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IGNORED

E un'altra Augusta entra nei vassoi...


Illyricum65
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Buongiorno,

recentemente ho acquisito in collezione un altro bronzo in stato di conservazione non ottimale ma determinabile. Era offerto da un venditore professionale francese come “asse da determinare” e le foto non erano delle miglior, abbinato ad un prezzo sicuramente interessante (una dozzina di €): ciò che ha attirato la mia curiosità è il ritratto, abbastanza caratteristico. I passaggi per questo personaggio storico sul mercato sono poco frequenti, per cui la presento a beneficio degli utenti meno esperti.

Andiamo a visionare l’esemplare, che pesa 9.44 g per 26 mm

 

immagine.png

immagine.png

L’aspetto di queste immagini, che sono quelle proposte dal venditore, assieme a quella specie di solco che va da tempia a mento del ritratto ed in presenza di un aspetto un po’ “fumoso” e opaco mi aveva fatto supporre di essere in presenza di una moneta con patina Tevere; in realtà la moneta ha un aspetto molto più metallico e luminoso di quanto non sembri.                                                                                        

Al diritto un ritratto femminile, rivolto a destra, con chignon e parte della legenda …MP T AVG F A… ; a rovescio una figura seduta rivolta a sinistra con il classico S C del Senatus Consulto tra i due campi. Ci troviamo pertanto in presenza di una Augusta. Quale?

Edited by Illyricum65
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 Siamo in presenza della figlia di Tito, Flavia Giulia detta anche Giulia Titi, un personaggio femminile poco noto e che come detto non influenzò la dinastia imperiale. Non sono note con certezza la data di nascita, quella di morte e nemmeno il suo nome alla nascita, in quanto alcuni studiosi hanno sospettano un caso di mutatio nominis. E la sua biografia è nota solo a grandi linee basandosi sui succinti racconti di Svetonio (Vite dei Cesari) e di Giovanni Xilifino (Compendio di Dione Cassio – Libro LXVII). Non si sa nemmeno con certezza chi tra le due mogli di Tito ( Arrecina Tertulla e Marcia Furnilla) fosse stata sua madre; siamo a conoscenza però del fatto che egli aveva divorziato da entrambe e che Giulia (chiamiamola semplicemente così) da bambina  fu nominata Augusta in quanto prosecutrice della dinastia Flavia sebbene questo titolo spettasse alla moglie dell’Imperatore. Fu offerta in sposa a Domiziano che la rifiutò in favore di Domizia Longina; alla morte di Tito la popolarità di Domizia offuscò quella di Giulia ma la morte dell’infante fece ripudiare a Domiziano la moglie. Gli storici latini parlano quindi di una relazione tra Domiziano e Giulia, il cui sposo Tito Flavio Sabino era stato ucciso dallo zio stesso. Giulia morì per un aborto nel 90 d.C., forse incinta di Domiziano.

Quindi una storia molto torbida e dalle trame poco note, che non chiariscono se questa donna fosse una abile tessitrice di trame politiche per il potere o se ne fosse incolpevole vittima.

immagine.png

Presunto ritratto di Flavia Giulia (recentemente messa in dubbio come attribuzione)

Iulia Titi.JPG

Buste de Julia Titi, fille de l'empereur Titus. Exposition Divus Vespasianus au Colisée en 2009

File:Ritratto di giulia, figlia di tito, busto di restauro, inv. 2269, 01.JPG

Busto, di restauro moderno, di Giulia, figlia dell'imperatore Tito. Musei Vaticani, Museo Chiaramonti - Braccio Nuovo; inv. 2269.

