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Riflessioni su una FEL TEMP REPARATIO


Stilicho
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Un sera, mentre effettuavo una ricerca in rete, mi sono imbattuto in questo tondello che ha subito attirato la mia attenzione: 

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Effettuata una prima valutazione (necessariamente sommaria, per quanto attenta, essendo una fotografia)  ho deciso di provare ad acquistarla e, dopo una breve trattativa con il venditore,  l’ho portata a casa per un costo complessivo di 20 euro. Come al solito: e’ tanto? E’ poco? Non so. So solo che lei mi ha chiamato e io ho risposto alla chiamata. Del resto, il prezzo era basso, anche se certamente la conservazione non e’ un granché. Ma in questo caso il mio interesse andava anche oltre: era una occasione di studio e di approfondimento. E credetemi, la serie FEL TEMP REPARATIO per quanto molti la considerino noiosa, di fatto si mostra sempre ricca di sorprese e offre spesso spunti  interessanti.

Si tratta, infatti,  di una FEL TEMP REPARATIO della tipologia “Galley”, ovvero “imperatore su galea”.

Come la tipologia “Falling horseman” o “cavaliere disarcionato” fu la tipologia preferita da Costanzo II, così  la tipologia “Galley” fu quella preferita da Costante, il cui nome compare in molte monete con questo rovescio, emesse sia da lui stesso sia da suo fratello Costanzo II nelle zecche delle rispettive aree di influenza come era prassi in quel periodo.  In essa l’imperatore e’ mostrato in abiti militari in piedi sulla prua di una galea con uno stendardo col chi/rho nella mano sinistra e con una vittoriola o una fenice su globo nella mano destra. Nel significato generale, la “Galley” rappresenterebbe il sovrano vincitore che governa la nave dello stato. Nel significato specifico riguardante il solo Costante, si riferirebbe al viaggio di questi in Britannia nella campagna del 342-343 contro gli invasori Pitti.

Della tipologia “Galley” fu coniato un modulo più grande, ovvero un AE2 di peso teorico di circa 5.4 g (pari a 1/60 di libbra romana) ed un modulo  più piccolo di tipo AE3 con peso teorico di circa 2.7 grammi (1/120 di libbra romana). Il modulo più grande era argentato e la percentuale di fino era compresa grossomodo tra il 2 ed il 3% nelle emissioni occidentali, ma addirittura intorno all’1,5 % nelle  emissioni orientali. Il modulo più piccolo, con ogni probabilità, non era neppure argentato.

Dopo qualche giorno di trepidante attesa (e’ sempre così, no?), arriva la moneta. Ed ecco le mie foto (scadenti):

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Rispetto a quello che si  nota nella foto del venditore  dove manifesta una tonalità grigia, in mano la moneta mostra una bella patina verdina con una tonalità calda che, paradossalmente, si vede meglio nelle mie foto dove il colore e’ quello reale. La sensazione generale e’, devo dire, gradevole, meglio di quanto mi potessi aspettare.

Mi sono quindi messo ad osservarla bene ed ecco le mie conclusioni.

Peso: 4,02 grammi

Diametro massimo: 22,08 mm; AE2

D\ D N CONSTAN-S P F AVG: busto di Costante, drappeggiato, corazzato, con diadema a rosette

R\ FEL TEMP REPARATIO: imperatore in piedi sulla prua di  una galea governata da una Vittoria,  con uno stendardo nella mano sinistra (con chi/rho) e con un globo sormontato da una fenice nella mano destra.

-/-// ? S L G dot; zecca di Lugdunum

Con un SLG dot in esergo, l’unica possibilità e che prima della S ci sia una stella. Quindi il rovescio dovrebbe essere star S L G dot.

Ciò mi porterebbe a ipotizzare una RIC VIII 77.

Non ha caso ho usato il termine “ipotizzo” e vi spiego il perché.

Ecco un estratto del RIC VIII:

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D4 identifica il busto drappeggiato, corazzato con diadema a rosette.

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Come vedete qualcosa non quadra.

La cesura prevista dovrebbe essere D N CONSTA-NS P F AVG; sulla mia moneta, invece, la cesura e’ D N CONSTAN-S P F AVG.

Come si può notare dall’estratto dal RIC, questa cesura sul nome e’ comunque nota sulle monete ufficiali di Costante (Cn3), ma non e’ preceduta da D N come in questo caso. Ad ogni buon conto, dal controllo che ho fatto,  mi sembra che la stessa  legenda Cn3 non sia nota sulle FEL TEMP REPARATIO (anche di altra tipologia) in nessuna delle zecche ufficiali. Teniamolo a mente.

