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niko

Vittorio Emanuele III

Risposte migliori

niko

"vista" la storia di simone su napoleone, volevo copiarlo e fare una cosa del genere per vittorio emanuele III.

incominciamo:

VITTORIO EMANUELE III

Tra storia e monete

• Le prime monete

Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro, figlio di Umberto I di Savoia e di Margherita di Savoia, nasce a Napoli l'11 novembre 1869.

Come molti bambini nobili all’epoca, oltre ai giocattoli, fu abituato ben presto ad interessarsi alle collezioni più disparate, e le monete comparvero nella sua vita all’età di sei anni.

Nel suo diario, scritto in modo telegrafico dal 1901, compare sotto l’anno 1875, la scritta: “mie prime monete”

Gli studiosi sono indecisi sul Suo approccio con la numismatica: alcuni dichiarano che essa iniziò con un soldo di Pio IX regalatogli dalla governante irlandese che lo aveva acquistato da un robivecchi nel 1879 quando egli aveva 10 anni, altri sostengono che ricevette le prime all'età di 6 anni.

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Modificato da niko

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marcantonio

siamo in attesa del secondo capitolo. :P MARCANTONIO.

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simone
"vista" la storia di simone su napoleone, volevo copiarlo e fare una cosa del genere per vittorio emanuele III.

203333[/snapback]

Però l'idea delle storie a puntate è di Petronius :D

Niko, continua che sono curioso :P

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niko

• Osio e “l’educazione numismatica”

In seguito nel 1881 fu affidato all’educatore Egidio Osio, numismatico anch’egli che gli fece sviluppare un simpatia particolare per le monete.

Vittorio Emanuele ricorderà sempre quel momento inviando lettere a Osio, fino alla sua morte avvenuta nel 1902.

Il 9 aprile del 1883 vittorio Emanuele parla della sua passione in un componimento datogli dal suo professore di italiano, Luigi Morandi.

Intanto la vita “numismatica” del principe continuava “a gonfie vele”, giacchè verso la fine del XIX egli poteva vantare nella sua raccolta 20000 monete.

P.S. allora ho rubato l'idea a Petronius!!! :D

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niko

• il 1900

Oltre alla numismatica e ai tanti impegni, Vittorio Emanuele preparava in quella primavera il suo prossimo viaggio estivo sullo “Yela”, la sua imbarcazione personale, che riguardava le zone artiche.

In quell’estate toccò le più alte latitudini mai raggiunte da navi italiane, battendo persino il record imposto dal cugino Luigi di Savoia-Aosta.

Il 29 luglio 1900 moriva Umberto I per mano dell’anarchico Gaetano Bresci, per vendicarsi dei fatti accaduti nel 1898, quando a Milano erano scoppiati tumulti per i rincari che avevano subito i generi alimentari, il generale Bava Beccarsi aveva disperso la folla “e riportato” l’ordine conquistandosi l’odio di tutto il popolo di Milano; ma non era finita lì!

Umberto I pensò bene di riconoscere i meriti con una medaglia, attraendosi anche lui una buona parte di malcontento dei milanesi.

Il “futuro” re apprese questa notizia solo il 31 luglio, perché era in vacanza al Polo Nord, appunto, assieme ad Elena del Montenegro, sua moglie.

:D

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niko

• Elena di Savoia

Elena del Montenegro (al secolo Jelena Petrović Njegoš - Cettigne, 8 gennaio 1873 - Montpellier, 28 novembre 1952), sesta figlia di Nicola I del Montenegro e di Milena Vukotić, fu la seconda Regina d’Italia, moglie di Vittorio Emanuele III di Savoia e madre di Umberto II.

Di animo sensibile e pragmatico, la Regina Elena si tenne sempre lontana dalle questioni politiche e profuse il suo impegno in numerose iniziative caritative e assistenziali, che le assicurarono vasta simpatia e popolarità.

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niko

• L’incontro con Vittorio Emanuele III

In Italia nel frattempo, la Regina Margherita si preoccupava per le sorti dell’unico figlio, futuro Re ed in combutta con Francesco Crispi, di origini albanesi, che auspicava una maggiore apertura dell’Italia verso il mondo slavo, combinarono l’incontro tra i due giovani che avvenne al teatro La Fenice di Venezia in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte.

Fu dichiaratamente amore: dopo un altro incontro in Russia, Vittorio Emanuele formulò la richiesta ufficiale al padre di Elena, Nicola I. Essendo di religione ortodossa, per potersi sposare con un principe cattolico Elena dovette abiurare.

nel 2002 fu anche emesso un francobollo per la lotta contro i tumori del seno, raffigurante Elena!!!

