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Catalogo Gigante


Pouldo
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Buongiorno, girando su internet ho notato che i prezzi dei cataloghi Gigante sono molto più bassi se non si compra l’ultimissima edizione. I miei dubbi erano: sono davvero così diverse le edizioni a distanza di pochi anni? Per un neofita andrebbe bene un catalogo di 3-4 anni fa?

Mi scuso se ho sbagliato sezione e/o se queste domande sono state già fatte 😅

Grazie a chiunque risponderà

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I cataloghi in genere, non sono il miglior "termometro" per le valutazioni commerciali delle monete, ottimi strumenti per la catalogazione ( tirature, decreti legge, ecc...) per le quotazioni preferisco tenere in considerazione le aggiudicazioni delle Casa d'asta. 

Saluti 

TIBERIVS 

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14 minuti fa, Pouldo dice:

3-4 anni fa

Ciao,

Io ho quello del 2016 per le monete,2015 per la cartamoneta 😁

Andrebbe benissimo,prendilo pure👍

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Posted (edited)
1 minuto fa, caravelle82 dice:

Ciao,

Io ho quello del 2016 per le monete,2015 per la cartamoneta 😁

Andrebbe benissimo,prendilo pure👍

Ps: per le valutazioni sappi che non sono sulla pratica proprio quelle(di meno),infatti non devi mai comprar "a prezzo di catalogo" ,come si usa dir👍

Ciao

Edited by caravelle82
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Grazie a tutti per le risposte, mi sono spiegato male: per "prezzi" intendevo i costi dei cataloghi, non delle monete 😅😂🤣

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13 minuti fa, Pouldo dice:

Grazie a tutti per le risposte, mi sono spiegato male: per "prezzi" intendevo i costi dei cataloghi, non delle monete 😅😂🤣

Si è normale costino di meno,non ti so pesare precisamente i cambiamenti tra singole edizioni ma ho constatato che è cosí ed è normale. 

Comunque non ci saranno stravolgimenti in pochi anni tranquillo(io credo che tanti qui abbiano ediz.un pò datate).

Saluti

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Posted (edited)

Io vado controcorrente almeno per il Gigante e il Montenegro ed anche il Nomisma ultimamente. Siccome si basano sulle aste ma non solo, alcune aste italiane ma tutte le maggiori Europee, beno o male (alcune più e altre meno, un 20% diciamo) le quotazioni sono quelle come anche le rarità, a parte l'oro che ultimamente sale e scende troppo velocemente. Chiaramente sono indietro di un anno e inseriscono le quotazioni massime che raggiunge una moneta. Se provi a seguire una tipologia vedrai che la stessa moneta in un'asta realizza 1000 in un'altra 500 o 2000 ed allora come fare? E' un calcolo di media tra quante persone hanno seguito e offerto per quella moneta e in quali aste. Non è se in un'asta un 5 Lire 1814 Napoleone puntali aguzzi spunta solo 500 euro che quella moneta vale cosi,infatti poi la stessa è stata venduta a 1500 e poi  a quasi 3000 quindi và anche seguita passo passo è un Lavoraccio. In fine il mio parere è che i cataloghi meglio aggiornati e con la tua esperienza sul campo ti fanno o ti faranno capire quale sia il prezzo di una certa moneta.😉

 

Edited by favaldar
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Il catalogo aggiornato all'ultimissima edizione serve soltanto se hai una collezione avanzatissima, magari di monete ottocentesche in cui le varianti escono fuori di anno in anno. 

Altrimenti, soprattutto se sei un neofita, il catalogo aggiornato non serve quasi a nulla. Un ritardo di 4-5 anni non influisce per nulla sulla validità dell'opera. 

Ti consiglio esclusivamente di prendere un catalogo in cui le foto siano a colori.

 

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Buonasera. Va benissimo per iniziare anche un catalogo datato. Come dicevano chi mi ha preceduto, il catalogo serve più che altro per vedere le tirature e le rarità, per i prezzi meglio guardarsi intorno in aste e vendite. 

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Supporter

Andiamoci piano a dire che un catalogo non aggiornato va benissimo. Come al solito risposte univoche hanno poco senso.

Abbiamo alimentato per esempio nei mesi passati qualche discussione sulle zecche del 10 centesimi di Vittorio Emanuele II, e proprio in quel caso si parlava di revisioni importanti apportate dal Gigante a partire dall'edizione 2021.

L'ultimo Nomisma ha contemplato le coniazioni romane di Pio VI a differenza di quanto facessero le stesse edizioni Nomisma più vecchie.