Comunque, ho provato a fare una ricerca sui cataloghi on line della RIC VIII 77 di Lugdunum (data comunque come “scarce”), ma ho trovato solo questo esemplare che potrebbe però benissimo essere anche la RIC VIII 74 (purtroppo, l’inscatolamento della moneta non consente di capire se vi sia un dot dopo star PLG):

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Ho guardato poi su OCRE la RIC VIII 77.

Innanzi tutto, la legenda di dritto e’ indicata come CONSTAN-S P F AVG:

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Molto strano. La legenda non e’ contemplata dal RIC. Cosa può voler dire? Errore di OCRE? O esiste veramente una moneta con questo dritto? Certo sarebbe stato interessante poter visionare gli esemplari presentati e  che risultano parte della collezione del British Museum….

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Purtroppo, però, non sono visibili in quanto cliccando sul collegamento specifico al sito del museo compare la frase  “We have no available images for this object”….

Il primo esemplare (1903, 1004.19) farebbe parte del  “Croydon Hoard”. Pertanto, ho fatto una semplice ricerca su Google e ho trovato qualcosa. Su JSTOR e’ disponibile un estratto della rivista Numismatic Chronicle del 1965 che parla proprio di questo ripostiglio scoperto nel 1903 e composto da 2796 esemplari,  essenzialmente monete di Costante (poco meno della metà) , ma anche di  Costanzo II, di Magnenzio e di Costanzo Gallo. L’articolo fa un censimento delle monete del deposito che, però, e’ un po’ sommario e non contiene (purtroppo) immagini.

Per Costante da Lugdunum ho trovato questo:

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Come si può notare, della RIC VIII 77 dovrebbe esserci un esemplare.

Al di là di tutto, possiamo vedere come la legenda sia comunque D N CONSTANS P F AVG. Peccato non si faccia menzione di alcuna cesura. Quello che parrebbe almeno sicuro, quindi,  e’ che la legenda CONSTAN-S indicata su OCRE per il RIC VIII 77 deve essere necessariamente sbagliata.

Ora vi mostro alcuni esemplari catalogati come ufficiali e coniati a Lugdunum per Costante su modulo AE2 per avere un idea dello stile di questa zecca:

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Ed ora qualche “small galley”, AE3:

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Veniamo ora alla mia moneta partendo dal dritto:

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Sul dritto, il ritratto di Costante appare un po’ spigoloso, quasi duro e arcigno, con lo sguardo accigliato. Certo, il naso e’ un po’ il marchio di famiglia, ma l’effigie nel suo complesso mi ricorda, in verità, più Costanzo II. Di solito, il volto di Costante e’ più disteso e rilassato, meno rude,  coi lineamenti generalmente più morbidi (anche se devo dire che talvolta e’ difficile distinguerli dalla sola effigie). Anche la corazza, pur coi limiti della conservazione, appare un po’ approssimativa, così come il diadema. E la legenda? Se ricordate abbiamo già parlato della strana ed inconsueta cesura, D N CONSTAN-S P F AVG. Ed anche le lettere sono strane, per la verità. Mi sembrano piuttosto diverse dagli esempi postati, poco uniformi, irregolari, sia come profilo che come altezza.

 Ed ora, il rovescio:

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Tenendo conto anche qui della conservazione certamente non eccelsa, nel complesso ritengo le effigi di buona qualità, comunque abbastanza definite, per quanto ci siano elementi un po' più stilizzati, tipo la galea. Ma la cosa che più mi lascia perplesso sono le legende. Le lettere della parola REPARATIO appaiono molto diverse dalle ufficiali presentare, in particolare le R che paiono diverse una dall’altra, le A che risultano aperte in alto e di diverse dimensioni, le T che ha la parte orizzontale molto corta e che appare  comunque senza grazie. Quanto all’esergo, colpisce la distanza irregolare tra le lettere S L G che sono anche di altezza diversa e la stessa L che ha la parte orizzontale molto più lunga di quella verticale.

A tutto ciò si aggiunge il peso più basso pur ammettendo l’usura ed un un calibro da AE2.

Alla luce di quanto detto, la mia impressione e’ che possa trattarsi di una moneta imitativa che però, nel suo complesso, mi sembra di buona qualità. Sarei più orientato il tal senso, anche se non ho l’esperienza necessaria per dare un parere più fondato. Mi farebbe piacere conoscere il vostro pensiero in merito: cosa ne pensate?

