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Se in un campo Inglese trovano 432 monete Romane d'argento


vickydog

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dall’articolo riportato sopra evidenzio due elementi in grassetto:

il primo : il fatto che un rinvenimento con MD venga connotato come ‘provenienza sicura’. Da noi la provenienza sicura e’ propria opposta al concetto di MD 😄

la seconda: il concetto di non interesse da parte sello Stato se le monete esistono gia’ nelle sue raccolte e quindi lo Stato garantisce al ritrovatore e al proprietario del fondo ove vengono rinvenute le monete il diritto e la libertà di godere del proprio ritrovamento. 
Che civiltà..

 

 

La prima parte del tesoro è stata venduta a un importo al di sopra delle nostre aspettative, ma quando si ha una provenienza sicura come questa il valore aumenta davvero. Il tesoro era stato sparso su un terzo di acro – un acro equivale 4046,87 metri quadrati – a causa dei disturbi causati dall’aratura ed è stato registrato ai sensi della legge sui tesori”. Dopo la registrazione, le monete furono restituite al cercatore poiché il tesoretto non era d’interesse dello Stato, probabilmente perché nei musei esistono già le stesse monete.

La legge inglese è molto liberale, anche in tal senso. Se lo Stato è interessato a un oggetto trovato da un privato nel terreno, lo acquista a prezzo di mercato. Se lo Stato non è interessato, colui che l’ha trovato può disporne come meglio gli pare.

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Supporter

Buongiorno @CdC sarebbe da spostare in rassegna stampa.

 

Trova in un campo 432 monete romane d’argento. Le prime 73 sono andate all’asta nelle ore scorse. Guadagno: 17.825 euro

 

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di Redazione
Stile arte è un quotidiano di cultura, arte e archeologia fondato da Maurizio Bernardelli Curuz nel 1995

Londra, 6 dicembre 2023 – E ora, all’asta, con tutte le autorizzazioni. Metà dell’incasso andrà al detectorista che ha trovato il tesoro. L’altra metà al proprietario del terreno in cui il tesoro era sepolto. Primo round, 17mila e 825 euro di guadagno.

Tutto parte da lontano e approda alla cronaca in queste ultime ore. Era il gennaio 2020 quando un appassionato di metal detector, perlustrando un campo vicino a Fakenham, nel Norfolk, aveva trovato la prima moneta d’argento. Eccola.

 

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Osservandola da vicino, l’uomo – che ha voluto mantenere l’anonimato – si è reso conto che era una siliqua di epoca tardo romana. La siliqua è il termine coniato dai numismatici contemporanei per identificare una moneta romana d’argento dal valore di 1/24 di solido, la cui prima emissione risale al 323 d.C. ad opera di Costantino I. Il termine “siliqua” deriva dal nome dei semi del carrubo.

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Il risultato della prima giornata di ricerca @ Noonas casa d’aste

Ma torniamo a quel campo freddo di gennaio. Il cercatore, inebriato dalla scoperta, passò il resto della giornata a “spazzolare” – questo è il termine gergale dei detectoristi, che indica l’oscillazione imposta all’estremità inferiore dello strumento di rilevamento, durante la ricerca – e, nelle vicinanze, trovò in totale 40 monete.

Al ritorno, nel giorno successivo, ne recuperò altre 40.

“Con i blocchi dovuti al Covid ci sono voluti due anni prima che il totale raggiungesse le 432 monete d’argento. La posizione di ciascuna moneta è stata tracciata, utilizzando un’unità GPS. – commentano gli esperti della casa d’aste Noonas – Le prime 73 monete sono state offerte a Noonans Mayfair in un’asta di monete antiche e antichità ieri (martedì 5 dicembre 2023). Sono state vendute al 100% e hanno ottenuto un valore di aggiudicazione di 15.285 sterline contro una stima pre-vendita di 10.000-12.500 sterline”. La cifra di aggiudicazione equivale a 17.825 euro.