Per fortuna la studiosa Francesca Cenerini con il suo libro “Dive e donne” aiuta a fare un po’ di luce sulla vita di Giulia. Innanzitutto apre la (breve) biografia affermando che i pettegolezzi a sfondo sessuale riportati dagli storici antichi furono motivati dalla volontà di screditare Domiziano. Il cognome Giulia era un richiamo alla dinastia Giulia Claudia e quindi atto ad indicare la prosecuzione delle stesse nella gens Flavia. Inoltre si rifaceva a Venere, dea protettrice di Giulio Cesare. Fu insignita del titolo di Augusta già sotto il regno di Vespasiano (da iscrizione ad Ercolano) quando Tito non era ancora Augusto (quindi pre- 21 giugno 79). Il cugino Flavio Sabino che aveva sposato venne ucciso da Domiziano in quanto implicato in una congiura ai suoi danni attorno al 83 d.C. Il legame tra Giulia e lo zio, secondo l'opinione degli storici attuali, non era dovuto ad un ruolo legato alla  sfera della sensualità quanto a quello di confidente. La morte dell’Augusta dovuta all’esito sfortunato di una gravidanza da parte di Domiziano sarebbe stata una finzione storiografica creata per colpire l’Imperatore a causa della sua politica antisenatoriale; se si legge Svetonio Domiziano viene descritto come un despota lussurioso e la sua tresca con la nipote servirebbe a confermare questa infamante descrizione. In realtà egli fu promotore di una serie di editti volti alla correctio morum inasprendo le pene per gli adulterie per illeciti di natura sessuale, proibì la castrazione degli schiavi e aumentò i controlli sulla castitas delle Vestali. Pertanto o il legislatore Domiziano predicava bene mentre l’uomo razzolava male oppure Svetonio attua una pesante propaganda di discredito verso l’Imperatore, reo di avere nette posizioni contro il Senato. Inoltre la figura di Domiziano fa risaltare ancora di più per contrasto quella dell’Optimus Princeps Traiano (sec. Vinson). Quale sia la causa, Giulia muore in un periodo collocabile tra gli ultimi mesi dell’89 e il 3 gennaio 90 d.C. e viene divinizzata e le sue ceneri deposte nel mausoleo del Flavi sul Quirinale.

Edited by Illyricum65
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Osservando le emissioni di Giulia ci si rende conto che presentano tre ritratti distinti caratterizzati da tre diverse acconciature dei capelli.

 tris.jpg

(da Wildwinds)

Inoltre la ritrattistica della statuaria a lei dedicata entra in contrasto con le fattezze fisiche rappresentante sulle monete: gli studiosi motivano ciò nel tentativo di evidenziare la discendenza dal padre Tito (vedasi la prima a destra in particolare) e quindi il già descritto ruolo di ponte tra la dinastia Giulio-Claudia e quella Flavia.

Se poi andiamo a vedere gli esemplari a lei dedicati abbiamo le seguenti tipologie:

  • aurei

iulia au.jpg

RIC 219 (Domitianus) Aureus Obv: DIVAIVLIAAVGVSTA - Diademed, draped bust right.
Rev: No legend - Julia Titi riding elephant biga right, holding patera and scepter

  • ·         Denari

iulia 55.jpg

RIC 55 b (Titus)Denarius Obv: IVLIAAVGVSTATITIAVGVSTIF - Diademed, draped bust right.
Rev: VENVSAVG - Venus standing right, leaning on on column, holding helmet and scepter. c.80-81 (Rome).

  • ·         Tetradracme

iulia tetra.jpg

RIC 231 (Domitianus) Cistophoric Tetradrachm Obv: IVLIAAVGVSTADIVITITIF - Draped bust right.
Rev: No legend Exe: VESTA - Vesta seated left, holding palladium and scepter. c.82 (Ephesus).

  • ·         Sesterzi postumi

iulia se.jpg

RIC 400 (Domitianus) Sestertius Obv: DIVAEIVLIAEAVGDIVITITIF Exe: SPQR - Carpentum drawn right by two mules.
Rev: IMPCAESDOMITAVGGERMCOSXVCENSPERPP - Legend around large S C. 90-91 (Rome).

  • ·         Dupondi

        iulia du.jpg

RIC 177 (Titus) Dupondius Obv: IVLIAIMPTAVGFAVGVSTA - Draped bust right.
Rev: CERESAVGVST - Ceres standing left, holding grain ears and scepter.
80-81 (Rome).

+ monete provinciali

(Tratti da http://dirtyoldbooks.com/roman/id/Coins-of-Roman-Empress-Julia-Titi.htm )

 

 

 

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Torniamo ora a focalizzare l’attenzione sull’esemplare proposto in apertura.

Innanzitutto non siamo in presenza di un asse come ritenuto dal venditore ma di un dupondio leggermente sottopeso (usura?) e la colorazione superficiale gialla può esser conferma una conferma in tale senso.

Cita

Al diritto un ritratto femminile, rivolto a destra, con chignon e parte della legenda …MP T AVG F A… ; a rovescio una figura seduta rivolta a sinistra con il classico S C del Senatus Consulto tra i due campi.

