Vel Saties Inviato 24 Maggio, 2023 #1 Inviato 24 Maggio, 2023 (modificato) Buongiorno. Mi piacerebbe che si facesse un po' di chiarezza su questa terminologia se non su questo tema. Da qualche tempo negli ambienti delle aste ci si può imbattere nella locuzione latineggiante "aurum barbarorum" che non trovo utilizzato da nessun'altra parte ne' in fonti ne' in studi. Da quanto ho capito si dovrebbe trattare di un neologismo coniato da Leu Numismatik per identificare una "collezione" di monete in vendita nelle loro aste (con successo, visti i prezzi che raggiungono questi lotti). In precedenza Leu accumunava queste monete alla voce "pseudo-imperial coinage", (così come fanno altre case d'asta che propongono siffatti oggetti) ma il termine "aurum barbarorum" è decisamente più accattivante ed attraente da punto di vista comunicativo. E riuscire a comuncare bene ed in modo accattivante la propria merce permette di massimizzare vendite col massimo risultato. Questi oggetti monetali parrebbero essere accomunati da una sola o alcune di queste caratteristiche: Coniazioni pseudo-imperiali imitative e/o interpretative prodotte da non meglio precisate popolazioni barbare metallo: oro o tondelli in metallo vile dorato presentano fori passanti presentano appiccicagnoli o segni di averne avuti in precedenza datati dalla vulgata al tardo III-IV secolo Ma cosa sono queste monete? Una produzione di lusso/simbolica di qualche gens barbarorum dell'europa dell'est nord-est? I tanti esemplari con foro passante ed appiccicagnolo non farebbero pensare a moneta circolante nel senso stretto, quanto a donativi di beni simbolici. Sono materiali moderni di invenzione? Qui sotto alcuni esempi presi da aste odierne e passate di Leu. PS: Tra parentesi le stesse (pseudo-)monete di pseudo-Sponsiano, qualora non fossero frutto di produzione recente, parrebbero avere le stesse caratteristiche di essere interpretative Si era accennato a queste monete anche in questa discussone: Modificato 24 Maggio, 2023 da Vel Saties 2 Cita
Vel Saties Inviato 24 Maggio, 2023 Autore #2 Inviato 24 Maggio, 2023 Tra questi "aurei", ci sono inoltre monete in argento, pur deiniti da Leu come 'aurei' Cita
Poemenius Inviato 24 Maggio, 2023 #3 Inviato 24 Maggio, 2023 3 ore fa, Vel Saties dice: Buongiorno. Mi piacerebbe che si facesse un po' di chiarezza su questa terminologia se non su questo tema. Da qualche tempo negli ambienti delle aste ci si può imbattere nella locuzione latineggiante "aurum barbarorum" che non trovo utilizzato da nessun'altra parte ne' in fonti ne' in studi. Da quanto ho capito si dovrebbe trattare di un neologismo coniato da Leu Numismatik per identificare una "collezione" di monete in vendita nelle loro aste (con successo, visti i prezzi che raggiungono questi lotti). In precedenza Leu accumunava queste monete alla voce "pseudo-imperial coinage", (così come fanno altre case d'asta che propongono siffatti oggetti) ma il termine "aurum barbarorum" è decisamente più accattivante ed attraente da punto di vista comunicativo. E riuscire a comuncare bene ed in modo accattivante la propria merce permette di massimizzare vendite col massimo risultato. Questi oggetti monetali parrebbero essere accomunati da una sola o alcune di queste caratteristiche: Coniazioni pseudo-imperiali imitative e/o interpretative prodotte da non meglio precisate popolazioni barbare metallo: oro o tondelli in metallo vile dorato presentano fori passanti presentano appiccicagnoli o segni di averne avuti in precedenza datati dalla vulgata al tardo III-IV secolo Ma cosa sono queste monete? Una produzione di lusso/simbolica di qualche gens barbarorum dell'europa dell'est nord-est? I tanti esemplari con foro passante ed appiccicagnolo non farebbero pensare a moneta circolante nel senso stretto, quanto a donativi di beni simbolici. Sono materiali moderni di invenzione? Qui sotto alcuni esempi presi da aste odierne e passate di Leu. PS: Tra parentesi le stesse (pseudo-)monete di pseudo-Sponsiano, qualora non fossero frutto di produzione recente, parrebbero avere le stesse caratteristiche di essere interpretative Si era accennato a queste monete anche in questa discussone: il più grosso centro europeo di ricerca su queste monete è Varsavia Alexander Bursche, che ho avuto il piacere di conoscere, ha pubblicato molte cose e tra i suoi scritti troverai anche un sito di un gruppo di lavoro pilotato proprio da lui che si occupa di queste monete - IMAGMA saluti Alain 1 1 Cita
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