Dopo la vendita, Nigel Mills, specialista in monete e artefatti presso Noonans, ha commentato: “La prima parte del tesoro è stata venduta a un importo al di sopra delle nostre aspettative, ma quando si ha una provenienza sicura come questa il valore aumenta davvero. Il tesoro era stato sparso su un terzo di acro – un acro equivale 4046,87 metri quadrati – a causa dei disturbi causati dall’aratura ed è stato registrato ai sensi della legge sui tesori”. Dopo la registrazione, le monete furono restituite al cercatore poiché il tesoretto non era d’interesse dello Stato, probabilmente perché nei musei esistono già le stesse monete.

La legge inglese è molto liberale, anche in tal senso. Se lo Stato è interessato a un oggetto trovato da un privato nel terreno, lo acquista a prezzo di mercato. Se lo Stato non è interessato, colui che l’ha trovato può disporne come meglio gli pare.

Gli inglesi incentivano, in particolar modo, le ricerche con metal detector nei campi agricoli. Lì il terreno è stratigraficamente sconvolto dagli aratri. Ed è meglio – pensano i britannici a differenza degli italiani – recuperare ciò che è possibile, evitando che sia schiacciato dai trattori o disperso su aree ancora più ampie. Il ritrovamento, avvenuto su una superficie di un terzo di acro, dimostra che il vaso o l’accumulo nel sacco, fu centrato dalla punta dell’aratro, scompaginato, e trascinato tra le zolle frante.

“È probabile che il tesoro sia stato depositato all’inizio del V secolo d.C. con l’ultima moneta di Onorio risalente non più tardi del 402 d.C. – afferma lo specialista della casa d’aste inglese – Altri tesori romani in oro e argento ritrovati anche nell’East Anglia, come i tesori di Hoxne e Thetford, riflettono la ricchezza e l’importanza dell’area”.

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La moneta di Teodosio @ Noonas casa d’aste

La moneta più interessante di questo tesoro è un Terzo Miliarensis d’argento (nella foto qui sopra), estremamente raro, emesso da Teodosio nel 380 d.C. e venduto a un collezionista privato per £ 3.400 contro una stima di £ 2.000-2.600 [lotto 137]. La moneta ha sul rovescio una Fenice in piedi su un globo con la leggenda PERPETVETAS. A quel tempo l’impero era governato congiuntamente da Graziano, dal suo fratellastro Valentiniano II e da Teodosio, quindi questa moneta, insieme a un esempio di ciascuno degli altri due co-imperatori, avrebbe potuto fornire un pagamento donativo di un Miliarensis che celebrava una vittoria militare. Questa moneta è solo il quinto esemplare conosciuto insieme agli altri quattro presenti nei musei.

Discovery archaeological

 

Edited by Vel Saties
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3 ore fa, numa numa dice:

dall’articolo riportato sopra evidenzio due elementi in grassetto:

il primo : il fatto che un rinvenimento con MD venga connotato come ‘provenienza sicura’. Da noi la provenienza sicura e’ propria opposta al concetto di MD 😄

la seconda: il concetto di non interesse da parte sello Stato se le monete esistono gia’ nelle sue raccolte e quindi lo Stato garantisce al ritrovatore e al proprietario del fondo ove vengono rinvenute le monete il diritto e la libertà di godere del proprio ritrovamento. 
Che civiltà..

 

 

La prima parte del tesoro è stata venduta a un importo al di sopra delle nostre aspettative, ma quando si ha una provenienza sicura come questa il valore aumenta davvero. Il tesoro era stato sparso su un terzo di acro – un acro equivale 4046,87 metri quadrati – a causa dei disturbi causati dall’aratura ed è stato registrato ai sensi della legge sui tesori”. Dopo la registrazione, le monete furono restituite al cercatore poiché il tesoretto non era d’interesse dello Stato, probabilmente perché nei musei esistono già le stesse monete.

La legge inglese è molto liberale, anche in tal senso. Se lo Stato è interessato a un oggetto trovato da un privato nel terreno, lo acquista a prezzo di mercato. Se lo Stato non è interessato, colui che l’ha trovato può disporne come meglio gli pare.

