max-bg Inviato 9 Giugno, 2007 #1 Inviato 9 Giugno, 2007 Ciao a tutti, premetto che di moente di zecche del sud proprio non ne so niente :( .... Mi è capitato x caso questa moneta, che gaurdano su cataloghi ho cosi identificato: Denaro Carlo I d'Angiò 1266-1285 D:\ Croce Gigliata R:\ Fiordaliso sul Crescente Peso: 0.6g Ora ho uan serie di domande x gli esperti: 1) E' un denaro?? o un doppio denaro (che ho visto su un catalogo essere raro) 2) Sul catalog d'asta che ho usato non sapevano dire se la zecca fosse Brindisi o Messina.. voi che ne dite? 3) L'identificazione è giusta? Grazie a tutti Max Cita
fedafa Inviato 10 Giugno, 2007 #2 Inviato 10 Giugno, 2007 E' un denaro, la zecca potrebbe essere Brindisi o Messina (in pratica le monete delle due zecche sono identiche) è considerata Rara e la tua è anche in buona conservazione. In un asta del 2005 un esemplare BB stava sui 40 euro. Il riferimento dovrebbe essere Spahr 47. Cita
max-bg Inviato 10 Giugno, 2007 Autore #3 Inviato 10 Giugno, 2007 Ciao, grazie x le belle notizie! Non pensavo di trovare qlc di simile in un lotto misto... Peccato che io non faccio tali zecche e che quindi la utilizzerò x scambi.. A presto Max Cita
Horben Tumblebelly Inviato 10 Giugno, 2007 #4 Inviato 10 Giugno, 2007 Comunque il titolo dovrebbe essere cambiato poichè la moneta è un Denaro e non un Gigliato (i.e., http://www.lamonetapedia.it/index.php/Gigliato e http://www.lamonetapedia.it/index.php/Monete_di_roberto) ed inoltre il Gigliato fu coniato a partire da Carlo II d'Angiò e non da Carlo I. Questo denaro, di recente, si tende ad attribuirlo a Brindisi più che a Messina. Il peso medio del denaro di questo tipo oscilla ca. tra i 0,50 grammi e i 0,70 grammi. Cita
polase Inviato 11 Giugno, 2007 #5 Inviato 11 Giugno, 2007 atteso che il denaro ed il doppio denaro sono praticamente uguali (o meglio, nel caso di specie non è facile individuare le differenze) l'unico elemento che fa propendere per il denaro è il peso... I riferimenti sul Biaggi: Denaro 497 Doppio Denaro 495 PS Biaggi attribuisce le due monete a Brindisi. Cita
odjob Inviato 11 Giugno, 2007 #6 Inviato 11 Giugno, 2007 Salute ,ritengo che il denaro di Carlo D'Angiò sia attribuibile alla zecca di Brindisi poichè ,come si è detto il Biaggi lo classifica come emesso dalla zecca di Brindisi,e il MIR di Varesi non lo classifica come emissione di Messina e da ciò si evince l'attribuzione alla zecca di Brindisi. ---SALUTONI --ODJOB Cita
max-bg Inviato 11 Giugno, 2007 Autore #7 Inviato 11 Giugno, 2007 Ciao a tutti, grazie x le esaurienti risposte... Sul fatto che none ra un gigliato ma bensi un denaro, perdonatemi.. ma proprio non lo sapevo!! Ho visto un giglio... e dunque x me era un gigliato!! :P X il peso: io ho misurato 0,6g.. è dunque un denaro? Grazie a tutti Max Cita
Horben Tumblebelly Inviato 11 Giugno, 2007 #8 Inviato 11 Giugno, 2007 X il peso: io ho misurato 0,6g.. è dunque un denaro? 236884[/snapback] Max effettivamente come già scritto la moneta è un denaro. atteso che il denaro ed il doppio denaro sono praticamente uguali (o meglio, nel caso di specie non è facile individuare le differenze) l'unico elemento che fa propendere per il denaro è il peso... Individuare un multiplo di denaro del periodo svevo o angioino è piuttosto facile, soprattutto se si fa riferimento al peso. Il problema talvolta è stabilire se effettivamente il multiplo è un doppio denaro o un triplo, per esempio (taluni affermano che i tripli sono solo doppi). In soldoni un doppio denaro ha un peso medio pari a 1,40 grammi, in alta conservazione (e almeno con il tondello completo). Se la moneta presenta delle piccole mancanze di metallo e/o risulta essere consunta tale da far perdere tenore al metallo, al di sopra del grammo già può considerarsi un doppio denaro e non un denaro (dipende poi dalla entità dell'eventuale mancanza di metallo poter dire con grossa approssimazione che si tratta di un doppio denaro o addirittura di un triplo). Altro fattore di discriminazione tra un doppio o un singolo denaro è anche il diametro medio: nel caso del denaro esso ha la misura media di 16 mm, nel caso del doppio 20 mm (ciò si suppone sempre con tondello della moneta completo o pressochè completo). Altro fattore concretamente utile è l'espediente di valutare le proporzioni delle figure e della legenda rispetto al campo; doppi denari e denari presentano dimensioni relative differenti. Comunque esiste anche una corrente di pensiero secondo cui i multipli di denaro nella monetazione di Carlo I d'Angiò non sono da considerarsi multipli (o almeno la maggior parte di essi) bensì sono semplicemente delle monete di ostentazione e presentazione, rifacendosi alle informazioni dell'epoca secondo cui alcuni denari leggermente più grandi rispetto a quelli di comune circolazione servirono da presentazione ai giustisieri e/o ai sindaci per la nuova moneta di biglione (rispetto alla sveva) introdotta da Carlo. Queste monete di presentazione erano fatte visionare durante apposite assemblee e riunioni tramite delegati del sovrano. In effetti questa corrente di pensiero, data la frequenza dei ritrovamenti di presunti multipli e date le circostanze di ritrovamento, tendono a far abbandonare questa ipotesi. Cita
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