gpittini Inviato 14 Febbraio, 2020 #1 Inviato 14 Febbraio, 2020 DE GREGE EPICURI Vi mostro questa medaglietta abbastanza curiosa. In primo luogo, allora (credo inizi Novecento) si diceva e scriveva BOCCIE e non BOCCE. In secondo luogo, giocavano a "boccie" vestiti come ad un ballo. Infine, osservate i baffetti del protagonsta in prima fila: identici a quelli di VE III in quel periodo. Cita
gpittini Inviato 14 Febbraio, 2020 Autore #2 Inviato 14 Febbraio, 2020 Il rovescio è privo di nominativo: premio non assegnato. Cita
Gallienus Inviato 14 Febbraio, 2020 #3 Inviato 14 Febbraio, 2020 50 minuti fa, gpittini dice: DE GREGE EPICURI Vi mostro questa medaglietta abbastanza curiosa. In primo luogo, allora (credo inizi Novecento) si diceva e scriveva BOCCIE e non BOCCE. In secondo luogo, giocavano a "boccie" vestiti come ad un ballo. Infine, osservate i baffetti del protagonsta in prima fila: identici a quelli di VE III in quel periodo. In realtà credo l'avessero semplicemente scritto male: "boccie" era scorretto anche a inizio Novecento. E' vero che cent'anni fa la grafia dei plurali in -cia/-gia non era rigorosamente normata come oggi, ma la regola (o meglio: la consuetudine) all'epoca prevedeva che la "i" nel plurale femminile fosse conservata nei grecismi e nei latinismi che già la prevedevano (come ad esempio in "provincie", oggi scorretto), mentre andava omessa nelle parole di origine non classica. A questa seconda categoria appartiene, per l'appunto, "bocce". Cita
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