A proposito, ora vediamo alcune monete che ho trovato in rete e identificare come imitative:

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Questa ha lo stesso peso delle ufficiali ed e’ data per ufficiale, ma…

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Questa, venduta su Vcoins, peserebbe addirittura 9.33 grammi...

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L’argomento della monetazione bronzea imitativa del IV secolo (esistono anche monete imitative di silique di cui non parlerò) è piuttosto complesso ed io, onestamente, non ho le competenze necessarie per una analisi approfondita e dettagliata del fenomeno. Mi limiterò quindi solo ad un breve accenno lasciando magari in calce qualche riferimento per chi vorrà approfondire e lasciando soprattutto libero spazio agli amici del forum che avranno piacere di contribuire.

Il fenomeno delle imitative bronzee sicuramente dovette rivestire una certa rilevanza nel corso IV secolo, soprattutto in  alcune aree dell’impero. Ad un certo punto, sia per circostanze casuali (tipo la prolungata ed improvvisa chiusura di alcune zecche- vedi Londinium, Ambianum, Colonia-  per i più svariati motivi), sia per cause di forza maggiore (tipo, ad esempio,  lo scarso afflusso monetario in Britannia a causa della usurpazione di Magnenzio proprio contro Costante oppure nella stessa Britannia e parte della Gallia in occasione degli attacchi degli Alamanni del 354-355), la popolazione locale si vide costretta a fare da sé per la mancanza di numerario spicciolo per la transazioni quotidiane. Ecco quindi comparire le monete imitative che, giocoforza,  iniziarono a circolare (e sin da subito, parrebbe)  insieme a quelle ufficiali. Alcune vennero prodotte in officine clandestine con un chiaro intento di tipo fraudolento e lucrativo; altre (in particolare quelle di buon livello) e’ possibile che venissero prodotte in officine, per così dire, semi-clandestine (e quindi magari tollerate dalle autorità preposte) da collaboratori o ex-collaboratori delle zecche ufficiali che potevano quindi avere avuto accesso ai conii ufficiali.

Sulle motivazioni elencate sopra non sono però  tutti d’accordo. Alcuni, infatti, ritengono che la riduzione del numero delle monete bronzee non fosse dovuto a cause di forza maggiore o a circostanze casuali, bensì ad una voluta politica monetaria per contenere il progressivo aumento dei prezzi (provvedimenti di tipo deflativo). Quindi, secondo questa teoria, le emissioni imitative sarebbero state fraudolente e quindi punibili dalla legge con punizioni molto severe (almeno sulla carta perché poi pare che diverse amnistie abbiano ridotto le pene). Mi viene da pensare che probabilmente  fossero vere entrambe le cose: le autorità, da una parte, punivano le contraffazioni (con leggi in teoria severe, ma di fatto blande), mentre dall’altra tolleravano le emissioni non ufficiali (magari anche di bassa qualità) per compensare la loro incapacità di fornire il numerario bronzo necessario.

 Il fenomeno delle imitative nel IV secolo, passò nel corso del tempo, dalla produzione di monete di calibro AE2  fino alla emissione di minimi e minimissimi passando per il fenomeno dell’overstriking (riconiazione) di altre monete ormai fuori corso a seguito della riforma monetaria del 348 d.C. che aveva lanciato la serie FEL TEMP REPARATIO.  A proposito delle FEL TEMP REPARATIO e’ da notare come solo le “galley” e le “falling horseman” siano state frequentemente imitate. In particolare, tra le imitative di più grande calibro sono più comuni sono proprio le “galley”, il contrario per quelle di piccolo calibro dove prevalgono le “falling horseman” che sono anche più tardive.

Si parlava delle imitative di qualità e,  a questo proposito, ho trovato interessante quanto letto al riguardo proprio del report del Croydon Hoard dove viene specificato che in molti casi era risultato difficile distinguere tra imitazioni barbariche di ottima fattura e le emissioni ufficiali. La percentuale di monetazione imitativa nei depositi fino al primo decennio del V secolo varia sì in rapporto a quanto detto sopra, ma soprattutto (e ovviamente) in base  alle diverse condizioni politiche, economiche e militari delle diverse regioni dell’impero. Per esempio, in Inghilterra, in alcuni hoard scoperti negli ultimi 10 anni, la percentuale di imitative e’ addirittura superiore al 50 % ,giusto per evidenziare l’importanza del fenomeno (considerando anche  che le monete imitative “si muovevano poco” , essendo soprattutto usate per il piccolo commercio locale).