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petronius arbiter
P.S. allora ho rubato l'idea a Petronius!!! :D

203352[/snapback]

Mai furto è stato più gradito :D

Complimenti niko ;)

petronius :)

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spidy

interessante sapere come Vittorio Emanuele III si è avvicinato alla numismatica...sarebbe ancora meglio sapere quali erano le monete che facevano parte della sua collezione...ma esiste ancora? dove si trova? come si può fare per visitarla? e se organizzassimo una gita con tutti gli utenti del forum per una visitina...? :P :D

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Dimitrios
interessante sapere come Vittorio Emanuele III si è avvicinato alla numismatica...

Vittorio Emanuele, ancora bambino e principe, spesso passeggiava con la sua governante miss Elizabeth Lee, detta Bestie, un irlandese di Clonakilty nella contea di Cork.Durante una di queste passeggiate a Campo de’ Fiori, miss Lee acquistò da un robivecchi un soldo di Pio IX e glielo regalò.

Era il 1879, e cominciava la storia vera delle monete del re.

Il soldo di Pio IX e ufficialmente la prima moneta di Vittorio Emanuele, il quale ne parlò espressamente in un compito intitolato “Il mio medagliere”, assegnatoli dal suo insegnante di italiano, professor Luigi Moranti, il 9 aprile 1883:

"Tre o quattro anni fa ebbi per caso un soldo di Pio IX e lo serbai;

poi avutone un altro, lo unii al primo, e di questo passo ne misi insieme

una quindicina di varie specie."

C’è poi un’intervista, rilasciata all’ ingegner Patrignani, nel 1931, dove Vittorio Emanuele dichiarava:

"Dal 1879 al 1881 la mia raccolta giunse a quei 75 pezzi di cui ho

fatto cenno nel compito scolastico del 1883.Da quest’anno a quasi tutto

il 1889 essa rimase trascurate, nonostante i numerosi apporti, specie in

medaglie, dovuti alla benevolenza dei miei genitori e del generale Osio.

Fu appunto in quell’anno, con già 3000 pezzi, che io decisi di abbandonare

le monete classiche per dedicarmi esclusivamente a quelle dal medioevo

alle moderne coniate in Italia.

Avevo messo assieme, in verità, la raccolta più sconclusionata che si

potesse immaginare, perché in essa figuravano tessere, bolle papali,

medaglie di tutti i tempi, monete romane e greche, ed infine quelle

italiane ed estere.Il nuovo orientamento e il conseguente in inquadramento

della mia raccolta mi furono utilissimi.Cinque anni dopo, nel 1894,

passai alla guarnizione di Firenze, e i pezzi erano già diventati12000;

erano 18000 all’epoca del mio trasferimento a Napoli nel 1897."

Nel 1936 il re la portò a 88000 pezzi, e il 1 aprile 1940 fino a 103846.

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niko

Le prime monete del re!!!

La prima emissione di monete di Vittorio Emanuele III è creata mantenendo lo schema tradizionale del ritratto di profilo e dello stemma o semplice valore. L’incarico della realizzazione degli stampi è dato all’incisore-capo della Zecca di Roma, Filippo Speranza, che li esegue secondo le norme stabilite dal Regio Decreto del 7 marzo 1901 n.92. S si riferiscono alle monete d’oro da Lire 100 e 20, alle monete d’argento da Lire 5, 2 e 1, e alle monete di bronzo da Centesimi 2 e 1. rimane in corso la moneta di nichelio di Centesimi 20 del tipo emesso nel 1894, sostituita con R. Decreto del 13 febbraio 1902 n.54 da una moneta di nichelio dal valore facciale di Centesimi 25.

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niko

CONCORSI PER LA NUOVA MONETAZIONE

La passione numismatica di Vittorio Emanuele III fu elemento favorevole al rinnovamento artistico della monetazione italiana che faceva sfigurare l’Italia, depositaria della più splendida tradizione numismatica e medaglistica del passato, nei confronti di altre nazioni la cui monetazione corrente era assai più raffinata.

Facendosi interprete delle seguenti critiche dell’opinione pubblica alle monete coniate nella zecca di Roma, la Società italiana per l’arte pubblica nella primavera del 1902 bandisce a Firenze un “Concorso per modelli di conii della nuova monetazione ufficiale”. Il primo premio è vinto da due artisti: Trentacoste e Boninsegna.

questo portò all'emissione dei progetti johnson!