La legenda al diritto nella sua integrità corrisponde a

IVLIA IMP T AVG F AVGVSTA

mentre il rovescio con figura seduta rivolta a sinistra e la legenda di cui sopra ci indirizza a due possibilità:

Iulia Titi AE Dupondius, RIC 398 (RIC [1962] 180) (Titus), Cohen 18, BMC 256 IVLIA IMP T AVG F AVGVSTA, draped bust right, hair in bun at back of head / S-C either side of Vesta enthroned left holding Victory, VESTA in ex.

iulia 398.jpg

OPPURE

Iulia Titi AE Dupondius, RIC 395 (RIC [1962] 178) (Titus), Cohen 3, BMC 268 IVLIA IMP T AVG F AVGVSTA, draped bust right, hair in bun at back of head / CONCORDIA AVG Concordia seated left, holding patera in extended right hand, cradling cornucopiae in left arm. Cohen 3.

iulia 395.jpg

Simile a questa tipologia c’è anche il RIC 394 con iconografia identica e legenda a rovescio CONCORDIA AVGVSTI.

A moneta in mano non si ha evidenza della cornucopia mentre sembra di percepire la presenza del braccio piegato a 90 gradi atto a sorreggere lo scettro lungo ormai consunto: per questo motivo l’ho catalogata con il RIC 398 VESTA.

Come rating siamo sullo “scarso”.

Saluti

Illyricum

;)

 

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Supporter

Parlando di monete, volevo chiederti se la variazione della ritrattistica che hai evidenziato segua una sequenza temporale . In effetti, guardando le tre immagini sequenziali che hai proposto, si può notare come quella di destra (con la treccia) sembri proprio Tito in gonnella, con un volto che comunque  mi sembra più vecchio. Anche la legenda cambia ( la parola Titi espressa per intero e anziché con la sola T, più lunga, verso antiorario). 

Hai acquisito una moneta comunque affascinante, con una effigie di dritto molto bella ed espressiva. 

Ciao da Stilicho 

Edited by Stilicho
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2 ore fa, Stilicho dice:

Parlando di monete, volevo chiederti se la variazione della ritrattistica che hai evidenziato segua una sequenza temporale . In effetti, guardando le tre immagini sequenziali che hai proposto, si può notare come quella di destra (con la treccia) sembri proprio Tito in gonnella, con un volto che comunque  mi sembra più vecchio. Anche la legenda cambia ( la parola Titi espressa per intero e anziché con la sola T, più lunga, verso antiorario). 

Hai acquisito una moneta comunque affascinante, con una effigie di dritto molto bella ed espressiva. 

Ciao da Stilicho 

tris.jpg

Il denario è emesso da Tito per cui è probabilmente tra le prime emissioni. Se vai a vederti quelle più tarde il ritratto è più femminile...

Ciao

Illyricum 

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In realtà sia i denari che i dupondi sono datati 80-81, quindi più che ad un fattore temporale penso che la differenza sia dovuta al diverso stile dei rispettivi incisori.

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Adesso, FlaviusDomitianus dice:

In realtà sia i denari che i dupondi sono datati 80-81, quindi più che ad un fattore temporale penso che la differenza sia dovuta al diverso stile dei rispettivi incisori.

Ciao @FlaviusDomitianus ,

sono andato a rivedere ed hai ragione sulla datazione; d'altra parte sei il mio riferimento sul Forum per quanto concerne i Flavi. ?

Purtroppo non ho conservato la fonte dove era riportato l'accenno alla volontà di esaltare la discendenza dando a Giulia delle fattezze strettamente simili al padre.

Viceversa ho trovato un accenno al fatto che una parte potrebbe essere una produzione di una non meglio precisata "Thracian mint" (Perinthus?) dallo stile abbastanza caratteristico.

Titi RIC_0392.2.jpg

ROMAN EMPIRE. Julia Titi (daughter of Titus). Orichalcum dupondius (13.21 gm). Auxiliary mint in Thrace. IVLIA IMP T AVG F AVGVSTA, draped bust right, rows of locks in hair lead to high chignon at back / CERES AVGVST S C, Ceres standing left, holding wheat ears and torch. BMCRE 255. CBN 266. Cohen 2. RIC 177. RPC 509. Extremely sensitive portrait of the young Augusta. Greenish-brown patina. Nearly extremely fine The letter forms, particularly the long serifs, show that this coin belongs to the auxiliary mint for bronzes in Thrace, possibly situated at Perinthus.

https://www.wildwinds.com/coins/ric/julia_titi/RIC_0392.2.txt

È corretto?

Illyricum

 

 

Edited by Illyricum65
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RIC T 514 di Giulia con Cerere al rovescio è attribuito alla famosa zecca della Tracia.

Per quanto mi riguarda è abbastanza semplice distinguere le differenze di stile nel ritratto dei sesterzi di Tito e Domiziano, e quelle di fabbricazione (tondello èiatto anziché concavo come d'uso a Roma.

Mi riesce più difficile apprezzare - da foto - le differenze tra 392b (Roma) e 514 (Tracia).

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