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federicom73

monete regno due sicilie

Risposte migliori

federicom73

Sottopongo alla attenzione degli esperti una serie di 5 monete argentee.

Ogni commento su identità, conservazione e quotazione è gradito.

Un ringraziamento anticipato per chi - gentilmente - mi presterà un poco del suo tempo.

Fede

*****************

1° moneta

post-1854-1171468836_thumb.jpg

post-1854-1171468850_thumb.jpg

Modificato da federicom73

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expo77

La prima è una piastra (o 120 grana) di Carlo terzo di borbone del 1750 conservazione direi circolata, consunta ma in tutto leggibile.

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expo77

La prima è regno di Napoli, la seconda è regno di sicilia sempre dello stesso sovrano, servirebbero peso e diametro, cmq se di 34 mm e circa 13,5 grammi si tratta di un 6 tarì dell'incoronazione del 1735

moneta comune della quale esistono diverse varianti

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expo77

la terza è un 12 tarì di Ferdinando III di Borbone per il Regno di Sicilia:

Rara con la scritta FERDINANDVS, Non Comune con la scritta FERDINANDUS del 1796.

su questa avrei delle riserve, ma su questa come per tutte le altre, non essedo un esperto ma solo un appassionato, non esprimo giudizi di valutazione, rarità o autenticità, limitandomi a qualche notizia sulle monete.

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expo77

La quarta è una piastra del 1805 (tipo inglese)sempre dello stesso sovrano qui però battuta come Ferdinando IV per il Regno di Napoli

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expo77

Nella quinta riproduzione fotografica è ancora Ferdinando che qui compare col titolo di I re delle due sicilie a emettere una piastra del tipo testa piccola del 1818.

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picchio

1) La prima moneta come già accennato si tratta di una piastra del 1750 in argento di Carlo di Borbone (1734 – 1759) dovebbe avere il diaemtro di circa 41,00 mm e peso attorno ai 25 grammi data la consunzione.

CAR.D.G.UTR· - SIC·ET.HIER.REX. Busto drappeggiato e corazzato a destra nel taglio del braccio, De·G (De Giovanni incisore) R/. HISPANIAR· - INFANS·1750· Stemma coronato; ai lati, MV – MM / R· in nesso. Sotto, G·120 entro cartella.

CNI 69 var. Pannuti Riccio 29. Davenport 1400.

Di questa piastra esistono numerose varianti alcune delle quali anche nelle dimensioni del busto del Sovrano. Sono molto rare in grande conservazione, nello stato da Lei presentato si trovano con facilità sebbene non siano da considerarsi comuni.

2) La seconda a giudicare dallo stile dovrebbe essere un 6 Tarì dell'icoronazione del 1735 cooniato a Palermo e non a Napoli come la precedente. Il Sovrano è sempre Carlo di Borbone, non è una moneta di prezzo, considerando che in SPL siamo attorno ai 300 euro. Se di 6 Tarì si tratta il peso di 13,45 ed il daimetro di circa 34 mm. Classifcabile come Sphar 17.

3) 12 Tarì 1796 coniato a Palermo per il regno di Sicilia da Ferdinando III di Borbone. Una delle monete che presentano il maggior numero di varianti, sia nella leggenda sia negli assi di rotazione della moneta. Le varianti nella leggenda sono relative al nome che può essere FERDINANDUS, FERDINANDVS, FERDINAN. e la leggenda può essere continua oppure interrotta sopra al capo del Sovrano. Vale attorno ai 120 euro in questo stato di conservazione, probabilmente di più, dall'immagine è difficoltoso comprendere il reale stato di conservazione. Le sigle al rovescio sono dell'appaltatore della zecca di Palermo nel 1796. Spahr 21.

4) Moneta coniata nel 1805 del valore di 120 grana. Comunemente detta di tipo inglese e con testa riccia. Anche in questo tipo le varianti di conio si sprecano, sia nella pettinatura riccia del monarca, sia al rovescio con le dimensioni dello scudo e le lettere dell'appaltatore di zecca LD. In più rari casi lo spallaccio invece che liscio come in qiesto caso ha una divisione in tre lamelle.

D/ FERDINANVS IV. D.G. REX in cerchio perlinato, all'esergo 1805, testa nuda con capelli ricci e busto corazzato a destra. - R/ VTR . SIC . HIER . HISP . INF all'esergo G. 120. nel campo entro cerchio lineare scudo coronato, ai lati L / D (Luigi Diodati, maestro di zecca) . T-/ PROVIDENTIA OPTIMI PRINCIPIS in rilievo. Pagani 10b. Pannuti riccio 9 Mi pare di discreta conservazione, valutabile attorno ai 150 euro, la moneta è comune ed uno splendido viene correntemente ceduto attorno ai 200 / 250 euro.

5) Altra piastra del 1818. Su questa coniazione ci sarebbe da scrivere un libro dato il numero di varianti, nella leggenda, nella punteggiatura, nella pettinatura, nel taglio del collo e nelle dimensioni della testa. E' una delle monete più comuni coniate a Napoli nell'800. Il tipo da Lei illustrato lo definirei una testa "grande" anche se sarebbe più appropriato definere media. Valore commerciale attorno ai 120 euro.

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federicom73

Ringrazio tutti coloro che mi hanno risposto e mi scuso per la cattiva qualità di alcune scansioni poste in esame.

Mi riservo di approfittare ulteriormente della vs cortesia, e di postare - appena possibile - una scansione e dati più precisi almeno della moneta da 12 tarì siciliani di Ferdinando III, dal momento che è stato avanzato un piccolo dubbio.

Grazie.

Fede

Modificato da federicom73

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expo77

moneta numero 5

Posso concedere la testa "media" ma senz'altro non la testa grande.

A mio parere è un testa piccola.

Complimenti per le risposte così esaurienti e da manuale come si dovebbe sempre fare (e qui faccio mea culpa), ma anche la valutazione , in particolare della moneta numero cinque, è un pò esagerata. ti assicuro che le trovi facilmente a meno e che per il prezzo da te indicato io cedo subito la mia... :)

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