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La Triade Capitolina dell'Inviolata. Storia di un clamoroso recupero del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico


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SABATO 3 DICEMBRE torna visibile al Museo Lanciani di Guidonia Montecelio la Triade Capitolina dell'Inviolata
 

La scoperta della Triade Capitolina dell’Inviolata
Il gruppo scultoreo della Triade Capitolina, databile intorno al 180-190 d.C, (epoca degli imperatori Antonini), è uno dei più clamorosi ritrovamenti effettuati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.
Era il 1992 quando, nella tenuta dell’Inviolata (Comune di Guidonia Montecelio), una banda di tombaroli lo rinvenne scavando con un grosso mezzo meccanico nel criptoportico di una grande villa romana rustico-residenziale situata all’interno del futuro Parco Archeologico Naturalistico dell’Inviolata (1996).
Tramite un intermediario svizzero, i tombaroli avevano venduto il pezzo per 5 miliardi di lire a un ricco antiquario di Lugano, intenzionato a cederlo a un museo americano per la favolosa cifra di 55 miliardi. Ma i carabinieri furono messi sull’avviso da uno della banda, che aveva conservato come prova della provenienza furtiva dell’opera un frammento dell’avambraccio di Giunone, una delle tre divinità raffigurate nel marmo.
Ebbe così inizio la complessa “Operazione Giunone”: dopo aver osservato per lungo tempo i movimenti dei ladri, i militi del Nucleo annunciarono il ritrovamento di un eccezionale tesoro artistico in una conferenza stampa che suscitò un grande scalpore in tutto il mondo; venne diffuso il disegno ricostruttivo basato sulla descrizione dell’opera fatta dal tombarolo, un vero e proprio identikit, rendendo impossibile la sua commercializzazione sul mercato clandestino delle opere d’arte.
All’acquirente non rimase che dire addio al grosso affare: una telefonata anonima informò i Carabinieri che la Triade si trovava in un magazzino dismesso a Livigno, poco al di qua del confine italiano.
Dal suo avventuroso recupero, avvenuto nel 1994, la Triade Capitolina dell’Inviolata è stata valorizzata dall’Arma attraverso numerose mostre, anche all’estero, ed esposta nel Museo Archeologico Nazionale di Palestrina fino al 2012, anno in cui venne finalmente trasferita nel Comune di appartenenza, in cui fa bella mostra di sé nel Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani”, insieme a numerosi importanti reperti provenienti dal nostro territorio.

 

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