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IGNORED

Papas Isidoros


VALTERI
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Potrebbe essere il nome di uno dei monaci basiliani venuti in terra di Calabria, forse nel periodo dell'iconoclastia .

E questo nome potrebbe essersi trasmesso a Papasidero, piccolo comune nell'entroterra di Scalea sulla costa tirrenica .

Papasidero conserva l'antico, attraente aspetto di borgo medievale, con resti del castello normanno-svevo e delle mura urbiche unitamente al reticolo di stretti vicoli : oltre il fiume Lao, contro il monte,  è interessante il santuario di N. S. di Costantinopoli, complesso semi-rupestre del XVII sec. .

La città, con altre nell'area, è tra quelle ipotizzate come sito della antica Scidro, insediamento grecizzato attorno al VII sec. a.C. da parte di Sibari come uno dei suoi presidi sul Tirreno per i commerci verso l'Etruria, Massalia e la iberica Tartesso .

Nelle vicinanze di Papasidero, si trova la spettacolare grotta del Romito che offre importanti testimonianze dal Paleolitico Superiore al Neolitico : tra queste spicca la lastra in pietra con il graffito di un Bos Primigenius .

In Papasidero ha probabilmente circolato la moneta di Bisanzio, alla quale la zona era soggetta fino alla conquista normanna nel XI sec. : potrebbero, ad esempio, esservi state note le monete in oro ed in argento di Costantino IX, imperatore in Costantinopoli dal 1042 al 1055 .  

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20 ore fa, VALTERI dice:

La città, con altre nell'area, è tra quelle ipotizzate come sito della antica Scidro, insediamento grecizzato attorno al VII sec. a.C. da parte di Sibari come uno dei suoi presidi sul Tirreno per i commerci verso l'Etruria, Massalia e la iberica Tartesso .

Papasidero è attraversata dal fiume Lao ( antico Laos ) che insieme al fiume Coscile ( antico Sybaris ) rappresentava la principale arteria di comunicazione per arrivare sul tirreno. Questi due corsi d’acqua hanno permesso alla Polis di espandersi è di prosperare incontrastata sino alla sua distruzione.

Lao;

“Lungo circa 55 km, e con un bacino di 162 km² nasce in Basilicata nel parco nazionale del Pollino su Serra del Prete, altura del massiccio del Pollino ad oltre 2.000 m di quota, nel territorio di Viggianello. Nel territorio lucano ha la denominazione di fiume Mercure e percorre la parte centro-meridionale della valle del Mercure.

Qui il fiume ha andamento prevalente da E-NE a O-SO. Entrato in territorio calabrese presso i centri di Laino Borgo e Laino Castello accoglie le acque degli affluenti Battendiero e Jannello mutando qui il nome in Lao. Da questo punto, copioso di acque tutto l'anno, entra in una gola scorrendo estremamente incassato per svariati chilometri. Attraversa il territorio del comune di Papasidero per circa 15 chilometri. Giunto nei pressi di Orsomarso riceve da sinistra il fiume Argentino, suo principale tributario, ed esce dal tratto ingolato allargandosi notevolmente nel proprio alveo, dove si dirama a mo' di delta in svariati bracci secondari per sfociare nel Tirreno nel territorio del comune di Scalea, dove è stata inserita una centrale idroelettrica.” https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lao_(fiume)

Coscile;

“Il fiume è lungo circa 50 km e presenta un ampio bacino (circa 950 km²) che raccoglie le acque di molte sorgenti ai piedi del Pollino e del Serra Dolcedorme, tramite gli affluenti Esaro, Tiro e Garga.

Con andamento dapprima verso sud-est giunge nella Piana di Sibari, assumendo definitivamente direzione est dopo la confluenza con l'Esaro (suo principale tributario, che ne triplica quasi la portata) sino a confluire nel fiume Crati nei pressi dell'antiche rovine di Sibari nel comune di Cassano all'Ionio.

Il fiume viene attraversato in più punti dall'autostrada Salerno - Reggio Calabria nel tratto che scende dal valico di Campotenese (1000 m s.l.m., frazione di Morano Calabro) verso Castrovillari. Nei pressi di Spezzano Albanese è anche attraversato dalla linea ferroviaria Cosenza - Sibari.”

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Coscile

 

 

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Pensando @doppiopunto  al Lao, si può ricordare l'omonima città, forse prossima al fiume, della quale pressochè nulla di certo  ci è rimasto se non gli estremamente rari stateri incusi di VI sec. a.C. con toro androprosopo retrospiciente

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23 ore fa, VALTERI dice:

monaci basiliani venuti in terra di Calabria

Per chi volesse approfondire l’affascinante, e ancora poco noto, tema della “Chiese Basiliane Calabresi”, segnalo l’ottimo volume a firma Paolo Orsi “ Le Chiese Basiliane della Calabria”

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