mi uniscono indissolubilmente alla mia modesta collezione. E' un valore impagabile, molto di più di avere delle monete "slabbate" e fredde. 

Ciao Beppe ( diamoci pure del Tu..)

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Litra68
4 minuti fa, giuseppe ballauri dice:

Grazie. Ho avuto la fortuna di avere un nonno ed un padre con la vera passione per le monete. E soprattutto di essere coinvolto, molte volte in prima persona, altre attraverso i racconti, in storie, aneddoti, personaggi che mi uniscono indissolubilmente alla mia modesta collezione. E' un valore impagabile, molto di più di avere delle monete "slabbate" e fredde. 

Ciao Beppe ( diamoci pure del Tu..)

Buonasera Beppe, gran bel racconto, veramente coinvolgente, ricco di dettagli, posso dirti di avere avvertito il profumo della brillantina di Cicci', non solo, anche i profumi di quei tempi, la genuinità delle nostre radici, la vera condivisione, la sorpresa e il sorprendere, l'usare un indumento cosi intimo, come solo una mutanda può esserlo, per custodire un dono assai prezioso.. 😊 . Gran bella fortuna avere avuto un papà e un nonno appassionati di numismatica, allo stesso tempo avere avuto la possibilità di ascoltare aneddoti e racconti del tempo.. Un abbraccio. 

Alberto 

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giuseppe ballauri
Supporter

Grazie Alberto per l'apprezzamento... purtroppo è il segno che uno sta invecchiando e si aggrappa alle piccole cose. 

Un abbraccio

Ciao Beppe 

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DOGE82

Gran bella storia. Complimenti. Uno sguardo sul passato raccontato in modo magistrale!! Saluti! 

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DOGE82

Complimenti per la moneta è per le magnifiche storie che racconti. Ogni volta che ti leggo rivivo quei momenti dei tempi passati!! Saluti!! 

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ART

La scatoletta misteriosa.

 

Correvano i primi anni '80, piena guerra fredda. Non ricordo esattamente che anno, forse il 1983, proprio quel terribile anno in cui il mondo intero rischiò più d'una volta e senza nemmeno saperlo di saltare in aria, distrutto dalla guerra nucleare (*). Ma per fortuna, come possiamo notare dal fatto che siamo ancora vivi, il mondo non finì e potei continuare la mia infanzia, ancora inconsapevole di quanto pericoloso fosse.

In una scrivania di una stanzetta di casa mia c'era una piccola scatola di legno dipinto di blu, bassa e larga con l'interno ricoperto di velluto rosso imbottito e una trentina di strane monete che m'incuriosivano: ce n'erano di varie epoche e posti, tutte molto diverse una dall'altra e soprattutto così diverse dagli spiccioli che maneggiavo io. Era molto rilassante osservarle una per una alla luce di una lampada da tavolo, osservare quell'affascinante varietà di dimensioni, stili, materiali, scritte e altre caratteristiche. Tutta un'altra storia rispetto ai pochi tipi di monete che all'epoca potevano capitarmi in mano: la 50 lire, le 100 lire modello '54, Marconi e FAO, le 200 lire modello '77, valorizzazione donna e FAO. Conoscevo anche le monete da 5, 10 e 20 lire, ma quelle erano già state levate di mezzo dall'inflazione, mentre a rendere ogni tanto curiosa la situazione c'erano i gettoni telefonici della SIP che all'epoca circolavano col valore di 200 lire. Ecco che senza rendermene conto cominciava a nascere dentro di me la passione per la numismatica che continua ancora oggi.

Ma un brutto giorno questo idillio s'interruppe.

Arrivò il momento di trasferirci in una casa più bella di una via più bella, a poca distanza dalla vecchia. Una volta risistemati tutti i mobili e ripresa la solita vita aprii ancora una volta la scrivania, ma mi prese un colpo... la scatola era sparita! Allarmato corsi da mia nonna a chiedere spiegazioni.

- Ma dov'è quella scatoletta blu con dentro le monete che stava nella scrivania?

