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Nuovi scavi archeologici nell'area triestina


Illyricum65
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Buongiorno,

in questi giorni sono ripresi nel territorio triestino gli scavi ai forti romani già oggetto di scavo nel 2019 e in seguito rinviati a causa della pandemia. In quell’anno si era indagato sia il forte di Grociana Piccola/Mala Grocanica che quello di San Rocco/Koromacnik: il primo sia nella struttura interna che in quella esterna presenti presenti mentre il secondo era stato indagato in un’area non sommitale ma all’apparenza non troppo sconvolta da interventi successivi a quello romano.

immagine.png

Grociana Piccola, scavo fortificazione interna, 2019 (tratta da “Il Piccolo”)

In pratica si tratta degli scavi archeologici collegati a quanto già ebbi modo di presentare nella discussione

https://www.lamoneta.it/topic/136278-la-vera-nascita-di-tergeste/?tab=comments#comment-1553782

e anche

 

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L’obiettivo della ricerca di questo anno era quello di indagare due settori delle strutture murarie evidenziate dalle ricerche LiDAR (ma visibili anche nelle immagini aeree del 1957 e in certe condizioni di luce radente) sul colle di San Rocco/Koromacnik nel Comune di San Dorligo della Valle – Obcina Dolina al fine di tentare di comprendere la cronologia delle stesse e le tecniche costruttive. Scavi condotti dal Dott. Bernardini (Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam/ Venice Centre for Digital and Public Humanities dell’Università Ca’ Foscari di Venezia) in collaborazione con Università di Trieste, l’Istituto di Archeologia Accademia delle Scienze ed Arti/ Znanstvenoraziskovalni center Slovenske akademije znanosti in umetnosti  e la Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

immagine.png

In bianco area sondaggio 2019, in blu e verde le due trincee 2021 (puramente indicativo).

Il colle è lambito a sud dal torrente Rosandra e si eleva in una posizione strategica a poche centinaia di metri dal punto più interno e protetto del golfo di Trieste. L’accampamento che lo occupa ha un’estensione di oltre tredici ettari e presenta una planimetria piuttosto complessa. La principale struttura di fortificazione ha una forma quasi semicircolare (larga fino a circa 600 m), mentre al suo interno si riconoscono varie murature. Le ricerche hanno permesso di mettere in luce complesse opere difensive costituite da terrapieni associati a strutture in pietra e fossati, senza confronti nei pochi siti coevi noti nella penisola iberica. Più nel dettaglio, il muro di difesa esterno, largo circa 10 m, presenta dall’esterno verso l’interno dell’accampamento un piccolo fossato che probabilmente ospitava una palizzata, una massicciata di pietre alta circa 1.5 m, un ulteriore piccolo fossato con ogni probabilità utilizzato per il fissaggio di ostacoli lignei e infine, a una quota leggermente maggiore, un camminamento largo circa 5 m composto da un muro a sacco e un terrapieno interno, in origine protetto da un parapetto ligneo. La struttura conserva tracce evidenti di un incendio che ha raggiunto temperature molto elevate. Lo studio dei materiali ceramici rinvenuti, soprattutto anfore, e degli abbondanti resti di carboni, con ogni probabilità permetterà di precisare la cronologia della struttura e di comprendere se possa essere legata alla guerra del 178-177 a.C., come recentemente ipotizzato, o a un momento successivo.

Per chi fosse in zona e avesse interesse a visitare lo scavo sono state organizzate due visite guidate gratuite agli scavi. Martedì 14 luglio e venerdì 16 luglio 2021 gli archeologi responsabili dei lavori condurranno i visitatori all'esplorazione del sito. Orario e luogo di ritrovo: 17.30, piazzale davanti alla Wartsila (Bagnoli della Rosandra, 334, 34018, San Dorligo della Valle). Prenotazione obbligatoria: è previsto un numero massimo di 20 persone per visita guidata. Per prenotare scrivere a: fbernard@ictp.it

immagine.png

Struttura interna in corso di scavo.

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Struttura esterna in fase di scavo.

https://www.ansa.it/friuliveneziagiulia/notizie/2021/07/09/archeologia-nuova-luce-su-architettura-militare-romana_012ba1d4-5154-468f-9cf3-d31bcfe99446.html

https://www.facebook.com/514860465326246/posts/2536594823152790/

Grazie per l'attenzione

Illyricum

;)

 

 

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Supporter

Molto interessante. Penso che questi scavi possano contribuire a fare luce sulle tecniche difensive dell'esercito  in un periodo cruciale per l'espansione territoriale romana che porterà poi all'impero

Buona domenica da Stilicho 

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1 ora fa, Stilicho dice:

Molto interessante. Penso che questi scavi possano contribuire a fare luce sulle tecniche difensive dell'esercito  in un periodo cruciale per l'espansione territoriale romana che porterà poi all'impero

Buona domenica da Stilicho 

Assolutamente sì. Le conoscenze per questo periodo sono estremamente limitate e le testimonianze scritte labili. Ricordiamoci che si tratta di un periodo ancora abbastanza arcaico, dove abbiamo descrizioni generiche e legate agli scontri ma che in realtà descrivono sommariamente l’esercito che verrà standardizzato come dotazione e reparti solo con la Riforma di Mario  (https://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_mariana_dell%27esercito_romano ) ovvero un centinaio di anni dopo. Inoltre vari testi saranno andati perduti (solo nel caso delle Guerre Istriane esistevano tre testi di cui di uno rimane solo un frammento e nell’integrità solo quello di Tito Livio).