 

Ma come ti spieghi questa diversità di legislazione fra noi e gli inglesi, personalmente non credo che gli inglesi siano più stupidi di noi.

Faccio veramente fatica a trovare una spiegazione logica di questo fenomeno e sarei grato a chiunque mi volesse fornire delle spiegazioni. 

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5 minuti fa, torpedo dice:

Ma come ti spieghi questa diversità di legislazione fra noi e gli inglesi, personalmente non credo che gli inglesi siano più stupidi di noi.

E se invece fossero piu’ intelligenti? 😌

non e’ questione d’intelligenza bensi di saper gestire il proprio patrimonio culturale badando da un lato alla salvaguardia d’altro stando attenti a non ledere gli interessi del singolo, del cittadino i cui diritti in UK vengono riconosciuti e tutelati 

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Supporter
9 minuti fa, torpedo dice:

come ti spieghi questa diversità di legislazione fra noi e gli inglesi

Alla base c'è il fatto che in Italia tutto quello che trovi nel sottosuolo è di proprietà dello stato.
sia che trovi un bene archeologico o del petrolio. E se il terreno fosse tuo la proprietà immobiliare è riferita alla superficie, in profondità è proprietà dello stato

in particolare l'art. 91 codice dei beni culturali, approvato con il D.Lgs. n. 42 del 2004, prevede che le cose indicate nell'art. 10 stesso codice, ossia i beni archeologici, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, appartengono allo Stato, se ne deve trarre che la presenza in Italia di un bene archeologico costituisce prova logica della provenienza dal sottosuolo o dai fondali marini italiani; salva, naturalmente, la prova contraria, di cui è onerato il privato che intenda far valere il contrario.

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7 minuti fa, Vel Saties dice:

Alla base c'è il fatto che in Italia tutto quello che trovi nel sottosuolo è di proprietà dello stato.
sia che trovi un bene archeologico o del petrolio. E se il terreno fosse tuo la proprietà immobiliare è riferita alla superficie, in profondità è proprietà dello stato

in particolare l'art. 91 codice dei beni culturali, approvato con il D.Lgs. n. 42 del 2004, prevede che le cose indicate nell'art. 10 stesso codice, ossia i beni archeologici, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, appartengono allo Stato, se ne deve trarre che la presenza in Italia di un bene archeologico costituisce prova logica della provenienza dal sottosuolo o dai fondali marini italiani; salva, naturalmente, la prova contraria, di cui è onerato il privato che intenda far valere il contrario.

 

Grazie, ma la normativa italiana la conoscevo già.

Mi interessava di più capire il tuo punto di vista e cioè capire se a tuo parere, non sarebbe auspicabile una diversa normativa più simile ad esempio a quella anglosassone.

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Supporter
2 minuti fa, torpedo dice:

Grazie, ma la normativa italiana la conoscevo già.

Mi interessava di più capire il tuo punto di vista e cioè capire se a tuo parere, non sarebbe auspicabile una diversa normativa più simile ad esempio a quella anglosassone.

 

Penso che sia inutile ragionare del sesso degli angeli. Non ci sarà mai un cambio di tendenza. La mentalità e l'approccio sono troppo diversi. In Inghilterra sono liberisti. in Italia no, siamo figli della burocrazia che tutto vuol controllare e regolamentare. A torto o a ragione non sta a me dire.

Ed in UK hanno il senso dello stato. in Italia no.

Quindi in Italia c'è chiusura e repressione là dove ci sarebbe dispersione per motivi economici dell'enorme patrimonio culturale.
In UK si lascia alla buona volontà ed al senso civico generalemnete presente nella popolazione. E riescono a gestire una marea di informazioni che qui da noi si ottengono solo col lavoro (costoso) di archeologi ed affini.

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7 minuti fa, Vel Saties dice:

Penso che sia inutile ragionare del sesso degli angeli. Non ci sarà mai un cambio di tendenza. La mentalità e l'approccio sono troppo diversi. In Inghilterra sono liberisti. in Italia no, siamo figli della burocrazia che tutto vuol controllare e regolamentare. A torto o a ragione non sta a me dire.