- Non so... sarà in uno dei pacchi nello sgabuzzino - rispose lei con poca convinzione.

Erano degli scatoloni di cartone chiusi col nastro grigio in cui era rimasta della roba dalla vecchia casa, che si era deciso di sistemare con calma dopo (o forse mai più?), impilate sui vari ripiani di uno scaffale di ferro in uno sgabuzzino. Siccome, guardacaso, in quel cantuccio silenzioso mi piaceva molto rifugiarmi per giocare pensai di unire l'utile al dilettevole: dovevo assolutamente riavere la mie adorate monete, quindi dovevo rovistarci dentro. Ma come fare? Erano troppo pesanti per me, ed erano tutti sovrapposti. Non potendo spostarli per guardarci dentro mi venne in mente un'idea geniale: cominciai a bucarli e ad infilarci dentro un braccio, nella speranza di percepire col tatto la scatoletta blu e tirarla finalmente fuori. Ma la mia speranza fu vana: nessun oggetto era così rigido, o se lo era non si trattava di quello che cercavo. Dopo vari tentativi ci rinunciai, sconsolato.

Un sabato pomeriggio come tanti di quell'epoca cominciai come tante altre volte l'allegra routine del preludio al giorno libero da impegni scolastici e studenteschi: dopo pranzo mi bastava scendere e attraversare la strada per andare in sala giochi, pronto a un pomeriggio di svago e divertimento. Subito il via alle tre partite di rito con le 300 lire a mia disposizione, poi una sempre divertente e didattica sessione d'osservazione degli altri giocatori. Dopo alcune ore riattraversai soddisfatto come sempre la strada per tornare a casa, da dove in lontananza a volte sentivo provenire dal juke box della sala giochi canzoni come "Smalltown Boy" di Bronski Beat o "Noi, ragazzi di oggi" di Luis Miguel. Quella sera non sapendo cosa fare pensai di guardare alcune cartoline con interessanti francobolli della serie Siracusana e Castelli, come avevo preso a fare da un po' di tempo... quand'ecco il colpo di scena: aprii la scrivania e la scatola era tornata al suo posto!

Contentissimo per quel "miracolo" ricominciai ad ammirare le mie care, vecchie amiche monete: adesso avevo a mia disposizione sia loro che i francobolli per sognare. Tempo dopo il figlio di un'amica di famiglia che collezionava monete me ne regalò due olandesi in corso, ma la cosa davvero importante che mi regalò quel giorno fu la sua ottima idea: anch'io avrei cominciato una raccolta. Le misi insieme alle altre e fu l'inizio della mia collezione di monete. Poi presi una 500 lire Mercurio e una 1000 lire Verdi secondo tipo, resti di commissioni che mi fu permesso tenere, e le inserii in un astuccio piatto di stoffa azzurra: quello fu l'inizio della mia collezione di banconote. 

Ora quella modesta cassetta custodisce ancora monete, i miei doppi. Quelle che aveva dentro sono nei raccoglitori, cosi come anche le prime due banconote. Ancora oggi non so di chi fosse stato quel contenitore prima che lo adottassi io, ma chi lo lasciò probabilmente non pensava che avrebbe influito così tanto sugli interessi di qualcuno... o magari sì?

Non so che fine farà la mia collezione quando non ci sarò più, ma so di certo che prima la scatoletta blu tornerà in un cassetto.

s-l300.jpg

 

(*) https://www.ilpost.it/2013/05/18/able-archer-urss-1983/

Edited by ART
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odjob

Bei racconti!!

Quando si dice"valore affettivo"riferendoci a quello dei nostri amati tondelli.

odjob 

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Litra68

Buongiorno a tutti, Beppe @giuseppe ballauri, mi piace molto la discussione che hai aperto, i tuoi primi racconti e poi quello di @ART, leggo entusiasmo nei post di @DOGE82, @tonycamp1978 e @odjob

Mi fai venire in mente quando ero ragazzino e le sere di inverno  dai nonni ci si radunava attorno al Caminetto e partivano i racconti, ecco.. l'emozione che provo quando leggo in questa discussione è la stessa. 

