VALTERI Inviato 30 Luglio, 2022 #1 Inviato 30 Luglio, 2022 Un esemplare degli stateri di Crotone con al diritto testa di 3/4 di Hera ed al rovescio Eracle seduto che regge una coppa, con simboli accessori nel campo . Della specifica tipologia di rovescio unisco altro esemplare passato in vendita alcuni anni or sono . L'esemplare di inizio post sarà ad inizio Settembre in vendita Frank S.Robinson 119 al n. 34 . 1 Cita
apollonia Inviato 31 Luglio, 2022 Supporter #2 Inviato 31 Luglio, 2022 Alla obolos WEB AUCTION 24 del 21 agosto sarà battuto un esemplare che presenta una frattura di conio al rovescio. Base d’asta: 180 CHF Lotto 45. BRUTTIUM. Kroton. Circa 400-325 BC. Stater (Silver, 21.5 mm, 7.73 g, 9 h). Head of Hera facing, turned slightly to right. Rev. ΚΡΟΤΩΝΙΑΤΑΣ Herakles seated left; in field to left, Β. HN III 2168. SNG ANS 374 var. Die-breaks on the obverse, otherwise, very fine. apollonia Cita
apollonia Inviato 1 Agosto, 2022 Supporter #3 Inviato 1 Agosto, 2022 Prendo spunto dal post di VALTERI per un cenno sul culto di Era Lacinia Il culto di Era, la massima divinità femminile dell’Olimpo greco e la maggiore divinità di Argo (Era Argiva), è attestato specialmente nell’Elide, a Sicione, a Corinto e a Samo. Poi in Occidente presso Crotone, antica colonia achea dove insieme al culto di Eracle, fondatore mitologico della città, e di Apollo, ispiratore della fondazione stessa, era molto sentito il culto di Era Lacinia, tant’è che pochi chilometri più a sud della città, sul promontorio dove insisteva una precedente area sacra, i crotoniati edificarono il grande santuario dedicato ad Era Lacinia, tra le più grandi aree sacre di tutto il mondo ellenico. Moglie e sorella di Zeus e regina tra gli dei, Era veniva venerata come dea protettrice dei pascoli anzitutto, delle donne, della fertilità femminile, della famiglia e del matrimonio. Bella tanto da gareggiare con Afrodite e con Atena nel noto ‘giudizio di Paride’, fedelissima al marito, veglia sulla fedeltà delle spose ed è la protettrice dei parti; come tale ha l’epiteto di Εἰλείϑυια, Ilizia. All'interno del santuario, nel VI secolo a.C. venne eretto un maestoso tempio dorico a 48 colonne, facente parte del monumentale Santuario di Era Lacinia, che già prima era esistente e venerato in tutto il mondo greco. Nello stesso periodo il leggendario Milone, eroe pluriolimpionico ritenuto figlio di Eracle, fu nominato sacerdote del tempio di Era Lacinia in segno dell'assoluta devozione che la città di Crotone aveva nei confronti del santuario e della dea venerata. Il santuario, uno dei più grandi e certamente più famosi di tutta la Magna Grecia, divenne subito il principale luogo di culto del versante ionico, meta di viandanti e navigatori provenienti da ogni dove pronti a pagare pegni votivi pur di ingraziarsi la potente dea. Nel IV secolo a. C. il Santuario di Era Lacinia divenne sede sacra della Lega Italiota, voluta dalle città di Taranto e Crotone per difendersi dai continui attacchi delle popolazioni brettie. Durante gli scavi archeologici sul promontorio Lacinio, oggi chiamato di Capo Colonna, è stata rinvenuta una grossa quantità di ori, gioielli, vasi in terracotta e altri oggetti votivi che i pellegrini portavano in dono, tra cui il famoso Diadema e la misteriosa Barchetta Nuragica, che oggi sono custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale di Crotone, nella sala dedicata al Tesoro di Era. Venerata dunque come dea protettrice dei vincoli familiari, la dea lacinia riceveva offerte di vesti finemente intessute da parte delle giovani donne prima del matrimonio. Una gran parte degli oggetti votivi rinvenuti nel santuario proviene da luoghi lontani, come le isole dell'Egeo, l'Anatolia, spesso dall'Africa mediterranea, il che rende l'idea dell'ampia diffusione del culto di Era Lacinia. Così la poetessa locrese Nosside ricorda e accompagna il suo personale dono alla dea lacinia: "Era onorata, che spesso proveniente dal cielo guardi l'odoroso promontorio Lacinio, accogli la veste di bisso tessuta da teofili di cleoca con Nosside, figlia nobile". Diodoro Siculo racconta anche della consuetudine che avevano le donne crotoniati di piangere ogni anno la morte di Achille, mostrando così la loro partecipazione al dolore della madre Teti, colei che secondo la leggenda aveva donato le terre del sacro promontorio Lacinio proprio alla dea Era. Da https://www.calabriatours.org/history/culto-di-hera-lacinia.html apollonia 2 Cita
VALTERI Inviato 1 Agosto, 2022 Autore #4 Inviato 1 Agosto, 2022 Grazie, come sempre, per le interessanti integrazioni Cita
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