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niko

rieccomi dopo due giorni pieni di impegni! :P

• La Zecca di Roma-prima parte-

La Zecca dello Stato, che la tradizione fa risalire alla Zecca di Roma e poi alla Zecca dello Stato Pontificio, nel 1870 è divenuta la Zecca dell'Italia Unita. Dal 1978 fa parte dell'Istituto Poligrafico dello Stato.

Attualmente opera in due stabilimenti, quello completamente ristrutturato di via Gino Capponi al quartiere Appio, entrato in produzione alla fine del 1999, e quello storico di via Principe Umberto al quartiere Esquilino a Roma; quest'ultimo è stato la prima sede della Zecca italiana, inaugurata il 27 dicembre 1911 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.

La Zecca è una particolare fabbrica del cui patrimonio secolare fanno parte i concetti di arte e tecnica, sicurezza e tecnologia, tradizione e innovazione.

La Zecca si occupa, in ambito istituzionale ed esclusivo, della coniazione per lo Stato sia di moneta circolante che per collezionisti, e negli ultimi anni è stata impegnata nella coniazione dell'euro anche per la Repubblica di San Marino e per la Città Stato del Vaticano. Garantisce la fornitura per l'Amministrazione dello Stato e privati di medaglie, distintivi, timbri, sigilli, punzoni e contrassegni metallici.

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niko

(un viaggio nella zecca anche ai giorni nostri)

la zecca di roma-seconda parte-

Per il suo know-how di produttore di monete di circolazione e di monete e medaglie in metallo prezioso per collezionisti la Zecca dello Stato è anche, quale Autorità designata dagli Stati membri della Comunità Europea, sede del Centro Nazionale di Analisi delle Monete (CNAC) che opera, con le altre autorità nazionali ed europee, nella lotta alla contraffazione nummaria periziando le monete sospette di falsità e fornendo il supporto formativo e scientifico alle forze di polizia ed alle altre autorità comunitarie competenti in materia.

Istituzionalmente effettua inoltre attività peritale sulle produzioni recanti l'emblema dello Stato come timbri e sigilli ufficiali.

Inoltre per le capacità, le competenze e l'affidabilità del proprio laboratorio di analisi è stata nominata dalla Unione Italiana Cambi unico soggetto attestatore per la certificazione delle aziende italiane che producono oro per investimento (Good Delivery), in ottemperanza alla normativa vigente in materia.

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niko

la Zecca di Roma-terza parte-

La cultura produttiva dello stabilimento monetario si manifesta - attraverso esclusivi metodi realizzativi che provengono dalla sua tradizione e dal suo staff interno di incisori creativi - anche nella realizzazione di opere d'arte, di medaglie per committenti istituzionali o privati, di opere a scultura di grande e piccolo formato e di smalti e fusioni d'arte.

La storia della Zecca dello Stato, in cui arte e tecnologia si uniscono a qualità ed elevata specializzazione, si lega alla storia e alle opere dei propri incisori, fra cui Filippo Speranza, Luigi Giorgi, Attilio Motti, Pietro Giampaoli, e Laura Cretara: artisti che hanno saputo unire nelle loro opere un'insuperabile perizia tecnica ad una raffinata abilità artistica, espressione della più alta tradizione artistica squisitamente italiana.

La Zecca dello Stato ha anche realizzato le opere di grandi artisti, sia in medaglia che in scultura, come Pericle Fazzini, Emilio Greco, Aligi Sassu, Pietro Annigoni, Bino Bini, Ugo Attardi, Guido Veroi e molti altri.

L'importanza del linguaggio artistico per le produzioni della Zecca dello Stato è anche testimoniata dalla Scuola dell'Arte della Medaglia, serra creativa dell'IPZS, centro di alta specializzazione per le produzioni d'arte legate al metallo e alla coniazione, centro di formazione unico al mondo che dal 1911 opera all'interno dello stabilimento monetario italiano. La Scuola dell'Arte della Medaglia ha formato tutti gli incisori attualmente operanti della Zecca.

:D

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niko

• Museo nazionale

Il Gabinetto Numismatico, divenne parte integrante della nuova Zecca del Regno. La raccolta fu arricchita di nuove acquisizioni di monete e medaglie e di interessanti bozzetti per medaglie e monete. Infatti, nel 1911 furono acquistati 368 modelli in cera di Benedetto Pistrucci (1784-1855) e nel 1927 furono acquisiti 95 modelli in cera degli incisori pontifici Giuseppe (1808-1877) e Francesco (1842-1918) Bianchi. Inoltre, negli anni, il re Vittorio Emanuele III incrementò la raccolta con numerose donazioni della sua collezione personale.