Buon Sabato 

Alberto 

 

 

 

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giuseppe ballauri
Supporter

Bella storia ART, ottimamente inserita nel contesto storico. 

47 minuti fa, Litra68 dice:

mi piace molto la discussione che hai aperto

Ho pensato di inserire questa discussione per far riemergere dei ricordi legati alle nostre amate monete, per una volta esulando dai soliti discorsi tecnici. 

Spero vivamente che qualcuno apra i propri cassettini della memoria ed ascolti cosa ci racconta la moneta. 

Aspetto con impazienza le vostre storie. 

Ciao Buon WE ( ...si fa per dire, dove abito è in corso un vero nubifragio !)

Beppe 

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ART

Grazie dell'apprezzamento. Ho modificato il testo aggiungendo alcune monete circolanti all'epoca che avevo dimenticato di citare e correggendo qualche errore secondario.

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giuseppe ballauri
Supporter

Stavo sentendo la canzone “Brothers in arms” dei Dire Straits e mi sono ricordato di qualche racconto dei miei genitori sulla Guerra Civile del 1943-45, triste periodo della nostra storia.

Anche adesso non è che stiamo molto meglio, considerando l'intolleranza, l'individualismo, il poco rispetto per le persone...

Le monete saranno in secondo piano, come la bellissima canzone che ho citato. L'anno è il 1944, gli attori sono giovani che combattono contro altri giovani, non c'è e non ci sarà mai logica e giustizia per questi fatti.

 

Lo intitolerei appunto: “Brothers in arms”

 

Gepìn” ( Beppino in piemontese ) era il cugino preferito di mio padre. Era svelto in tutto, bello e intraprendente e quindi...un gran rubacuori. Mio padre, pur essendo un eccellente suonatore di fisarmonica...rosicava un po', perchè le più belle della "balera" erano sempre affascinate da quel cugino elegante e un po' mascalzone e quindi.. gli rubava la piazza!  

Purtroppo quel giorno Gepìn si trovò nel momento sbagliato e nel posto sbagliato...

Il lugubre serpentone di camionette e autoblindo dei nazi-fascisti salì dal fondovalle in direzione Dogliani per vendicare alcune rappresaglie dei partigiani. Trovarono solo delle case chiuse, campi incolti e qualche nonnetta che sferragliava per cucire le calze. Gli uomini, nel frattempo, si erano rifugiati nei boschi quasi impraticabili delle Langhe.

Come formiche impazzite, i nazi-fascisti si lanciarono a perlustrare ogni casa e tutti i possibili nascondigli. Trovarono Gepìn in un fienile con una sua morosa ( diciamo fidanzatina di un giorno...), lo prelevarono e lo misero sul cofano del motore della prima camionetta. Il convoglio doveva affrontare la strada infida che, curva dopo curva, sale a Bossolasco, zona presidiata dai partigiani, e quindi pensavano che un ragazzo “in bella vista” avrebbe distolti i "Banditen" da eventuali scontri a fuoco.

Il problema era però un altro: il povero Gepìn stava letteralmente cuocendo a fuoco lento sul cofano motore, al punto che ormai le parti dove non batte mai il sole, erano rosolate a puntino e non sapendo che fare, si giocò la “carta della vita”. In tasca aveva delle monete che sarebbero servite a lui e alla morosa per concludere la serata in trattoria. In prossimità di un tornante, si alzò in piedi sul cofano indicando una collina, sbraitando “ Achtung Banditen!!!” e contemporaneamente lanciò con forza la moneta più grossa sul parabrezza del camion creando uno scompiglio generale.

Gepin riuscì a dileguarsi saltando in mezzo ai boschi... per un po' dovette astenersi dal frequentare le morose...perchè loro preferivano la carne fresca!

Epilogo: penso che la moneta che salvò la vita a Gepìn potrebbe essere un L.2 Impero quindi la posto.