Prima di chiudere, torniamo ancora per un attimo alla mia moneta.

Vi e’ il dato del peso, un po’ basso in effetti, puro considerando l’usura. Riporto però quanto scritto da King nel report di un altro importante deposito del IV secolo, il Coleshill Hord, ovvero che le “galley” imitative avevano  peso sì inferiore, ma molto vicino a quello delle ufficiali. Il Coleshill hoard contiene esemplari imitativi della mia moneta, ma anche in questo caso, purtroppo, non vi sono immagini. Peccato.

Fonti:

-          Gianfranco Pittini (il “nostro” gpittini): “Imitazioni barbariche di bronzi del IV secolo” in https://www.academia.edu/42160018/Imitazioni_barbariche_di_bronzi_del_IV_secolo_senza_foto_?email_work_card=title

-          Gianfranco Pittini: “Imitazioni barbariche di monete romane, minimi e minimissimi” in https://www.academia.edu/42159648/IMITAZIONI_BARBARICHE_DI_MONETE_ROMANE_MINIMI_E_MINIMISSIMI

-          “FEL TEMP REPARATIO imitations” in http://augustuscoins.com/ed/imit/imitFTR.html

-          G. F. Hill: “Roman coins from Croydon” in Numismatic Chronicle; 1965; https://www.jstor.org/stable/42662117?read-now=1&refreqid=excelsior%3Ac1484ec83218a336e308240205ec566f&seq=1

-          RIC volume VIII

-          Coleshill Hoard in Coin Hoards for roman Britain Volume IX

 

Per le immagini:

-          OCRE:  http://numismatics.org/ocre

-          Nummus Bible II: http://www.nummus-bible-database.com/

-          Wildwinds: http://www.wildwinds.com/coins/ric/i.html

-          Augustuscoin (vedi sopra)

-          Cointalk: https://www.cointalk.com/threads/fel-temp-galley-lugdunum-imitatives.396195/

 

Naturalmente, sempre disponibile a correzioni, osservazioni, suggerimenti.

Buona serata da Stilicho

Edited by Stilicho
correzione di carattere da minuscolo a maiuscolo
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Che dire... Ottima analisi che, al di là del fatto che sia o meno una imitativa (poi dirò la mia), dimostra come questa serie tipologica sia tutto fuorché monotona o noiosa!

Quanto allo stile, da una visione d'insieme, di primo acchito si potrebbe propendere per una emissione ufficiale, ma a mio avviso è più che fondato il sospetto che ai tratti di una imitativa di ottima fattura. Dovessi scommetterci qualcosa, punterei su questo!

E al di là delle lettere e della cesura della legenda anomala, è proprio lo stile del ritratto al dritto a farmi propendere per questa ipotesi.

Complimenti! Per la moneta e per la splendida discussione!

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Supporter

@grigioviola

Innanzi tutto grazie per l'apprezzamento?.

Vedo che anche tu propendi per una imitativa. E tu di imitative te ne intendi!

Devo dire che la fattura e' davvero ottima; anche a moneta in mano ti posso dire che e' così. Pur con quei "distinguo" che hai giustamente sottolineato e che ci portano verso una imitativa.

Buona serata da Stilicho

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Supporter
Posted (edited)

Con la scusa della moneta sono andato a leggere qualcosa sulle imitative bronzee del IV secolo e devo dire che l'argomento e' estremamente affascinante, con molte cose ancora da scoprire e da dire. Ma, in generale, e' tutto il fenomeno "imitativo" ad essere interessante.

Edited by Stilicho
Correzione di errore
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Io invece più la guardo e più mi convinco che sia ufficiale. Per varie ragioni.

Comunque ricordiamoci che a volte anche il RIC sbaglia.

Arka

Diligite iustitiam

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Supporter
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@Arka

Ciao, innanzi tutto grazie per l'intervento.

Condivido quello che dici sul RIC; proprio per questo mi farebbe piacere vedere almeno una immagine di questo esemplare.

Mi hai incuriosito: quali sono le ragioni che ti fanno pensare che sia ufficiale?

Buona serata da Stilicho

Edited by Stilicho
correzione
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Bè, la prima cosa è la Vittoria. È tratteggiata con eleganza e credo che solo un incisore bravo poteva inciderla così. Poi il ritratto pur con tutte le intemperie che ha subito ha uno stile simile agli altri della stessa zecca (vedi quello con la A dietro la testa).