Ed in UK hanno il senso dello stato. in Italia no.

Quindi in Italia c'è chiusura e repressione là dove ci sarebbe dispersione per motivi economici dell'enorme patrimonio culturale.
In UK si lascia alla buona volontà ed al senso civico generalemnete presente nella popolazione. E riescono a gestire una marea di informazioni che qui da noi si ottengono solo col lavoro (costoso) di archeologi ed affini.

Il discorso è complicato. Da un lato, con una normativa come quella anglosassone sarebbe più facile anche per noi avere senso dello stato, dal momento che non si avrebbe il "terrore" dei ritrovamenti: qui se ti imbatti in qualcosa sai che ne verranno solo grane, con sequestri e azioni giudiziarie infinite, per cui la soluzione più semplice è inevitabilmente quella di far sparire tutto sottobanco. In Inghilterra invece si ha tutto l'interesse a chiamare gli enti competenti, che possono procedere (rapidamente peraltro) a studio e valutazione del materiale e a un eventuale acquisto.

D'altro canto, una normativa come quella anglosassone in Italia sguinzaglierebbe legioni di cercatori, e il passaggio dal detector alla ruspa sarebbe piuttosto rapido... Francamente il sottosuolo laziale (ma anche del resto d'Italia) è un pelo più ricco di quello del Northumberland, e rischieremmo di fare disastri dal punto di vista della ricerca archeologica.

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Gli italiani (non tutti ma la maggioranza temo, per esperienza diretta e trasversale) vivono alla perenne ricerca di una scorciatoia, anche di fronte alla legge…

 

Abbiamo mafie, camorre, ndrine, sacre corone unite, vogliamo proprio servirglielo su un piatto d’argento sto benedetto patrimonio culturale?

 

Ripuliamo il paese, poi vediamo di raddrizzare la mentalità della popolazione, poi ci sarà spazio per il resto…

 

Ma, concordo, non succederà mai.

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Supporter
3 minuti fa, Gallienus dice:

è un pelo più ricco di quello del Northumberland

giusto un filino 😆

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Supporter

Ricordare che si discute di terreni "privati" inglesi e non ville comunali inglesi ?

Far notare che monete rarissime del MANN sono state vendute senza che ad oggi ancora niente si sia mosso mentre al British qualche testa è volata ?

Vuoi vedere che adottiamo la legge inglese e poi scopriamo che è stato Jenkins l'ultimo a vedere i ripostigli siciliani ?

Abbiamo più "robba" del Northumberland , sicuramente, ma anche meno addetti in tutto il territorio nazionale che in quella regione....dai un paio in più ma non hanno "rullini" per le foto (cit.)

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6 ore fa, Gallienus dice:

Francamente il sottosuolo laziale (ma anche del resto d'Italia) è un pelo più ricco di quello del Northumberland

Infatti il risultato è: Ritrovamenti (ufficiali) Zero. Tombaroli a bizzeffe*.  Reperti in possesso dello Stato: sempre Zero.

Questa(!) legislazione è un un regalo alle cosche, le quali lucrano su ogni cosa illecita, perché il bravo cittadino non lo fa. 

 

*c'era persino un servizio su le Iene pochi mesi fa

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26 minuti fa, vickydog dice:

Infatti il risultato è: Ritrovamenti (ufficiali) Zero. Tombaroli a bizzeffe*.  Reperti in possesso dello Stato: sempre Zero.

Questa(!) legislazione è un un regalo alle cosche, le quali lucrano su ogni cosa illecita, perché il bravo cittadino non lo fa. 

 

*c'era persino un servizio su le Iene pochi mesi fa

 

Lo ben so.

Tipico problema italico, dover scegliere tra una toppa che rischia di esser peggio del buco e il non far nulla, perché tutte le possibili soluzioni reali danno fastidio a qualcuno, andando inevitabilmente a toccare qualche atavico privilegio.

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