Saluti a Tutti... alla prossima,  Beppe

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giuseppe ballauri
Supporter

PREMESSA

Una bellissima leggenda irlandese racconta che, dove finisce un Arcobaleno, un folletto abbia messo un pentolone pieno di monete d'oro...decisamente no è il mio caso! 

TITOLO: IL PAIOLO E LA PUZZA DEI SOLDI

Casa mia confinava con una Salumeria – Gastronomia, molto rinomata perchè potevi trovare degli ottimi funghi, tartufi ed era caratterizzata da un carrettino posto sul marciapiede, con un'insegna smaltata di un Gallo ed un paio di spiedini, sui quali rosolavano sempre dei polli che emanavano un profumo irresistibile. I titolari avevano un figlio, Dante, bell'uomo, indolente ed un po' scapestrato, che alla vita di bottega preferiva le battute di caccia, le giornate passate a pescare, girare le vallate montane per comperare i prodotti del luogo e magari godere di qualche ora di compagnia di qualche bellezza locale.

Ogni tanto Dante ci coinvolgeva in queste gite avventurose, dove la meta era sconosciuta, l'orario di ritorno indeterminato ed il mezzo di trasporto...la sua Fiat 500 Giardiniera, stanca ed ansimante con riporti di legno, che mi piaceva moltissimo, perchè non avevo mai visto un'auto costruita con questo materiale.

Partimmo una Domenica "presto". Presto per Dante voleva dire dopo le 11, perchè nella notte aveva giocato a carte fino al mattino.  Qualche mese prima, in una “malga”, aveva trovato una pianòla di fine '800 con meccanismo a mano ( in pratica per suonare dovevi girare una grossa ruota di ghisa) e poi... il proprietario diceva di avere molte monete, bisognava andare a vedere!

Quando arrivammo, trovammo un montanaro segaligno con un forcone in mano che ci guardava di traverso...riconobbe Dante, si sciolse un po' e ci portò in un locale dove convivevano numerose capre, un paio di mucche da latte, galline ed un povero cane pulcioso e cieco da un occhio che cominciò, ahimè, a strusciarsi contro le mie gambe.

La pianòla giaceva in un angolo in uno stato pietoso. Per lei erano finiti i tempi del “Tabarin” ed era ormai irrecuperabile. Mio padre diede di gomito a Dante perchè restavano da vedere le monete. Il montanaro tolse un paio di assi dal pavimento e si calò in una botola dove scorrevano i liquami e riemerse con un paiolo maleodorante. Quello che mi colpì furono le sue parole che posso riassumere così ( per quel che mi ricordo a distanza di decenni 😞 “Queste qui sono tutte d'argento, nascoste quando c'erano i Kartoffen! Maledetti...prendevano le bestie, bruciavano le case e noi nei boschi a mangiare castagne e radici!”. Cercando di non essere schizzinosi, mettemmo il paiolo in una fontana per un paio d'ore, mentre il montanaro ci offriva un'assaggio dei formaggi. Aspettammo con impazienza Dante, che probabilmente si era dato da fare con qualche procace donzella del posto, poi caricammo tutto sulla Giardiniera e ritornammo a casa a tarda ora. Il viaggio fu un incubo, la puzza emanata dal paiolo era terribile, amplificata anche dalle forme di formaggio comperate da Dante. Il nostro olezzo era percepibile a miglia di distanza e mia mamma era fuori di sé. Mi ricordo che passammo la notte nella vasca da bagno ed i vestiti furono buttati via. Per fortuna il paiolo con le monete era nascosto nella cantina di Dante e col tempo siamo riusciti a pulire le monete...ed il paiolo.

EPILOGO:

Le monete erano in effetti tutte d'argento da Vitt.Em.II a Vitt.Em.III , tutte circolate e poche date rare, circa una Ventina di Kg (!), praticamente vendute a peso. Il Paiolo era probabilmente usato come Pentolone per lavare i Vestiti con Liscivia e cenere ed è forse migliore delle monete. Però, con questi umili tondelli, fin da giovane ho sperimentato la pulizia delle monete. Molti storceranno il naso, perchè le monete non vanno mai pulite, ma il mio racconto, forse, farà cambiare idea a qualcuno.