Arka

Diligite iustitiam

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Supporter

In effetti, la qualità delle effigi (soprattutto sul rovescio e con tutti i limiti sul dritto che abbiamo detto) e' molto buona. Mi lasciano un po' perplesso le legende.

Grazie e buona serata da Stilicho

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  • 2 weeks later...

Nessuno si è soffermato sul gioiello del diadema... Mi sembra molto atipico.... O sbaglio

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2 ore fa, Poemenius dice:

gioiello del diadema...

Vedi RIC VIII tav. 4, n. 5...

Arka

Diligite iustitiam

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Supporter

In effetti, sulla gemma del diadema non mi ero soffermato (quanto e' importante guardare tutto bene...).

Per facilitare i lettori, posto l'immagine a cui si riferisce @Arka, tratta dalla tavola 4 del RIC VIII. Penso sia questa:

1.png

Purtroppo si vede un po' male, ma le tavole del RIC sono in po' così e se poi le ingrandisci sfocano.

Buona giornata da Stilicho

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La gemma è identica. Fra le due monete ci sono pochi anni di differenza e l'incisore della prima può benissimo aver fatto anche la seconda.

Arka

Diligite iustitiam

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Che occhio @Arka e @Poemenius! Il gioiello del diadema non l'avevo considerato. Secondo me la mano non è dello stesso incisore, il ritratto della moneta raffigurata nella tavola del RIC ha tratti molto più "gentili" e meno spigolosi di quello della moneta in questione e rientra in canoni decisamente ufficiali.

Non lo so, ribadisco che non è il mio "settore", ma nonostante l'elevato livello qualitativo della moneta, ha quel certo non so che di non ufficiale.

Quanto osservato per il III secolo credo possa ribaltarsi tranquillamente per i secoli precedenti e successivi in materia di imitazioni: ho avuto modo di vedere e maneggiare monete sicuramente non ufficiali realizzate con uno stile e una precisione che da far impallidire certe emissioni ufficiali.

Certo, anche la spezzatura anomala o presunta tale della legenda non è elemento probante al 100% della natura non ufficiale della moneta, sia chiaro! Il discorso va valutato considerando tutti gli aspetti sia visivi che metrici. Interessante (e probabilmente dirimente) sarebbe un'analisi della lega della moneta per un confronto con gli analoghi ufficiali, ma questo è ovviamente impossibile con i mezzi a nostra disposizione.

Quel che è sicuro e la non regolarità della spezzatura della legenda, quanto all'ufficialità o meno... rimarrà un interrogativo destinato a restare senza risposta certa.

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2 ore fa, grigioviola dice:

Che occhio @Arka e @Poemenius! Il gioiello del diadema non l'avevo considerato. Secondo me la mano non è dello stesso incisore, il ritratto della moneta raffigurata nella tavola del RIC ha tratti molto più "gentili" e meno spigolosi di quello della moneta in questione e rientra in canoni decisamente ufficiali.

Non lo so, ribadisco che non è il mio "settore", ma nonostante l'elevato livello qualitativo della moneta, ha quel certo non so che di non ufficiale.

Quanto osservato per il III secolo credo possa ribaltarsi tranquillamente per i secoli precedenti e successivi in materia di imitazioni: ho avuto modo di vedere e maneggiare monete sicuramente non ufficiali realizzate con uno stile e una precisione che da far impallidire certe emissioni ufficiali.

Certo, anche la spezzatura anomala o presunta tale della legenda non è elemento probante al 100% della natura non ufficiale della moneta, sia chiaro! Il discorso va valutato considerando tutti gli aspetti sia visivi che metrici. Interessante (e probabilmente dirimente) sarebbe un'analisi della lega della moneta per un confronto con gli analoghi ufficiali, ma questo è ovviamente impossibile con i mezzi a nostra disposizione.

Quel che è sicuro e la non regolarità della spezzatura della legenda, quanto all'ufficialità o meno... rimarrà un interrogativo destinato a restare senza risposta certa.

 

anche io nonostante le mie limitate competenze sul periodo non sento di escludere si tratti di una imitativa... ma non sono in grado di sostenerlo a ragion veduta....

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Vorrei ringraziare quelli che sono intervenuti apportando contributi che hanno alimentato ed animato questa discussione.

Direi che rimarrò con il dubbio (anche se personalmente propendo per una imitativa), ma poco importa; ciò che importa e' esserci potuti confrontare. Ed il confronto arricchisce sempre.

Per me, personalmente, e' stata una altra occasione per studiare ed imparare.

Buona serata da Stilicho

 

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