Nel 1911 il Museo fu collocato nel nuovo edificio della Zecca sull'Esquilino in tre sale al primo piano. Una sala era dedicata alle monete e medaglie italiane ed estere, l'altra alle cere del Pistrucci e l'ultima alla collezione pontificia (tale collezione nel 1911 fu esposta anche nella Mostra d'arte retrospettiva di Castel S.Angelo in occasione dell'Esposizione Internazionale a Roma).

Nel 1962 parte della collezione fu esposta in alcuni locali di via XX Settembre all'interno Palazzo dei Ministeri Finanziari, con l'allestimento museografico a cura dell'arch. Franco Minissi.

In seguito alla legge n. 154 del 20 aprile 1978, che sancì il passaggio della Zecca di Stato all'Istituto Poligrafico, anche le collezioni numismatiche del Museo della Zecca entrarono a far parte del patrimonio di questo Istituto.

Il Museo attualmente è un luogo di studio e conservazione in costante aggiornamento; le collezioni vengono costantemente arricchite con le monete della Repubblica e con nuove acquisizioni. Fra queste si evidenziano 34 cere di Benedetto Pistrucci, che vanno ad arricchire il "corpus" dell'artista conservato nel Museo e il fondo di modelli e fusioni di Publio Morbiducci (1889-1963).

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incuso
Supporter

Perche' non lo metti anche qui:

http://www.lamonetapedia.it/index.php/Roma

?

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numa numa

La migliore narrazione della genesi e dello sviluppo della collezione di Vittorio Emanuele III (dal quale sono riportati molti dei brani e delle notizie dei precedenti post) e' riportata nel libro di Lucia Travaini :

"Storia si una passione : Vittorio Emanuele III e le monete" Salerno ed. Laveglia 1991 (recentemente ristampato da Quasar, Roma, 2005)

La collezione messa insieme dal re costituisce la piu' grande raccolta di monete italiane, dalla caduta dell'impero romano d'Occidente (476dC) alle monete emesse dal re stesso. Dopo varie vicissitudini (ad un certo punto Hitler stava per farla trasferire in Germania, a Monaco) la raccolta e' stata lasciata agli italiani dal re Vittorio Emanuele III al momento dell'esilio in Egitto, ad esclusione di circa 8000 monete dei Savoia che sono state successivamente donate dal figlio Umberto II alla sua morte. La collezione e' stata data in custodia all'Istituto Italiano di Numismatica (con sede in Roma a Via Quattro Fontane) e li' custodita negli armadi blindati fatti costruire appositamente dal re. Una quindicina di anni or sono e' finalmente passata in custodia (ed esposizione) presso il Museo Nazionale Romano a Palazzo Massimo a Roma ove costituisce uno dei rari esempi (e forse il migliore) di esposizione di una raccolta numismatica pubblica in vetrine appositamente costruite e a prova di ladro, in un caveau appositamente costruito nei sotterranei del museo. Ovviamente non puo' essere esposta l'intera raccolta, che comprende piu' di 103.000 monete, ma comunque la selezione esposta farebbe la felicita' di qualsiasi museo esistente, per la bellezza, rarita' e completezza delle serie esposte.

Vittorio Emanuele non si limito' a raccogliere le monete ma volle dargli anche un ordinamento rigoroso e soprattutto descriverle in un catalogo generale che ancora oggi costituitsce non solo la piu' completa opera sulla monetazione italiana ma, a giudizio degli studiosi, la piu' completa opera mai redatta sulla monetazione di un singolo Paese. L'opera in originale si compone di venti volumi, in folio, e riporta la descrizione delle monete emesse da tutte le zecche italiane conosciute oltre a delle bellissime tavole che le illustrano (per un totale di ben 679 tavole!). L'opera e' stata ristampata da Forni.

Vittorio Emanuele e' considerato, assieme allo Gnecchi e al Castellani, uno dei tre maggiori numismatici italiani di tutti i tempi (Museo Smithsonian di Washington DC)

numa numa

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spidy

si, è proprio un peccato... :angry:

comunque bravo Niko!

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numa numa

Si e' vero e' stato uno scandalo, pero' non perdiamo di vista il fatto che ;la collezione e' quasi integra nella sua interezza e che i pezzi esposti - originali - e ben protetti nel caveau sono tutti ancora li'..

Pensiamo positivo...

numa numa

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