 

Ciao Beppe

Il Paiolo o meglio il Pentolone ( nella mia cantina )

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Fiat 500 C Giardiniera ( Fonte Internet ) 

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Qualche moneta del paiolo !!!

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Litra68

Buongiorno a tutti, Beppe, @giuseppe ballauri bellissimo racconto, devo dirti però che sento più il profumo del formaggio, forse il lavaggi prolungato ha fatto effetto, e poi mi viene in mente una frase che  Vespasiano rivolse a suo figlio a proposito dei soldi che si guadagnavano con le latrine(vespasiani) rivendendo le urine ai conciatori di pelle e lavandai.

'' Pecunia non olet.''

Saluti 

Alberto 

Edited by Litra68
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giuseppe ballauri
Supporter

Grazie Alberto, 

in questo caso: " Nummi erant sordidae et sicut odore stercore!" 🤣

Con mio "latinorum" da Liceo Scientifico mi attirerò le critiche dei Latinisti del Forum!!!

Ciao Beppe 

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cabanes

belli, Beppe, i tuoi ricordi, mi fanno sentire l'odore della mia infanzia. E scrivi bene, anche!
Ora chiedo: questa tua discussione può ospitare anche vicende fantascientifiche (numismatiche, ovviamente) ? mi è accaduto recentemente un fatto strano...

 

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giuseppe ballauri
Supporter

Vai Walter!! Curioso di sentire il tuo racconto.Ciao Beppe 

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Gallienus

@giuseppe ballauri: caro Beppe, tu dovresti darti alla narrativa.

Hai una felicità espressiva rara, e un bagaglio di esperienze una più bella dell'altra. Se mai tu decidessi di pubblicare un volume di racconti fammelo sapere, ché ne faccio incetta e lo regalo per Natale ai parenti, son meglio delle vecchie "storie attorno al fuoco".

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DOGE82

Bellissima la storia. Come le altre sono molto entusiasmanti!! Complimenti. 

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Jack04

Complimenti Beppe, storia bellissima come del resto tutte quelle che scrivi qui sul forum, hai un vero talento per la scrittura.

Potresti pensare di raccoglierle e pubblicarle, ne uscirebbe un bel libro.

Saluti

Giacomo

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giuseppe ballauri
Supporter

Grazie a Voi, siete molto gentili. Sono arrivato ai 60 anni con una problematica di salute grave. In questi casi o vai in Depressione oppure ti godi ogni giorno come fosse l'ultimo. Ho la fortuna che la mia famiglia ha sempre avuto una grande passione per le monete e di aver vissuto con loro dei momenti che una volta mi sembravano normali o degni di poca considerazione. Adesso ho molti ricordi ed i ricordi devono essere condivisi con persone come voi che li apprezzano. 

State tranquilli... nessun libro, ma vi romperò ancora con le mie storielle!

Ciao e Buone Feste a Tutti, Beppe  

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Litra68

Buongiorno a tutti,  Beppe @giuseppe ballauri, ho letto tutto d'un fiato il racconto della cassaforte inviolabile e i post degli altri Fratelli Lamonetiani, mi unisco a loro nel manifestarti tutta l'ammirazione per il tuo modo di raccontare e per il renderci partecipi di spaccati della tua vita. Scopro con gioia che oltre ad avere una comune passione, abbiamo avuto una Nonna di nome Assunta, la mia ieri avrebbe compiuto 109 anni in quanto classe 1910..😊

Intanto ti faccio un mondo di Auguri affinché migliori la tua Salute, poi nei prossimi giorni mi auguro di leggere altri tuoi bellissimi racconti, che in queste serate di festa avranno proprio il sapore dei racconti della nostra infanzia, e poi avremo tempo per farci gli Auguri di Natale, qui non si chiude mai.. 😊 

Un abbraccio 

Alberto 

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