Non è dunque solo questione di aggiornamento valutazioni.

8 ore fa, Pouldo dice:

sono davvero così diverse le edizioni a distanza di pochi anni? Per un neofita andrebbe bene un catalogo di 3-4 anni fa?

Basta una revisione di contenuti su una decina di  monete per rendere diversi 2 Gigante di annate consecutive. Non c'è secondo me una risposta univoca alle domande. Come al solito dipende dagli obiettivi e dalla disponibilità. Se ti stai avvicinando a questo mondo senza avere ancora degli obiettivi precisi, senza avere monete da catalogare, allora andrà bene un catalogo vecchio (azzarderei anche vecchissimo) alla stregua di una prima lettura. Se invece, pur essendo agli inizi, hai già obiettivi precisi e misurabili, e hai già qualche moneta da studiare e catalogare e amare e riporre, allora forse (dico forse) potrebbe essere sensato spendere di più per l'ultima edizione (presupponendo che siano stati apportati dei cambiamenti). Tornando indietro... Se però l'ultima edizione non puoi permettertela perché costa troppo per te, piuttosto che rimanere senza catalogo, prendine uno meno recente e tieniti informato riguardo alle novità. Nella tua (spero) lunga vita di collezionista avrai necessariamente a che fare con decine di libri e/o cataloghi. Nulla rimane stabilito in eterno. Riconoscerai da solo il momento in cui si sarà reso necessario un aggiornamento, un'integrazione, un cambiamento. Diciamo che gli editori seri fanno ciclicamente delle revisioni di contenuto. Il Montenegro ahimé è fermo da diversi anni in quanto a revisione. Il Gigante, invece, tende a essere più regolare con le revisioni (più o meno opinabili che siano).

Scegli tu se è in precisione che vuoi investire o se preferisci invece risparmiare.

Come scriveva qualcun'altro prima di me, molti di noi si barcamenano tra edizioni aggiornate ed edizioni datate.

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  • 3 weeks later...

Io, andando un pò controcorrente, consiglio l'ultima edizione del catalogo gigante, in quanto lo stesso contiene una password per poter accedere a una versione elettronica del catalogo stesso che contiene molte informazioni supplementari assai utili, tra le quali in particolare i risultati dei passaggi in asta di molte monete.

Non solo ma, come viene dichiarato nel catalogo cartaceo, una parte degli introiti derivanti dalla vendita è destinata all'implementazione della meritoria opera numismatica elettronica "numispedia", in corso di progressiva elaborazione.

Naturalmente, senza nulla togliere al fantastico e probabilmente insuperabile catalogo reperibile sul sito https://numismatica-italiana.lamoneta.it/

Saluti, Icona

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Il 10/6/2021 alle 14:45, Pouldo dice:

Buongiorno, girando su internet ho notato che i prezzi dei cataloghi Gigante sono molto più bassi se non si compra l’ultimissima edizione. I miei dubbi erano: sono davvero così diverse le edizioni a distanza di pochi anni? Per un neofita andrebbe bene un catalogo di 3-4 anni fa?

Mi scuso se ho sbagliato sezione e/o se queste domande sono state già fatte 😅

Grazie a chiunque risponderà

Se vuoi proprio acquistare un catalogo/prezziario e vuoi proprio il Gigante puoi acquistare anche edizioni di tre o quattro anni addietro.

Esistono anche altri cataloghi/prezziari come il Montenegro,l'Alfa e l'Unificato.

Secondo me il Gigante è quello più diffuso fra i collezionisti,forse perchè più economico rispetto agli altri.

Io preferisco il Montenegro perchè ,per ogni moneta,inserisce il riferimento bibliografico del libro in cui vi è un determinato studio su quel tipo di moneta.In tal modo posso utilizzare quel determinato riferimento bibliografico ed inserirlo sul cartellino di classificazione della mia moneta.Ad esempio,per le monete di Napoli, c'è il riferimento al Pannuti e Riccio che è un libro"vecchio"ma che ha fatto storia nella Numismatica e tutte le case d'aste lo hanno utilizzato per classificare e catalogare i lotti di monete napoletane ed,in tal modo,quando vado a vedere una determinata moneta sul catalogo d'asta,che ho in biblioteca, di una specifica vendita di monete napoletane mi posso relazionare con il medesimo libro(Pannuti e Riccio)per la classificazione.