I confronti per siti coevi o più antichi sono riferibili a quelli in Spagna della Seconda Guerra Punica ( es. https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Baecula ) dove però i forti, di una ventina di anni più antichi, costruiti su territori carsici con un substrato calcareo affiorante e scarsa copertura terrigena hanno sia modificato lo stile di impianto che resa difficile una conservazione efficace (al pari del forte di Grociana Piccola/Mala Grocjianica scavato nel 2019). Nel caso in esame abbiamo un colle arenaceo non troppo erto, con copertura terrigena inferiore a mezzo metro che:

-          Si è conservato in alcune aree e in buona parte della recinzione

-          E’ stato mantenuto a pascolo per cui non è stato terrazzato (e quindi modificato) come il vicino Monte Uselo (coltura olearia) – colle anch’esso frequentato a partire dalla protostoria e per il quale passava un tratto dell’acquedotto di Tergeste (http://www.simfvg.it/doc/paesaggio/ppr/archeologici/U31_sito_di_monte_usello.pdf )

(https://res.altervista.org/i-resti-archeologoci-di-berda-sul-monte-usello-san-dorligo-della-valle/ )

-          Forse anche l’esposizione alla Bora ha frenato un suo utilizzo agricolo (la parte meridionale è protetta ed esposta al sole, comunque)

-          E’ stato fortunatamente solo lambito dallo stabilimento della Wartsila ex Grande Motori (1960 circa) che ne ha intaccato gran parte del declivio del versante nord

-          E’ stato utilizzato in parte come discarica a cielo aperto che ha coperto la zona sommitale (chissà cosa si potrebbe rinvenire come strutture sotto!)

-          E’ stato fortunatamente solo lambito dalla Grande Viabilità Triestina

-          E’ stato fortunatamente solo sfiorato dai depositi della SIOT

(http://www.simfvg.it/doc/paesaggio/ppr/archeologici/U30_sito_di_monte_san_rocco.pdf )

lidar.JPG

panorama.JPG

panorama elaborato.JPG

Fortunatamente le locali autorità hanno sempre tentato di tutelare il sito per motivi paesaggistici/pascolo e si opposero all’utilizzo come discarica. Quindi una serie di fortune ma anche uno sguardo un po’ lungimirante. Ci troviamo pertanto ora a parlare sicuramente del più antico forte romano esistente al mondo in queste condizioni di conservazione. E chissà cosa altro potrebbe rivelare!

Adesso bisogna attendere che le datazioni radiocarboniche e l’analisi dei materiali ceramici rinvenuti confermino le ipotesi proposte dagli studiosi. Per adesso si può dire che l’evento di occupazione copre un periodo tra il secondo e la metà del primo secolo a.C.

Ciao

Illyricum

PS: nell’area della WARTSILA/ex GMT ora passata in parte alla gestione portuale sono stati identificati muri pertinenti ad una villa rustica romana che attualmente sono in fase di scavo. Già nel 1955 era stata segnalata la presenza di una struttura di probabile epoca romana.

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Dimenticavo di aggiungere una precisazione. Le strutture indagate sono di tipo provvisorie e per quanto "monumentali" per le dimensioni erano costituite da fossati, ostacoli, muri a secco e massicciate senza utilizzo di malte o cemento. Dalle stesse zone dove sussisteva una palizzata lignea non sono emersi chiodi da carpentiere per cui si ha una conferma indiretta di una certa provvisorietà nella struttura. Per quanto tempo sarà stata utilizzata? E una volta "pacificata" l'area fu abbandonata e le truppe si spostarono? Giulio Cesare parla di incursioni dei Giapidi a Tergeste attorno al 54 a.C. : quindi nel periodo esisteva Tergeste? Come abitato? Come emporio nell'area del colle di San Giusto? Nominata colonia da Cesare e quindi con coloni latini ma quale era lo stato e della nuova cittadina e della struttura militare che fu eretta verosimilmente nel 178 a.C. ? Forse era stata ridotta e le murature del saggio interno sono pertinenti a un secondo momento insediativo?

Come al solito in questi casi... fai, brighi, risolvi qualche interrogativo e se ne creano di nuovi. ;)

Illyricum

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  • 2 weeks later...

Ripristinato lo status quo iniziale...

san rocco chiusura alta.jpg

san rocco chiusura vallo.jpg

Strutture ricoperte con teli speciali e protette da uno strato terrigeno. Adesso inizia la parte di studio "a tavolino"...

Illyricum

;)

 

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