Se si va a classificare una moneta inserendo il numero di catalogo del Gigante,del Montenegro(il Montenegro,oltre ad inserire il numero ed il libro di riferimento più utilizzato,inserisce anche il suo numero di catalogo),dell'Alfa o dell'Unificato ritengo che sia sbagliato poichè ,se il catalogo ad esempio del 2022,aggiornandosi ed inserendo altre monete,va a modificare il numero di catalogo ,la classificazione effettuata su altre monete con il catalogo 2021,non si troverà più con la numerazione di quello del 2022,mentre il libro/studio del Pannuti e Riccio quello è e quello rimane ed è a quello a cui faccio riferimento per classificare le mie monete.

I cataloghi/prezziari cartacei sono utili per avere un "certo"resoconto d'insieme per quanto concerne una" infarinatura"di quelle che possono essere le stime di mercato,stime determinate per lo più da scambi commerciali in mercatini(anche se molti li chiamano convegni:quando vado ad un mercato ortofrutticolo non dico che vado ad un convegno di frutta e verdura)o e soprattutto vendite all'asta.

Come ha scritto TIBERIVS è bene ,quando si cerca una valutazione specifica di una moneta,consultare direttamente i risultati delle aste,ma io aggiungo,perlomeno io così faccio,valuto i risultati di case d'aste che hanno molti clienti.Faccio un esempio estremizzato:se una casa d'aste con pochi clienti pone all'asta un 5 Lire 1901 autentico con base ad €    5000 e la moneta non viene ,addirittura aggiudicata,per me questo dato non viene preso in considerazione(dipende anche dalla casa d'aste come si pone in termini di visibilità sul mercato),ma,tuttavia,pur vero è che tale dato può influenzare quelle persone che non tengono conto dei parametri da me espressi e in tal modo si rovina il mercato numismatico.Quindi io consiglio ,quando si conferiscono le monete in asta,di vedere e valutare se quella determinata casa d'aste sia in grado o meno di far incrementare la o le vostre monete facendole rivalutare in meglio con le aggiudicazioni.  

Grazie

odjob 

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11 minuti fa, odjob dice:

 

Se si va a classificare una moneta inserendo il numero di catalogo del Gigante,del Montenegro(il Montenegro,oltre ad inserire il numero ed il libro di riferimento più utilizzato,inserisce anche il suo numero di catalogo),dell'Alfa o dell'Unificato ritengo che sia sbagliato poichè ,se il catalogo ad esempio del 2022,aggiornandosi ed inserendo altre monete,va a modificare il numero di catalogo ,la classificazione effettuata su altre monete con il catalogo 2021,non si troverà più con la numerazione di quello del 2022,mentre il libro/studio del Pannuti e Riccio quello è e quello rimane ed è a quello a cui faccio riferimento per classificare le mie monete.

 

Non so gli altri, ma il Gigante non cambia mai il numero di catalogo. Se si aggiunge un esemplare nuovo lo inserisce come XXX/a, se un esemplare viene rimosso (come è avvenuto qualche anno fa per gli scudi non attestati di Carlo Alberto) viene cancellato anche il numero di catalogo relativo. Quindi, qualunque Gigante tu possieda, per la monetazione di Carlo Alberto "Gig. 73" è lo scudo del '41 per Genova, mentre per esempio "Gig. 74" non esiste perché era lo scudo del '41 per Torino, la cui esistenza però è stata giudicata inattendibile.

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Ad oggi se vuoi un catalogo/prezzario/libro vai sui MIR-Varesi spendi qualche soldino ma alla fine avrai tutte le monete coniate nelle Zecche italiane aggiornati agli anni 2000,purtroppo alcuni sono introvabili......

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Posted (edited)

Dipende dall'uso che si fa: io ho le versioni del Gigante 2011 (sia quello delle monete che banconote) che utilizzo, come da esempio di Tiberius, per la catalogazione e altro che non abbia a che vedere con il mercato. Il Coin Krause che ho è addirittura del 1998 dato che il 90% delle mondiali che colleziono è di data precedente al '98 (però ho anche la versione pdf che arriva al 2008 che consulto rarissimamente) 

Edited by Erdrückt
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Buongiorno a tutti.

Aggiorno il Catalogo ogni dieci anni e non avverto alcuna lacuna: magari un neofita lo può aggiornare anche ogni cinque anni, per divertirsi a comparare le diverse quotazioni "su carta" e arricchire la biblioteca.

Il prezzo delle monete rare e/o di qualità lo fanno le Aste, i Mercati/Convegni e le trattative private. 

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